Casco Van Rysel RoadR 900

Le conclusioni

Tempo di lettura: 7 minuti

Le conclusioni

Come in tutti i test che sto dedicando ai prodotti Decathlon devo valutare tenendo in gran conto il basso costo di acquisto.

Al di là di ogni valutazione tecnica, l’azienda francese punta a offrire buoni prodotti a prezzi contenuti, con lo scopo di rendere lo sport accessibile a tutti.

E se è il produttore a porsi l’obiettivo del risparmio per l’utente finale, io non posso trascurarlo. 

Come non posso trascurare che un casco è qualcosa di troppo importante per la nostra sicurezza e non sono accettabili compromessi.

Se a qualcosa possiamo rinunciare su una maglia o un paio di guanti, altrettanto non possiamo fare con un casco, seppure a fronte di un prezzo che definire d’attacco è riduttivo.

Dopo due mesi passati a pedalare alternando questo casco Van Rysel RaodR 900 con tanti altri e soprattutto pedalando in ogni condizione visto che in poche settimane abbiamo vissuto tutte e quattro le stagioni, posso rispondere che no, non abbiamo evidenti rinunce.

Qualcosa in termini di comfort globale è sacrificato ed è un peccato perché il responsabile è davvero un dettaglio di poco conto, facilmente risolvibile.

Basterebbe una fascia frontale removibile e con la stessa comodissima consistenza dell’imbottitura interna e la colonna dei difetti sarebbe rimasta intonsa.

Andando ad affollare quella già bella corposa dei pregi.

Pregi che mai come in questo caso valuto sempre in rapporto al modestissimo importo chiesto per pedalare con questo casco. 

Sarebbe una sciocchezza da parte mia e del tutto inutile per voi se paragonassi il Van Rysel RoadR 900 al, tanto per citarne uno presente su queste pagine, Met Trenta 3K che costa sei volte tanto. 

Come sempre quando un prodotto è offerto a un prezzo mediamente più basso della concorrenza c’è da capire non solo se vale la spesa ma soprattutto se alla fine sono soldi ben spesi.

Conta nulla che son pochi: sempre denari sono, sprecarli non ha senso.

Acquistando un casco Van Rysel RaodR 900 non sprechiamo un centesimo.

E questa è una buona notizia.

Rinunciamo a una virgola di comfort ma abbiamo tanto altro.

Abbiamo un efficace sistema di ventilazione. Dove all’inizio ho apprezzato tantissimo le tre bocche frontali, io che ho sempre avuto insana passione per i caschi con questa soluzione. Infatti prima, quando pedalavo solo per gusto e non per mandare avanti questa baracca, sceglievo per me solo caschi con ampia feritoia frontale. Ora scelgo sulla base di cosa può servire conoscere a voi ed alla fine è uno scambio che faccio con piacere.

Torniamo alla ventilazione; dicevo dell’apertura frontale, da subito mi è piaciuta. Finché con l’uso ho scoperto l’efficacia delle aperture laterali, quelle poste più avanti. Sono validissime, molto più di quanto posizione e dimensioni lascerebbero supporre. E questa è caratteristica di caschi ben fatti; e ben più costosi.

Abbiamo un valido sistema di regolazione. Con la possibilità di far scorrere su due posizioni la fascia posteriore per consentirgli di saldarsi in modo corretto alla nuca. Già che c’erano, ne potevano mettere tre di posizioni; ma visto che caschi in similare range di prezzo non hanno quasi mai questa ulteriore regolazione, perché mi lamento? Perché sono ciclista, sono fatto male…

Abbiamo i divider fissi che continuano a tormentarmi perché il fatto non siano regolabili mi ha impedito di provare una differente calzata. Eppure si sono rivelati perfetti nella loro collocazione, almeno sulla capoccia mia.

Tanto da farmi propendere per l’ipotesi che più che scelta votata al contenimento dei costi sia stata una decisione per semplificare la vita ai ciclisti.

Non è mistero che spesso il cliente tipo che si rivolge a Decathlon è uno sportivo appassionato ma sovente a digiuno di alcune conoscenze tecniche. La regolazione dei divider io la vedo sbagliare a tanti ciclisti veterani, figuriamoci con quelli meno smaliziati. E un divider mal regolato significa un casco che in caso di impatto lavorerà male fino a addirittura a scalzare.

Se sia questa la reale motivazione nella scelta di usare divider fissi io non lo so. Solo gli ingegneri francesi possono risolvere il dubbio. E farmi trovare pace.

Abbiamo un cinturino comodo al contatto e, lui si, facilmente regolabile.

Abbiamo una morbida ed estesa imbottitura interna che alza molto il comfort globale.

Abbiamo una calzata sicura grazie al sistema denominato Full Turn ring, che, facile intuirlo, significa un anello che cinge tutta la circonferenza del capo.

Abbiamo inserti ad alta visibilità che sempre gradisco.

Non abbiamo una luce integrata e nemmeno, per motivi che non comprendo appieno, la possibilità di agganciare una luce dedicata come avviene per il più economico casco della famiglia 500. 

Abbiamo un buon risparmio, riuscendo a contenere il budget finale per vestirci letteralmente da capo a piede abbastanza al di sotto dei 200 euro considerando le scarpe Triban RoadC 500 e il completo RoadC 500 da poco recensiti.

Facendomi concludere questa sequenza con la possibilità di rispondere che si, a volte non è necessario svenarsi per andare in bici.  

Chiudo ringraziando Antonello Ferrara che anche stavolta si è sobbarcato il compito di aiutarmi per le foto in esterno malgrado fosse un sabato di riposo e augurando a voi buone pedalate.

COMMENTS

  • <cite class="fn">Adriano</cite>

    È pure bellillo!

  • <cite class="fn">Giulio</cite>

    Perché nero? Da quando uso il casco l’ho sempre preso bianco per paura che nero scaldasse troppo. È una mia fissa?

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Giulio, la mia è scelta per sole esigenze fotografiche.
      Uso sfondo bianco, tendo sempre a chiedere colori che mi permettono facile contrasto. Tutto ciò che è destinato al blog non lo scelgo mai seguendo i miei gusti o le mie preferenze ma solo pensando, appunto, alla pubblicazione.
      Quindi disponibilità permettendo chiedo colori scuri e matti. Poi ovvio che se un ufficio stampa mi dice non ne hanno e ci vogliono 6 mesi prima che arrivi, faccio inviare quello che c’è.

      Fabio

  • <cite class="fn">Patrizio</cite>

    L’ultimo dell’anno ho involontariamente provato l’efficacia di questo casco. Pedalavo in piano, sui 30 all’ora. Non so cosa sia successo. Forse la nebbia greve di umidita’ ha reso scivoloso l’asfalto. Forse un residuo di brina notturna. Forse un mio qualche errore, non so. La ruota anteriore e’ partita sulla sinistra, io ho viso il mondo inclinarsi verso destra e sono caduto sul fianco, sbattendo schiena, spalla e, soprattutto testa, a livello tempia. Il casco si e’ ben danneggiato, ma e’ rimasto perfettamente in posizione. Il collo ha preso un bel colpo di frusta, 2 costole si sono rotte ma la testa e’ rimasta intatta. Nemmeno un bernoccolo, o una minima commozione. Io il casco lo trovavo gia’ quasi perfetto, e squadra vincente non si cambia. Ne ho comperato un altro.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Patrizio, è sempre una brutta cosa dover scoprire l’efficacia di un casco, è sempre una bella cosa poterlo dopo raccontare.
      Ti auguro di cuore di rimetterti presto e perfettamente.

      Fabio

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