Abbigliamento Gore Bike Power

Come sono fatti

Tempo di lettura: 8 minuti

Come sono fatti

Partiamo dalla maglia Power WS SO.

C’è tanta tecnologia in questa maglia e con una scelta che potrei definire di understatement la grafica è assente: quattro varianti cromatiche e solo in un caso c’è stacco tra busto e maniche, preferendo la tinta unita per le altre tre.

Una scelta stilistica che condivido.

Il davanti è pulito, solo il marchio del produttore stampato con grafica riflettente, a vantaggio della sicurezza.

 

Restando in tema di scritte, sul retro ne troviamo una altra, lunga a prendere quasi tutta la schiena e sempre in materiale riflettente. In questo caso aver abbondato con la dimensione è un vantaggio, siamo ben visibili da lontano.

A farle compagnia una altra piccola scritta riflettente col marchio del produttore, posta alla base della tasca centrale.

E per finire sul fianco sinistro, in basso, anche il richiamo al tessuto usato è riflettente. Piccoli dettagli è vero, ma sapete quanto ci tengo alla sicurezza e quante volte ho ripetuto, sfidando la petulanza, che in bici è fondamentale essere ben visibili.

Non che Gore Bike abbia ascoltato me, ci mancherebbe; ma condivide questa mia fissazione perché sia sul bordo superiore delle tasche posteriori che lungo tutto il perimetro della parte bassa della maglia troviamo una striscia di tessuto riflettente.

Quando ho contattato l’azienda per svolgere questo test non avevo posto molte condizioni nella scelta dei capi; avevo indicato le mie esigenze, cosa avrei fatto e come. L’unico aspetto sul quale ero stato tassativo era la presenza di qualunque accorgimento per la sicurezza. Tra due capi preferivo quello che avesse inserti riflettenti a gogò: mi hanno accontentato.

In ogni caso era facile, praticamente tutta la gamma Gore Bike segue questo principio e io ne sono contento perché alla sicurezza dei ciclisti tengo molto.

Perdonerete quindi se ho aperto la presentazione della maglia mostrandovi per primi questi particolari invece di parlare da subito di tessuto e forma. Cosa che mi accingo a fare adesso.

Il tessuto è il Windstopper nella versione Softshell.

Cos’è il Windstopper? Il nome lo spiega da sé, ma a noi piace descrivere tutto per bene.

Si è partiti da un concetto base spesso trascurato. Non conta solo ed esclusivamente il clima esterno: il microclima interno, quel sottile strato d’aria che ci circonda e che funge da isolante è ben più importante. Preservarlo, evitando che vento e pioggia lo alterino, è il miglior sistema per garantire traspirabilità, comfort e tenere lontano il freddo. Saperlo non significa conoscere anche la soluzione, che è arrivata grazie al tessuto Windstopper. Del resto Gore, azienda statunitense nata oltre 50 anni fa, ha accumulato negli anni enorme esperienza in ogni settore sportivo, sperimentando sul campo le diverse soluzioni. Ed è dal 1985 che propone abbigliamento ciclistico che coniughi protezione e traspirabilità.

L’idea è stata laminare diversi tessuti, in modo da avere uno strato esterno impermeabile, una fodera interna e nel mezzo la membrana Windstopper, capace di far fuoriuscire il vapore acqueo ma non far penetrare vento e freddo o caldo eccessivo.

E’ come essere isolati dal mondo esterno, racchiusi in una bolla in cui il clima è solo quello del nostro corpo.

All’interno della famiglia Windstopper abbiamo due varianti: la Active Shell 2L per climi più caldi e la Softshell per temperature più fredde. La maglia in prova è in Windstopper Softshell, come ci ricorda la scritta sul fianco vista prima.

Così abbiamo il nostro tessuto esterno impermeabile, una comoda fodera interna e nel mezzo la membrana che, a meno di non tagliare la maglia, non posso mostrarvi. Vi mostro invece la pattina che blocca l’aria dietro la cerniera a tutta lunghezza.

La protezione antivento non si limita al tessuto ma ispira anche il taglio della maglia. Per qusto abbiamo la patta posteriore molto estesa, più di quanto avviene di solito su una maglia da ciclismo, a evitare spifferi pedalando reclinati. Corredata da una striscia in silicone antiscivolo all’interno, così non si solleva col movimento.

Il colletto è a mezza altezza e rifinito con l’interno in microfibra elasticizzato.

Altro piccolo dettaglio: sulla linguetta della cerniera c’è un minuscolo adesivo riflettente: la questione sicurezza l’hanno presa proprio sul serio in Gore Bike Wear… 😀

La vestibilità è ottima, la maglia aderisce senza costringere, lascia ampia libertà di movimento. Lo notiamo nel taglio dato alla confluenza tra spalla e manica, con la cucitura che giustamente viaggia esterna e lo spazio sotto l’ascella non manca. In posizione di guida sportiva le maniche restano al loro posto e questo ha reso inutile applicare un qualunque inserto antiscivolo.

Tre ampie tasche sulla schiena, possiamo portare il necessario e anche il superfluo. Mi sarebbe piaciuta una quarta tasca, piccola, chiusa da cerniera. L’ideale per piccoli oggetti e qualche banconota, senza il pericolo di perderli per strada estraendo altro durante la pedalata.

E adesso il pantaloncino.

Il modello in prova è la salopette corta Power, pensato per offrire comfort e calibrato per uscite di media lunghezza.

Anche qui linea classica, pulita; nessuna grafica chiassosa, solo leggeri richiami al marchio e sempre in materiale riflettente. Una scritta lunga all’altezza dei reni e due discrete sulle cosce, una per lato.

Andiamo subito all’elemento che più interessa nella scelta di un pantaloncino: il fondello.

Qui abbiamo il fondello della gamma Power, studiato per uscite di media distanza, intorno alle tre ore. Ha l’imbottitura in schiuma a celle forate ad alta densità, un profondo canale centrale per diminuire la pressione e un taglio studiato per supportare al meglio il movimento della pedalata.

E’ un pantaloncino sportivo e questo si traduce in una forma del fondello che favorisce la seduta su bici da corsa, che porta il ciclista a un angolo di lavoro tra il piano e la linea virtuale dell’anca compreso tra 27 e 28 gradi.

Parte integrante del fondello è una estensione in microfibra anatomicamente modellata e che svolge il ruolo di efficace barriera antivento.

Tutto questo ci porta ad un fondello lungo diciamo così, con volumi ben delineati per le diverse zone e che pone comfort e protezione in primo piano.

Molto estesa la zona in tessuto antivento; morbida, ben conformata, non crea alcun fastidio una volta indossato questo calzoncino.

Tre ore possono sembrare poche e forse lo sono; però mi è sembrata una valutazione prudenziale questa operata da Gore Bike Wear perché io le ho tranquillamente sforate senza avvertire alcun calo nel rendimento e nella comodità.

Rivoltiamo e guardiamo all’esterno. La struttura della salopette vera e propria è in tessuto forato molto leggero. Una scelta apparentemente controcorrente visto che questi capi sono pensati anzitutto per garantire protezione dal vento. In realtà no, perché indossiamo la maglia sopra e quindi si è preferito puntare sulla massima traspirabilità, lasciando a lei il compito di fermare l’aria della corsa e conservare il nostro microclima.

E questo spiega anche la struttura full mesh di schiena e bretelle, in tessuto elasticizzato molto sottile, senza cuciture fastidiose. Difficile comprenderne la consistenza in foto, così ho posto una luce sotto per darvi l’idea con qeusto effetto “trasparenza”.

Come scelto per le maniche della maglia anche per il pantaloncino si è preferito non usare inserti elastici o bande in silicone. Il pantaloncino resta fermo ugualmente, senza quel fastidioso tirare di altre salopette più sportive che a volte eccedono in tenacia.

Insieme a maglia e calzoncino, la Gore Bike Wear mi ha inviato i calzini, sempre della famiglia Power.

Il modello specifico è chiamato semplicemente Power ed è disponibile in tre differenti varianti cromatiche.

E’ un modello corto e qui invece che sulla protezione dall’aria si è puntato sulla ventilazione.

Così abbiamo una area di ventilazione sotto le dita e la struttura in maglia leggera per la massima traspirabilità. Il taglio anatomico è differenziato per destra e sinistra, la cavigliera è il Lycra, sotto il piede troviamo un supporto in spugna leggera, la cucitura in punta è esterna e il tessuto è elasticizzato.

Insomma, uno dice calzini e pensa siano una cosetta semplice, invece tante soluzioni anche per un capo spesso sottovalutato. Senza riflettere che è coi piedi che spingiamo: comfort, corretta circolazione sanguigna e buona aerazione sono requisiti fondamentali per non affaticarli inutilmente.

Bene, adesso conosciamo a fondo questi capi Gore Bike Wear; prima della prova su strada però preferisco aprire un paragrafo a parte sulla vestibilità, perché l’azienda offre differenti tagli e vale la pena profittare di questo test anche per illustrarli. Voltiamo pagina.

COMMENTS

  • michele

    Ciao Fabio, amo tantissimo questa marca. Ho l’armadio pieno di prodotti gore running e gore bike che uso con enorme soddisfazione rispettivamente sia per la la corsa che per la bici. Il windstopper/goretex l’hanno inventato loro,,, pertanto con la gore abbiamo il top!

    Mi preme fare alcune osservazioni.
    1. il windstopper non è impermeabile. Resiste alla pioggerella leggera /intermittente massimo mezz’ora. Se non si rientra in questa casistica bisogna optare per la membrana goretex.
    2. per mantenere intatte nel tempo le caratteristiche tecniche della membrana in windstopper/goretex è necessaria una manutenzione (più per il goretex a dire il vero, ma anche il windstopper ogni tanto la vuole). Infatti dopo n uscite la membrana perde le caratteristiche di resistenza all’acqua.
    Occorrono quindi lavaggi e trattamenti con detersivi specifichi per rinnovare la membrana. Ottimo il nikwax.
    3. a livello di traspirabilità il windstopper è sicuramente più traspirante del goretex ma molto meno di una maglia/giacca termica in pile.

    Per quanto sopra non ho nel mio armadio maglie a maniche corte in windstopper perchè sarei limitato nel caso facesse freddo (non è assolutamente consigliato mettere un capo sopra al windstopper. Il windstopper lavora bene come ultimo strato) e poi perchè non amo i manicotti. Trovo sensate invece le maglie a maniche lunghe in windstopper. Questo perchè quando la temperatura esterna non consente l’utilizzo di tre strati , non è ottimale indossare maglia intima più giacca in WS: troppi spifferi, troppo spazio. E’ ottimale quindi indossare maglia intima più maglia maniche lunghe in WS per ridurre gli spazi tra uno strato e l’altro.

    Con queste temperature autunnali solitamente indosso maglia intima di qualità (craft, odlo), più maglia gore bike in pile. Quando c’è vento sopra a tutto indosso giacca/gilet in windstopper active shell e vai…. privilegio sempre la traspirabilità! Il windstropper andrebbe usato solo quando fa freddo CON VENTO o per proteggersi da pioggia leggera/intermittente.
    Il windstopper soft shell è , a mio avviso, meno versatile del active shell perchè garantisce una certa termicità avendo la fodera in pile. L’active shell è solo membrana windstopper, quindi solo protezione dal vento, zero termicità.
    Preferisco quindi il windstopper active shell modulando gli strati sotto. Ho solo una giacca in windstopper soft shell che uso proprio quando fa freddissimo…

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, grazie per questo esauriente contributo.
      Non so se sono stato fortunato io o forse le condizioni erano diverse, ma l’impermeabilità è andata ben oltre i 30 minuti. Non un acquazzone, pioggia forte ma non battente. Poi mi sono fermato, pure ho i miei anni…

      Per il resto concordo su tutto. C’è però da tener presente che siamo in autunno e quindi è più indicato un test del Softshell ma più di ogni altra cosa c’è sempre da ricordare che provo per davvero ciò che mi arriva. E per farlo devo trovarmi anche nelle condizioni giuste e in questo il clima era quello esatto per questo completo. Avessi scelto un lungo o uno più leggero avrei dovuto aspettare il freddo (e per abbigliamento invernale che sto testando il freddo me lo sto andando a cercare con lunghe trasferte. Ora siamo a 23 gradi mentre scrivo…) o il ritorno del caldo.

      La gamma Gore Bike Wear è inoltre talmente ampia e variegata che c’è di tutto e di più; i test riguardano sempre e solo un singolo prodotto, prendere in esame altri in un articolo dedicato a un solo capo finirebbe col creare confusione. Ottimo invece riportare i vostri commenti, che ampliano la lettura e offrono il raffronto diretto con chi usa anche altro. Grazie quindi del tuo apporto.

      Fabio

  • Luca

    Uso capi tecnici per attività diverse, ciclismo, trekking, di molte marche diverse e membrane di ogni genere: Gore Gore-tex di due pesi diversi, Gore Windstopper, Polartec Neoshell. Mai sentito parlare di trattamenti specifici per rinnovare le caratteristiche delle membrane. Mai fatti trattamenti specifici, mai perse le caratteristiche tecniche delle membrane. Nikwax nasce dall’insoddisfazione di un escursionista britannico, a proposito della manutenzione degli scarponi in cuoio; una pessima abitudine, era quella di ingrassare le calzature in cuoio per migliorarne l’impermeabilità, l’obiettivo veniva raggiunto, ma il cuoio si ammorbidiva, tendeva a spanciarsi e la tomaia perdeva progressivamente una delle sue caratteristiche fondamentali in uno scarpone: essere una struttura portante. I moderni scarponi (di qualità!) hanno una struttura della tomaia a caviglia bloccata, ciò impedisce spiacevoli slogature all’escursionista impegnato su sentieri insidiosi, poichè la caviglia può essere articolata solo in una direzione, seguendo il naturale movimento della camminata e non altri. Nick Wax offre una serie di prodotti a base di cere e non di grassi animali, per diverse tipologie di pelli; la pelle viene nutrita per evitare screpolature, ma non ammorbidita come avviene con i grassi, conservando pertanto le sue caratteristiche meccaniche. Nikwax offre anche prodotti per il lavaggio e l’impermeabilizzazione di indumenti, ma NON da nessuna indicazione specifica sulle membrane, parla genericamente di “indumenti impermeabili” un concetto “vago”, sulla bocca di tutti i produttori di abbigliamento tecnico (vero e presunto). Ci penserei bene prima di trattare veri capi tecnici, fatti con le membrane di cui sopra, sempre regolarmente costosi.

  • michele

    ciao Luca forse avendo tanti capi diversi non sei arrivato mai a stressare per bene un singolo capo e quindi non ti sei mai accorto di un calo delle caratteristiche della membrana.
    La membrana (goretex, windstopper) dopo n usi tende a perdere le proprie caratteristiche .

    Se si usa una giacca in goretex in città, in mezzo al traffico, ci accorgeremo prima di un calo della resa rispetto ad un utilizzo in zone prive di smog..

    Comunque per sapere se il capo di abbigliamento ha bisogno di essere rinnovato con un trattamento particolare (esempio nikwax) si può fare il seguente test :
    Spruzzare dell acqua sulla membrana, se osserviamo la formazione di tante piccole gocce di acqua vuol dire che la membrana funziona ancora egregiamente. Se al contrario osserviamo che l acqua spruzzata non forma gocce o che quest’ ultime tendono a espandersi sulla membrana vuol dire che dobbiamo rinnovare..

  • Luca

    Michele, non faccio il collezionista di capi tecnici, tutti i miei capi hanno subito severe esposizioni ad acqua, vento, polvere….ormai indosso abbigliamento tecnico quasi in ogni occasione, anche quando non pedalo o faccio escursioni.
    Resta in piedi una questione: che io sappia, non esistono prodotti formulati, dichiaratamente, per membrane tecniche.
    Quindi, per il momento, non uso nulla e va bene così. Se un produttore metterà in commercio prodotti specifici, espressamente dedicati alle varie membrane, spiegando bene tutto, ci penserò.

    Un saluto e……buone pedalate.

  • michele

    i prodotti specifici esistono. Esempio del citato nikwax:
    – tech wash è il prodotto formulato per la pulizia. Non è dichiarato specifico per il goretex ma è un prodotto di pulizia di alta qualità. Volendo si può utilizzare in sostituzione il nuncas sports wear, anche questo di qualità e di costo inferiore.
    – tx.direct prodotto della nikwax formulato in modo specifico per rinnovare il goretex. Si utilizza occasionalmente DOPO aver lavato il capo con il tech wash . Per sapere quando utilizzarlo si può fare il test delle gocce d’acqua che ho spiegato sopra.

    Esiste anche un prodotto specifico per trattare il windstopper: il softshell proof , anche quest’ ultimo da usare occasionalmente DOPO il lavaggio con tech wash o il citato Nuncas.

    Un saluto e buone pedalate anche a te…..

  • Luca

    https://www.gore-tex.it/supporto/ripristinando-idrorepellenza

    “Quando il trattamento applicato in produzione non può più essere riattivato, applicare sul tessuto esterno del capo un nuovo trattamento idrorepellente, disponibile in formato spray o da usare durante il lavaggio.”

    Gore sembra accennare ad un suo prodotto specifico, senza nominarlo.

  • michele

    si confermo gore accenna a un prodotto specifico ma non lo nomina,
    però se vai su questo sito viene spiegato:

    https://www.bikeandrunplanet.com/blog/it/item/2-washing-and-maintenance-instructions-gore-tex-garments.html

    BIKE AND RUN PLANET è il primo negozio online in Italia a commercializzare esclusivamente capi e accessori GORE BIKE WEAR® e GORE RUNNING WEAR®, dei quali è rivenditore ufficiale autorizzato

  • Luca

    Ottimo Michele, acquisterò quanto prima questi prodotti, che andranno a far compagnia alle cere Nikwax che utilizzo da anni per la cura degli scarponi.

  • Elessarbicycle

    Ma come sono contento quando partecipate con le vostre esperienze.
    Se foste meno timidi, a me piace molto quando intervenite…

    Fabio

  • Luca

    Ciao Fabio, sarà fatto. 🙂

    Mi farebbe piacere avere un tuo parere su un prodotto, ti invio una mail.

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