Campagnolo ritira i licenziamenti e promette nuova gamma
Torno a parlarvi di Campagnolo, anzi, delle sue vicissitudini industriali, per comunicarvi il passo indietro sui preannunciati licenziamenti.
In un comunicato del tre febbraio, l’azienda sostiene che sono circolate troppe false o incorrette notizie sulla crisi industriale e, appunto, sui licenziamenti.
Non posso parlare per gli altri, non guardo i lavori altrui, ma i comunicati che citai qualche settimana fa parlavano proprio di licenziamenti ed erano a firma dell’azienda. E li ho riportati quasi integralmente.
Per chi vuole, c’è il formato video.
Come vi ho detto l’ultimo comunicato è del 3 febbraio, io ne parlo a due giorni di distanza circa perché, pur avendolo letto, ho voluto prendermi il mio tempo, per due ragioni: la prima è che avevo altro di cui occuparmi, la seconda, e più importante, e che attendevo alcune notizie da una mia “fonte”, chiamiamola così, che mi confermasse o meno dall’interno se e come fossero andate le cose. Fonte la cui identità non svelerei nemmeno sotto minaccia armata.
Questo perché qui non vengono pubblicate notizie né false men che mai incorrette. E nemmeno le veline, senza verifica. O i comunicati, senza analisi a supporto.
Infatti se da un lato è vero che non ci saranno i dichiarati licenziamenti, è anche vero che questo avviene grazie alla serrata dialettica sindacale che ha scelto la strada del contratto di solidarietà. Sottoposta questa opzione a referendum tra i lavoratori, la risposta è stata il 77% dei favorevoli.
Considerando i numeri in gioco, non il successo sperato.
Per amor di conoscenza, mia moglie che è giuslavorista mi istruisce: il contratto di solidarietà è un accordo tra azienda e sindacati che riduce l’orario di lavoro per evitare licenziamenti in caso di crisi, salvaguardando i posti di lavoro. I lavoratori riducono ore e stipendio, ma ricevono dall’INPS un’integrazione pari all’80% della retribuzione persa. La riduzione oraria non può superare il 60% (o 90% in certi casi) del totale.
Quindi invece di tagliare i costi tagliando i posti lavoro, si son tagliati i costi tagliando ore e contribuzione; quest’ultima integrata in parte dall’Inps.
In queste settimane, nel frattempo, Campagnolo ha approvato il nuovo piano industriale, perché senza rilancio, anzi, senza un piano per rilanciare, il contratto di solidarietà sarebbe solo un procrastinare la disfatta.
Scrive l’azienda: “L’obiettivo è semplificare, ridurre i livelli decisionali, rendere i processi più rapidi e dare spazio ai giovani talenti che già fanno parte della nostra realtà. Non è un cambiamento cosmetico: è una trasformazione necessaria per essere all’altezza delle sfide che il mercato ci pone.”
Tutto molto bello però significa poco.
E seppure Campagnolo stia magnificando il successo della sua piattaforma stradale a 13 velocità, che io trovo bellissima sia chiaro, e malgrado siano arrivate sul mercato molte bici così equipaggiate di serie, i numeri son bassi.
Assume allora importanza la volontà, dichiarata ma a questo punto necessaria, di operare quell’ampliamento di gamma che è venuto meno negli ultimi anni.
Senza rinunciare alla tecnologia e all’evoluzione indispensabili per essere realmente presenti in un mercato assai competitivo e con l’affacciarsi sempre più prepotente di trasmissioni dell’estremo oriente con cui, tutti, dovranno fare i conti, accolgo con favore la scelta contenuta nel comunicato di proporre trasmissioni che senza rinunciare alla tecnologia siano economicamente più accessibili.
Certo, sarà da vedere a che altezza verrà posta l’asticella di questa accessibilità.
Io però spero in due ulteriori passi: la rete assistenza all’altezza e l’accessibilità meccanica.
Per la prima non parlo di capacità e professionalità, molti ne hanno da vendere; non tutti è vero ma la competenza c’è, seppure affidata alla buona volontà dei singoli più che al fattivo supporto della casa madre. No, parlo di reperibilità ricambi, soluzioni concrete in tempi brevi, magazzino disponibile, tutto quello che ti aspetti da un marchio carico di storia e, diciamolo, glamour.
Il rapporto Shimano State of Nation 2025 di cui vi ho parlato ieri ci ha dimostrato come il problema dell’assistenza meccanica sia avvertito dai ciclisti europei. E sottolineo europei perché non dobbiamo commettere l’errore, noi per comprendere, Campagnolo per tornare al posto che le compete, di guardare solo al nostro orticello.
Per la seconda ritengo che si può progettare un componente che sia al tempo stesso raffinato e semplice da montare e curare.
Significa risparmiare tempo, e quindi denaro, in catena di montaggio; significa risparmiare tempo, e quindi denaro, in officina. Significa risparmiare tempo, e quindi denaro, nella gestione ricambi.
Soprattutto significa venire incontro alle esigenze dei ciclisti, offrendo ciò che loro chiedono e non ciò che in qualche ufficio slegato dalla realtà si crede che i ciclisti vogliano.
Guardare gli altri dall’alto in basso non porta a nulla.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

