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Bici tuttofare per città e fuoristrada. Carlo V

Bici tuttofare per città e fuoristrada. Carlo V

Egr. Avv. Sergio o forse Caro Fabio,
non so come rivolgermi a lei perchè non ci conosciamo ma l’argomento è la bici e quindi dovrei abbandonare i toni formali perchè qualcosa in comune ce lo abbiamo anche da sconosciuti e molto è anche colpa del suo libro se a cinquanta anni suonati mi è ripresa un po’ di insana e fanciullesca passione per la bici e soprattutto per la sua meccanica.

Le rubo altri venti secondi di preambolo prima di arrivare al sodo solo per darle il quadro completo. Come lei sono alla ricerca della bici perfetta ma non la vado cercando già fatta perchè avendo un po’ di capacità manuale e un po’ di attrezzatura mi vorrei concedere la soddisfazione di farmela da me.

Ho attualmente due bici acquistate già pronte: una bici ibrida economica sul quale sto facendo un minimo di upgrade della trasmissione e una mountain bike Bergamont Revox 3. In entrambi i casi, pur avendo fatto acquisti on line, credo di essere riuscito ad azzeccare le misure giuste per me ma nessuna delle due è il mezzo perfetto. La prima è troppo rigida e non mi consente di addentrarmi fuoristrada, la seconda è discreta ma con i limiti della MTB nell’utilizzo su strada.

La mia bici perfetta dovrebbe essere infatti quella che soddisfa l’utilizzo che ne faccio prevalentemente: non avendo tempo e opportunità di fare ciclismo su strada il grosso delle uscite sono in ambito cittadino (abito a Roma) ma passando per ville e magari tentando un po’ di fuoristrada all’interno di queste. In sintesi due-tre ore di uscita passando nella stessa uscita tra gli estremi della pista ciclabile a qualche pezzo di fuoristrada improvvisato (o magari di strade come l’appia antica che ancora conserva la pavimentazione romana).

Cercherei una bici polivalente che vada bene su strada ma che assorba abbastanza bene le asperità (l’età e qualche problema maschile me lo impongono) senza avere i difetti della mia MTB, il peggiore dei quali è la forcella senza blocco. Potrei teoricamente cambiargliela ma è una soluzione che non mi convince anche perchè la più economica delle forcelle aftermarket costerebbe come mezza bicicletta almeno e a quel punto dovrei mettere mano anche al reparto trasmissione, al momento fermo più o meno alla versione base della piramide Shimano.

Avrei perciò puntato alla Genesis Longitude che avendo il telaio in acciaio, la forcella rigida e le ruote semifat potrebbe essere il compromesso che cercavo, o almeno così mi sono convinto. Peraltro, guardando le misure di reach e stack della mia misura (S) ho visto che coincidono con quella della mia Revox attuale per cui spererei di trovarmici bene più o meno nella stessa misura.
Il produttore la vende come mezzo da bikepacking adatto anche al fuoristrada ma la cosa che mi lascia perplesso è vedere che ha i forcellini posteriori aperti come una bici da pista (li vede nella foto sotto).
Solo che a differenza di una bici da pista questa dovrebbe essere progettata avendo in mente che può prendere buche che spingono contro la ruota posteriore, facendo forza sull’asse proprio nella direzione di uscita dai forcellini. Peraltro il sistema di fissaggio è a quick relaese quindi non il massimo della presa.

La domanda che le volevo rivolgere è se secondo lei questo aspetto può rappresentare un potenziale rischio e nel caso come si potrebbe ovviare.
E ne approfitto anche per chiederle come mai, nei telai in acciaio, non c’è mai il forcellino cambio separato dal telaio e sostituibile come accade nei telai in alluminio.

In attesa di leggere la tua cortese risposta ti saluto calorosamente.

A presto

Carlo

Ciao Carlo, abbandoniamo i toni troppo formali e puntiamo a una soluzione.

Ti tolgo subito il dubbio per la foggia dei forcellini, sono assolutamente normali e di uso diffuso su molte bici offraod o turistiche. Raro invece il forcellino separato su telai in acciaio (presente spesso su quelli per perno passante) perché il pezzo è in unica fusione e perché, date le caratteristiche del materiale, è facile riportarlo in asse.

Detto questo, conoscendo un poco la città eterna e in base a quello che mi racconti, ti consiglio di cambiare del tutto prospettiva, almeno per un poco e per farti una idea.

Hai due bici già, ma in nessuno dei due casi ti trovi bene: per tipologia o perché la loro qualità mortifica l’utilizzo? Per me, tutte e due.

Visto l’utilizzo che ti proponi, ti consiglio di guardare alle bici cross e ibride, di buona fattura.

Nel primo caso hai telai in alluminio o carbonio con geometrie abbastanza vicine alle Mtb front di qualche anno, ruote da 29 con gommatura generosa (fino a 50 e anche un poco in più), assetto che permette ottimo controllo, trasmissioni a doppia corona più che sufficienti per spostarsi (le guarniture sono più agili delle stradali) e forcelle ammortizzate di buona qualità e bloccabili. Alcuni modelli prevedono di serie portapacchi e luci a dinamo al mozzo.

Più leggere e prestanti le ibride, telai dalle geometrie più sportive (ma sempre con occhio al comfort), trasmissioni doppie o triple, accessori e forcella rigida in carbonio. Gomme appena più sottili, di solito il clearence di questi telai (ossia lo spazio per le gomme) è per 40/45.

Sono bici molto diffuse in Europa da anni, stanno prendendo piede anche da noi, il problema vero in questo momento è trovarle disponibili.

Sono bici ben fatte, non più assemblate con “quello che c’è” ma progetti specifici, sia per telaio e, fra qualche mese, anche per trasmissioni studiate apposta.

Con pochissime modifiche possono essere adattate a più usi, per esempio un buon reggisella ammortizzato o una manubrio dal rise superiore aumentando il comfort.

Io ne ho una a parco bici per test proprio per farmi trovare pronto a quando sul mercato arriveranno prodotti e componenti più specifici per la trasmissione. Perché sono le classiche bici snobbate dalla stampa di settore, molto usate dai ciclisti e capaci di accompagnarti ovunque per anni e quindi, per me, meritevoli di essere approfondite.

In un range tra 800 e 1000 hai già ottime bici, penso alla Giant Roam1 oppure alle Trek serie FX 2 e 3 oppure Dual Sport 2 e 3 (in variante equipped hai anche accessori utili) mentre salendo di prezzo arrivi a modelli ancor più leggeri e veloci. Ma già con quelli indicati sei a posto.

Mi hai inviato alcuni telai come esempio, posso dirti che in base alle tue esigenze sei abbastanza fuori rotta; e poi alzeresti molto i costi, montare una bici da zero costa molto più che l’acquisto della bici completa.

Fabio