Ho perso un pignone…

Tempo di lettura: 2 minuti

No, non intendo dire che l’ho perso fisicamente, anche se il fisico c’entra ma non in senso meccanico, cioè volevo dire che non lo è ma prima si. Vabbè, non ci state capendo niente. Giusto.

Partiamo dall’inizio.

Da un paio di settimane sto uscendo in bici per puro svago, ve l’ho da poco raccontato.

Reduce da oltre un anno e mezzo di pedalate dedicate solo alle prove su strada, avevo dimenticato quanto fosse bello fare il semplice ciclista.

Migliaia di chilometri percorsi, lunghi che hanno imposto di superare le otto ore di permanenza in sella e dovrei trovarmi in forma perfetta.

Per niente.

Tutto dipende dalla metodologia delle uscite per i test che, come ho avuto modo di dirvi spesso, è la negazione di un decente allenamento.

Prendiamo i lunghi. Il loro scopo, per esempio testando una sella o un calzoncino, è stabilire la durata massima in ore fino allo scattare della tagliola della sofferenza.

Quando una azienda mi indica tra le caratteristiche che quel dato fondello è studiato per 8 ore, io devo passare 8 ore in bici.

Già, ma come? Certo non a tirare, sarebbe impossibile. Devo lasciar scorrere le lancette, riuscire a tagliare il traguardo temporale. Quindi percorsi agevoli, poca salita, ritmo blando e rapporti agili.

Non è certo una pedalata “allenante”, diciamo così.

Lo stesso per altri test, dove spezzetto i percorsi, mi dedico solo ad alcuni tratti che mi servono per determinate manovre. Si, capita che mi sparo una cronoscalata, ma senza un lavoro continuo, costante, sappiamo bene che sono fuochi di paglia.

E che alla lunga li paghi.

Me ne resi conto la scorsa estate, tanto che mi ripromisi di allentare il ritmo delle pubblicazioni per l’autunno che sarebbe venuto.

Ve lo comunicai da qui: mi avete mai visto rispettare i buoni propositi? Infatti…

Complice anche un fastidioso incidente, dodici mesi fa mi ritrovai in uno stato di forma poco soddisfacente. Non perché avessi chissà che competizioni ad attendermi. Ma la bici la muoviamo a forza di gambe e se la zampa latita molti percorsi ti diventano troppo ostici. Tanto che vi rinunciai, mi resi conto non ero in grado di affrontare lo sforzo.

Quest’anno la situazione è peggiore. Almeno nessuno ancora mi ha scambiato per un birillo (sgratt sgratt) ma mi sono perso un pignone.

Non in senso letterale, la cassetta è tutta lì.

Semplicemente pedalo in piano e in salita col pignone subito più agile rispetto a come avrei fatto in condizioni normali. Rispetto a come ho sempre fatto.

La cosa non mi turba chissà quanto in verità. Impiegare la mezz’ora in più per chiudere il giro non rovina i miei sonni.

Vado più piano ma lo sforzo resta e, soprattutto, resta la parte più bella: la sfida con me stesso.

Mai dato molta importanza al passo che tengono gli altri (come alle loro bici, ruote ecc: ognuno pedalasse come crede) perché da sempre l’unico ciclista che mi interessa battere sono io.

E questo è il secondo aspetto di cui sentivo la mancanza; già, la sfida con me stesso, impossibile quando esci per occuparti del componente da provare.

La salita che ti invita, tu che la affronti, la cadenza che si assesta in modo naturale, la fatica che ti accompagna, la mente che si libera di ogni altro pensiero, la concentrazione massima eppure, lei si, per nulla faticosa o peggio stressante, lo sforzo che sale di pari passo con la strada, la gamba a cui chiedi tutto e il cuore che pompa sangue ed emozioni e infine la gioia, la soddisfazione e il sorriso che ti si stampa sul volto arrivato in cima.

Solo noi che lo viviamo possiamo capirlo.

Anche se stavolta ho usato un pignone più agile.

Si, fare il ciclista è proprio bello.

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • stefano

    Approvo ciò che dici,sò che a te piace molto la comunicazione in senso ampio,e non solo per questioni specificatamente tecniche,commerciali o inerenti alla manutenzione della bici e della sua componentistica..ma non ho capito molto il senso…vai più piano?..e qual’è il problema?Anch’io che sono più grande di te,e parecchio pure,vivo questa passione spesso in modo ondivago,a seconda dei problemi che mi frullano in mente,al tempo o alle condizioni fisiche.La scorsa settimana più di 180 km. alla grande su un percordo piuttosto impegnativo,fuori Roma,poi al limite pago dazio per due,tre giorni,un pò di ghiaccio sui muscoli e quando la pulsazione riprendere a battere forte,mi rimetto in sella e mi metto a tirare in pianura con qualche imbecillotto che non saluta.Domani chissà…oggi di sicuro esco,un’ottantina per levare un pò di ruggine dopo qualche giorno di ferma,domani forse 200 km. su..su..finoi a Tolfa..poi Civitavecchia..Aurelia….e Roma..e preme sempre l’idea di ritornare a Cascia,ovviamente in Umbria,altra tirata fra A/R di oltre 320 km….ovviamente dopo aver pernottato nella Città della Santa…domai chissà….ma la prendo così..senza farmi troppi problemi o programmi specifici.Tutto ciò fin che la gamba “tira” e la “mente” mi asseconda..poi domani..chissà…sempre salute e Dio permettendo!Carpe diem quam minimum credula postero…o come asserì quella famosa donna intellettuale del ‘900,gran donna..anche se,almeno per me..nu poco..zoc…va buò ci siamo capiti,Lou von Salomé….”Osare tutto e non aver bisogno di niente”.Statt bbuòno e buone pedalate.Stefano.

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, infatti nessun problema. L’ho scritto che non ci perdo il sonno…
      La vita sui pedali è anche questo e sul blog ho sempre, ma da tempo trascurato per altri impegni, condiviso con tutti voi cosa succede. Perché alla fine questo blog nasce da un ciclista per altri ciclisti e se il ciclista funziona male, funziona male anche il resto 😀

      Fabio

      • stefano

        Hai ragione..anche il resto!

        • Elessarbicycle

          Ma no Stefano, non è questione di rahione o no. C’è chi viene sul blog ogni tanto e chi segue ogni passaggio. E io spesso condivido i dietro le quinte, chiedo consiglio su scelte da affrontare, racconto che succede. Ho l’ultimo test pronto che sarà online la prox settimana e poi andrò in pausa. In effetti già sono in pausa anche se da fine mese riprenderò perché arriveranno le gomme michelin gravel e così vado a zonzo in bici e scrivo sciocchezze 😀

          Fabio

  • Paolo Mori

    Ma il senso del titolo era chiaro secondo me, poi l’introduzione confonde e basta… di proposito, si direbbe. O meglio, ti da la scusa per “spiegarci” quello che era riassunto benissimo in quattro parole. Non ti piace la sintesi, vero? 😀

    • Elessarbicycle

      Sintesi? Mai sentita questa parola…
      Ma no, hai visto giusto: è solo la scusa per introdurre il resto e dare un senso alla chiosa. Semplici regole di scrittura.

      Fabio

  • Adriano

    Siccome ho in progetto di battere il record del mondo in bici per ultra centenari, e dovendo aspettare ancora 40 anni, mi sono regalato un bel pp 11-46…tra vent’anni faranno un 10-60 e vedremo! 🙂 🙂

  • Tranqui, come dice mio figlio, io ne ho persi tre…….

    • Elessarbicycle

      Carogne sti figli…
      La mia è avvisata: la prossima volta che ripete che ho la barba bianca non esce per sei mesi.

      Fabio

  • robi

    il guaio non è che si perda qualche “dente”;
    è la nostalgia che si prova al ricordo delle imprese passate.

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