Manutenzione ruota libera Mavic mozzi QRM+

Smontaggio ruota libera

Tempo di lettura: 6 minuti

Smontaggio ruota libera

Ruota libera o corpetto che dir si voglia. In pratica lì dove alloggia il pacco pignoni.

Ogni mozzo è storia a sé, ogni produttore ha la propria soluzione per avvitare questo supporto al mozzo e ogni produttore, ovviamente, sostiene che la propria tecnologia è la migliore.

A noi quale e soprattutto se vi sia una soluzione tecnica effettivamente superiore all’altra interessa poco o nulla.

A noi serve sapere come accedere al meccanismo della ruota libera, pulirlo e lubrificarlo. E poiché, appunto, ogni azienda ha la propria tecnologia, non esiste una procedura univoca, adatta a qualunque mozzo. Non solo tra produttori diversi ma anche prendendo in esami mozzi di identico marchio.

Quindi l’unica via percorribile è sfruttare ogni occasione in cui mi trovo una ruota tra le mani. Occasioni molto diradate, il blog esige ogni momento che non devo dedicare ad altro e l’attività della mia officina domestica è stata sacrificata.

Però mi sono trovato queste Mavic Cosmic Carbone Sl: vecchiotte, decisamente malmesse, vittime di precedenti proprietari o meccanici poco accorti e mi sono detto che si, poteva valerne la pena ricavarci un articolo.

Che significa, all’atto pratico, impiegare due ore per fare ciò che chiuderei in meno di cinque minuti se non dovessi fotografare e filmare le varie operazioni. 

Perché, credetemi, lubrificare la ruota libera di questi mozzi Mavic a tecnologia QRM+ richiede davvero meno di cinque minuti.

Pensate che non è necessario nemmeno rimuovere il pacco pignoni. Io l’ho fatto ma per ottenere una miglior resa fotografica.

Due chiavi a brugola, sviti, sfili via, pulisci, lubrifichi, riavviti. Ecco tutto. 

Però devi sapere cosa svitare, quindi iniziamo e lo facciamo partendo dal lato sinistro, cioè quello opposto alla ruota libera. 

E, tanto per cambiare contraddicendomi, ecco che iniziamo non con lo svitare ma con lo sfilare: il cappuccio che copre l’asse, anzi il semiasse come vedremo.

Questo ci permette accesso al primo dei due ingaggi a brugola che dovremo sfruttare. In questo caso serve una chiave da 10.

I più che evidenti segni nella sede esagonale mostrano con quanta poca cura questo mozzo è stato trattato. Vabbè.

Spostiamoci sull’altro lato del mozzo, a destra, dove abbiamo il secondo ingaggio; questo è per chiave da 5.

 

Bene, ora sappiamo che esistono due ingaggi, quindi impegniamoli.

Svitiamo, come sempre in questi casi è bene agire in contemporanea da ambo i lati. Ossia non tenere fermo un lato e svitare solo l’altro ma far lavorare insieme gli attrezzi. Migliora la leva e soprattutto non si determinano sforzi anomali che potrebbero danneggiare le sedi esagonali. Come ha fatto chi ha avuto queste ruote in mano prima di me…

Sfiliamo via il primo semiasse.

Andiamo sull’altro lato e sfiliamo via anche il secondo semiasse.

Almeno chi ha lavorato su questo mozzo ha avuto l’accortezza di ingrassarlo…

Altro cambio per sfilare via il corpetto dal suo alloggiamento.

Con delicatezza, sempre. Qualunque sia il mozzo su cui stiamo lavorando. La possibilità che i cani, ossia i dentini che fanno presa sulla cremagliera interna, volino via c’è sempre.

Non con questo mozzo, forse, perché la lavorazione delle sedi dei cani è tale che il pericolo è potenzialmente scongiurato. Ma usare prudenza fa sempre bene.

Io sono stato prudente e i cani non sono volati via. E sarebbe stato un problema perché, come mio solito, la finestra era aperta…

Questo mozzo ne prevede due. Nel dettaglio ne ho aperto uno completamente per mostrarvi la piccola molla.

Che è un altro di quei minuscoli pezzi che tendono a saltar via. Ma pure per loro Mavic ha provveduto a creare una sede tenace, quindi in linea di massima non dovreste incontrare problemi che nemmeno la nota trasmissione “Chi si è visto si è visto” potrebbe risolvere.

Quello che invece per sbadataggine potreste perdere è la rondella che è frapposta tra il cuscinetto solidale al mozzo e quello del corpetto: se vi è rimasta dentro, come è giusto accada, sfilatela via e mettetela da parte.

Brevissimo intermezzo.

Se qualcuno si sta interrogando sulla funzione dell’ingaggio esagonale che abbiamo visto sul corpetto, soddisfo la curiosità: è il “coperchio” del suo cuscinetto, cioè di quello del corpetto stesso. 

Torniamo ai nostri cani.

Una pinzetta o anche a mani nude e piano li togliamo. 

Vengono via subito quindi VIETATO FORZARE.

Se oppongono resistenza vuol dire che il movimento è sbagliato. Vanno leggermente sollevati all’indietro e poi sfilati. 

Mettiamo pure loro da parte.

Secondo uno schema di impaginazione che sembra stia incontrando il vostro gradimento, ecco il primo video per illustrare le fasi sin qui descritte.

Possiamo proseguire.

Sgrassante e pennello: una buona pulita, eliminando con cura tutti i residui di precedenti lubrificazioni. 

Soprattutto la sede dei cani deve essere perfettamente linda. Ossia questa.

Che dopo aver pulito e asciugato con cura andremo a riempire di olio denso. Molto denso. Tanto denso. Densissimo.

Possiamo installare di nuovo i cani; che ricordo su questo mozzo sono due, quindi pulizia e lubrificazione vanno eseguite su entrambi. Considerazione banale? Forse, ma alle volte…

I cani sappiamo agiscono sulla cremagliera, quella circonferenza dentata posta all’interno di qualunque corpetto. 

Possono variare tante cose tra un produttore e l’altro ma non questo sistema. Che deve essere pulito per bene e lubrificato, sempre con olio molto denso. Possiamo avere la cremagliera interna al corpetto e i cani sul mozzo come in questo caso o la cremagliera ricavata nel mozzo e i cani sul corpetto: ma il principio di funzionamento a cremagliera è sempre lo stesso.

Inutile eccedere con l’olio, finirebbe solo con l’essere espulso. Ricordate sempre che c’è una bella differenza tra lubrificare e condire l’insalata.

Ecco il secondo video

Ora possiamo iniziare a rimontare il tutto.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Hai fatto bene a scrivere della manutenzione di questi mozzi: Seppur vecchie, sono ruote (e mozzi) molto diffusi e alcuni concetti valgono anche per l’attuale produzione. Non ho verificato ma anche le mie Mavic Ksirium dovrebbero essere fatte così.
    Una sola domanda: riumuovere lo schermo dei cuscinetti e applicare nuovo grasso non era fattibile?

    Daniele

    • Elessarbicycle

      Ciao Daniele, era fattibile ma inutile in questo caso. I cuscinetti, diversamente dalla ruota, sono piuttosto recenti e scorrono bene.
      Non è un articolo pianificato questo ma nato dall’occasione, quindi mi sono mantenuto sul necessario visto che non sono ruote mie.

      Fabio

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