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Ruote giramondo - Mattia P.

Ruote giramondo – Mattia P.

Buonasera 

Sto cercando un paio di ruote per poter fare un viaggio di più mesi in bicicletta.

La bici in questione sarebbe una specialized awol. Mi è parso di capire che ruote realizzate nello specifico per questo scopo non ne esistano.

Da quanto ho capito è importante il numero di raggi (36?), raggi in acciaio, nippli in ottone e mozzi e cerchi molto robusti. Il problema che districarsi tra tutte queste variabili non è affatto semplice, sapresti indicarmi qualche prodotto / marchio da cui fare partire le ricerche?

Eventualmente sarebbe meglio un prodotto standard oppure assemblare una ruota ad hoc?

Ciao Mattia, 

ruote per le tue necessità esistono già pronte; però non è filosofia di questo blog dare indicazioni su materiale mai personalmente testato. 

Però è filosofia del blog fornire elementi per poter trovare in autonomia la soluzione.

Con l’attuale tecnologia di raggi e cerchi (nonché i trascurati nippli), le 36 raggi stanno perdendo terreno. Una soluzione ormai ottimale per uso turistico è optare per ruote a 32 raggi.

E’ importante guardare il peso massimo sostenibile, dichiarato dal produttore. In mancanza del dato, chiedere all’azienda perché se è seria lo fornisce.

Poi valutare il tipo di unione tra mozzo e cerchio, che significa valutare come i raggi sono connessi ad ambedue. Privilegiare una soluzione che, essenzialmente alla ruota posteriore, non imponga rimozione di ruota libera e/o cuscinetti per accedere al raggio. Opzione a dir poco seccante in viaggio.

Materiale e diametro del raggio, però se una ruota è dichiarata per insieme bici/ciclista di un certo peso, puoi star certo che i raggi sono dimensionati di conseguenza.

Il cerchio, oltre a essere un doppia parete in alluminio (e lo sono) dovrà avere una altezza non superiore a 30 mm; l’ideale in uso turistico è tenersi sui 25/27, rigidi il giusto, robusti e confortevoli.

Sconsiglio allo stato attuale la ruota artigianale. Benché sia uno che le ruote ha iniziato a farle da ragazzino e ho sempre trovato questa pratica affascinante, è arte che si va perdendo. Non è semplicemente raggiare la ruota, quello sanno farlo in tanti ancora e alcuni persino bene. 

Si sta perdendo quella conoscenza che portava il meccanico a “capire” la ruota giusta e crearla di conseguenza. 

Meglio allora affidarsi alla moderna ingegneria, con test di laboratorio che assicurano efficacia e robustezza.

Fabio