E’ partito lo stress test della trasmissione Shimano CUES
Beh, in realtà è partito già da qualche settimana, ero io che non avevo pensato di pubblicare questa sorta di avviso.
Cos’è uno stress test? Semplice, stavolta non mi focalizzerò sui contenuti tecnici né la vera e propria prova su strada: verificherò la funzionalità, la durata, la resistenza, la capacità di sopportare ogni maltrattamento possibile.
Come? Semplice pure questo: non ne avrò nessuna cura, userò la bici senza preoccuparmi se la trasmissione è sporca, secca, insabbiata o peggio.
E poi? Ancora più semplice, fra qualche mese verificherò sia l’allungamento della catena che i profili dei denti, di cui ho disegnato le sagome prima di montare il tutto.
Saranno controlli periodici, che appunterò di volta in volta e alla fine tireremo le somme.
Ora vi starete chiedendo se sono impazzito e se sarò capace di far soffrire una bici. No alla prima, si alla seconda.
Ma seguitemi un momento.
E’ da quando Shimano annunciò la famiglia Cues che l’ho sempre guardata con curiosità. L’ho usata su alcune bici in prova, ne ho verificato l’efficienza ma poi non è che mi era rimasto molto da fare.
Però la durata, grazie alla tecnologia Linkglide di cui vi parlai tempo addietro (e che sintetizzo nel video a fondo pagina), è uno degli aspetti fondamentali della famiglia Cues, oltre la compatibilità tra i componenti.
Io non ho motivo di dubitare ma tanto mi conoscete, io sulle cose devo metterci le mani per capire e verificare.
Così ho scelto questa strada e per non farmi mancare niente farò mancare tutto a questa Shimano Cues.
Avete presente quelle vecchie bici con il cambio Shimano SIS a 5 o 6 velocità? Ferme per anni o ripescate dal fondo del lago, manco una pulita e quelle vanno col cambio che cambia?
Esattamente; non butterò la bici nel lago ma più o meno…
Quale bici? Una delle mie, quella che uso per andare al lavoro, commissioni, servizi vari. Uso cittadino, che poi se riferito alla mia città è peggio dei test gravel che faccio.
La configurazione della trasmissione è da Mtb, con doppia 22/36 e pacco pignoni a 11 velocità in scala 11-45.
Massima agilità per una città collinare e una bici pesante tra accessori, borse, ammennicoli vari. Solo l’impianto frenante non è stato prelavato dalla famiglia Cues, è un sempreverde Shimano MT 201, va bene così.
Ma perché vi sto dando l’annuncio adesso, anzi, adesso ma in ritardo rispetto all’inizio del test?
Perché non sono quello sveglio della cucciolata, proprio non ci avevo pensato. Però così, adesso, avete una data di massima in cui il test è iniziato, vi potrete fare due conti.
Unica eccezione ai maltrattamenti è stata una veloce registrata della tensione per recuperare il fisiologico assestamento di cavi e guaine nuovi. Poi manco l’olio ho messo.
Ma qui, temo, la vera scommessa non è come reagirà la trasmissione ai maltrattamenti: come reagirò io a ignorare la bici?
Vabbè, vedremo.
Vi lascio il video dove sintetizzo il montaggio, al solito questo il link diretto altrimenti miniatura in basso.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

