Continental Speed RIDE

La prova su strada

Tempo di lettura: 5 minuti

La prova su strada.

E’ stato un test lungo e impegnativo ma, confesso, mi sono davvero divertito. Provare a fondo un componente molto specialistico, adatto a una sola condizione o uso, è coinvolgente perché di solito in quel suo uso eccelle, ti fa godere il massimo delle sue capacità: ma è anche noioso, alla fine fai solo e sempre lo stesso percorso, le stesse manovre, le stesse prove.

Mettere alla frusta un componente con uso ad ampio spettro è un lavoraccio perché devi prevedere e provare ogni possibile situazione: ma è davvero divertente perché pedali in tanti modi diversi, ogni uscita è qualcosa di nuovo. E quando ti diverti, si sa, l’impegno non costa fatica.

Come ho scritto nell’introduzione, questo test si è protratto per diversi mesi (anche se non tutti a pedalare con queste gomme, avevo altro su cui lavorare con diverse bici), per molti chilometri (alla fine quasi 1200) e con tre bici che interpretano ognuno a modo suo la vocazione di bici quasi universale.

Delle tre bici usate, la PlanetX London Road, Elessar e la Peugeot Anjou, quella che ha tratto i maggiori benefici è stata l’inglesina. Elessar ha uno spirito più sportivo e preferisce gomme leggere e scorrevoli; la francesina vintage ha un telaio tutto votato alla comodità e accetta di buon grado gomme più strette e con pressioni di lavoro superiori senza che il suo invidiabile (e a tutt’oggi competitivo) comfort ne risenta più di tanto.

La London è una chiara bici di compromesso, fa tutto bene ma non eccelle in niente e così alla fine è stata lei a sorbirsi la maggior parte dei chilometri. Su asfalto buono e brutto, su sentieri battuti, pietrosi e irti di insidie (radici e fossi di continuo), pavè, basolato, caldo torrido e pioggia, salite infinite e discese velocissime. A bici carica e scarica. Insomma, davvero un uso come suol dirsi a tutto tondo. Per questo ho deciso di dividere la prova su strada in tre differenti voci piuttosto che nei diversi usi, e sono: comfort, tenuta e guidabilità. E alla fine tireremo le somme.

Comfort: di assoluta eccellenza. E’ stata la caratteristica che ho apprezzato da subito, scivoli via su strada come su un cuscino d’aria. Certo, una gomma larga è sempre più comoda di uno stretto copertoncino sportivo ma ovviamente il paragone non è con loro ma con altre gomme di analoga dimensione. Se l’asfalto è buono ne senti meno l’efficacia e ti concentri solo sull’ottima scorrevolezza e silenziosità (merito del battistrada semi slick) ma appena le condizioni del manto peggiorano allora ti accorgi come le brutture sono assorbite, digerite direi, senza alcuna difficoltà. Ancor più quando il nostro giro ci porta a lasciare il bitume per cercare la nuda terra. Se il fondo è compatto il livello di comodità è coincidente a quello di una strada asfaltata. Se il fondo si presenta compatto ma tormentato da fossi, avvallamenti, radici, pietre (piccole, non massi per capirci) sporgenti che rimandano una infinità quantità di colpi nessun problema: ottimo assorbimento e rapido recupero della direzionalità quando qualche ostacolo più grosso ci fa deviare dalla traiettoria. Basta tenere le braccia morbide e il passo, la velocità media, non ne risente. Con queste premesse è naturale che il pavé è affrontato senza difficoltà. E la abbondante sezione evita che pedalando sul basolato la gomma si incunei nello spazio tra i lastroni.

Tenuta: sempre rassicurante. Merito anche della sezione generosa sicuramente; però l’appoggio non manca mai, si curva veloci piegando in tutta tranquillità. Se stiamo pedalando su asfalto nulla da rilevare se non l’ottima silenziosità. Sempre restando sull’asfalto scopri quanto tengono bene affrontando qualche bella discesa veloce a tutta: perché in discesa è divertimento assicurato. Ho ripetuto più volte una salita dei miei circuiti di prova anche se ormai avevo dati a sufficienza per il gusto di farmi a scendere i suoi quasi 6 km di curve in rapida successione; l’avevo detto che in questo test mi ero divertito. La carcassa è rigida ma cedevole abbastanza per far si che si conservi sempre una ampia impronta a terra: solo aumentando l’inclinazione si avverte un brevissimo momento di incertezza, probabilmente quando il grosso del lavoro devono farlo i tacchetti laterali. Non un vero e proprio cambio nella tenuta, nel grip intendo; e nemmeno uno scalino: un battito di ciglia per avvisarti che stai arrivando al limite ma sempre in piena e totale sicurezza.

La tenuta resta buona anche in fuoristrada grazie alla ampia comunicativa che ti permette di capire se la gomma sta lavorando e come. Però il fondo deve essere appropriato: compatto, va bene anche se costellato di pietre piccole e detriti vari, radici sporgenti, leggermente sabbioso (leggermente, sia chiaro) e soprattutto asciutto. Al più umido ma dimenticate il fango e il terreno pesante in genere. Per non parlare di erba (micidiale se umida di rugiada) e sottobosco lastricato di foglie, di quelli che non vedi il terreno. Qui il minimo sviluppo in altezza dei tacchetti a diamante nonché la loro fitta trama non offrono alcuna presa. Basta una frenata un pelo più decisa che si scivola e una salita appena definibile tale che la trazione viene meno. Non è gomma studiata per queste situazioni, non si dichiara tale e quindi non è un limite: ma è una caratteristica che è giusto il ciclista conosca, per evitare errori nell’acquisto. Trovata la sua strada, anzi il suo sentiero ideale si pedala in assoluta sicurezza. L’elevato smorzamento permette un passo veloce, il grip è sempre garantito e in curva la tacchettatura laterale fa il suo dovere mantenendo la bici in traiettoria. Solo in qualche svolta molto stretta affrontata alla garibaldina e alzandosi subito sui pedali in uscita per riprendere velocità ho registrato più di una scodata, causata anche dal repentino alleggerimento del retrotreno. In effetti alzarsi sui pedali per rilanciare non è proprio una condotta appropriata in fuoristrada, però che dirvi: in bici mi piace giocare. A un certo punto ho iniziato un avanti e indietro per farmi un veloce rettilineo, entrare in questa svolta a 180 gradi aiutandomi col freno posteriore per chiudere la traiettoria intraversando e poi rialzandomi a rilanciare per dare velocità. L’avessi fatta pulita quella curva impiegavo la metà del tempo e un quarto della fatica: ma volete mettere lo spasso? 😀

Restano i soliti pavé e basolato, che inserisco perché questa gomma ben si presta a un uso urbano. Sia sul pavé che sul basolato se la strada è asciutta si viaggia comodi, veloci e senza avvertire perdite di aderenza. Il pavé bagnato è invece un suo chiaro limite e qui più che il battistrada credo sia la mescola poco adatta a digerire questa pavimentazione se bagnata. Prudenza.

Guidabilità: insieme al comfort la sua caratteristica migliore. Spesso le gomme di tal guisa hanno un profilo piuttosto squadrato, piatto e con un netto spigolo sulla spalla. A volte reso ancor più accentuato dalla tacchettatura laterale che se da un lato permette ottima tenuta in curva dall’altro mortifica oltremodo guidabilità e sveltezza di manovra, rendendo l’avantreno restio a entrare in curva. Con queste Continental nulla di tutto ciò: il loro profilo tondeggiante permette una buona sveltezza di avantreno, rapidità di ingresso in curva e non prende mai sotto, nemmeno a darci dentro con decisione. Su asfalto la apprezzi soprattutto in discesa, quando puoi entrare veloce con una traiettoria rotonda e potendo gestire gradualmente la scesa in piega (spigolare la traiettoria non conviene), sempre omogenea e coerente. Tranne nell’ultima fase per quell’attimo di “avvertimento” di cui ho detto prima, che però non pregiudica in alcun modo l’azione. La bici con cui sono stato più veloce in questo frangente è stata Elessar, che ha potuto sfoggiare le sue qualità sportive ben assecondata da queste Speed Ride. In salita si apprezza il peso non eccesivo per una gomma di queste dimensioni: i suoi quasi 500 grammi sono un buon valore, che scende a poco più di 400 grammi optando per la versione pieghevole.

In fuoristrada emergono l’ottima direzionalità e la capacità di riportare rapidamente l’avantreno in assetto. Viaggiando dritti si pedala in sicurezza ma in curva bisogna prima prenderci la mano perché i tacchetti laterali tengono ma non incollano la bici al sentiero né lo uncinano decisi. La strategia migliore è essere sempre dolci e rotondi nelle traiettorie: a scodare ci si diverte di più è vero, ma alla fine si fa più fatica e si va più piano. Adottando uno stile di guida pulito non si avvertono perdite di aderenza, nemmeno in curva. Sempre a patto che il fondo sia quello a loro congeniale.

In uso urbano, e con questo intendo sulle pavimentazioni tipiche e cioè i soliti pavé e basolato, nulla da rilevare rispetto a quanto già detto a proposito di comfort e tenuta. Però in città emerge una altra qualità, figlia del profilo tondeggiante: l’avantreno è sveltissimo nei velocissimi cambi di direzione e slalom che la marcia nel caotico traffico cittadino impone. Non teme il confronto con copertoncini più sottile e inizia a perdere posizioni solo scendendo parecchio di misura, contro dei 700×28 per capirci.

Possiamo allora andare alle conclusioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • lorenzo

    Bel test Fabio,
    come sai è un po’ che mi frulla in testa di calzare qualcosa di leggermente più fuoristradistico delle ottime Panaracer Pasela e queste mi sembrano una buona opzione visto anche il buon prezzo che dici?
    Per un facile montaggio smontaggio sui cerchi consigli quelle pieghevoli oppure è indifferente?

    Se si va sui vari forum a chiedere consiglio/i ti viene detto di tutto e di più ma la differenza è che qui il consiglio è sempre supportato da un test studiato, verificato ed imparziale.
    Sicuramente un altra cosa rispetto ai pareri che possono arrivare da neofiti, improvvisati collaudatori o da chi “questo/a è meglio perché l’ho comperata io”.
    Sicuramente nei forum ci saranno anche persone con alte competenze ma individuarle sul web non sempre è facile dove chiunque può scrivere tutto e le verifiche son difficili.

    Bel test Fabio e sempre grazie per quel che fai per noi appassionati.

    ……..a quando un bel test su un velomobile? 😉

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, ci conosciamo da troppo tempo, lascia perdere i complimenti. Fanno piacere, ci mancherebbe, ma poi arrossisco… 😀

      Ora sicuramente me lo avrai già detto, magari anche più volte ma come sai la mia memoria è quella che è: che passaggio gomme ha Gitana? Visto, il nome della bici me lo sono ricordato…

      Perché l’unico limite di queste gomme è la misura: solo la 42, il che taglia fuori parecchie bici. Alla forca hai luce sicuro (è la stessa mia…) ma dietro?

      Io andrei di pieghevole, costa poco in più e pesa abbastanza in meno. Nel test ho scelto le rigide solo perché volevo presentare una gomma più economica.

      Per quanto riguarda il montaggio vale sempre la regola del “massaggio”; ho aggiornato l’articolo relativo con un breve video girato ieri ché dovevo montare le Michelin Power All Season sulla mia X-lite, in previsione di un autunno/inverno di cui non c’è traccia e che mi sta tenendo fermo sui test dei completi invernali, qui in attesa del clima giusto. Ah scusa, dimenticavo che tu sei già nella nebbia…

      Comunque ho evitato di girarlo sia con le Michelin Cyclocross che con queste Speed ride perché vanno su in un attimo e non si vede niente.

      Velomobile? Mai dire mai, però è più probabile trovare un test di una Mtb un giorno che una velomobile o una reclinata o una ebike. Alla fine sono io a gestire tutto, sono solo e quando ho coinvolto qualcuno non sempre è stata una felice idea. Faccio quello che riesco a fare e la mia priorità sono due ruote, solo a trazione muscolare e meglio se hanno la piega montata…

      Fabio

  • Claudio

    Come sai sono un estimatore/utilizzatore di questa tipo di coperture.
    Sulla mia unica bici ho avuto modo di provare – dopo i primi due anni con le Marathon Supreme quasi stick – delle Racing Ralph (molto più tassellate e parecchio più lente) e delle Maxxis Maze. Tutte coperture da 35mm nominali.
    Da poco più di un anno ho le Clement Xplor USH che – delle quattro testate – è il miglior compromesso tra asfalto e strade bianche. Anche questa da 35.
    Personalmente penso che non scenderò più sotto i 35 per non rinunciare alla libertà d’improvvisazione che mi danno.

    Vedo che hai testato la Michelin da 35 e questa Continental da 42.

    Domanda: per il mio utilizzo da ciclista meditativo che vantaggi pratici puoi immaginare nel salire di sezione???
    A parità di battistrada (pulito in centro e più articolato ai bordi) hai notato palesi vantaggi o svantaggi secondo la misura?

    Spero d’essermi spiegato.

    ciao, claudio.

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, il discorso misure può essere affrontato in maniera valida solo raffrontando due gomme stesso modello e di sezione diversa. Il paragone tra gomme diverse per marca e modello oltre che per misura porta troppe variabili con sé per stilare se non un giudizio almeno un parere fondato.

      Ma questo del diverso comportamento in base alle misure (dove intendo sempre sezione) è un argomento in scaletta da tempo e che ho già iniziato a pianificare, chiedendo il supporto di Michelin. Lo farò quando le gomme saranno disponibili (disponibilità stampa, nulla a che vedere con disponibilità dei magazzini) e ho scelto, vista la mia intenzione di trattare in questo autunno anche il ciclismo urbano, le Protek Urban. Una misura è certa e sarà la 700×28. L’altra sono indeciso tra la 700×32 o salire in modo netto con una 38 o 40. Devo rifletterci ancora.

      Venendo al tuo quesito: salire di sezione ha sempre vantaggi e svantaggi e fin qui siamo nell’ovvio. Sezione più ampia significa maggior comodità, impronta a terra (utile in frenata) pressione di esercizio più bassa. Significa perdere qualcosa in maneggevolezza, minor prontezza dovuta al peso (a parità di modello, ovvio) e trovarsi un avantreno meno svelto.

      Poi però c’è da tener conto di quale gomma stiamo analizzando; per esempio la Michelin che hai citato (che però è 700×30, non 700×35) offre molti dei vantaggi di una gomma più larga senza soffrirne i limite; allo stesso modo queste Speed Ride offrono più di una virtù di gomme più strette (a iniziare dalla sveltezza di avantreno) senza farti pagare dazio rispetto a una misura di poco inferiore, inizi a valutare la differenza solo con delle 700×28.

      Quindi il procedimento non può essere “scelgo la sezione e vedo cosa esiste” MA “valuto prima la gomma e indentifico la sezione più adatta a me di quel modello”.

      Mi spiace costringerti a leggere tante chiacchiere e alla fine non trovare una risposta alla tua domanda. Purtroppo il discorso misure può essere affrontato solo mettendo a confronto la stessa gomma in misure diverse, non gomme del tutto diverse. Altrimenti restano solo le considerazioni ovvie che ho fatto sopra e che un pedalatore esperto come te già conosce.
      E’ però un argomento interessante e il tuo quesito mi ha offerto la possibilità di preannunciare che ci sto lavorando. Sui tempi non so, so solo che ne scriverò quando avrò le gomme disponibili.

      Fabio

  • Buongiorno.
    Dato che sto valutando l’acquisto della London Road (a proposito, è in offerta a 899 sterline…), mi piacerebbe capire una cosa:
    sul sito di planet x danno 40mm come la massima misura compatibile, ma qui si parla di gomme da 42…
    Può che essere che il dato delle specifiche sia un pò “conservativo” (o magari è calcolato tenendo conto dei parafanghi)?
    Boh…

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, dire che le indicazioni riportate sul sito ufficiale sono trasandate è un eufemismo…
      Il passaggio gomme, senza parafanghi, è fino a 50mm. Anche se non con tutte le gomme e dipende molto dai cerchi (una volta installate le gomme possono aumentare la sezione) comunque un test con cerchi di serie e Schwalbe Century da 50 ha dato esito positivo.
      Con queste SpeedRide ho rimosso i parafanghi, per andarci bene dovrei avere dei 50 o 53 mm, quelli che uso di solito sulla LR sono dei 45 e quindi non restava luce.
      Qui sul blog trovi il test della bici e anche un articolo sul solo telaio.
      Alla chiusura del test invece di rispedirla decisi di comprarla per me e devo dire mai scelta fu così indovinata. E’ impareggiabile nell’aiuto che mi sta dando da mesi nello svolgere i numerosi test e accetta senza difficoltà i vari accessori e componenti, che posso testare su percorsi dei più vari.
      In chiusura al test di queste gomme c’è un link a un video; dagli una occhiata, la bici usata è proprio la London Road, con le SpeedRide e lo stem Redshisft, che da il suo fondamentale apporto in fuoristrada.

      Fabio

      • Ciao Fabio, grazie mille per la velocissima risposta. A questo punto penso proprio che schiaccerò il tasto, l’offerta in corso mi sembra veramente buona (oltretutto è il modello col rival 1 e freni idro).
        A proposito, nell’occasione ti faccio i complimenti per il blog, davvero pieno di istruzioni utilissime e ben spiegate.

        • Elessarbicycle

          Ciao Stefano, del telaio non ti pentirai, se è questo il tipo di bici che cerchi. Ossia una tuttofare buona ovunque e perfetta in niente.
          Sul monocorona ho qualche perplessità, ma la scelta dei rapporti è sempre personale e ognuno pedala con ciò che gli serve.
          Sui Rival idraulici invece posso dirti che sono al di sotto della media. Già gli Sram idraulici non brillano, ma i Rival davvero sono scarsini. Però risolvi facile, basta mettere le Kook Stop, organiche o semimetalliche a seconda di che tipo di frenata ti serve, e le cose migliorano.

          Fabio

  • Ciao Fabio,
    a parte il farti i complimenti vorrei riportare le prime impressioni d’utilizzo riguardo questi pneumatici, che ho acquistato per utilizzarli su Calimero (una Cube Cross Race del 2012, ciclocross che ben si presta ad un utilizzo gravel) montandoli su delle Fulcrum 5 con canale da 17mm (che vengono date per l’utilizzo fino a una sezione di 50mm).
    Il paragone che posso fare è con delle Michelin Pro4 Endurance da 28mmm, ottime gomme slick (anche se naturalmente non a livello delle sorelle Service Course) che negli ultimi tempi ho usato su detta bici, evito in assoluto paragoni con le Schwalbe Rapid Rob che sono gomme da ciclocross puro, cosa che si maniifesta con una tenuta su asfalto quanto meno aleatoria unita ad un comportamento su starrato veramente di buon livello, in compenso durano quanto un gatto in autostrada (meno di 1.000 km nel mio caso).
    Cercavo uno pneumatico di sezione generosa ma che non fosse troppo incapacitante nell’uso stradale e di buona durata, adatto a sterrati e lunghe percorrenze, e l’indecisione era tra questo e il Michelin Cyclocross Jet. Alla fine la scelta è caduta sulle Speed Ride perché ho valutato che la maggiore sezione avrebbe reso l’avantreno meno nervoso e per aver letto le valutazioni (tue e di altri) di durata sul medio periodo.
    Scusate per il pippone iniziale 🙂
    La prima cosa che ho notato di questi pneumatici è il peso: ho comprato la versione pieghevole, e il peso – confrontato alle PRO4, non è che poi sia così diverso, soprattutto in considerazione della sezione molto più generosa. Intendiamoci, la differenza c’è (quasi il 50% del peso non è poco), ma alla fine della fiera si tratta di 140g.
    La sorpresa è arrivata una volta arrivato in strada, onestamente non mi immaginavo fosse così scorrevole sull’asfalto. Facendo delle strade che conosco come le mie tasche è stato un piacere sentirlo lavorare, la risposta sempre sincera anche su asfalto umido (ambito in cui le PRO4 non eccellono), il passare su pezzi di asfalto dissestati senza sentire i denti fare come le nacchere….
    L’unica vera caratteristica che richiede di prenderci un attimo la mano è la necessità di “accompagnarlo” in curva, permette di piegare anche parecchio ma non vuole esserci “buttato dentro”, per il resto la differenza di prestazioni rispetto ai 28mm è ridotta (anche se naturalmente c’è).
    Sullo sterrato confermo tutto quel che hai scritto, per le strade in cui l’ho utilizzato è sempre stato sincero nella risposta e con un’ottima tenuta.
    Certo con un “gommone” del genere il 34/32 inizia ad avere davvero un suo perché, poter sfruttare rapporti più agili aiuta e non poco a godersi uno pneumatico che vale decisamente più di quel che costa.
    Ripeto, la mia pietra di paragone è un copertoncino sportivo di alta gamma, a maggior ragione non posso che tessere lodi di questi SpeedRide.
    In breve, grazie Fabio per l’ottimo consiglio 😉

    • Elessarbicycle

      Ciao Samuele, sono sempre contento quando leggo i vostri commenti nei test.
      Non pubblico un articolo finché non sono del tutto certo di aver saltato nulla, a costo di impiegare più tempo del necessario; ma per quanto impegno uno ci possa mettere, sempre qualcosa può sfuggire o le impressioni ricavate condizionate da fattori esterni, per esempio clima differente, stato di forma, bici usata e tanto altro.
      Quindi leggere i vostri pareri mi aiuta e mi è di gran conforto.
      C’è nel tuo intervento un fattore che è al tempo stesso un pregio e un errore: il paragone con una gomma sportiva.
      E’ sempre sbagliato confrontare prodotti con destinazione d’uso diversa; però quando lo fai (perché è impossibile lasciare del tutto fuori le proprie esperienze) vuol anche dire che quel dato componente ha un comportamento talmente valido che ti viene naturale farlo uscire dal suo recinto e alzare l’asticella delle difficoltà.
      Il fatto che tu lo abbia raffrontato a una gomma sportiva e per giunta molto più sottile significa proprio che il suo questo copertoncino lo fa; e lo fa bene, tanto da ritrovarsi tra le mani sensazioni molto più sportive.
      Poi certo, è ovvio che date differenza di peso, sezione ecc ci siano diversità nel comportamento, per esempio citi l’inserimento in curva, ma proprio per questo, come giustamente concludi, sei portato a lodarlo perché a paragone sfrutti una gomma sportiva.
      Ho parlato di errore, ma devi considerarlo dal mio lato della tastiera; che è diverso da quello di chi legge, ha regole precise imparate in moltissimi anni.
      Dal tuo lato errore non è, badi al sodo, offri un raffronto sul campo e, alla fine è pure più utile del mio test.
      Quindi non posso che ringraziarti per aver speso il tuo tempo aiutando tutti noi ad avere ulteriori informazioni, preziose perché ricavate sul campo e non per sentito dire come, ahimè, troppo spesso leggiamo in rete.
      Grazie!

      Fabio

      • Per fortuna hai capito le mie intenzioni…
        Il paragone con le Pro4 Endurance nasce dal fatto che – fondamentalmente – ho usato finora solo copertoncini sportivi, e questi sono state montate a lungo sulla ciclocross. Gli altri che conosco molto bene sono i Pro4 Service Course, ma onestamente giocano in una lega tutta loro.
        In effetti anch’io ritenevo all’inizio il paragone fuori luogo, ma proprio le caratteristiche intrinseche degli Speedride mi hanno convinto a farlo, soprattutto alla luce di un costo d’acquisto realmente irrisorio: io li ho pagati, on line, la bellezza di 17€ ciascuno, la versione rigida nello stesso sito viene venduta a 12€, un Pro4 Endurance comprato dove più economico, al Decathlon e con sconto per l’acquisto di due copertoncini uguali, ne costa 25, altrimenti di solito lo si trova sopra i 40.
        Io normalmente sugli pneumatici non guardo più di tanto al prezzo (senza voler buttar via quattrini, ma è sempre stato così anche sulla macchina e, quando ce l’avevo, sulla moto), in fin dei conti sono loro a tenerti sulla strada, e proprio il sentire come questi Speedride ti permettano di fidarti di loro e ti comunichino per tempo le loro reazioni mi ha stupito.
        Come ho detto le ho acquistate anche valutando l’avantreno particolarmente nervoso di Calimero, sapendo che avrei barattato un po’ di agilità nelle curve con una maggiore comodità durante la guida rilassata, ed effettivamente così è stato, fatto sta che superare i 30 km/h in piano non è affatto stata una chimera… Poi arrivano le salite e lì mi pianto, ma questo è un altro discorso 😀
        C’è anche da dire che riescono ad assorbire molto bene la potenza dei mini v-brake, cosa non esattamente scontata. Da dei copertoncini sportivi me lo aspetto, copertoncini che ad un primo sguardo dovrebbero essere buoni per cicloturismo tranquillo non mi davano la stessa sicurezza – ed anche qui sono stato piacevolmente smentito, posso strizzare l’anteriore con una buona dose di tranquillità e sentire la gomma lavorare.
        Grazie a te per i preziosi consigli, ti auguro una buona giornata
        Samuele

        • Elessarbicycle

          Si Samuele, come tu hai capito che il mio non era un rimprovero; solo che abbiamo ruoli diversi e io non posso fare certi paragoni.
          Sono ottimi copertoncini, eccellenti se rapportati al prezzo davvero basso, soprattutto la versione rigida. Non raggiungono le vette delle GravelKing, che però costano il triplo quindi alla fine c’è sempre da rapportare tanti parametri per un giudizio utile e veritiero. Ma questo è compito mio, il vostro solo pedalare e divertirvi 😀

          Fabio

  • Dario

    Ciao Fabio,
    vorrei farti una domanda su queste coperture, che sto valutando di acquistare.
    Io avrei l’esigenza di “gravellizzare” una MTB front da 29 pollici che ora monta degli enormi Schwalbe Rapid Rob da 57 mm su un cerchio con canale da 23; in pratica la uso solo su asfalto e sterrati leggeri (se c’è fango sto a casa) e in queste condizioni di utilizzo le coperture attuali (che erano montate di serie a momento dell’acquisto) sono solo un peso.
    Dalle varie tabelle di compatibilità ho visto che sui miei cerchi potrei montare gomme anche da 37 mm però il mio dubbio è che montare copertoni da 42 mm su una MTB sia una scelta un pò troppo estrema.
    Secondo la tua esperienza, le Continental Speed Ride possono essere una buona soluzione anche per una MTB usata come gravel o è comunque meglio montare gomme sempre semislick ma un pò più larghe?

    Grazie e complimenti per il tuo bellissimo sito.

    • Elessarbicycle

      Ciao Dario, non è una scelta estrema; piuttosto devi chiederti se adatta al tuo pedalare.
      Finché resterai su sentieri e terreni compatti avrai solo benefici (a maggior ragione durante i trasferimenti su asfalto) ma l’off road più duro ti sarà precluso.
      Se non ti fai venire la fregola del fango, perché uno dice resto a casa ma poi…, allora vai tranquillo.
      Con le vecchie 26″ era normale montare slick da 30mm, con una 29″ è lo stesso e 700×42 è comunque una sezione generosa.
      Sono buone gomme soprattutto perché rapportate al prezzo; se sali col budget sali anche molto di livello.

      Fabio

      • Dario

        Può essere che qualche volta il fango lo incontri pure io, starò più attento. La cosa certa è che, visto il mio tipo di utilizzo, è inutile continuare a portarsi dietro i macigni artigliati da 57 mm che mi ritrovo ora. Che tra l’altro non son nemmeno particolarmente di pregio, visto che si tratta comunque di coperture entry level.

        Ho letto anche la prova dei Michelin Power Gravel e adesso mi sa che spendo un pò di più e prenderò questi.

        Grazie.

        Dario.

        • Elessarbicycle

          Ciao Dario, dai un occhio anche al test dei GravelKing; e se non hai fretta, appena ho una tregua dal maltempo e potrò dedicarmi alle foto in esterno, poi pubblicherò anche i Vittoria Terreno, sia Zero che Dry. Così ‘è una buona panoramica di copertoncini top, ognuno con sue specifiche caratteristiche.

          Fabio

          • Dario

            Il test dei Gravelking l’ho letto con molto interesse ma per queste coperture la sezione massima disponibile è la 700×35 mm che non è compatibile con i cerchi con canale da 23 che monto sulla mia MTB (servono almeno coperture da 40 mm).

            Dario.

            • Dario

              Mi correggo da solo, le Gravelking SK sono disponibili fino a 43 mm quindi van bene anche per la mia MTB. Però online la versione da 43 non la trovo da nessuna parte.

              • Elessarbicycle

                Ciao Dario, ho letto il tuo messaggio quando l’hai inviato, ero fermo a prendere appunti per il test della Gios gravel e mi ero ripromesso di rispondere al mio rientro. Ma hai appunto fatto tutto tu, perché le GK arrivano fino a 43 (che poi è quella del test) altrimenti non te le avrei indicate; e le puoi trovare o presso lo shop online del distributore italiano IronTrust o in diversi shop online, francesi o tedeschi perlopiù

                Fabio

                • Dario

                  Visti sul sito del distributore. Certo però che 45 euro a copertone non son proprio bruscolini, mi sa proprio che alla fine mi accontenterò dei Continental Speedride. Anche perchè montare 90 euro di copertoni su una MTB che lo scorso anno ho pagato meno di 400 euro (era in offerta di fine stagione) mi sembrerebbe un pelino esagerato…

                  Grazie comunque per la disponibilità e i preziosi consigli.

                  Dario

                  • Elessarbicycle

                    Beh si, proprio economici non sono. Qualcosa risparmi altrove rispetto al distributore ma non tantissimo.
                    Però, credimi, i soldi che chiedono li valgono tutti.
                    Non che gli SpeedRide siano cattiva scelta, io li ho usati per molto tempo e con soddisfazione. E per il poco che costano offrono molto. Ovvio pagano dazio rispetto a gomme che costano il triplo e più ma il loro lo fanno e pure bene.

                    Fabio

    • Paolo Mori

      Da felice possessore di GravelKing SK e di una coppia di “macigni artigliati”, aggiungo i miei 2 cent…
      Anche su sterrati leggeri (strade bianche, mulattiere, ecc) la tenuta di strada è, ovviamente, molto diversa tra i due modelli. Se preferisci una guida “aggressiva” un buon paio di gomme mtb slick o semi-slick (magari scendendo comunque di misura, per togliere peso dalle ruote) ti permette di mantere un buon grip in curva e, relativamente, anche in frenata. Non ho mai messo mano sulle Rapid Rob, ma sono un modello di bassa gamma e questo immagino abbia le sue conseguenze in termini di peso, rotolamento, ecc
      I copertoncini elencati da Fabio negli altri commenti sono ottimi compagni di viaggio, e se non ti scoccia dover ridurre la velocità di tanto in tanto, ne apprezzerai solo i vantaggi 🙂

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