Elite Pria Pave, Fly Mtb e Byasi

Come sono fatti il Pria Pavè, le Fly e la Byasi

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Come sono fatti il Pria Pavè, le Fly e la Byasi

Si respira aria di famiglia con il portaborraccia Pria Pavè.

Diverso dagli altri prodotti Elite eppure nessuno gli attribuirebbe differente paternità; o almeno nessuno che si fissa pure sui dettagli…

Forme che non sono figlie del design fine a se stesso ma tutte chiamate a un unico compito: tenere la borraccia salda anche quando la strada è tormentata.

Così abbiamo la parte superiore molto curvata e provvista di un “uncino” superiore che blocca.

E dettagli apparentemente secondari, come la lavorazione in rilievo (non è l’unica) per aumentare la tenuta.

Una linguetta alla base funge da appoggio.

Ai lati ritroviamo la lavorazione in rilievo antiscivolo.

Come in zona mediana.

Due asole per il fissaggio, con moderata escursione per regolare l’altezza ed evitare che su telai più piccoli le borracce tocchino montandone una coppia.

L’appoggio posteriore è sagomato, una lavorazione che non impedisce di aderire bene a qualunque telaio e che una volta montato crea una zona di luce che alleggerisce la linea.

Ma il cuore di questo portaborraccia Elite Pria Pavè è sul davanti.

La fascia bianca non è semplice cintura: scorre comandata dal pomello centrale, allargando o restringendo a seconda delle necessità la presa sulla borraccia. E’ adatto a qualunque borraccia con diametro tra 70 e 76 mm.

In questa animazione possiamo vedere la sua escursione.

Chiudo la sua presentazione con i dati sul materiale e il peso.

Nylon rinforzato con fibra di vetro, circa 40 grammi da scorrazzare.

Rapida presentazione delle borracce, per rispettare la sequenza data al titolo di questa recensione.

Una rapidità che forse non rende giustizia: Elite ha speso quasi tre anni per mettere a punto la gamma di borracce Fly. E io provo a cavarmela con poche righe…

Vale anche qui, anzi vale ancor più, il discorso fatto sulla poca attenzione dei più ad accessori ritenuti secondari.

Una borraccia è una borraccia, si dirà; se proprio devo, posso pure prendere una bottiglietta d’acqua e via.

Vero.

Però; a parte la sua estreme leggerezza, 54 grammi la versione strada, un paio in più questa da Mtb, che significa il 40% in meno della media, la praticità d’uso è di livello superiore.

Ora qualcuno potrebbe obiettare che il peso tutto sommato è secondario. 

Vero pure questo, la mia bici preferita è un cancello in acciaio cromato e accessoriato.

Vero anche che su due borracce (vuote) togliamo quasi 100 grammi; a costo bassissimo. Avete idea di quanto spende un ciclista sportiva per tirar via 100 grammi dalla bici? Quante centinaia di euro ballano tra un set ruote da 1500g e un set da 1400? Ecco, qui con pochi spiccioli abbiamo la stessa bilancia.

Poi magari qualcuno potrebbe spiegare al grammomaniaco di turno che può togliere qualche chilo semplicemente mangiando meno invece di alleggerire solo il portafoglio; o non portarsi dietro il mazzo di chiavi modello San Pietro o lo smartphone da 22 pollici ma questo è altro discorso e qui c’entra nulla.

Proseguiamo con la presentazione statica.

A vederla nulla di eclatante. Grafica sobria (ma anche le grafiche alzano il peso…), sagomatura precisa, morbido ugello e soprattutto coperto dal pratico cappuccio che lo protegge dallo sporco della strada; anzi, del fuoristrada.

Lo spessore della parete è la metà della media delle altre borracce, appena 0,6 mm; più spessa alla base e in zona cappuccio. Questo non lo vedi ma lo senti maneggiandola, però lo leggeremo dopo.

Due versioni disponibili, da 550 e 750ml; due colorazioni, nera o trasparente; e infine due varianti, strada (senza cappuccio) e Mtb.

A favorire sia la presa bevendo che la tenuta nel portaborraccia provvede l’incavo pronunciato.

Beccuccio morbidissimo

Tutta smontabile, volendo puoi rimuovere anche il cappuccio per uscite stradali.

Anche il beccuccio è removibile per facilitare la pulizia.

Siamo ancora alle presentazioni, è il turno della borraccia porta attrezzi Byasi.

Anche qui doppia variante per volume, una da 750 cm3 e una da 950 cm3; due colorazioni, bianca o nera, solo per la più piccina. Diametro per tutte di 74mm, quindi piena compatibilità con la quasi totalità dei portaborraccia.

In foto la versione 750.

Non è semplice contenitore vuoto, anche qui si è cercata la praticità d’uso.

Infatti una volta svitato il coperchio troviamo un comodo bicchierino removibile in cui riporre gli oggetti più piccoli e/o da avere subito sottomano.

E poi abbiamo l’interno vero e proprio, capace di accogliere comodamente il necessario come il superfluo.

Io l’ho riempita con tutto quello che vedrete nell’animazione in basso; dove c’è una sola camera d’aria ma è una 700×38/45, quindi bella grossa. In uso puramente stradale al suo posto entrano senza difficoltà due camere 700×23/25.

Vediamo quanta roba ho fatto entrare.

 

Si, forse infantile come animazione ma volevo crearla così. E poi diciamolo: non è che puoi fare letteratura su una borraccia porta attrezzi, giocare è lecito 😀

Voltiamo pagina e andiamo in strada e fuoristrada.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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