Il soffitto di cristallo
Il soffitto di cristallo è conosciuta metafora a indicare che le donne oltre un certo livello sono tagliate fuori, escluse da un mondo dominato da uomini.
Il paradosso è che si chiede a quegli stessi uomini di frantumarlo: col risultato che praticamente quasi in ogni campo quel soffitto non mostra nemmeno una crepa.
Il 5 luglio è partito il Tour de France, la più iconica corsa a tappe del ciclismo.
Da giorni la copertura mediatica è capillare, enorme risalto alla 100esima vittoria di Pogi, la sua incetta di maglie, i tentativi degli avversari di abbattere il palese predominio.
Il 6 luglio è partito il Giro d’Italia femminile, women ché altrimenti suona provinciale: la corsa in rosa della corsa rosa, come ho letto in un trafiletto di un giornalista a corto di idee.
Un trafiletto, più o meno lo quanto è stato dedicato alle ragazze sui pedali sia dalla stampa di settore che generalista.
Per quanto possa comprendere la necessità di trovare spazio tra una gara e l’altra, consentire ai Team di organizzare la logistica e quant’altro chiedo: ma quanto siete scemi a mettere in calendario il Giro femminile in concomitanza col Tour?
E’ questa la vostra idea di promozione dello sport per l’altra metà del cielo?
E sempre a proposito di promozione, vogliamo fare i conti in tasca a Giro maschile e femminile? Ma si, facciamoli.
Il Giro d’Italia dei maschietti mette sul tavolo 1.636.460 Euro come montepremi complessivo; per le fanciulle si scende a 250.000.
Ora, poiché in questo totale son compresi i premi di tappa e visto che i virgulti ne pedalano 21 contro le 8 dei giunchi uno dirà: beh pedalano meno giorni.
Basta una calcolatrice però per evidenziare lo squilibrio: se ci fosse la stessa proporzione, per il Giro d’Italia femminile dovrebbero essere stanziati oltre 620.000 euro.
Questa sperequazione si riflette nei premi.
Il primo classificato tra gli uomini porta a casa 115.668 Euro oltre un bonus di 150.000 Euro; alla prima classificata del Giro femminile vanno 40.000 Euro, senza bonus.
Premi di tappa? Eccoli: 11.000 e spiccioli contro i 4000 delle signorine.
La Maglia Rosa maschile incassa 2000 Euro al giorno, la Maglia Rosa femminile 500.
Non continuo, se volete approfondire c’è tutto sul sito dell’organizzatore.
Comprendo la probabile obiezione: nel Giro femminile girano, perdonate il gioco di parole, meno soldi, è normale i premi siano più bassi.
Ok, ma perché girano meno soldi? Perché ci sono meno sponsor.
E perché ci sono meno sponsor? Perché c’è meno copertura mediatica.
E perché c’è meno copertura mediatica? Perché qualche genio ha deciso di far gareggiare le ragazze nei giorni del Tour, quando tutti i media stanno lavorando in Francia.
A proposito: anche nel Tour femminile c’è lo stesso andazzo.
Il soffitto di cristallo è lì, tutti lo vediamo, nessuno lo distrugge.
Per chi volesse c’è anche video, questo il link diretto, altrimenti solita miniatura in basso.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

