Le nuove Trek Émonda SLR e SL

Émonda SLR e SL

Tempo di lettura: 5 minuti

Émonda SLR e SL

Due le versioni: Émonda SRL e Émonda SL, in comune le forme del telaio e l’essere frenate a disco. Cambiano allestimenti, materiali e soprattutto i prezzi, con la SL che a fronte di alcune rinunce guadagna un listino nella versione d’attacco davvero aggressivo.

La Émonda SRL prevede un telaio in carbonio OCLV 800 (ossia il carbonio laminato brevetto Trek), con una rigidità superiore indicata nel 30% e un peso inferiore di 60 grammi rispetto a un OCLV 700. 

Dato che potrebbe far sorridere, lo so; che saranno mai 60 grammi? 

E potrebbe far sorridere la dichiarazione degli ingegneri Trek che valutano un guadagno di 60 secondi l’ora su tratti pianeggianti e 18 secondi l’ora su salite con pendenza dell’8%.

Ma sarebbe sbagliato, la Émonda SLR è una bici da gara, non per niente è quella usata dal Team Trek Segafredo.

Serve questo a un semplice amatore? No, non serve. 

Però io qui parlo da appassionato, ho la mia bici da corsa personale molto leggera e prestante e la presi per il gusto di averla non perché mi servisse.

Anche se tra età che avanza e acciacchi che non perdonano prediligo sempre più bici di impostazione meno estrema, ogni tanto torna quel ragazzino che pedalava pancia a terra e che si emoziona per bici così.

Il vantaggio areodinamico è reso evidente da questo grafico, dove sono raffrontate la vecchia e nuova versione Émonda.

Studio certosino in galleria del vento, con  la sezione dei tubi attentamente studiata proprio per favorire la penetrazione all’aria.

La Émonda SLR ha telaio, non verniciato, dal peso di 698 grammi e forcella di 395 grammi. Coperture consigliate 700×25-28, massima corone installabili 53/39 o 50 se configurata mono. Movimento centrale T 47, perno passante anteriore e posteriore in misura 100×12 e 142×12. Freni attacco flat mount.

La geometria è la H 1.5 Race, qui di seguito le quote.

 

 

Breve galleria fotografica della Trek SLR

La Émonda SL vanta la stessa foggia per i tubi ma in questo caso il telaio è in OCLV 500, più pesante ma che lascia anche il nostro portafoglio più pesante. E questo è un bene.

Stessi vantaggi areodinamici, stessa pulizia della linee con passaggio cavi interno molto pulito e di facile accesso, il manubrio è tradizionale. 

Il peso come detto sale, infatti telaio e forcella registrano rispettivamente 1142 e 380 grammi, non verniciati. A parte questo resta tutto uguale a livello di geometrie e standard tecnici di montaggio.

Altre gallerie, per versioni SL5, SL6 ed SL7.

 

Nel complesso la famiglia Émonda conta 10 versioni, equamente divise tra SL e SLR.

Variano allestimenti (e prezzi) all’interno di ogni versione, oltre come detto per il materiale del telaio.

Questi i link e i prezzi per le differenti versioni.

Émonda SL5 2.699 euro

Émonda SL6 3.399 euro

Émonda SL6 Pro 3.899 euro

Émonda SL7 5.699 euro

Émonda SL7 e Tap 6.099 euro

Émonda SLR6 6.199 euro

Émonda SLR7 6.699 euro

Émonda SLR7 e Tap 7.799 euro

Émonda SLR9 10.999 euro

Émonda SLR9 e Tap 10 10.999 euro

Anche per queste Émonda è prevista la personalizzazione con il Project One, un portale che permette di selezionare il modello e poi scegliere una colorazione personalizzata tra le molte disponibili; oltre ovviamente ad accessori e componenti, configurabili a piacimento. 

Insieme alle bici c’è stata anche la presentazione in dettaglio del manubrio integrato Aeolus e delle ruote in carbonio con profilo da 37 e 50 mm e con versioni che sfruttando una differente fibra di carbonio abbassano il prezzo di acquisto. 

Giriamo pagina e conosciamo la piega Aeolus.

COMMENTS

  • Giovanni74

    Non si può dire che sia una bicicletta che passa inosservata. Per anni e, Fabio lo sà, ho avuto qualche remora sulle biciclette da corsa totalmente in carbonio. Il freddo acciaio era il materiale che per anni mi ha regalato il brivido che cercavo. Poi un giorno complice un’occasione unica quanto rara ho acquistato una Dogma con Campagnolo Super Record. Già dalle prime pedalate ho dovuto fare un mazzetto delle remore e gettarle vie tante e tali erano le emozioni uniche alla guida. Questa Emonda già a guardarla sembra trasmettere quelle stesse sensazioni. Sensazioni futuriste di velocià, di scorevolezza, di brividi lungo la schiena. e lo stesso neurone di Fabio continua ad urlarmi “la voglio, la voglio, la voglio”, sarà il caso di chiuderlo nel ripostiglio fino a che non si calma, sopratutto visto l’ultimo volo che mi sono regalato a causa di un cane. Buon fine settimana a tutti

  • Benedetto Tozzi

    Buongiorno,

    Ritengo che l’aumento di prestazioni di cui si parla non sia sperimentabile dal ciclista medio e neanche da un amatore evoluto. Forse può venire fuori solo in condizioni limite fra professionisti dove il concetto di “marginal gain” assume un significato importante.
    Mi spiego, già affermare che con questa bici si recupera un tot secondi in una salita di un’ora a una data pendenza è scorretto.
    La velocità di ascesa varia percentualmente con la variazione percentuale del peso, quindi se non si dà come riferimento il peso del ciclista, perlomeno, il dato non ha alcun senso. Mi spiego meglio, se prendiamo un sistema bici + ciclista da 50 kg e uno da 100 kg avremo che un risparmio di 1 kg porterà il primo ad avere una velocità di ascesa del 2% superiore e il secondo del 1% superiore.

    Questione aerodinamica. Il corpo “tozzo” sulla bici siamo noi. Quindi la bici aero quello che sostanzialmente fa è permettere (a chi ne è capace fisicamente e non sono in molti) di stare basso e disteso in modo da ridurre la sezione frontale. Non serve la galleria del vento per capire questo. Inoltre, cosa di cui mai si parla, le bici si muovono a bassa velocità e quindi i vari vortici generati da tutto ciò che si incontra lungo la strada (alberi, auto che passano in direzione opposta, ecc, ecc) creano delle componenti di velocità paragonabili a quelle della bici stessa.
    Di conseguenza, tutti i vari calcoli fatti in galleria del vento hanno poco riscontro nel mondo reale (in un velodromo invece la questione cambia).
    Sempre restando in campo “aero” e andando un po’ off topic va anche detto che le famose “ruote aero” non riducono la resistenza dell’aria come molti credono ma semplicemente spostano la massa verso l’esterno aumentando il momento di inerzia della ruota stessa. Quindi, una volta lanciate, hanno un effetto volano maggiore e permettono di tenere la velocità in pianura più facilmente (ecco perché poi, per lo stesso motivo sono più difficili da rilanciare in salita).

    Comunque, senza vis polemica alcuna, credo che ormai tutto quello proposto sia solo marketing. Questa bici, con lo stesso ciclista, andrà come quella dell’anno scorso e come quella di 5 anni fa (che poi magari, avendo i freni classici erano anche più leggere).

    Saluti

    • Elessarbicycle

      Ciao Benedetto, cito dal mio testo: “La Émonda SRL prevede un telaio in carbonio OCLV 800 (ossia il carbonio laminato brevetto Trek), con una rigidità superiore indicata nel 30% e un peso inferiore di 60 grammi rispetto a un OCLV 700. Dato che potrebbe far sorridere, lo so; che saranno mai 60 grammi?

      E potrebbe far sorridere la dichiarazione degli ingegneri Trek che valutano un guadagno di 60 secondi l’ora su tratti pianeggianti e 18 secondi l’ora su salite con pendenza dell’8%.
      Ma sarebbe sbagliato, la Émonda SLR è una bici da gara, non per niente è quella usata dal Team Trek Segafredo.

      Serve questo a un semplice amatore? No, non serve.“.

      Credo questo chiarisca il mio pensiero, scevro da pregiudizio. Sono uno che crede nella libertà di tutti di pedalare come meglio credono, persino con una E-road che, oggettivamente, è un controsenso.
      Ma non posso accusare di scorrettezza le aziende che dichiarano queste performance.
      Sia perché reali, che un ciclista amatoriale le avverta o meno non significa non esistano (e il progresso lo dimostra) e sia perché qui parliamo di bici tutta votata alla prestazione.
      Non una turistica.

      Fabio

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