Brooks Cambium C15 Carved All Weather

La prova su strada

Tempo di lettura: 10 minuti

La prova su strada

Nei paragrafi precedenti ho più volte fatto cenno prima a un mio errore di settaggio e poi alla necessità di essere accorti nel regolare questa Brooks C15 Carved All Weather.

Che poi è la stessa cosa, di fatto.

Osserviamo un momento la sella nella vista da tre quarti posteriore.

Qui la sella è in piano, ma influenzata dalla foggia del carrello che la fa tendere in avanti. Eppure anche così, al netto della mia impossibilità di fotografarla in perfetto orizzontale senza montarla, una cosa si nota: dietro si alza perentoria.

E’ da questo che è nato il mio errore iniziale. Non ho fatto conoscenza con la sella in occasione di questo test, vi ho raccontato che l’idea della prova su strada è nata dopo che ne avevo montata una, non mia ma destinata a una bici che stavo assemblando per conto di un amico.

Me ne ero andato a zonzo non con l’intenzione di ricavarne un articolo; solo per capire questa sella il tanto che mi basta per aggiungere esperienza mia e accumulare informazioni da riversare poi in altri progetti o consigli. Si, in realtà provo molte più cose di quelle che pubblico qui, è una sorta di studio continuo.

Però c’è stato il però: in diverse uscite dopo un paio d’ore pedalavo letteralmente sul carrello, con conseguenti dolori. Avevo montato la sella in fretta, la prima volta ero addirittura in strada per altri test. Una rapida sosta al mio box mobile (auto parcheggiata in luogo sicuro con dentro altre bici e materiale vario) via la sella sua dalla London Road e pronti a pedalare con questa C15. Per farmene, come detto, una idea; in quel momento ero alle prese coi Panaracer Gravelking, nonché le Pirelli Pzero e le ruote Spada Breva montate sulla mia Rose.

Insomma, non le condizioni ideali per ricavare dati veritieri. Lo so adesso, lo sapevo allora ma non ci avevo badato più di tanto, non ero fuori in giro per questa sella. Che non fosse ben settata me ne ero accorto subito, ma quando stai lì e nel corso di una giornata hai da provare gli ingressi in curva e i rilanci in salita di quattro coppie di copertoncini, un set di ruote e un altro set da alternare per il confronto (che significa smontare e rimontare per strada…) alla fine dai priorità a ciò che in quella uscita sei venuto a provare, sorbendoti una trasferta di quasi 300 km per trovare clima e strade adatte.

Regolazione avanzamento e altezza a occhio, ormai dopo tanti anni non ho bisogno del metro; e sarebbe stata corretta se non fosse stata una Carved. Balzato in sella una sensazione di comodità incredibile, addirittura ammortizzata. E dopo due ore la scomodità.

L’errore è qui: esercitavo troppa pressione nella zona forata e avevo la sella perfettamente in bolla, con livella poggiata lungo tutta la superfice.

Non avevo tenuto conto del foro, anche perché altre selle con canale centrale sono comunque più rigide in questa zona.

Invece qui è necessario avere la sella in bolla per i suoi tre quarti, lasciando che la parte posteriore sia libera di svettare. Facciamola più semplice: bordo posteriore e punta non devono essere sullo stesso piano, ma quest’ultima regolata un pelo più bassa. E sarà meglio avanzare la sella un poco in più di quanto faremmo con altri modelli.

Per meglio farvi comprendere ho scelto di scattare un paio di foto sfruttando una scalinata in marmo, da tempo uno dei miei set fotografici preferiti perché mi permette di visualizzare cosa è in bolla e cosa no.

Se eseguite il raffronto con le linee parallele degli scalini, noterete coma la punta sia leggermente più in basso della parte terminale, ma al tempo stesso la sella si presenta perfettamente in piano per due terzi. Non punta giù, per capirci. Sfrutti la sagoma dello scafo.

Una visione d’insieme, seppure apra troppo il campo, aiuta. Osservate partendo dalla punta e scorrete lo sguardo verso l’indietro: la sella è in bolla fino a poco dopo partano le “guance” laterali. Non è inclinata tutta in avanti.

Il segreto è tutto qui. Compiuta questa regolazione, la Brooks C15 Carved All Weather diventa comodissima.

Voi state leggendo questo test adesso, a giugno. Ma la prova è iniziata molte settimane fa. Ero al telefono con l’amico Alfonso Cantafora, il boss di BacMilano, e si lamentava con me perché in uscita di allenamento in vista della Rando Imperator e pedalando con una C13 Carved aveva accusato il mio stesso problema, ossia il cedimento al centro e conseguente pressione tutta sul carrello.

E io gli davo ragione, ero in pausa caffè durante una uscita proprio con la C15 e riflettevo su quanto fosse strano che questa sella diventasse così scomoda.

L’avere avuto notizia che pure Alfonso avesse rilevato identico problema invece di darmi conferma che ero nel giusto mi ha fatto sorgere il dubbio stessi sbagliando. Si, lo so, dovrebbe essere il contrario. Ma se due ciclisti concordano, allora stanno sbagliando tutti e due: impossibile avere un numero di ciclisti superiore a uno senza vi siano tante versioni differenti quanti sono i pedalatori a confronto…

Sto insistendo molto su questo punto, raccontando anche come sono arrivato a tali conclusioni proprio perché se uno sbaglia qui, nella regolazione, allora non solo perde tutta la gran comodità che la sella sa offrire; ma ogni uscita appena più lunga diventa un vero strazio. Ed è un gran peccato.

Bene, chiarito il punto con questa lunga introduzione ma troppo importante per trascurarla, possiamo entrare nel vivo della prova.

Prova su strada che ha visto coinvolte prima tre bici, poi ridotte a due. Avevo all’inizio tirato in ballo anche la Rose X-Lite Team, ammiraglia sportiva. Dove uso un dislivello sella manubrio assai pronunciato, illudendomi di avere trent’anni di meno. Millanterie giovanilistiche a parte, un dislivello così elevato mal si concilia con foggia e dimensioni della C15, anche se non del tutto. Però tra il timore di rilievi sbagliati (già è stata dura ammettere il primo errore…) e lasciare la questione più aperta, stavolta ho preferito la seconda.

Quindi sono rimaste a gestire la nostra Cambium la solita London Road e sua maestà la luccicante Elessar. Che però in foto non vedrete: io che giro con sella e nastro non coordinati? Addirittura la Cambium dietro e il nastro in cuoio miele davanti? Si, ho pedalato così ma non ho voluto ne restassero le prove 😀

I percorsi sono stati i più vari, perché questa è sella da usare tutto l’anno e su qualunque strada. Quindi città, extraurbano e fuoristrada leggero. Sole e pioggia, come al solito. Uscite sia in abbigliamento tecnico che informale, ossia, con e senza fondello. Insomma, tutto lo schema dei test seguito in pieno.

Inizio con la città, dove pedaliamo in abbigliamento casual o comunque anche se tecnico, privo di fondello. Qui più che mai la comodità della sella diventa fondamentale, considerando che la quasi totalità dei nostri centri urbani hanno pessime strade e pavé in abbondanza.

In queste condizioni si tende a privilegiare una sella morbida, perché se è vero che troppa morbidezza significa cedevolezza sulle lunghe distanze, è anche vero che in città ne copriamo di brevi e il tempo di permanenza in sella è sempre poco, raramente si arriva a toccare la soglia dei sessanta minuti consecutivi.

La nostra Cambium C15 Carved All Weather qui si trova indubbiamente a suo agio. Risolta la giusta messa a punto dell’assetto, hai tanta, ma proprio tanta comodità.

La struttura in gomma naturale svolge la sua efficace azione ammortizzante; il foro centrale aggiunge ulteriore morbidezza all’azione. In questa situazione l’ho trovata molto più confortevole della versione piena, perché grazie all’apertura abbondante non hai tutti i contraccolpi che la strada ti invia senza risparmio. Più che lo scarico di pressione, che apprezzi quando allunghi le uscite, è il vuoto che annulla le botte ciò che ti permette di affrontare anche il pavé più martoriato.

La seduta, in città e in ogni altra situazione, deve essere impostata per sfruttare al meglio l’appoggio posteriore. Come si può vedere nelle foto in basso le mie terga la occupano per intero.

Questo significa che l’interno coscia lavora in corrispondenza delle guance laterali dello scafo; ma non tragga in inganno la foto: la libertà di movimento è garantita.

Infatti mentre sopra indosso un jeans, specifico da bici ma pur sempre un jeans, quindi non attillato, sfruttando un normale completo da ciclismo la coscia non incontra ostacoli.

Senza contare che indossando un calzoncino col fondello il pavé diventa ininfluente.

Sempre in città più che in altra ambientazione, il rivestimento All Weather si è fatto apprezzare. Voi vedete immagini con cielo azzurro e sole che splende ma durante il test ho avuto tantissime giornate di pioggia. Aprile e maggio così bagnati non li ricordo da decenni.

E poiché ho continuato a usare la bici con questa sella anche nell’uso quotidiano, non solo uscendoci per i test, che nel mio caso significa andarci al lavoro, a fare la spesa e così via, e quindi lasciandola al palo e sotto la pioggia, beh, poter dare una veloce passata con un panno o solo la mano e non dovermi sedere su una sella spugnata è stata una bella consolazione.

Mai successo di saltare in sella convinti la sella sia asciutta e invece l’imbottitura interna si è impregnata e con la pressione del vostro peso l’acqua risale in superfice? No? Beati voi…

La lavorazione della superfice, oltre a garantire protezione dall’acqua, evita di scivolare; mantiene sufficiente attrito senza pregiudicare la possibilità di spostarsi in sella.

Perfettamente possibili tutti quei continui movimenti avanti o indietro che eseguiamo senza nemmeno badarci quando la guida si fa concitata, in strada e soprattutto in fuoristrada.

Già, il fuoristrada; per nulla precluso a questa sella, anzi. Al solito mio non parlo di Mtb, sapete bene che non è il mondo.

No, il mio fuoristrada è più semplice; è fatto di sentieri e strade bianche, di boschi e campi e sempre con una bici dotata della mia amata piega. Mi chiedo che succederà quando mi vedrete in sella a una bici col manubrio flat…

Un fuoristrada che a volte è fatto di sentieri impercorribili, ma io un modo di passarci lo trovo sempre.

Il problema quando ti imbatti nella vegetazione cresciuta a dismisura non è tanto dover togliere le margheritine dalla trasmissione, che potrebbe pure essere molto zen e rilassante: il problema è che non vedi esattamente dove andranno le ruote.

Un dosso, una piccola buca, la pietra più grande e qualunque altro ostacolo è celato dal bucolico paesaggio. Molto bello da vedere, ti senti tanto esploratore anche se quel sentiero lo conosci a memoria; però i colpi arrivano improvvisi. Non è questione del se arrivano, solo del quando.

Gomme larghe, fatte per lavorare a bassa pressione e assai morbide sono un valido aiuto; usare, come faccio da tempo, lo stem ammortizzato ShockStop pure è un ottimo ausilio a limitare i colpi alle braccia e spalle: ma le terga? In assenza di un reggisella ammortizzato (che non ho usato in questo test per non trovarmi impressioni falsate) fai affidamento sul fondello e soprattutto sulla sella.

Che non mi ha deluso nemmeno qui, a patto di settarla per bene. Si lo so, lo sto ripetendo di continuo ma è stato proprio durante la prima uscita per sentieri che ho avuto l’avvisaglia della pedalata sul carrello. Ero posizionato male, ok; e il continuo movimento mi aveva fatto scivolare ancor più in avanti, esercitando massima compressione proprio sul foro, che sotto il mio peso (fuori) forma si era del tutto schiacciato.

Ma una volta compreso l’errore è stata tutt’altra musica. Ed è stato gran divertimento, ritrovandomi a pedalare seduto in quei tratti che solitamente percorro a fil di sella.

E così scopriamo che la Brooks C15 Carved All Weather è perfettamente a suo agio in quell’off road che adesso tutti noi chiamiamo gravel. Lo è per comfort di marcia, lo è per il trattamento superficiale: si infanga? Poco male, prendi la pompa e ci vai senza troppi riguardi. Impossibile, ci mancherebbe, con le versioni in cuoio. Possibile ma con dovute cautele sulle Cambium standard, quelle con rivestimento in cotone naturale e che io continuo a definire standard solo per comodità espositiva.

Terza situazione in programma: la guida su strada, rilassata e sportiva. Qui è stata coinvolta anche Elessar, ma foto non ne vedrete. Come vi ho detto e come sapete, sua maestà cromo e scintillio è dotata di nastro e sella Brooks ma in cuoio e io a pubblicare la mia amata con una sella nera e il nastro miele non ci penso nemmeno. Non l’ho portata in fuoristrada non perché sua signoria è incapace, anzi: ma dopo pulirla è lavoro di una giornata, a lucidare ogni giglio cromato…

Però l’ho lasciata libera di scorrazzare sul bitume e visto che è bici adatta sia alla guida randagia che a quella di attacco si è rivelata più che valida compagna in questo test.

Ma la foto di apertura di questa sezione vede sempre protagonista la London Road…

Cosa chiediamo a una sella quando pedaliamo su asfalto? Se l’uscita è turistica la vogliamo comoda. Se l’uscita è sportiva la vogliamo ci lasci liberi di frullare le zampe.

Se poi ci imbattiamo in una sella che riesce ad accontentare tutte e due le esigenze, siamo proprio contenti.

Come lo sono stato io andando a zonzo con la la C15 Carved. Nelle uscite randagie, quelle dove non pensi al passo né alla distanza ma l’unico metro è il tempo che trascorri a gironzolare, la comodità è stata ottima.

Qui però, alla fine, qualche piccola crepa c’è stata. Da tempo ho fissato in quattro ore un buono standard di valutazione, considerando che è la durata classica per molti ciclisti. Dove necessario mi spingo fino al limite delle sei ore, come in questo caso. Andatura blanda, altrimenti chi ce la fa…

Intorno alla quinta ora e con sella perfettamente settata, quindi con l’errore iniziale corretto, qualche fastidio dal carrello comunque filtra. Cosa che non mi accadde con la C15 piena, senza foro.

Quindi, alla fine, vuoi perché in tante ore ci si sposta o per qualunque altra ragione, il foro centrale tende ad aprirsi.

Ed è elemento da tener presente nella scelta della versione. Chi per esempio cerca una sella da rando credo farebbe meglio a rivolgersi alla versione senza foro.

Nella guida sportiva nessun impedimento rilevato. Sia perché pedalando sportivamente state freschi se pensate che reggo sei ore quindi a questo limite non ci sono arrivato, e sia perché quando pesti sui pedali alla ricerca della prestazione comodità e scomodità a volte passano in secondo piano: conta poter muovere le gambe senza che nulla ostacoli.

La foggia della C15 permette ampia libertà all’interno coscia e questo è ciò che conta.

Ho desistito dall’uscire con l’ammiraglia sportiva. Dopo alcuni chilometri per trovarle giuste inclinazione e arretramento mi sono reso conto che col busto così fortemente inclinato non sarei riuscito a godermela appieno.

Per evitare la pressione della punta, mai avvertita con le altre bici ma che con la schiena così abbassata invece si sente, ho dovuto inclinarla troppo. Ma a questo punto mi sono trovato a scivolare in avanti, finendo col peso concentrato in zona foro. Con tutti gli annessi e connessi di cui ho ampiamente parlato.

Bene, possiamo mettere le bici a riposo e cambiare pagina per le conclusioni.

COMMENTS

  • <cite class="fn">michele</cite>

    Buongiorno Fabio, Ottima recensione! Solo un piccolo chiarimento sulla zona centrale della sella. La sella non è antiprostatite vero? La parte aperta non si estende fino alla punta della sella…

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Michele, il foro centrale serve proprio a eleminare pressione in quella zona, delicata per noi maschietti soprattutto dopo una certa età. Alcune selle portano questo concetto all’eccesso, ma il fatto siano pochissimi modelli ad avere apertura così estesa forse, e dico forse, potrebbe essere segno che eccedere in tal senso è inutile.

      Fabio

  • <cite class="fn">Giovanni</cite>

    Ciao Fabio, ho comperato anche io una C15 Carved che ho montato sulla mia Bella di Notte :-). Non ho ritrovato il problema di cui hai discusso con precisione per il semplice fatto che, con molta fortuna, l’ho montata con lo stesso accorgimento da te segnalato. Però riicordo chiaramente che ho tribolato un pò per trovare quell’equilibrio. In generale l’ho trovata un’ottima scelta con un comportamento tra l’altro ti sorprende in positivo. Sò già che mi diresti che non ci sta bene col nastro miele, però il nastro nero non andava bene con la gomma miele dei Mafac 🙂 in fondo la bellezza nasce anche dal contrasto 🙂

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Michele, avrei potuto evitarvi il “dietro le quinte” e dirvi semplicemente: montate cosi!
      Ma preferisco sempre farvi sapere come e perché arrivo a determinate conclusioni, anche se significa mostrare la mia normale fallibilità.
      Però ti invidio la fortuna, anche se un poco pure tu mi sembra capire hai dovuto giocarci.

      Fabio

  • <cite class="fn">Giovanni</cite>

    Dopo averla montata mentre la guardavo c’era qualcosa che proprio non mi convinceva. Prima sembrava montata a sbalzo, poi ricordava “uno scivolo”. Fortuna ha voluto che, essendo destinata alla mia vecchia bicicletta, il sistema di aggancio è quello storico formato dalle slitte ed il collare. Si è trovato pozionato sul retro e molto fortunosamente la sella si è trovata quel tanto in avanti quanto fosse giusto per un corretto posizionamento. Anche il sistema decisamente rustico della regolazione dell’inclinazione ha tutto sommato agevolato. Non sempre la tecnologia viene in nostra salvezza. Comunque la sella è costruita con cura utilizzando materiali di qualità, persino la scatola in cui viene consegnata possiamo dire abbia un bel tocco di classe. Giovanni

  • <cite class="fn">marko</cite>

    Questo viso non mi è nuovo (cit.)

  • <cite class="fn">Adriano</cite>

    Deciso, la prendo per cercare di stare più comodo sulla bdc (sulla mtb il problema l’ho risolto con altra sella).
    Sono solo indeciso tra C15 vs. C17 anche se mi sembra di pedalare grosso modo con il busto a 45° …però quei 2cm circa di larghezza in più mi potrebbero servire in termini di comodità? Sono alto 1,87 per 90 kg e ho una lieve indecisione – appunto – anche se la C15 mi piace molto di più, e anche questo conta! 🙂

    Adriano

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Adriano, senza almeno vederti pedalare è piuttosto difficile consigliarti.
      In linea di massima la C15 è più adatta ad assetto sportivo. E i 2cm in più della C17 potrebbero rivelarsi controproducenti nella pedalata sportiva.
      Questo in linea generale. Ma per capirlo davvero dovrei misurarti e uscire con te, senza questo le mie restano valutazioni in via generale. Sorry.

      Fabio

  • <cite class="fn">Fabio</cite>

    Ciao, ho appena comprato la sella e l’ho montata sulla Brompton. L’impatto iniziale è stata una forte pressione sulle ossa ischiatiche che tende a scemare piano piano che pedalo. Per il resto devo dire che non ho notato nessuno fastidio di sfregamento durante la pedalata e nessuna pressione in zona prostata. Ci si deve abituare alla pressione ischiatica?
    Grazie e ottima recensione.
    Ps : La sella in se è bellissima.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Fabio, se hai preso la C15 il suo settaggio sulla Brompton potrebbe non essere facilissimo. E’ sella per una posizione moderatamente inclinata del busto, sulla pieghevole tua è indicata la C17.
      Comunque devi fare in modo di sfruttare appieno la seduta posteriore, con la sella in bolla nei suoi 3/4 anteriori. In prativa a vederla sembra puntare verso il basso, nella realtà no. Le foto e la spiegazione nell’articolo lo indicano.
      Nel caso lavora sull’arretramento per assicurarti il corretto appoggio.

      Fabio

      • <cite class="fn">Fabio</cite>

        Ciao, Grazie della risposta. Ho notato che pedalavo troppo indietro, e stamattina mi sono messo un po più avanti notando parecchi benefici, anche se ho ancora un po indolenzito da ieri. Ora ho arretrato al massimo la sella e dopo quando stacco da lavoro vediamo come va. La sella l’avevo già abbassata avanti, di 2° gradi, portando la parte anteriore in bolla.
        Grazie, ti faccio sapere

      • <cite class="fn">Fabio</cite>

        Ciao, dopo aver alzato un po la sella e arretrata, e dopo un 5 giorni di adattamento posso confermare che è una delle selle piu comode che abbia mai provato. Devo dire che è complicato all’inizio trovare la giusta posizione, figurati che stavo pensando di darla indietro per il dolore che mi provocava. Invece adesso è un altra cosa.
        Grazie mille.

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ciao Fabio, sono contento che hai risolto. Ne ero sicuro, Brooks non poteva sbagliare una sella; me ne resi conto nel test, quindi sbagliavo io. In effetti vuole essere regolata a modo suo ma una volta trovato il setup sei a posto.

          fabio

  • <cite class="fn">Edoardo Berto</cite>

    Ciao! Ho appena comprato una C17 carved all weather! dopo due uscite (80km/40km) la sella continua a farmi male nelle ossa ischiatiche e l’interno coscia sfrega non poco… può essere che avrei dovuto prendere la c15 che é più stretta?? o é un problema di posizione/regolazione?
    Grazie

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Edoardo, senza vederti in sella una risposta certa non è possibile.
      Tra la C17 e la C15 ci sono quasi 2.5cm di differenza, che è tanto; ma contano anche le larghezze intermedie e quelle non sono così marcate.
      Questo lascia supporre un probabile errore di posizionamento piuttosto che una scelta troppo fuori misura per te.
      Ma siamo nel campo delle ipotesi più probabili, ripeto sempre che senza vedere è impossibile dare certezze.
      Comunque ormai è lì, tanto vale fare qualche prova variando posizione e avendo cura di mettere in bolla la tre quatti anteriore, senza cioè tener conto del rialzo posteriore.

      Fabio

      • <cite class="fn">Edoardo Berto</cite>

        Grazie! L’ho messa in bolla e anche con inclinazione verso il basso di 1 grado, ma niente da fare..forse mi soedo troppo arretrato?
        Se non ho misurato male la distanza tra le mie ossa ischiatiche è di 11 cm…
        Grazie

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ah…
          Questo cambia le cose.
          Con ossa ischiatiche così vicine la sella larga è un danno.
          Semplifico: ti ritrovi a poggiare le ossa ischiatiche sulla zona centrale, concentrando lì tutta la pressione che si scaricherà direttamente sul reggisella.
          In pratica è come pedalare senza sellino, in senso metaforico ma fino a un certo punto perché di fatto la sella non lavora e anzi, alla lunga porta dolori e infiammazioni per la enorme quantità di colpi non “filtrati” che arrivano al ciclista.
          Non so che bici hai e conseguente postura, ma con 11 cm ti serve una sella da 130 max 140 a seconda della posizione del busto (più è verticale più si può salire ma senza eccedere; le selle city enormi non fanno testo, lì entrano in gioco fattori diversi, in primis la pochissima permanenza in sella).
          Tutto questo sempre col beneficio del non averti visto pedalare, perché uno può fare tutti i discorsi teorici che vuole ma nulla vale più dell’occhio umano.

          Fabio

          • <cite class="fn">Edoardo Berto</cite>

            Perfetto grazie! La bici è una gravel adventure…la sella che avevo prima, fabric shallow, che ora rimetterò é larga 142…e non avevo problemi alle ossa ischiatiche…uff…che pena! Con lo comoda che sembrava! Cmq ho potuto apprezzare come smorza le vibrazioni…

            • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

              Beh, se la cambi con una C15 o con la C13 (questa disponibile in varie misure ma assicurati compatibilità reggisella) direi che risolvi.

              Fabio

Commenta anche tu!