#FridayForFuture

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Venerdì 15 marzo in tutto il mondo i ragazzi scenderanno in piazza a manifestare per il loro futuro. 

Perché questo significa mobilitarsi in difesa del pianeta.

Sanno che erediteranno un mondo molto diverso e peggiore di quello che stiamo vivendo e, giustamente, faranno sentire la loro voce in ogni continente.

Hanno ragione e noi torto se li lasciamo soli. 

Molti ciclisti si credono migliori perché pedalando invece di spostarsi in auto inquinano meno.

E’ vero solo in parte.

Le auto sono solo una frazione del problema e nemmeno la più importante.

E’ tutto il modello di sviluppo che è sbagliato come lo sono decine di nostri comportamenti quotidiani.

Come pericolosissima e quasi del tutto ignorata dalla opinione pubblica “adulta” è l’arroganza di governi di potenze planetarie come Stati Uniti, Russia e Brasile che bollano i cambiamenti climatici propaganda.

Quando giorni fa sollevai qualche perplessità su una recente innovazione nel mondo delle bici c’è stato uno che è intervenuto con educazione pari alla sua intelligenza, etichettandomi conservatore.

E’ esattamente ciò che non sono mai stato; chiedersi se lo sviluppo tecnologico stia portando o porterà benefici a lungo termine non è vagheggiare il passato ma pensare al futuro.

Quando hanno inventato la plastica e introdotta in modo massiccio in qualunque manufatto è sembrata la soluzione a ogni problema.

Adesso vediamo i danni prodotti da questa scelta.

Ed è così per tante altre tecnologie e scelte strategiche.

Qui non è più in gioco semplicemente dover sopportare estati più calde. E nemmeno la fine delle mezze stagioni, ché non puoi più fidarti nemmeno dei detti popolari.

Questa palla su cui ci muoviamo è l’unica casa che abbiamo: distruggerla è follia.

Io ho enorme fiducia e nutro grandi speranze verso questi ragazzi nati dal 2000 in poi. Noi vecchietti siamo rapidi a stigmatizzarli, vedendoli col naso in uno smartphone e confrontando le nostre scorribande adolescenziali.

Eppure sono molto più di ciò che vediamo, molto più di ciò che sembrano e molto meglio di noi alla loro età.

Basta solo un dato: noi a 14 anni sognavamo lo sputazzante e inquinante motorino due tempi, loro chiedono spazio per le bici nelle scuole. Ditemi chi è più saggio…

E’ una maggioranza silenziosa, sulle pagine dei giornali fanno notizia solo i balordi: ma la prima è il futuro, i secondi si condannano all’estinzione.

Una maggioranza silenziosa che parla tranquillamente almeno due lingue, è assai più informata di ciò che accade nel mondo di quanto lo fossimo stati noi alla loro età, ha contatti costanti con coetanei in ogni angolo del globo, legge, studia, viaggia.

Una maggioranza che è stanca di essere silenziosa perché sa che è in gioco il suo futuro e ha capito che non può delegarlo a noi, incapaci di vedere il domani.

Non credo ce ne siano molti di questi ragazzi tra chi ogni giorno viene a leggere questo blog e mi dispiace non saper parlare loro come vorrei.

Ma ci sono molti di noi che hanno figli di quell’età e per questo vi invito a lasciarli liberi di partecipare alla manifestazione del 15 marzo.

Se possiamo, andiamo anche noi ma tenendoci in disparte: il palcoscenico è il loro, deve essere così.

A questo link la mappa degli eventi organizzati in Italia

Buone pedalate

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Roberto

    Purtoppo non puoi paragonare tempi come noi che negli anni 60-70 vedevamo come l’oro cose che adesso non esistono piu noi avevamo stufe a carbone o legna no tele a colori con canali limitati, motorini a miscela, no internet no email auto inquinanti con ferodi cancerogeni ma gli alimenti erano piu sani come anche gli imballi le bottiglie erano in vetro a rendete e l’acqua minerale fatta con la frizzina. Chiudo ma potrei andare avanti ancora adesso i nostri nipoti si sono accorti dopo avere avuto tutte le innovazioni che il progresso e peggio di quando non avevamo quasi niente.
    Sbaglio o si stava meglio quando si andava a letto dopo il Carosello?
    Roberto

    • Gianluigi

      Se posso, visto che chiudi con una punto interrogativo, rispondo al tuo dubbio. Sbagli. Guarda qualsiasi statistica mondiale su qualche dato di qualità di vita (età media, % di povertà, mortalità infantile…) e vedrai che sbagli.

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