Manifestazione a Roma del 16 novembre contro la mobilità sostenibile: togli la maschera della propaganda e resta il nulla

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Sta suscitando scalpore e, cosa che male non fa giusta indignazione, la manifestazione indetta nella Capitale dal partito della premier nella stessa giornata ONU in ricordo delle vittime della strada, per protestare contro le politiche per la mobilità sostenibile della giunta Gualtieri.

Stavolta ad occuparsene non solo qualche testata di settore ma spazio c’è pure sulla stampa generalista.

Però trattando la cosa come folklore o al più con trite frasi di circostanza per condannare la scelta.

Nessuno si è soffermato sull’analisi del messaggio che questa manifestazione vuole propagandare.

Si certo, adesso si chiama comunicazione per darle un tono, ma sempre propaganda è; marketing politico: ma di bassa lega.

Guardiamo insieme la locandina.

Non solo sembrano richiesta logiche e condivisibili, addirittura alcune sono nostre, nostre di noi pedalatori.

Soprattutto quel “no a ciclabili inutili”.

Quante volte ci siamo scagliati contro le ciclabili senza senso, create per sperperare soldi pubblici, dare l’appalto all’amico, costruire il recinto che si trasforma in ghetto senza sbocco?

Io l’ho fatto, pubblicando alcuni video in cui le mostro. E, sia chiaro, quelle ciclabili inutili le ha volute un sindaco che milita nelle file del partito della premier.

E poi: no ZTL. Giustissimo, anche se qui forse per distrazione o incompetenza, o forse tutte e due, avrebbero dovuto aggiungere “senza senso”.

Una ZTL mal fatta, che non tiene conto dei flussi di traffico e delle infrastrutture presenti non fa altro che spostare il problema traffico e inquinamento da una parte all’altra della città. Spesso peggiorando i livelli sia dell’uno che dell’altro.

A chiudere il “No città 30 senza criterio”. Verissimo.

Una città 30, l’ho spiegato in molti articoli, quindi tutto quello che dico è sempre dimostrabile, non è un limite di velocità e basta.

E’ un complesso ecosistema che prevede attenta pianificazione, corretta gestione dei flussi di traffico, ampia presenza di infrastrutture, rete di trasporto pubblico efficiente.

Ma allora dove sta l’inganno? Perché inganno c’è.

Il primo indizio è l’incipit con cui la manifestazione del 16 novembre è stata lanciata sui canali social ” Basta con la mobilità ideologica di Gualtieri”.

Qui abbiamo un cavallo di battaglia della destra populista e sovranista, che da sempre definisce ideologica ogni politica o decisione in favore dell’ambiente.

Uno strumento propagandistico che serve a contrapporre una scelta definita ideologica, quindi presa solo per atto fideistico, al buon senso, quello loro, che dicono “si ok, il problema c’è, ma serve risolverlo con pragmatismo, senza derive ideologiche”.

Peccato che storia e cronaca dimostrano come per loro l’approccio di buon senso significa semplicemente dire no a tutto, per precisa scelta ideologica. 

E’ un vecchio trucco della propaganda, quello dei treni in orario ci ha costruito le sue fortune e le nostre sfortune, quello di incolpare gli altri dei proprio comportamenti.

E’ il vittimismo di cui la destra è da sempre maestra. Gridano contro l’egemonia culturale della sinistra e poi occupano tutti i gangli. Sbraitano se qualcuno gli sbatte in faccia le loro menzogne e poi attaccano a testa bassa mettendo alla pubblica gogna chiunque non la pensi come loro. Si trincerano dietro la libertà di pensiero per poter dire qualunque cosa senza pagarne le conseguenze e poi accusano chi li smaschera di volergli togliere la parola. Limitano le libertà ma guai a toccare le loro.

Come quel generale in pensione che ora siede al Parlamento Europeo, che prima le spara e poi non ha manco il coraggio di sostenerle. 

“eh, ma quella è la X della scheda”, oppure “eh, ma è la femmina del passero”. 

Già, perché poi a questi gli manca pure il coraggio delle proprie parole, non dico idee che sarebbe millanteria.

Cosa c’entra il personaggio visto che è vicesegretario di altro partito? C’entra per due motivi. Il primo è che si rivolge ai delusi dai voltafaccia  della premier, il secondo è che in politica il tuo avversario non è il fronte ma il tuo collega di coalizione, quindi la manifestazione altro non è che portare dalla propria parte quelli che adesso si sdilinquiscono per il generale.

La scelta della data, nella giornata che commemora le vittime della strada che sono nella quasi totalità ciclisti e pedoni uccisi da conducenti di veicoli a motore ha indignato molti, non me. La scelta è per dare clamore ma dietro non c’è alcun raffinato piano, sono certo che manco sanno della ricorrenza ONU. Non sono così preparati. Sia loro che chi lo osanna.

E poi ci sono gli slogan che lanciano la manifestazione.

Dove quello paradigmatico è proprio il “No alle ciclabili inutili”, perché di fatto abbraccia ciò che molti ciclisti chiedono.

Ma quello che smaschera la propaganda è la disonestà, che non posso definire intellettuale giacché presupporrebbe intelletto.

Mentre il nostro è un no alle ciclabili inutili in favore di ciclabili sicure, ben studiate, con piena dignità di rete viaria e costruite nel rispetto delle normative, il loro è un no e basta, che si nasconde dietro l’apparente buon senso per negare e basta.

Quindi per la destra qualunque ciclabile è inutile perché inutile l’idea di ciclabile, di mobilità sostenibile, di salvaguardia del pianeta.

Una impostazione puramente propagandistica, perché pure qui, ammetto, definirla ideologica e quindi con una idea alla base, sarebbe millanteria. 

Tolta la maschera, resta il nulla. Il loro.

Questa la versione in video, ecco il link diretto oppure miniatura in basso.

Buone pedalate

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