C’è voglia di bici ma ancora troppi ostacoli
Qualche giorno fa è stata presentata la decima edizione del rapporto Focus2R, realizzato da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia.
Io al solito non mi sono lanciato sulla notizia, mi sono preso il mio tempo perché, lo sapete, il focus del mio lavoro è l’approfondimento, non la caccia di click con brevi interventi.
E al solito per chi preferisce c’è la versione in video.
Questo è studio che da anni offre il quadro dello stato della mobilità su due ruote in Italia, analizzando politiche, infrastrutture e strumenti di incentivazione adottati nei capoluoghi di provincia.
Il report 2025, basato su un questionario rivolto a 107 Comuni, ha registrato un’elevata partecipazione: 94 amministrazioni locali hanno infatti fornito dati aggiornati al 2024, consentendo un’analisi approfondita di sette ambiti chiave, tra cui accessibilità urbana, sicurezza stradale, sharing mobility e parcheggi.
Io mi muovo su due ruote da sempre, raggiunta l’età minima ci ho aggiunto quelle a motore però qui, dove parlo di biciclettine, mi concentrerò solo su quelle a pedali.
Il primo messaggio chiave che emerge dal rapporto Focus2R 2025 è che le due ruote, a pedali e a motore, sono sempre più componente strutturale della mobilità urbana: al tempo stesso le politiche locali non tengono il passo, legate a una visione autocentrica della mobilità.
Del resto basta vedere la temporizzazione dei semafori nella mia città: dopo interminabile attesa, finalmente il verde pedonale, dopo due secondi è subito giallo e se non scatti lesto ti diventa rosso che ancora stai guadando l’attraversamento. Indecente.
Complessivamente lo studio rimanda progressi selettivi, come anche ritardi strutturali: crescono intermodalità, servizi di sharing e misure di moderazione del traffico, mentre risultano ancora insufficienti e disomogenee le politiche su sicurezza stradale, infrastrutture dedicate, parcheggi e accessibilità a corsie preferenziali. Ancora marcato, Ça va sans dire, divario tra le città del Nord e quelle del Sud del Paese.
Nel 2024 in Italia sono state vendute circa 1,35 milioni di biciclette, di cui 274.000 e-bike, pari al 20% del totale, quindi si conferma la flessione iniziata nel 2022.
Siamo però in un contesto di rafforzamento complessivo della mobilità urbana alternativa all’auto, che nel 2024 ha rappresentato il 38,9% degli spostamenti urbani, il miglior risultato dal periodo pre-pandemico.

So che quel 4,3% di quota bici sembra poco; e lo è. Ma rappresenta pur sempre una crescita del 30% in cinque anni. Guardiamo al bicchiere mezzo pieno.
Sul fronte infrastrutturale, la disponibilità media di percorsi ciclabili nei capoluoghi si attesta a 10,39 metri ogni 100 abitanti; ma c’è da dire che non si tratta di sole ciclabili, nel conteggio c’è di tutto, dalle ciclabili a quelle ricavate sui marciapiede alle zone a velocità ridotta. Dato lievemente in calo rispetto al 2023, ma con un incremento complessivo del +44,9% rispetto al 2015.


Dico la verità: non ci fosse Cosenza in seconda posizione, da uomo del sud dovrei dichiarare la completa disfatta del Mezzogiorno, con le ultime posizioni appannaggio di città meridionali.
Positivi i segnali sull’intermodalità: il 63,7% dei comuni consente il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici, in crescita costante rispetto al passato; in aumento anche i comuni che permettono l’accesso delle bici alle corsie riservate, seppure sul punto ho sempre avuto i miei dubbi, per una questione di sicurezza. Mezzi pesanti, tram, rotaie, insomma, non la scelta migliore per chi pedala.


Questione parcheggi. Seppure oltre l’80% delle città ha attivato parcheggi bici presso almeno una stazione ferroviaria, in ambito strettamente urbano la situazione è ancora triste. In uno dei tanti miei articoli pubblicati sul blog in tema di mobilità, sostenevo, tra le altre cose, la necessità di rendere facile l’uso della bici: che significa parcheggiarla in luogo comodo e sicuro. La tecnologia c’è, la vediamo in mezza Europa; la volontà manca, provate a immaginare che succederebbe se venisse tolto spazio al parcheggio delle auto per darlo alle bici…

Aumenta la disponibilità del bike sharing, anche qui con notevole divario tra parte alta e bassa della classifica. A farla da padrone le grandi città. L’istogramma mostra la disponibilità ogni 1000 abitanti e questo spiega perché Firenze e Padova sopravanzino Milano.


Solo poco più di un quarto dei Comuni che hanno risposto attribuisce alta priorità alla sicurezza di chi si sposta in bici. A un 15% non gli importa proprio. Nel mezzo le varie gradazioni. Ma siccome tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, chiunque di noi giri la Penisola potrà certificare che di buone intenzioni è lastricata la via per l’Inferno. Il nostro inferno di pedalatori urbani.


Lo studio, come detto in apertura, tratta anche le due ruote a motore e so che molti ciclisti sono anche motociclisti ma qui, un luogo consacrato alle due ruote a pedali, avrebbe significato andare fuori tema.
Sempre parlando di bici è rimarchevole l’interesse, ancora in embrione ma che si sta sviluppando velocemente, da parte delle amministrazioni per le cargo bike, per le consegne dell’ultimo chilometro.
Comunque all’inizio dell’articolo c’è il link allo studio completo, per chi vorrà approfondire.
Sulla mobilità dolce mi sono speso e mi spendo molto, chi mi segue conosce già le mie posizioni. Ricordo solo per chi mi conosce poco che per me tutti i ciclisti hanno pari dignità, non classifico, non attribuisco patenti di nobiltà ciclistica né offro sguardo sdegnoso a chi pedala solo per spostarsi e non per passione o sport.
Oggi però preferisco chiudere con due dichiarazioni non mie.
La prima è di Mariano Roman, Presidente ANCMA: “Il Report 2025 evidenzia nuovamente come la mobilità su due ruote sia una risorsa strategica sociale, industriale e ambientale. Pur aumentando l’attenzione delle amministrazioni locali, persiste un impegno ancora insufficiente rispetto alle esigenze di cittadini e del mercato e senza un cambio di passo la mobilità alternativa alle quattro ruote non sarà mai davvero sicura e inclusiva, come nel resto d’Europa. Le due ruote sono una soluzione sostenibile ed apprezzata per la mobilità urbana, come evidenzia, ad esempio, anche l’andamento positivo del mercato scooter, ma in generale servono un approccio culturale più coraggioso e maggiori interventi su infrastrutture, intermodalità e sicurezza, con un’attenzione particolare alle due ruote a pedale.”
La seconda è di Stefano Ciafani, Presidente nazionale Legambiente: “I dati raccolti mostrano segnali incoraggianti sul fronte delle due ruote, con un percorso avviato ma in maniera ancora troppo timida per rispondere alla sfida climatica, affermando il diritto alla sicurezza, alla mobilità e alla salute. Ancora una volta l’automobile resta il mezzo di trasporto più utilizzato. Per invertire la rotta servono politiche più coraggiose e strutturali. Vogliamo città a misura di persona, strumenti di pianificazione urbana con investimenti in infrastrutture ciclabili diffuse, un deciso rafforzamento del trasporto pubblico locale, incentivi stabili per la mobilità condivisa, misure efficaci di disincentivo all’uso dell’auto privata, soprattutto nei contesti urbani. Fondamentale anche moltiplicare le città a 30 km/h seguendo il modello Bologna e il recente provvedimento di Roma, senza nessun passo indietro. Solo così sarà possibile ridurre traffico, incidenti, emissioni e disuguaglianze negli spostamenti, migliorando concretamente la qualità della vita nelle nostre città”.
Già, qualità della vita nelle città: perché se per qualcuno perdere giorni e salute imbottigliato nel traffico significa vivere bene, beh, ha qualche problema. Ve lo racconterò, non oggi però.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.


Buongiorno. Trieste ha risposto al report?
Si, in modo incompleto ma ha risposto. I dati disgregati sono però nel report completo, non nel link che ho messo io e quello non posso linkarlo
fabio