Gamma Pirelli PZero Velo a confronto

Come sono fatte

Tempo di lettura: 7 minuti

Come sono fatte

Pirelli è stata lontana dal ciclismo per molti anni: quando ha deciso di rientrare nel nostro mondo a pedali lo ha fatto con un prodotto che vuole essere il nuovo punto di riferimento per la categoria, curando anche aspetti tutto sommato secondari come per esempio il confezionamento. Che è sicuramente elegante, comune a tutte e tre le versioni tranne ovviamente le specifiche per ogni modello.

Fondo nero il tema centrale, fregi colorati a differenziare la famiglia. Con l’indicazione della misura.

Ampia la scelta proprio per le misure. Sia le PZero Velo che le PZero 4S sono disponibili nei tre spessori 700×23, 700×25 e 700×28. La PZero TT è invece disponibile solo in misura 700×23, vista la sua specifica destinazione d’uso.

Ogni versione ha un suo colore dominante.

Argento la PZero Velo.

Blu la PZero 4S.

Rosso la PZero TT.

La versione PZero Velo si è arricchita però di tre varianti cromatiche: fregi e scritte rosse, gialle o bianche ma solo per la misura 700×25. La argento per tutte e tre le misure.

Questo al momento in cui scrivo, c’è fermento in casa Pirelli e le novità si succedono rapide. Infatti la bianca non c’era quando ho pubblicato la recensione della PZero Velo; e in arrivo ci sono altre colorazioni, vi conviene tenere d’occhio questa pagina del sito ufficiale Pirelli Velo per essere aggiornati in tempo reale.

Molta tecnologia in comune, alcune differenze tra una versione e l’altra. Restando all’esterno, a ciò che è visibile, a distinguere i tre modelli il disegno del battistrada. Che è scolpito con i classici fulmini, segno distintivo della casa, nelle versioni 4S e Velo, liscio per la TT.

Colori a parte anche la grafica è comune, con l’indicazione del modello e i baffi in tinta. Sul lato opposto della circonferenza il marchio è riportato con identico carattere. Piccola e in rilievo l’indicazione della misura, come il range di pressione minima e massima. Ogni dettaglio per limitare il peso.

Un triangolo comune per tutte e tre le versioni impone il verso di montaggio; anche per la TT, malgrado sia una slick.

Questo per sommi capi quello che è immediatamente visibile e che caratterizza ogni versione. Ora passiamo a conoscere quello che l’occhio non vede ma pedalando si avverte. E bene.

Tre tecnologie a costruire questi copertoncini: la mescola SmartNET Silica e il disegno del battistrada sviluppato con le tecnologie Pirelli Functional Groove Design e Ideal Contour Shaping: la carcassa in tessuto è progettata per garantire un’impronta a terra ottimale, mentre il raggio di curvatura differente tra battistrada e fianchi garantisce una deformazione controllata del pneumatico a differenti velocità e angoli di piega.

Carcassa a 127 TPI per tutte e tre le versioni.

Vediamo in dettaglio queste tecnologie.

La mescola SmartNET Silica messa a punto da Pirelli garantisce poca resistenza al rotolamento e ottima aderenza sul bagnato. Questo perché la molecola a base di silice che è utilizzata per la mescola ha forma “a bastoncino”: si dispone naturalmente in modo ordinato a non casuale come avviene con le molecole di silice sferiche.

Il battistrada sfrutta il Functional Groove Design che garantisce comfort ed espulsione dell’acqua dalla superficie a contatto con il terreno.

Gli angoli molto stretti della fascia centrale dell’impronta forniscono un appoggio regolare, mentre quelli più larghi sulle fasce laterali aumentano la sensazione di sicurezza e la risposta del pneumatico in piega. La trama “a fulmine” riduce il rumore ed aumenta l’espulsione laterale dell’acqua, per un’esperienza comoda e sicura. Da ultimo, la crescente profondità del disegno assicura un’alta durata e una risposta immediata del pneumatico.

E abbiamo l’Ideal Contour Shaping, che si traduce nella presenza di differenti raggi e disegni della carcassa sul fianco e sul battistrada per ottenere un’impronta sull’asfalto perfetta.

Ovviamente la versione TT rinuncia ai fulmini sul battistrada come abbiamo visto. E in nome della leggerezza rinuncia alla protezione antiforatura in fibre aramidiche che è invece presente sulle Velo e sulle 4S.

Nel confronto fotografico che segue possiamo vedere l’applicazione pratiche di queste tecnologia; ora che sappiamo cosa guardare non sono più così invisibili.

Da sinistra il 4S, al centro il Velo, a chiudere il TT.

I fulmini sono evidenti e lo erano anche prima. Però adesso apprezziamo quella sottile linea che corre longitudinale, quasi fosse un giunzione e che indica la costruzione “a fasce”.

Spesso nel corso degli altri test ho fatto cenno alla ispirazione di questi copertoncini al mondo delle due ruote a motore: qui ne abbiamo conferma, questa è tecnologia (con le dovute differenze) che ritroviamo sulle gomme da Superbike.

Questo confronto diretto mi permette anche di introdurre un altro argomento che nei singoli test non avevo affrontato: quello della differenza tra il grip chimico e meccanico.

Ambedue fanno riferimento a come il copertone interagisca con l’asfalto, però nel primo caso si intende il rapporto tra mescola e asfalto, nel secondo quello tra disegno del battistrada e asfalto.

Quindi osservando il disegno dei nostri Pirelli PZero appare evidente come 4S, copertoncino da pioggia, abbia il battistrada più inciso a garanzia di un grip meccanico massimo. Ridurre il tutto però solo a quanti solchi ci sono su un battistrada non sarebbe corretto, perché nel concetto di disegno del battistrada dobbiamo far rientrare anche la geometria della carcassa, l’impronta a terra.

E qui risiede il segreto del gran grip di tutta la gamma Velo, scolpita o slick che sia. Il grip chimico è di eccellente livello grazie alla mescola decisamente efficace; quello meccanico beneficia del disegno complessivo della struttura.

E probabilmente sempre qui risiede anche la fonte della ottima comunicativa di questi copertoncini, della loro capacità di dialogare costantemente col ciclista informandolo metro per metro su quale sia il grip del momento. Soprattutto in curva, dove la sincerità è massima.

Chiudo con i grafici ufficiali sulle caratteristiche di utilizzo. E’ una rappresentazione che non mi convince del tutto, fraintenderla è facile. Però aiuta.

La versione Pirelli Pzero Velo fa dell’equilibrio tra tutte le caratteristiche fondamentali il suo punto di forza.

La versione Pirelli PZero 4S vira decisamente su grip sul bagnato e resistenza alle forature.

E la versione Pirelli PZero TT punta su scorrevolezza e leggerezza senza compromessi.

La specializzazione sempre impone un limite: da qualche parte guadagni, altrove perdi.

Lo vediamo nei grafici, dove però (e qui sta la possibilità di fraintendere) altre caratteristiche come comfort o scorrevolezza appaiono sottostimate. Così non è, perché, per esempio, il comfort di marcia è ottimo per le due versioni TT e 4S e la scorrevolezza della versione da pioggia ha ben poco da invidiare a quella di una gomma da asciutto. Ma per tutte queste considerazioni ci sono le singole prove su strada, qui lo scopo è illustrare l’intera gamma.

Cosa che abbiamo appena letto, quindi possiamo chiudere questo paragrafo e andare alle conclusioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Pietro

    sai qualcosa dei cinturato velo, farai un test anche di quelli? Pietro

    • Elessarbicycle

      Ciao Pietro, per il Cinturato non ho altre informazioni se non quelle della cartella stampa; ma io non pubblico mai le cartelle stampa, tanto è solo un copia e incolla e le trovi ovunque.
      Non so se lo proverò, non dipende mai solo da me ma dalla disponibilità dell’azienda a fornirmi gli esemplari per i test.
      Di sicuro non avanzerò richiesta a breve, devo chiudere gli ultimi articoli in lavorazione (per i quali sono come sempre in ritardo…) e poi vorrei staccare qualche settimana. Dallo scorso autunno sto pubblicando una prova a settimana, la stanchezza ormai c’è

      Fabio

      • Pietro

        Grazie Fabio, per tutte le cose che condividi, capisco che i test sono tanti; spero in futuro tu possa approfondire anche il tubeless sulla BDC. Dopo tante discussioni, sarei curioso, di imparare a montarli, e usarli.

        Pietro

        • Elessarbicycle

          Ciao Pietro, il tubeless ha una difficoltà logistica diciamo così. Vero che le mie ruote sono predisposte, ma ne ho un solo set (e una altra coppia ma a disco) e doverle impegnare per i tubeless significherebbe fare solo quelli. Potrei evitare di latticizzarli, il ché mi permetterebbe rapida sostituzione e non bloccare una bici per mesi su un solo test ma sarebbe poco aderente alla realtà, non replicherebbe cioè le condizioni d’uso di tutti.
          Quindi almeno a breve è escluso possa occuparmi dei tubeless, sorry.

          Fabio

  • Nino

    Complimenti Fabio per questo articolo. Ti seguo da poco e ti chiedo un consiglio. Vorrei acquistare la mia prima bdc, sono orientato sulla Btwin 520. Ha senso secondo te cambiare subito copertoncini e mettere i Pirelli Velo da 28 per avere maggiore sicurezza e confort?

    • Elessarbicycle

      Ciao Nino, ha senso cambiare ma non da subito. E’ la tua rima bdc, sempre meglio iniziare a pedalarci e dopo valutare le modifiche per meglio adattarla al tuo uso.

      Fabio

  • Lucio

    Utilizzo da un paio di mesi i Velo da 700x28c, ovviamente è un tempo abbastanza breve per poter dare pareri definitivi (specie dato che non li ho ancora potuti provare su alcun tipo di bagnato/umido), ma condivido appieno la sensazione di stabilità e sicurezza in curva, sembrano un prodotto assolutamente valido.

    • Elessarbicycle

      Ciao Lucio, grazie per la tua testimonianza. Ripeto sempre che i contributi di chi utilizza quel dato prodotto sono sempre utili.
      Il trucco, diciamo così, è curare la pressione di esercizio: se si eccede, perdono molto.

      Fabio

  • Lucio

    In generale le tengo tra i 95 e i 100 psi, sono abbastanza pesante e trovo che sotto i 90 “spancino” un po’, ma ovviamente è la mia esperienza assolutamente personale.

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