Chiave dinamometrica Pro Bike Gear Team Digital

Come è fatta la chiave dinamometrica Pro Bike Gear Team Digital

Tempo di lettura: 5 minuti

Come è fatta la chiave dinamometrica Pro Bike Gear Team Digital

La chiave dinamometrica Team Digital gestisce un range di coppia tra 1 e 25 N.m ed è consegnata in una voluminosa valigetta, fin troppo voluminosa devo dire per le reali necessità.

Devo riconoscere che però così è ben protetta da urti in fase di trasporto. E non è una cosa malvagia, considerati il costo e il fatto sia digitale.

All’interno abbiamo la chiave e il corredo di bit, la batteria per alimentarla e, in un piccolo vano del coperchio, istruzioni multilingue (basiche, è facile da usare) e la certificazione che ne attesta le prestazioni.

In dettaglio i bit in dotazione e la prolunga.

Interessante questa etichetta adesiva: riporta i risultati del check di funzionamento, con indicate le differenze di misurazione. Perché nessuna chiave in commercio è priva di un minimo sfasamento. Qui, lo  vediamo, è davvero bassissimo. Inoltre conoscere questi dati ci aiuta al momento di settare la coppia che effettivamente vogliamo imprimere.

A questa etichetta si accompagna la scheda, firmata, di verifica.

Ora entriamo più in dettaglio sulla chiave dinamometrica Pro Bike Gear Team Digital. Che, lo recita il nome, è digitale: necessita quindi di alimentazione.

Una semplice batteria AAA (fornita) da inserire nell’impugnatura dopo aver svitato il tappo a vite. Una moneta da 10 centesimi calza a perfezione.

Andiamo sul lato opposto, con la robusta e fin troppo scintillante testa (per questo stavolta ho dovuto usare un fondale scuro) dove abbiamo la sede per i bit, classica a esagono.

In commercio è facile reperire pratici adattatori, da un lato attacco a esagono dall’altro attacco maschio in vari formati. Che, a fini pratici, significa poter montare qualunque altro bit o chiavi a tazza.

Sul retro la levetta per commutare il cricchetto in orario/antiorario.

Ben dimensionata, impugnatura larga, logo in bassorilievo che aumenta il grip, pesante tra le mani: trasmette qualità  e robustezza.

Ma in questo paragrafo a noi interessa prendere confidenza col bianco pannello centrale, dove abbiamo i comandi, il piccolo display digitale e una coppia di led.

In sequenza: la C è il pulsante di accensione/spegnimento (che in realtà non spegne ma permette di variare la regolazione impostata, c’è l’autospegnimento dopo 5 minuti di inattività); la S permettere di commutare la scala di misurazione su quattro standard (la vediamo fra poco); le frecce su e giù, intuitivo, servono a variare la coppia impostata; il display che riporta il valore impostato e poi, una volta in uso, in tempo reale la forza applicata al momento; due led, con il verde che si accende raggiunta il 90% della coppia preimpostata e il rosso che si illumina al raggiungimento del valore; in ambedue i casi un allarme sonoro aiuta, breve col verde, lungo (e insistente…) col rosso. 

Quattro le scale si valori selezionabili con pulsante S:

N.m, ossia Newton metro;

in.lb, ossia libbra per pollice;

ft.lb, ossia libbra per piede; 

kg.cm, ossia chilo per centimetro (quadrato).

La scala comunemente usata sulle bici, quella cioè che vediamo su collarini, stem e ogni altro componente è la N.m.

Il mio consiglio è impostare questa di default, così a ogni accensione avremo lei. Basta selezionarla e applicare una pressione prolungata sul tasto S. Una volta riavviata, avremo la nostra chiave sempre su N.m.

Siamo quasi alla fine della nostra esplorazione.

Ai lati del pannello abbiamo il foro d’uscita dell’altoparlante e, sul versante opposto, il jack d’ingresso per un cavo di ricarica nel caso volessimo usare batterie ricaricabili. 

Visto il costo, il cavetto lo avrei messo di serie; sul punto però non posso darvi certezza, perché non è infrequente che qualcosa manchi nei sample test, che cioè la confezione originale sia incompleta. Comunque dovrebbe essere un cavo usb/jack tondo da 1,5. Dovrebbe, misurazione difficile vista la sede…

Bene, sappiamo come è fatta, vediamo come funziona e tracciamo anche le conclusioni.

COMMENTS

  • <cite class="fn">xilonfaber</cite>

    Interessante strumento questa chiave dinamometrica. Se mi posso permettere una domanda banale, quale ritieni sia la convenienza di un sistema digitale? A parte ovviamente un range forse maggiore ed una maggiore duttilità quindi di utilizzo. Viene forse garantita una precisione maggiore? Devo dire che la comodità di un utensile meccanico, che non ha bisogno di ricarica, di controllare lo stato delle batterie e che è soggetto a molte meno rotture o invecchiamento di componenti elettronici mi sembra ancora conveniente.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Damiano, qui recensisco un utensile specifico e quindi non avrebbe avuto senso un raffronto. C’è però un articolo sulle dinamometriche in generale, che può aiutare nella scelta.
      Comunque, per uso amatoriale una buona meccanica va bene. La digitale offre la comodità della verifica in tempo reale della coppia impressa, cosa che solo alcune meccaniche dall’alto costo (più di una digitale) offrono.
      La precisione non è data dalla tecnologia, se digitale o meccanica, ma dalla qualità dell’utensile.
      Alla fine quale scegliere dipende dalle personali esigenze.
      Sugli utensili mi sto muovendo su doppio binario: recensioni specifichi e articoli (o video) in generale, dove cioè provo a illustrare i criteri da seguire per scegliere ciò di più adatto a noi. Per questo qui, recensione specifica, resto solo su questa chiave; senza ulteriori considerazioni che poi, di fatto, esulano da un test.

      Fabio

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