Casco Van Rysel RoadR 900

La prova su strada

Tempo di lettura: 7 minuti

La prova su strada

Ho iniziato a usare questo casco in tarda primavera, nel senso che è stata una primavera che tardava a venire…

Ho proseguito saltando le mezze stagioni che ormai, si sa, son vago ricordo, trovandomi dalla sera alla mattina 20 gradi in più su strada.

Mi sono diligente sobbarcato uscite con temperature che risolvo abbracciato al climatizzatore o in ammollo in piscina.

Non mi sono fatto mancare quattro ore (no dico, quattro ore…) sotto un diluvio non improvviso; anzi, scientemente inseguito. I nuvoloni stanno lì, andiamo! Che scemo.

Perché? 

Non perché sono scemo, quello è superfluo indagarlo. Perché uscire col freddo, il caldo, la pioggia?

Perché io in un casco non provo la robustezza, la do per scontata fidando nella serietà del produttore. L’unica occasione sarebbe che mi buttano giù e per fortuna nell’ultimo anno non è successo. Ho fatto tutto da solo, è vero, ma mi sono massacrato il ginocchio.

Provo la calzata, l’areazione, il comfort, la traspirabilità e così via. E per farlo bene ti serve il freddo che, grazie alla fronte socratica, ti lascia percepire nette le canalizzazioni; ti serve il caldo per capire se poi queste canalizzazioni sono efficaci.

La pioggia ti serve a niente, solo scemo io a pedalarci sotto.

Dividiamo per dare un certo ordine, iniziando dalla calzata.

La calzata non è immediatamente comprensibile. E’ casco assai minuto, sia in dimensioni esterne che interne. Conviene fare qualche prova in negozio con taglie diverse, senza fermarsi a leggere il range di circonferenze. 

Soprattutto se si viaggia lungo il confine tra la circonferenza maggiore e quella minore delle due taglie.

Per semplificare: io alla fine ho usato la M, ma con la L ero comunque a posto, non ballava. 

Tutto il casco è molto compatto.

Questo grazie alla tecnologia di costruzione In-mold. La calotta in policarbonato viene fusa con l’Eps in fase di costruzione. Ottieni un corpo unico a vantaggio di robustezza e peso.

Per la prima posso solo fidarmi e mi fido; per il secondo rilevo 280 g in taglia M, 10 g in più di quanto dichiarato sono troppo pochi per capire se è la mia bilancia a sfasare, la naturale tolleranza di produzione o tutte e due.

Pochissimi non sono ma è peso in linea con caschi in analoga fascia di prezzo ed è più leggero di tanti che costano qualcosa in più.

Appena indossato i grammi sembrano più di quel che sono ma in realtà è solo l’abitudine all’uso di caschi molto leggeri che ti fa avvertire la differenza; poi considero che quel casco leggero leggero costa sei volte tanto rispetto al Van Rysel RoadR 900 e non ci bado più…

La fascia dietro la nuca sorregge molto bene e non impone alcun fastidio; con il plus della doppia regolazione longitudinale che su caschi di costo analogo è solitamente assente.

Trovi facile la migliore collocazione e non intralcia legando i capelli. C’è una versione da donna che però varia solo per il colore, o almeno io non rilevo altre differenze dalla (scarna) scheda tecnica presente sul sito. 

Comunque fanciulle e attempati fricchettoni potranno usare la coda di cavallo senza problemi.

I divider fissi continuano a non piacermi malgrado una volta indossato il casco non ho avuto problemi; alla altezza corretta e senza fastidi.

Ma devo per forza chiedermi se sono stato fortunato. E siccome non ho modo di rispondere perché una testa tengo, è chiaro che a irritarmi non è tanto la soluzione scelta da Decathlon ma non poter rispondere. Odio lasciare qualcosa in sospeso in un test…

Il cinturino è morbido sulla pelle e la fibbia non sfrega fastidiosa. Non pizzica sia se la barba è appena accennata (non pedalo mai fresco di rasatura) o lasciata crescere.

Non si sente la mancanza di una morbida patta insomma.

Se alla fine la costruzione fissa dei divider la classifico tra i limiti ma solo perché, come detto, mi secca non poter svolgere prove di regolazione, il secondo elemento che non mi ha convinto è proprio perché andrebbe curato meglio.

Mi riferisco alla troppo sottile imbottitura frontale.

Una sottile striscia in tessuto ricopre il rigido cinturino di regolazione (il pomello dietro governa, come è giusto, una “corona” che serra saldamente il capo) lasciando avvertire la pressione e la lavorazione con vuoti e pieni della striscia frontale interna.

Poiché l’imbottitura non è removibile non ho possibilità di mostrarla, dovrei tagliarla rendendo poi il casco inutilizzabile. 

Comunque è lavorazione da rivedere e anche l’unico elemento che è finito nella mia colonna delle cose che non vanno.

E’ un peccato perché mina il comfort che in tutti gli altri aspetti è di ottimo livello, sempre rapportato al bassissimo prezzo di vendita.

La ventilazione infatti è ben fatta. Soprattutto le tre bocche frontali, quelle protette da retina, assicurano piacevole frescura anche a bassa velocità. 

Tanto che se la temperatura vira al frizzante è preferibile usare un cappellino o una bandana: senti netta la lama d’aria che investe la fronte. Piacevole in estate, meno quando pedali a 12 gradi.

Tutta la batteria di bocche deputate all’immissione lavora alacremente per non far soffrire il caldo; di contro offrono tanta strada all’acqua ma è normale, non è un difetto o un limite.

Anche pedalando a bassa velocità hai sempre questa piacevole sensazione dell’aria che si incanala correttamente a tenere freschi i tuoi pensieri. 

Ottimo l’apporto delle prese laterali malgrado la posizione non sia ovviamente quella più favorevole: sono lambite dal vento della corsa ma riescono a catturarlo e convogliarlo con efficacia.

Il flusso costante è buono anche a bassa velocità grazie all’effetto Venturi e questo rende il Van Rysel RoadR 900 idoneo all’uso gravel.

Buona ma non altrettanto performante l’estrazione dell’aria calda.

Non avverti caldo alla zona posteriore, segno che passaggio d’aria c’è.

Ma che ci sia un calo di efficacia rispetto all’immissione lo noti per il superiore tempo che serve a far asciugare l’interno.

Col caldo forte non c’è ventilazione che tenga, soprattutto in salita sudi per forza. E si forma condensa.

Ecco, è dal tempo che il casco impiega ad asciugare una volta terminata la calda salita e imboccata la discesa che puoi renderti conto di quanto e come lavori l’estrazione. Prima smaltisce l’umidità, più è efficace.

Qui, complice anche una imbottitura interna assai spessa (che quindi assorbe di più) è servita più strada del solito. Non tanta, alla fine mi sono fermato circa 1.5km più avanti di quanto accade di solito in questa prova quando la svolgo con altri caschi per appuntare la considerazione sul notes.

Come appena detto l’imbottitura interna è corposa, nonché molto estesa; questo se da un lato garantisce ottimo comfort, dall’altro incide sulla traspirabilità degli interni. Anzi, probabilmente è proprio questo spessore supplementare a causare il ritardo di asciugatura e che fa desiderare una più veloce evacuazione dell’umidità.

Nel complesso non ho motivo di lamentarmi, il casco asciuga in tempi ragionevoli e devo tener conto anche delle temperature fuori norma dei giorni in cui ho svolto i test.

Fino a quando esci con clima decente non avverti controindicazioni. Pedalando col caldo torrido, che ho dovuto affrontare per testare anche la qualità della maglia Triban RC 500 di cui avete già letto il test e soprattutto la “tenuta” della suola in carbonio delle scarpe Van Rysel RoadR 900 di cui leggerete a breve (e sappiamo quanto gli scarpini in carbonio non amino il solleone), emergono dei limiti perché, appunto, lo spessore alto dell’imbottitura significa più materiale che assorbe, quella spugna è.

Ma è bene tener presente che parlo di uscite sul filo dei 33/34 gradi, roba che per me significa l’inferno.

La visibilità è ottima; malgrado un taglio basso il fatto che la zona frontale ha un limitato sviluppo sul piano orizzontale si traduce in campo visivo libero anche guidando in posizione sportiva.

Senza necessità di arcuare il collo oltre il normale pedalando pancia a terra. 

Infine il comfort, voce onnicomprensiva nella quale far rientrare tutto quello analizzato fin qui e aggiungere altre valutazioni. E’ la somma dei differenti aspetti già letti con un paio di considerazioni per provare a dare un voto finale.

Il Van Rysel RoadR 900 non è uno di quei caschi che indossi e dimentichi di averlo in testa.

Non è mai scomodo, questo no.

Ma alcuni dettagli ti ricordano che è lì. Il peso, che non è elevato in assoluto ma poiché c’è un leggero sbilanciamento tra anteriore e posteriore dovuto al buono spessore dell’Eps alla nuca, garanzia di sicurezza ma che, appunto, incide sulla bilancia, ti sembra che alla fine pesi più di quanto sia in realtà.

E poi la fascia frontale, troppo sottile e inadeguata a camuffare il rigido cinturino che avvolge il capo, premendo sulla fronte.

Non si tramuta mai in palese fastidio, lo noti più durante le pedalate brevi che quelle lunghe perché dopo un poco ti ci abitui.

Però resta questo promemoria a rammentarti che hai un casco a proteggere la capoccia. 

Anche se è casco sportivo, il Van Rysel RaodR 900 si presta di buon grado all’uso urbano.

Piccolo, compatto, buona areazione a bassa velocità lo rendono idoneo alla marcia cittadina.

Magari con l’ausilio di un berretto che sempre fa comodo; per il sudore, per il sole, per quell’aria da ciclista di lungo corso che sempre da. O perché fa freddo e lì davanti i capelli a proteggere sono solo un ricordo…

Bene, siamo in chiusura di paragrafo, possiamo stilare le nostre conclusioni.

COMMENTS

  • <cite class="fn">Adriano</cite>

    È pure bellillo!

  • <cite class="fn">Giulio</cite>

    Perché nero? Da quando uso il casco l’ho sempre preso bianco per paura che nero scaldasse troppo. È una mia fissa?

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Giulio, la mia è scelta per sole esigenze fotografiche.
      Uso sfondo bianco, tendo sempre a chiedere colori che mi permettono facile contrasto. Tutto ciò che è destinato al blog non lo scelgo mai seguendo i miei gusti o le mie preferenze ma solo pensando, appunto, alla pubblicazione.
      Quindi disponibilità permettendo chiedo colori scuri e matti. Poi ovvio che se un ufficio stampa mi dice non ne hanno e ci vogliono 6 mesi prima che arrivi, faccio inviare quello che c’è.

      Fabio

  • <cite class="fn">Patrizio</cite>

    L’ultimo dell’anno ho involontariamente provato l’efficacia di questo casco. Pedalavo in piano, sui 30 all’ora. Non so cosa sia successo. Forse la nebbia greve di umidita’ ha reso scivoloso l’asfalto. Forse un residuo di brina notturna. Forse un mio qualche errore, non so. La ruota anteriore e’ partita sulla sinistra, io ho viso il mondo inclinarsi verso destra e sono caduto sul fianco, sbattendo schiena, spalla e, soprattutto testa, a livello tempia. Il casco si e’ ben danneggiato, ma e’ rimasto perfettamente in posizione. Il collo ha preso un bel colpo di frusta, 2 costole si sono rotte ma la testa e’ rimasta intatta. Nemmeno un bernoccolo, o una minima commozione. Io il casco lo trovavo gia’ quasi perfetto, e squadra vincente non si cambia. Ne ho comperato un altro.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Patrizio, è sempre una brutta cosa dover scoprire l’efficacia di un casco, è sempre una bella cosa poterlo dopo raccontare.
      Ti auguro di cuore di rimetterti presto e perfettamente.

      Fabio

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