Le bici non pagano bollo ed RC, non devono circolare!
Tra le tante sciocchezze urlate in questi giorni di virulenta campagna d’odio contro i ciclisti, manovrata o meno lo scopriremo in futuro, questa del nostro “non diritto” a usare le pubbliche vie perché non paghiamo bollo e assicurazione è una delle più gettonate.
Ed è emblematica: dimostra l’ignoranza di chi ci attacca, gente che cita il Cds senza averlo mai letto o leggi che non esistono; enfatizza il rancore che hanno nei nostri confronti, come se fossimo dei privilegiati.
Che è lo schema propagandistico tipico per irretire le menti deboli, come le campagne contro i “professoroni”, colpevoli ai loro occhi di avere una cultura che loro non avranno mai.
Nel breve video che vi propongo in basso spiego perché le bici non pagano tassa di possesso (quella che gli analfabeti funzionali continuano a chiamare bollo) e non hanno RC obbligatoria.
Ma attenzione: non lo spiego a voi, che già lo sapete.
No, il mio scopo è fornirvi uno strumento chiavi in mano da sbattere in faccia a questi mentecatti. Anche per questo è solo video, un articolo non lo leggerebbero mai. Non ci riuscirebbero…
Non mi avete mai visto invitarvi a like e condivisioni, stavolta vi chiedo di usarlo, quando non avete voglia e tempo di scrivere di vostro pugno, per (di)mostrare agli odiatori il loro errore.
Servirà? No, ho capito che è come giocare a scacchi con un piccione provare a ragionare con queste persone.
Però abbiamo il dovere almeno di provarci.
Io ci metto la faccia, non mi tiro indietro perché noi siamo nel giusto. E siamo stanchi di subire. E se non lo siete voi, io si.
Ci riduciamo al loro livello a battibeccare sui social? Forse, ma non credo. La nostra forza è la verità delle nostre parole.
Questo il link diretto al video, miniatura in basso.
Il link del video, se vi serve condividerlo, lo ricavate dal video stesso, pulsante destro del mouse. Oppure potete condividere tutto l’articolo, scegliete voi.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.


Ma poi dovremmo assicurare anche le bici dei bambini, quelle degli studenti, delle nonne che vanno a fare la spesa, quella con cui si va a fare l’aperitivo? Quale sarebbe la discriminante ?
Ah boh, bisognerebbe chiedere agli analfabeti funzionali e al loro capo, che già una volta, in Parlamento, la butto lì.
Fabio
Purtroppo ho dovuto constatare con sommo dispiacere l’esistenza di tanti mentecatti anche tra i ciclisti: ho commesso l’imprudenza di condividere questo video su un gruppo FB di ciclisti ritenendo che potesse interessare ma con mia sorpresa sono stato sommerso di insulti da parte di quelli, quasi tutti, che si erano soffermati solo sul titolo e, interpretando il video con il significato opposto al proposito, hanno commentato di conseguenza, ho cercato di spiegarmi invitandoli a guardare il video, ma forse lo ritenevano troppo faticoso ed alla fine sono stato costretto ad eliminare il post… no comment!
Beh, è successo anche a me, visitatori occasionali, si son fermati alla foto. Succede. Io però non demordo…
Fabio
Ps. Se vuoi, per curiosità: quale gruppo?