Installare freni idraulici Ultegra R8070

Collegare tubo alla leva, eliminazione bolle d'aria e centratura pinze

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Collegare tubo alla leva, eliminazione bolle d’aria e centratura pinze

Siamo prossimi al traguardo; titolo del paragrafo lungo, operazioni brevi e sempre facili. E sempre con qualche accortezza da seguire.

L’impianto è a pressione, l’olio non esce se non tocchiamo la leva; e noi finché non è tutto collegato NON la tocchiamo.

Il fermo giallo evita pericolose tentazione. Ma potrebbe non esserci, magari abbiamo acquistato usato e quindi mi raccomando: mai, ripeto, premere la leva freno.

Ciò non toglie che durante il taglio del tubo qualche bolla d’aria penetri ugualmente.

Eliminarla è facilissimo, vedremo come.

Non vedremo, l’ho specificato nell’introduzione, né il rabbocco né lo spurgo, che mi riservo per prossimi articoli.

C’è differenza? Si.

Cambiano procedura ed attrezzi; anzi, questi più che cambiare si aggiungono.

Per eliminare le bolle d’aria bastano il bicchierino e l’adattatore specifico per quel comando; per il rabbocco dobbiamo aggiungere una siringa apposita; per lo spurgo serve anche una sacca o una bottiglia appositi.

Ma adesso non è il momento, ora dobbiamo innestare i tubi alle pompe sulle leve.

Prima operazione è ovviamente tagliare i tubi alla giusta lunghezza.

Per prendere correttamente la misura assicuriamo la tubazione alle piega, semplice nastro carta subito rimovibile, replicando il percorso che sarà definitivo.

Prendiamo come riferimento la testa del bullone di innesto e segniamo il punto.

Aggiungiamo 21 mm e prendiamo altro riferimento: è questo il punto in cui tagliare.

Ora, chiariamo, questa storia dei 21 mm non è che dobbiamo prenderla alla lettera. 

Mi spiego.

All’interno della vite di innesto c’è l’oliva, quella che mai abbiamo visto su questo impianto; il tubo deve entrare nella pompa per 21 mm; a meno che non abbiamo tagliato il tubo a una lunghezza che non ha alcun margine, problemi non ne avremo. L’importante è che il tubo, spina montata, vada a battuta all’interno. Per, appunto, 21 mm.

Infatti nell’inserirlo nella vite di innesto dovremo spingerlo fino a non vedere più il primo riferimento, quello che abbiamo preso usando proprio la testa come punto. E poi avvitare (chiave da 8) continuando a spingere il tubo.

Questa operazione innesterà tubo, oliva e pompa.

Purtroppo non posso offrirvi la completa sequenza fotografica. Lavorando con un impianto idraulico scattare immagini è complicato, rischi la fuoriuscita dell’olio o che si contamini. 

Prima di innestare il tubo dobbiamo però orientare il comando; che si scelga di farlo ruotando tutta la piega e solo facendo scorrere il comando, l’importante è avere la vite di innesto in verticale.

Io preferisco ruotare il comando perché posso guadagnare luce sia per l’innesto del tubo che per agire con la chiave da 8.

Adesso comprendete perché fino ad ora, in tutti gli articoli pubblicati, non ho mai posizionato i comandi. Sarebbe stato inutile. 

Tagliamo la tubazione a misura e innestiamo la spina; come farlo in modo corretto è spiegato in questo articolo.

Sfiliamo il tappo giallo (è montato a pressione) e inseriamo la tubazione idraulica.

Spingiamo sino a non vedere più il riferimento, il primo (quello preso in corrispondenza della testa della vite) e avvitiamo a una coppia di 5-6 Nm. Spingendo il tubo mentre avvitiamo.

Purtroppo non posso proporvi la sequenza fotografica, lavorando come detto su impianti idraulici non puoi dedicarti alle pose. In una immagine, quella appena sopra, non ho usato la tubazione che poi ho montato.

E’ una altra, vuota, che uso per le foto. Infatti lì c’è spina differente, dorata.

Questo impianto ne usa una diversa; nell’articolo appena citato, quello sul taglio dei tubi e inserimento della spina, sono indicate anche le differenze e i codici.

Mio consiglio: prima di rimuovere il tappo e poi durante tutta l’operazione di innesto create un “salsiciotto” con carta assorbente intorno la vite. Al momento dell’inserimento sempre fuoriuscirà olio, quello che vien via per lasciar spazio al tubo. 

Altro consiglio. Se è la prima volta, e potrebbe esserlo se state leggendo, lasciatevi del margine sul tubo. Tagliate cioè a lunghezza superiore. Perché se per un qualunque motivo dovesse scapparci un errore, dovrete smontare la vite di innesto e sfilare tubo. Dove però adesso c’è l’oliva “schiacciata”, che andrà sostituita. Di solito è posizionata a circa 11mm dalla estremità del tubo. E poiché per montare una nuova oliva andrà rimossa la parte di tubo con la spina e la vecchia oliva ormai inutilizzabile, ecco che aver quel margine in più torna assai utile.

Bene, tubo innestato, vite serrata, siamo a buon punto.

Ora dobbiamo liberare l’impianto dalle bolle d’aria, semplicissimo.

Prima però brevissimo intermezzo per una furbizia di montaggio.

Gli impianti a giunzione semplificata sono sigillati da un cappuccio in gomma.

Che ha diametro di circa 7mm, troppi affinché passi nelle aperture di tantissime forcella a cavo interno o passaggi di alcuni telai.

E poiché il tubo è solidale alla pinza, o svuotiamo tutto o ci inventiamo un sistema per inserire il tubo idraulico privo del suo tappo e senza pericolo né di far uscire olio (scuotendo) né di contaminarlo con residui di lavorazione o vernice che potrebbero essere raschiati dal tubo nel suo percorso.

Un veloce stratagemma è ricorrere alle guaine termostringenti. Quelle che usiamo per i cablaggi elettrici.

Basta prenderne uno spezzone con diametro 5mm, inserirlo sul tubo idraulico e scaldare. Queste guaine si restringono fino al 50-60% del loro diametro originale, quindi avvolgerà bene la nostra tubazione.

Una veloce scaldata in punta, schiacciamo e abbiamo il nostro tappo pronto.

Che non sarà a tenuta stagna per la vita; ma per quel minuto che ci serve per inserire la tubazione nella forcella o nel telaio si.

Ha ovviamente il vantaggio di essere una guaina assai sottile, quindi il diametro totale una volta applicata non cresce sino a rendere impossibile utilizzare i fori sulla forcella.

ATTENZIONE: non usate una fiamma viva, soprattutto se la tubazione è sporca d’olio. Basta un phon caldo.    

Chiuso intermezzo, togliamo l’aria dall’impianto.

Servono poche cose: l’olio, un imbuto specifico, l’adattatore per il comando su cui dobbiamo lavorare.

L’olio è quello Shimano, facilmente reperibile.

IMPORTANTE: l’olio Shimano è proprietario, studiato e messo a punto dalla casa madre. Per NESSUN MOTIVO ricorrere al DOT, come purtroppo leggo spesso sui forum. Chi propone un simile (e criminale) consiglio non ha alcuna conoscenza tecnica. Un DOT potrà addirittura corrodere l’impianto, e coi freni non si scherza.

L’imbuto o, come lo chiamo io bicchierino, è compreso nel kit TL-BT03-S (che prevede anche la siringa) oppure in vendita singolarmente a prezzo irrisorio.

L’adattatore è specifico per il comando o famiglia di comandi; di solito è fornito in confezione con questo. Se così non fosse va preso a parte, costa un nulla, non tutti però lo hanno disponibile.

Serve il codice, lo potete ricavare consultando gli esplosi che trovate a questo indirizzo; basta inserire la sigla del comando dopo aver selezionato la ricerca per parola chiave ed aprire i documenti EV.

Vediamo come fare.

Ripeto: questa procedura semplificata va bene solo per eliminare quelle minime bolle d’aria che si creano in fase di montaggio. Se la leva risulta troppo spugnosa o con corsa a vuoto eccessiva c’è da eseguire il rabbocco, procedura che avrà a breve articolo specifico. 

Per prima cosa estraiamo il fremo di sicurezza della leva, quello giallo che fino ad ora ci ha evitato di far danni.

Portiamo il comando in piano, la zona del serbatoio parallela al suolo, e rimuoviamo il tappo del serbatoio olio. Al centro sotto il copricomando su queste leve Ultegra R8070; in altre è in cima, sopra la leva.

Serve una chiave a brugola da 2; scelta che non condivido, spazio per un ingaggio superiore c’è, sarebbe stato preferibile. Comunque, non usate chiavi uniball (quelle con il pallino per poter essere angolate) perché danneggerebbero la sede di ingaggio.

Avvitiamo l’adattatore all’imbuto e il tutto al posto della brugola del serbatoio olio appena rimosso.

Adesso incliniamo il comando in modo tale che la parte anteriore bassa sia parallela al suolo.

Versiamo olio all’interno dell’imbuto.

Non tanto quanto me, ne basta la metà; ma mi serviva contrasto altrimenti in foto l’imbuto proprio non andava a fuoco.

Azioniamo piano la leva, ogni trazione a distanza di una decina di secondi; facciamo questo cinque o sei volte.

Picchettiamo pinza e tubo freno per favorire la risalita di eventuali bolle d’aria, altre cinque o sei trazioni della leva e quando non vediamo più alcuna bollicina spuntare nell’imbuto diamo una strizzata alla leva e fermiamoci.

Non immaginate l’imbuto trasformarsi in una micro vasca idromassaggio; se vengon su 4 bolle è tanto…

Olio libero da bolle, va bene così.

Volendo questa operazione può essere fatta anche ad imbuto in piano; così però è più veloce.

Adesso prendiamo il “tappo” e chiudiamo l’imbuto.

Riportiamo il comando in piano, svitiamo l’imbuto e poggiamolo sulla sua basetta sagomata, in attesa di smaltire l’olio (io lo raccolgo e porto in officina meccanica) che assolutamente non va riutilizzato.

Riavvitiamo il tappo del serbatoio e ci siamo.

E’ primo montaggio, a meno di non aver giocato coi tubi e con le leve, il rabbocco non è necessario. Anche perché questo sistema ripristina il livello olio, se la mancanza è minima cosa.

C’è adesso anche il video. 

Comunque mostrerò come fare, sia lui che lo spurgo, ma in altro articolo.

Se sia necessario o meno rabboccare ce ne rendiamo conto premendo la leva; se la corsa è lunga, spugnosa, se sentiamo “pulsare” allora c’è aria e quindi il livello è basso e dobbiamo intervenire.

Puliamo con cura se nel togliere l’imbuto abbiamo fatto gocciolare olio e dedichiamoci alle ultime tre operazioni.

La prima è la distanza della leva.

Basta agire sulla piccola brugola da due posta dietro.

La seconda è la centratura della pinza, che per questo nei paragrafi precedenti vi avevo indicato di non serrare in modo definitivo.

E’ semplicissimo: basta stringere la leva che in questo modo centrerà automaticamente la pinza sul disco.

A leve sempre ben tirata, stringiamo le brugole di fissaggio delle pinze. Coppia prevista tra i 6 e gli 8 Nm, per entrambe.

 

Col freno posteriore la distanza tra leva e pinza complica le cose.

Nessun problema, basta stringere un cordino o una cinghia in velcro e saranno loro a mantenere in trazione la leva per noi.

Ultima operazione, le coppiglie di sicurezza.

All’anteriore, che si usi rotore da 140 o 160 non importa, andrà sempre nella identica sede, quella che abbiamo visto nel relativo paragrafo.

Con la pinza posteriore invece il diametro del rotore influenza la posizione.

Nel caso di disco da 140 mm, la coppiglia andrà inserita nella finestrella posta sul corpo pinza.

Nell’immagine qui in basso ho affiancato vite e pinza per mostrare meglio.

Se invece abbiamo rotore da 160 mm la coppiglia andrà esterna, assicurando la vite posteriore.

A questo link l’esploso delle leve utilizzate.

Abbiamo finito, non resta che pedalare: quindi buone pedalate a voi e stavolta pure a me.

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