Adattatore per pedali con aggancio Lixada

Come sono fatti

Tempo di lettura: 5 minuti

Come sono fatti

Per questo test ho scelto la versione proposta dalla Lixada, azienda che col ciclismo poco ha a che fare. Una delle tante che acquistano il prodotto da terzi, fatto marchiare col proprio logo.

Si presentano come due piccoli rettangoli con ampie finestre di alleggerimento.

La scelta di questa versione è stata dettata da due ragioni: la quasi totalità di questi adattatori sono identici, quindi uno vale l’altro; il costo è tra i più bassi del mercato, difficile superi la quindicina di euro. Senza tacchette, quelle sono sempre a parte. E se abbiamo vecchie tacchette da riciclare, abbattiamo ulteriormente i costi.

Esistono altri adattatori ma sono più specifici: solo per pedali a standard Look, nel senso che sono delle vere e proprie tacchette da inserire sul pedale a che hanno loro superficie di appoggio; oppure adattatori del tutto simili a questi che stiamo per vedere ma con solo due fori.

Qui invece abbiamo 5 fori: i due affiancati per tacchette Spd, Crank Brother ecc; e i tre i fori disposti a triangolo, quindi potenzialmente universali.

Evidenziati in rosso i fori per standard due e tre fori.

Il sesto foro che vediamo in basso è lì solo per simmetria del disegno.

Sono in alluminio, spesse il giusto per coniugare leggerezza e solidità.

Le dimensioni sono minime, circa 6,5×7,5 cm.

Una serie di pin removibili assicura il necessario grip alla suola.

Il basso costo di acquisto si mostra appieno nella scasa qualità e robustezza di questi pin, in metallo tenerissimo.

Il mio consiglio è rimuoverli con cautela e dare un velo di grasso, poi rimontare senza serrare in modo eccessivo. Col tempo e la pioggia potrebbero saldarsi alla struttura e a quel punto sarà impossibile svitarli. Forse con questa precauzione inziale qualche danno sarà evitato. Forse.

Il lato opposto è ovviamente liscio, privo di sporgenze non necessarie.

I fori utili sono come detto cinque: in dettaglio si nota che sono filettati, altrimenti le tacchette non le potremmo avvitare.

La qualità della lavorazione è solo discreta e nemmeno troppo precisa nella collocazione. Ma tant’è, costano un niente e si vede…

Comunque ospitano sia tacchette due fori che tre fori, seppure queste ultime con difficoltà. Io ho scelto di usare le Time, ma nulla cambia usando Look o altre.

Il montaggio non è particolarmente difficoltoso, malgrado un leggero sfasamento dei tre fori per le tacchette stradali.

Vero che le tacchette Time sono belle grosse, comunque la piastra li copre a sufficienza.

Bisogna prestare una certa attenzione perché la forma “a barchetta” delle tacchette da strada impedisce il perfetto contatto. Comunque le viti di serie delle tacchette sono lunghe a sufficienza per assicurare la tenuta, non è necessario usarne di diverse.

In dettaglio vediamo quanta luce resta tra piastra e tacchetta.

Comunque possono contare su un efficace appoggio in punta.

Con tacchette due fori è più semplice. Sono più piccine e piatte, quindi poggiano bene.

 

I fori di ancoraggio in questo caso appaiono alla corretta distanza, permettendo un veloce montaggio.

Non c’è luce tra piastra e tacchetta, i dentini prendono; segnano la superfice, ma questo è normale.

Ed ecco ora gli adattatori installati sui pedali, sia da strada che da Mtb.

Da queste immagini dovrebbe essere più chiaro quanto siano piccini. L’appoggio resta sufficiente per garantire la spinta. Ed è comunque, l’ho detto già nella introduzione, soluzione provvisoria, di emergenza diciamo così. Non quella definitiva per trasformare pedali con attacco in flat e usarli solo così.

Fin qui la presentazione statica, ora è il momento di balzare in sella e capire se sono una valida soluzione o no.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • valentino

    ciao Fabio,

    io uso (anche nel mio caso saltuariamente) due adattatori autocostruiti con due pezzi di lamiera di alluminio spessa un paio di mm a cui ho imbullonato sul lato inferiore le tacchette SPD. Sul lato superiore ho incollato sopra alla lamiera due fogli di gomma spessa 6/7mm, con un’apertura al centro per ospitare i dadi di fissaggio delle tacchette, in maniera che il tutto sia a filo. Le dimensioni di queste “pedane” sono circa 80 mm di lunghezza e 55 mm di larghezza.
    Anche nel mio caso la pedana è normalmente ruotata verso il basso, ma non ho problemi nel farla ruotare in alto per poggiarci la suola della scarpa. Una volta poggiato il piede la gomma è liscia e posso spostare di pochi mm il piede per trovare l’appoggio migliore. Unico neo, quando piove la gomma della pedana tende a scivolare, dipende anche da che scarpe uso.
    La gomma è ricavata da fogli usati per risuolare scarpe (ne avevo un pezzo non ricordo nemmeno più come e perché, in ogni caso non faccio il ciabattino !).
    Soddisfattissimo della mia autocostruzione, li uso saltuariamente ma non ho riscontrato i problemi che hai segnalato sui tuoi. Ciao !

    • Elessarbicycle

      Ciao Valentino, grazie per questo tuo contributo; e poi io apprezzo sempre il far da sé 😀
      Con l’utilizzo della gomma hai risolto il problema della collocazione di appoggio, qui resa impossibile dai pin.
      Anche io avevo parzialmente risolto rimuovendoli e usando l’antiscivolo, ma in un test è notazione per conoscenza: non può sostituire il giudizio sull’oggetto in prova così come creato e fornito dall’azienda.
      Per questo alla fine li ho bocciati.

      Fabio

  • Baldasni

    Ma attaccare due. Una sopra e una sotto. Bilancerebbe il peso

    • Elessarbicycle

      Ciao, certo bilancerebbe ma a che pro? A questo punto usi direttamente i flat. E poi il discorso sarebbe applicabile solo per gli spd, gli stradali no

      Fabio

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