Bike to shop

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Sconto per chi va a fare la spesa in bicicletta.

E’ il bike to shop promosso a Parma, arrivato credo alla terza edizione.

L’iniziativa vede coinvolti Fiab di Parma in collaborazione con Ascom Parma, Confesercenti Parma, CNA Parma e con il patrocinio del Comune di Parma.

Lo scopo è ovviamente incentivare  l’uso delle due ruote per fare shopping e al contempo “dare ossigeno” ai negozi tradizionali e di vicinato della città.

Chi si recherà pedalando nei negozi aderenti godrà di uno sconto, indicativamente del 10%.

Le attività economiche aderenti saranno riconoscibili grazie alla vetrofania esposta.

E sul sito www.biketoshop.it nonché sui canali di comunicazione di Associazioni e partner del progetto, tra cui i rispettivi siti internet e pagine Facebook, è possibile consultare l’elenco dei negozi aderenti.

Ai clienti è chiesto di esibire la tessera Fiab, la tessera Mi Muovo del Comune di Parma o dimostrare di aver parcheggiato la propria bicicletta di fianco al negozio.

Una iniziativa lodevole, resa possibile grazie alla sinergia messa in campo tra associazioni a favore della bici e dei commercianti ed enti locali.

Non ho notizia di analoghe iniziative in altri Comuni; spero sia solo ignoranza mia.

A Parma, rilevo, il bike to shop è reso possibile grazie anche al fatto che ci troviamo in una città che già di suo è a misura d’uomo, diciamo così.  

E’ replicabile in altre città? Sicuramente.

E’ replicabile in qualunque città? Si, a patto di investire in infrastrutture.

Progetti come questo parmense aiutano la diffusione dell’uso della bici per gli spostamenti quotidiani: più di qualunque incentivo economico erogato sotto forma di bonus all’acquisto.

Hai un valido motivo per usare una bici.

Ma per usarla non basta avere la bici: serve poterci pedalare in sicurezza e, se vai a farci shopping, poterla parcheggiare con altrettanta sicurezza.

Altrimenti il rischio è che sparisca lei o qualche sua parte, come successo a me di recente.

Oggettive difficoltà ci sono.

Penso alle strette strade di tanti nostri centri storici, dove installare una rastrelliera è impossibile; e persino una bici parcheggiata in diagonale significa occupare almeno metà sede stradale.

Del resto il bike to shop si muove su doppio binario: incentivare l’uso della bici e convincere i ciclisti a fare la spesa nei negozi di prossimità, che significa non andare alla grande distribuzione che è spesso ubicata fuori dai centri urbani di medie e grandi dimensioni.

Situazione difficile ma non irrisolvibile.

E’ soprattutto un problema di volontà politica.

Tante amministrazioni, in primis quella della mia città adagiata oziosa a mirare il Golfo sotto lo sguardo severo del Vesuvio, non hanno alcuna remora a sacrificare il suolo pubblico per sagre, feste, tavolini dei bar.

Molto più restie se si tratta di dedicare quegli stessi spazi alla collettività.

Eppure se lì puoi mettere i tavolini, allora vuol dire che un parcheggio bici al loro posto ci va uguale.

Certo, bisogna valutare caso per caso, città per città, strada per strada.

Me resto convinto, ora che mi avvicino a tagliare il traguardo dei 40 anni che mi sposto in bici (ho iniziato molto piccino, non fate calcoli esagerati…) e quindi qualche pagina di esperienza l’ho aggiunta all’enciclopedia della mia ignoranza, che per far pedalare la gente serve offrire percorsi sicuri e anche la possibilità di parcheggiarla in sicurezza.

Parma forse è anche favorita da una rete ciclabile già ottima; ma senza volontà politica non sarebbe bastato.

E senza volontà politica non crei nemmeno le infrastrutture.

E’ un circolo, purtroppo vizioso.

Ma è circolo che possiamo spezzare.

Buone pedalate

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