Il Tar boccia Bologna Citta 30: quando legge e giustizia non si incontrano

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Il Tar dell’Emilia Romagna blocca Bologna Citta 30: ovvero come può una sentenza essere corretta e ingiusta allo stesso tempo.

Già, perché legge, giustizia e aggiungo semplice buon senso, sono almeno 35 anni che raramente si fondono in un provvedimento legislativo.

La decisione del Tar non parte da un ricorso dei tassisti, come erroneamente riportato dalla stampa: bensì dal ricorso di un singolo tassista, prima erano due ma il sodale ha rinunciato.

E io, come al solito, mi sono andato a leggere il provvedimento del Tar ma non ne ve lo riporto perché vi stroncherei subito. Se devo farlo, preferisco essere io sia il mandante che l’esecutore.

Il Tar dell’Emilia-Romagna  ha ritenuto correttamente illegittimo il provvedimento del Comune che due anni fa ha esteso a tutta la città (ad eccezione delle strade ad alto scorrimento) il limite di velocità di 30 chilometri orari perché i divieti vanno dettagliati strada per strada.

Questo in virtù di quanto stabilito dal nuovo codice dell’insicurezza stradale fortemente voluto dall’attuale ministro dei trasporti per eliminare ogni possibile controllo e rendere inapplicabili i limiti di velocità.

Ora che succederà?

Ci sono due vie che il Comune di Bologna potrà seguire: quella giudiziaria e quella burocratica.

Nel primo caso significa il ricorso al Consiglio di Stato, organo di seconda istanza per la giurisdizione amministrativa; riscrivere l’ordinanza secondo la balorda direttiva, ossia mettersi lì ed elencare strada per strada.

Io non so quale sarà la scelta dell’amministrazione della città Dotta, mentre compongo queste note è stata annunciata per il 21 gennaio, che potrebbe essere anche la data in cui sarà online il mio contributo, ora è tarda sera e sono stanco, non so se farò in tempo a montare il girato prima che la palpebra caschi, una conferenza stampa del Sindaco, dove immagino annuncerà la strategia futura.

Resta l’amarezza di una battaglia voluta da chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe essere al servizio dei cittadini e della loro sicurezza per strada ma che preferisce, sempre, barattare il tutto per un pugno di voti.

Nel video vi racconto tutto, oggi il mio tempo scarseggia e non riesco a proporvi il doppio formato.

Buone pedalate

COMMENTS

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    purtroppo rimane un unica scelta: educare le nuove generazioni, sperando che fra 50 anni ci sia un inversione di tendenza ……. ma la vedo dura coi nipoti del ministro dei trasporti…

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