Faretto B+M LUMOTEC IQ2 Eyc N plus

Consigli sul montaggio

Tempo di lettura: 4 minuti

Consigli sul montaggio

Questo faretto, grazie alla presenza dell’interruttore, è dedicato alle dinamo al mozzo; che sono (quasi) sempre in funzione. Io l’ho usato con una dinamo al cerchio. E perché? Perché dovendo scegliere non mi sono voluto precludere anche questa possibilità e mostrare a voi un modello più completo.

La staffa di sostegno è davvero ben fatta, molto robusta e correttamente angolate.

Però è meglio frapporre una rondella se, come nel caso delle immagini in basso, si preferisce usare bulloni non flangiati.

Il faretto gestisce anche l’alimentazione della luce posteriore, che io ho montato con una staffetta autocostruita. La Toplight è infatti luce da portapacchi, andrebbe installata sul supporto esistente su questi. Portapacchi che però non è sempre presente sulle mie bici, spesso per i test lo rimuovo.

Tutto l’impianto, come detto, è alimentato dalla piccola dinamo Velogical, potente a sufficienza e anche più per gestire i 50 lux del faretto.

Il montaggio è semplice. Dal faretto partono i due lunghi cavetti che andranno collegati alla dinamo. E sempre dal faretto faremo partire altri due cavetti che saranno collegati alla luce posteriore. Tutto qui.

Mio consiglio: meglio tagliare un cavetto di collegamento alla dinamo e frapporre un regolatore di sovravoltaggio; molte dinamo a mozzo hanno già il loro di serie, con spinette di attacco.

Ci sono telai con predisposizione interna al passaggio dei cavi elettrici; così come esistono parafanghi con la canalina all’interno e si ottiene un lavoro pulito.

Io però ho operato una scelta differente, dettata anche dalla mia necessità di poter rimuovere rapidamente tutto l’impianto senza agire sui collegamenti (che per maggior efficacia è bene saldare) perché la bici che si è accollata l’onere di portare in giro questa luce è anche quelle che lavora in moltissimi altri test, compresi quelli in fuoristrada. E non è il caso di portarsi la luce appresso, col rischio di romperla.

Così dopo aver saldato i collegamenti e protetti con guaina termostringente (quella cioè che con poco calore si restringe sigillando la zona) ho inserito il tutto in una guaina a treccia elastica che poi ho fissato alle guaina freno o ai fermaguaina presenti sulla bici con sottili fascette stringifilo.

Non è un lavoro elegante ma ha il grande pregio della rapidità.

Infatti quello che si ottiene è un unico pezzo, già assemblato. Due bulloni per la dinamo, qualche fascetta da stringere o tagliare per montare o smontare e in una manciata di secondi è possibile avere o non avere l’illuminazione.

Nel caso della dinamo a mozzo è possibile creare qualcosa di analogo. Se la bici abbia predisposizione interna è inutile, i cavetti restano nel telaio e si tratta solo di staccare le spinette.

Sui telai non predisposti invece nessuna difficoltà nel costruire analogo sistema; l’unico punto che richiede qualche attenzione è la forcella. Assicurare la guaina elastica con una fascetta che abbraccia tutto il fodero è possibile ma bruttino come effetto finale.

Meglio ricorrere alle sedi guaine adesive; piccole, discrete e posizionabili con facilità.

Si vendono in costose confezioni con tanti pezzi ma, per fortuna, anche sfusi. Tre o quattro euro per comprarne un paio e il lavoro ne vien fuori più pulito.

Bene, prossimo paragrafo dedicato alle conclusioni, senza scriverne uno dedicato alla sola prova su strada ché non è necessaria. Tutto alla fine si riduce a quanta luce fa e come, e non servono parole, solo immagini. Che vedremo, appunto, con le conclusioni.

COMMENTS

  • Claudio

    Confermo, ottimo prodotto. Ne ho una installata sulla mia bici da città da 3 anni e nessuna incertezza di funzionamento. Confermo anche che, con un poco di attenzione, si trova facilmente in offerta. Unica problematica districarsi nelle nominazione chilometriche dei vari articoli di Busch+Müller: non il massimo dell’intuitività. Con pazienza s’impara il loro linguaggio …e il giorno dopo lo si è già dimenticato.
    Se dovessi acquistarla ora la prenderei nella versione senza interruttore, in città la tengo sempre accesa.

    Su tutte le bici da città della famiglia ho anche installato – al posteriore – la “Busch + Müller Toplight Flat S Permanent LED Rear Light – 329BS”. Nonostante un solo led riesce – grazie ad una plastica trasparente con conformazione a lente moltiplicatrice – a generare una luce molto visibile anche lateralmente. Economica e molto affidabile. Le poche volte che ho riscontrato qualche malfunzionamento era sempre dovuto a problemi legati al mio cablaggio.

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, a volte mi lamento perché Shimano usa gli stessi nomi da sempre e star lì a capire che versione è non è facile. Ma con questi di B+M c’è da impazzire…

      Senza interruttore penso pure io sia più pratica; sia che si usi con dinamo a mozzo che con dinamo a cerchio. Ma quando fai test cerchi sempre di proporre più funzioni, per dare meglio l’idea

      Fabio

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