Good Year Eagle F1 Tubeless complete

Come è fatta 

Tempo di lettura: 7 minuti

Come è fatta 

Confezione classica e curata, con il lancio di alcune tecnologie applicate.

In dettaglio i richiami più importanti sono per mescola usata, protezione dalla forature e tecnologia tubeless.

Spieghiamole subito.

E’ la mescola usata per questi copertoncini ed altri della casa. E’ stata messa a punto unendo a gomma naturale e sintetica con grafene e molecole di silice.

Questo porta (dovrebbe portare, il test lo verificherà…) a un incremento di durata, miglior rotolamento e tenuta, sia sull’asciutto che sul bagnato. In quest’ultimo caso non arriviamo alle performance di un quattro stagioni ma dovremmo avvicinarci parecchio.

E’ la protezione dalle forature, declinata in diverse varianti in base alla tipologia di pneumatico. Qui, con questi tubeless complete non abbiamo un ulteriore scudo come per le versioni per camera d’aria ma comunque una serie di strati in nylon ultraleggero con doppia funzione: tenuta dell’aria e protezione dalle forature.

Anche se il logo riportato è quello Shield, non va confusa con la R:Shield delle coperture per camera d’aria (che conosceremo nel prossimo test); infatti lo “scudo” delle TC l’azienda lo indica con la sigla completa 1/2 Ply TC Liner.

L’immagine in basso mostra la gomma in sezione, con l’indicazione di ulteriori dati, quali per esempio la struttura a 120 Tpi, carcassa che in casa Good Year rientra nella famiglia Ultimate. 

 

E’ sicuramente l’innovazione più importante.

TC sta per tubeless complete, che si traduce in una costruzione tale per cui uno strato di materiale multi composito è stato aggiunto all’interno della carcassa; questo permette la migliore tenuta della pressione e fornisce al contempo una ulteriore protezione dalle forature senza un apprezzabile aggravio di peso.

Questo non significa rinunciare al lattice, anche perché poi in caso di foratura sarebbero noie; significa che la quantità di lattice immessa è tutta disponibile per sigillare una eventuale foratura, visto che non ne viene usato per “bloccare” eventuali perdite. E significa poterne usare meno, ma su quanto meno non posso dirvi nulla finché non provvederò al montaggio.

In basso un raffronto tra uno pneumatico TLR (tubeless compatibile) e il nostro Good Year Eagle TC.

Infine abbiamo la tecnologia chiamata Dual Angle Bead applicata al tallone del copertoncino.

Anch’essa proprietaria, cioè brevetto Good Year, consiste nel disegno a doppio angolo del tallone. Questo permette sia il miglior accoppiamento iniziale con il cerchio e sia una superiore tenuta dell’aria alla massima pressione di gonfiaggio.

Comune a tutta la gamma è la tecnologia Forward Facing Fitment.

In pratica i copertoncini sono ottimizzati per i cerchi più moderni, quelli che usiamo adesso a canale maggiorato; forma della carcassa e posizionamento del battistrada si mantengono stabili, offrendo sempre la giusta impronta a terra e quindi, in pratica, comfort e velocità nella guida.

Ora in dettaglio la gomma in prova.

Inconfondibile il disegno laterale, nel tipico format dell’azienda statunitense. Marca, modello, misura e tipologia, in uno sportivo bianco ben caratterizzato.

In rilievo e assai più piccino la doppia indicazione misura ETRTO e francese.

Qui in basso, visto che parliamo di misure, vi propongo la tabella ufficiale per il miglior accoppiamento copertoncino/cerchio.

Non è indicata la pressione di esercizio minima ma solo quella massima, ovviamente in uso tubeless.

Due piccole freccette impongono il verso di montaggio.

Seppure visto il disegno del battistrada è impossibile sbagliare.

I fianchi, più ruvidi, sono percorsi per tutta la circonferenza da una serie di saette stilizzate, capaci di rompere il velo d’acqua e assicurare grip, in qualunque condizione.

Il centro è invece liscio, slick praticamente.

Una scelta dettata dalla ricerca della prestazione e che, alla prova pratica, ha mostrato di non pregiudicare la direzionalità.

Quattro le misure disponibili, solo nere.

Il peso dichiarato per la misura 700×25 è di 275 grammi; ed io tanto ho rilevato. Non la più leggera sul mercato ma siamo comunque sul podio con un valore molto competitivo.

Bene, conosciamo questa interessante novità di casa Good Year, ora pedaliamoci e vediamo come va.

Commenta anche tu!