E se gli odiatori dei ciclisti fossero le vere vittime?

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E se le vere vittime della campagna d’odio contro i ciclisti fossero gli odiatori?

Gli haters, come sono definiti. Li conosciamo, secondo i molti studi di psicologia del fenomeno sono persone che dispensano odio su tutto, le armi più utilizzate sono cattiveria e violenza verbale.

Seppure allo stato manchi una letteratura univoca sul loro profilo, sempre i molti studi concordano sul tratto comune dell’analfabetismo funzionale.

Spesso attaccano chi ha più successo o fa cose che loro non sanno fare, il nascondersi dietro lo schermo toglie il senso di responsabilità e li fa sentire protetti, hanno bisogno di attenzione cercando reazioni e litigi per sentirsi importanti per un momento.

Se fossi cattivo come loro li definirei sfigati e basta. Ma non lo sono, cattivo intendo.

Al solito, chi preferisce può sfruttare il formato video.

Che la campagna d’odio contro chiunque pedali, che denuncio da molti mesi, sia arrivata a livelli intollerabili è acclarato; che, altra cosa che denuncio da anni, dalle parole d’odio si sarebbe passati ai fatti, è cronaca, non solo la vicenda di Lanzo, anche altre come quella di Vigevano dove una donna uscì di casa al preciso scopo di investire chiunque incontrasse in bici perché, dichiarò ai carabinieri, “odio i ciclisti”.

Ora che, finalmente, anche le testate timide per timore di perdere click stanno uscendo coi loro articoli da minimo sindacale, posso compiere un passo ulteriore e chiedermi: gli odiatori sono essi stessi vittime?

Vi propongo alcuni commenti recenti ai miei video.

Qui, come potete leggere, sarebbe fin troppo facile bollare come analfabeta, totale e non solo funzionale, e si, confesso che purtroppo non ho resistito allo sberleffo. Va letto piano, serve tradurlo, ma credo sia sforzo inutile.

Con quest’altro commento si palesa lo schema tipico di un hater e nemmeno stavolta ho resistito, sbagliando: da giornalista che crede e segue il codice deontologico mi sarei dovuto interrogare sulle ragioni che portano la gente a scrivere queste cose.

E, sia chiaro, non sono quelle a cui gli haters a questo punto stanno pensando.

Questa terza schermata dimostra una ulteriore fissa, quella della protezione politica, ignorando che al Governo, da anni, ci sono le forze che da sempre attaccano i ciclisti e sono di fatto i mandanti delle campagne d’odio.

E poi ecco l’haters puro, a denominazione d’origine controllata, che almeno ha il dono della sintesi. O fretta di odiare altri.

Questi appena visti sono alcuni commenti estrapolati dal video “Maledetti ciclisti”. Recente quindi. Altri li ho cancellati per eccesso di volgarità e violenza.

Questo che sto per mostrarvi è invece di un paio di mesi antecedente

E’ ripreso dal video in cui prendo in giro quelli che per due click danno addosso ai ciclisti.

Non mi sembra sia la prima volta che l’autore interviene nei miei video, sono abbastanza sicuro che se lo ha fatto gli ho risposto per come merita. Eppure questo intervento ha gettato il seme della domanda che ho posto all’inizio.

A cui rispondo: si, questo odiatore è una vittima, ben più di noi ciclisti vittime del loro odio.

Lui, tutti quelli come lui, tutti quelli che vi ho mostrato e ce ne sono tanti altri, sono due volte vittime.

Sono vittime della loro ignoranza, della loro mancanza di immaginazione, della loro infelicità, del loro rancore covato per anni, delle loro frustrazioni, dei loro desideri inappagati e sogni infranti, della loro miseria culturale, morale, etica.

E sono al tempo stesso vittime di chi li illude, di chi li blandisce, di chi li rassicura facendogli credere che la colpa dell’abisso in cui sono è dei ciclisti, dei migranti, dell’Europa, dei professoroni, dei radical chic, dei giudici, del popolo arcobaleno, delle famiglie allargate, dei vaccini, delle scie chimiche, di chi studia, di chi rispetta le regole, di chi è educato.

E si fa votare per questo, lasciandoli nella loro quotidiana miseria perché dopo essersi fatti eleggere affermano, col vittimismo dei vigliacchi, che loro ce la mettono tutta a cambiare le cose ma per colpa dei ciclisti e tutta la sequela di sopra, non possono.

Odiatori, io non vi odio e nemmeno più vi disprezzo. Non posso promettervi che smetterò di sbeffeggiarvi, però, con sincerità, vi dico che provo pena per voi, vorrei che davvero si possa far qualcosa per migliorare le vostre misere vite. Ma se nessuno vi aiuta, aiutatevi da soli.

Fermatevi, leggete le cattiverie che scrivete, ripensate a tutta l’aggressività che buttate fuori ogni giorno, all’odio che vi corrode, chiedetevi come siete arrivati a questo, se questo era quello che volevano i vostri genitori per voi e voi per i vostri figli.

La causa non può essere una bici che vi rallenta per qualche metro.

La vita è una ed è troppo importante per sprecarla odiando.

Buone pedalate

COMMENTS

  • <cite class="fn">Adriano Bicicletto</cite>

    A me comunque pesa questo clima. Frequento molto strade e ciclabili e mi capitano spesso alterchi, che cerco di gestire al meglio anche se con l età sono diventato meno tollerante (e non va bene). Stamattina attendevo che attraversasse una anziana in evidenti difficoltà motorie: si è fermata e mi ha detto che si stava ricredendo sui ‘ciclisti’ per questo mio -ovvio e dovuto gesto. Ieri ho inveito contro un pedone che ‘voi ciclisti non rispettate il codice’, eccetera eccetera. Però mi pesa questo astio, mi rende meno sereno e probabilmente anche più aggressivo: che non va bene per niente. Cerco istintivamente ‘gli altri ciclisti ‘ per fare gruppo, forse tribù contro i…..e va ancora meno bene. Non mi piace e debbo rasserenarmi. Però questo clima psicologico mi pesa molto e me ne dispiaccio.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Comprendo e hai ragione su tutta la linea. Io, da sempre intollerante alla stupidità, cerco di tenermi zen ma è difficile…

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