Accuratezza Vs Lunghezza

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Accuratezza deve sempre far rima con lunghezza? Non lo so, è una domanda che mi sto ponendo da tempo.

E’ innegabile che i miei articoli siano tra i più completi in circolazione, sia quelli tecnici che i test: leggendoli chiunque è in grado di svolgere senza errori le operazioni descritte oppure acquistare a colpo sicuro, conoscendo in anticipo ogni dettaglio come avesse avuto quell’oggetto tra le mani.

E’ altrettanto innegabile che il prezzo da pagare è una lunghezza che mal si sposa col veloce linguaggio richiesto dalla rete, dove sembra tutti abbiano sempre una fretta indemoniata.

Sono nato e cresciuto con la carta stampata e lì è tutto diverso. Anzitutto chi si reca in edicola e acquista il suo giornale preferito lo fa per goderselo. Si accomoda in poltrona e lo legge assaporando ogni pagina, non è certo così scemo da sfogliarlo distrattamente e buttarlo nel cestino. E poi c’è una libertà di impaginazione, oltre a strumenti, che qui non ho. Penso ad esempio ai box, dove inserire in rilievo un argomento, snellendo l’articolo principale. Un box può servire per focalizzare un dettaglio tecnico, approfondire un singolo aspetto, inserire brevemente un argomento che mal legherebbe con l’articolo madre e così via. Tanti utilizzi per giungere allo stesso risultato: non allungare oltre il lecito i tempi di lettura.

Su questa piattaforma, ça va sans dire, non solo non posso inserire box, ma a volte persino un semplice grassetto manda in tilt l’impaginazione; alcuni link per renderli leggibili devo inserirli come video (non chiedetemi perché: io lo prendo come atto di fede) altrimenti saltano fuori sedici righe di incomprensibile linguaggio di codice.

Anche se può non sembrare, in realtà c’è un accurato lavoro da parte mia per usare meno parole possibili. Riesco a dire in mille parole ciò che altri faticherebbero a contenere in ottomila. Però a volte sono troppe.

Vero che spezzo il ritmo con intermezzi che c’entrano poco ma aumentano lo spazio occupato, e sovente i miei attacchi sono lunghi perché inserisco anche i fatti miei. Di cui, giustamente, a voi non potrebbe fregà de meno. Vero però che, mi sono sempre detto, questo è un blog e non un sito o un magazine. Un blog è un diario, e il diario è per sua natura intimista, raccoglie storie: non si può essere asettici e impersonali in un diario. A me piace raccontare: non mi interessa solo fornirvi le informazioni che vi servono, io voglio narrarvi a modo mio la bellezza del mondo a pedali.

Ma più di ogni altra cosa mi chiedo sempre più spesso che obiettivo ho: seguire il mio istinto coltivando i miei sogni o piegarmi alla rigide regole del mercato? Pedalare solitario su questa strada impervia o riparare nella pancia del gruppo facendomi trainare?

Ci sono siti che in una ora totalizzano le visite che io ricevo in una giornata. In termini di introiti pubblicitari non significa che guadagnano 24 volte più di me: guadagnano 1000 volte più di me perché più hai visite più l’inserzione costa. E c’è poco da fare le anime nobili, perché la pubblicità serve. Questo blog non ha come unica spesa lo spazio internet, magari fosse così. Gli articoli tecnici richiedono risorse, i test comportano spese perché anche se il materiale non lo pago visto che lo ricevo dalle aziende, le trasferte, ciò che mi può servire per i montaggi e le tante altre piccole e grandi incombenze che sono dietro un test le affronto io.

Prima ero in perenne passivo, ora viaggio quasi in pari; ma presto tornerò in passivo perché ciò che entra è reinvestito nel blog e ho progetti in cantiere che richiederanno uno buono sforzo economico.

Potrei lasciar perdere e seguire la strada già battuta, diventando come tanti altri. Però io non sarei capace di scrivere un articolo lanciandolo come quello risolutivo sull’altezza sella e scrivere che: si, pedalare con la sella alla giusta altezza è importante. Ma davvero? E chi lo avrebbe detto? Insomma, siamo al livello di “se fa freddo copritevi”. Che anzi è pure un consiglio più saggio, almeno davanti a un problema offre una soluzione.

Oppure potrei pubblicare la quantità di comunicati stampa che mi arrivano non richiesti e iscrivermi a mia volta ai servizi dedicati ai giornalisti. Avrei almeno 4 o 5 articoli al giorno, corredati di immagini, e col tempo di due click riempirei pagine e pagine, senza affanno.

E invece non farò né l’una né l’altra cosa. Perché io amo pedalare in salita e la discesa me la godo solo se in cima ci sono arrivato con le mie gambe, non se salgo con la funivia. E la mia salita qui, in questo blog, è continuare a cercare una completezza di informazione irreperibile altrove, anche a costo di rinunciare ad accessi che significherebbero maggiori introiti.

Non ho aperto questo blog per lucro e non ho mai pensato al suo ritorno economico. Se riesce a pagarsi da solo bene, altrimenti come ho fatto per mesi continuerò a sostenerlo io.

Io ho bisogno di un buon traffico di visite ma non ne ho necessità. E la differenza non è pura semantica. Per riuscire a ottenere ciò che mi serve per far vivere e crescere il blog ho bisogno di offrire come contropartita una buona visibilità. Ma non ho la necessità di offrire una contropartita, posso farne a meno e continuare a guardare avanti.

Quindi articoli banali, buoni solo a catturare un frettoloso click qui, su questo blog, non li troverete mai. Ma questo non significa che non ci saranno cambiamenti. E del resto lo sanno bene i lettori di più vecchia data che mai sono stato fermo, mai assopito sulle mie posizioni ma lavorato di continuo in un costante miglioramento. Anche se dall’argine il fiume appare immobile sappiamo che scorre con forza, non imbrigliato. Ed è movimento che non vediamo, a volte solo qualche superficiale increspatura lascia intuire il suo perenne scorrere. Come qui, dove piccoli cambiamenti mostrano che qualcosa si muove, ma la sua portata la conosco solo io.

Vedrete la punta dell’iceberg e la vedrete incerta sotto forma di differenti stili di impaginazione, sperimentati sul campo di volta in volta fino a trovare quello giusto: che significa non rinunciare alla completezza ma solo migliorare la fruibilità. Fermo restando che userò sempre il numero esatto di parole necessario: non una di più, non una di meno.

Io invece osservo la parte sommersa e la vedo netta: la formano alcuni miei progetti, davvero ambiziosi, e ai quali sto lavorando da tempo. Richiedono impegno e risorse al momento del tutto al di fuori della mia portata e quindi di concreto c’è nulla.

Però la salita è lì, davanti a me e la vedo: e ogni salita che punto, prima o poi la conquisto.

COMMENTS

  • Eugenio

    Io credo, e ti ho già manifestato altre volte questo mio pensiero, che se riesci a distinguerti nel panorama “internettiano” è proprio grazie alle unicità che tu stesso descrivi in questo ultimo articolo.
    Sarei sicuramente lettore pagante di un ipotettico Elessar Magazine se ci fosse in edicola… Hai una freccia importante al tuo arco, quella dei contenuti, li confezioni con competenza e stile. Il mio in bocca al lupo per la parte sommersa dell’iceberg!!

  • Si continua così. Leggeró sempre i tuoi articoli sono completi , ed ho imparato molto leggendoli. Grazie.

  • Giovanni

    Fabio, perchè hai deciso di scrivere questo articolo? Il motore primo è la condivisione oppure il dubbio?
    Se è il primo sai che se pur “pochi” rispetto ad altre realtà siamo qui a condividere sempre ogni momento della nostra vita con te perchè tu sei parte della nostra vita.
    Se la ragione è la seconda, allora dovresti chiederti a quale verità porta il dubbio, ma la risposta non possiamo dartela noi.
    Posso dirti che se siamo qui è perchè abbiamo deciso di non alienarci, di non divertare “altro da noi” seguendo chi non ritenevamo uno di noi e per noi tu sei mentore, confidente, amico fraterno, fratello maggiore.
    Il senso di famiglia che si respira in queste pagine virtuali è decisamente reale e pregnante e lo dobbiamo a te.

  • Gabrielemaria lo prete

    Ciao Fabio,

    per quel che può valere la mia opinione, ritengo che la completezza nella trattazione e la chiarezza espositiva sono il quid pluris che distingue questo Tuo blog da quanto altro si può trovare in rete.

    I dettagli, la chiarezza espositiva corredata anche dalla esperienza acquisita sul campo e condivisa senza parsimonia sono ciò che mi ha portato a leggere – con piacere e interesse – i Tuoi articoli, tutti, a prescindere dall’ interesse immediato all’argomento trattato, giusto per acquisire conoscenza e esperienza attraverso le Tue parole.

    Un saluto
    Gabriele

  • Giorgio

    Ottimo blog, se continua così. Grazie per l’accuratezza degki articoli.
    Giorgio

  • Elessarbicycle

    Quando lasciai la piattaforma gratuita WP perché ormai i limiti tecnici erano troppi, diversi lettori di più vecchia data storsero il naso pensando si sarebbe persa l’atmosfera intima, familiare, amichevole a cui ho sempre tenuto. Non è successo. Così come a ogni piccola o grande modifica che ho apportato.
    Ci saranno altre modifiche, tecniche, strutturali e logistiche; ci sarà la registrazione in Tribunale della testata; ci sarà forse l’introduzione di un ulteriore strumento di comunicazione.
    Il blog, anche se è difficile accorgersene, in realtà cambia ogni giorno; e pochi i cambiamenti che si percepiscono all’esterno, ma ci sono; perché la pubblicazione è solo l’ultima fase di un lungo processo.
    Eppure lo spirito originario non è mai stato tradito, perché alla fine l’autore sono sempre io. Che faccio cose buone ed errori, però dagli errori imparo e pongo rimedio.
    Gli errori nessuno li vede da soli, perché se sai che stai sbagliando e prosegui imperterrito allora hai qualcosa che non va. Quindi se vedete qualcosa che non funziona non fatevi scrupolo a dirlo. Non parlo di errori tecnici come un link che non funziona (e comunque la segnalazione è gradita), ma per esempio un articolo poco chiaro, un passaggio incomprensibile, roba così insomma.
    Nessuna modifica importante è in calendario a breve, ho talmente tanto da fare da qui ad agosto inoltrato che non potrò toccare una virgola. Ma con l’autunno si, a patto si incastrino un paio di cose. E se si incastrano… 😀 😀 😀

  • Luca

    Se non erro, una certa facondia, è caratteristica propria degli avvocati. 🙂

  • E’ sempre bello leggere i tuoi articoli, aiutano a diminuire la mia ignoranza ciclistica ed ad accrescere la mia voglia di shopping.
    Poi ora non posso pedalare, almeno passo il tempo leggendo cose interessanti.
    Continua così Fabio!

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