Velo Orange Pass Hunter Disc

In microfficina è appena arrivato un nuovo telaio: il Velo Orange Pass Hunter Disc.

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Oggi ve lo presento nudo, il frame kit così come è possibile acquistarlo; in futuro lo vedremo montato, ma onestamente a parte le ruote, piega coi comandi e la guarnitura ancora non so cosa altro lo vestirà. Forse il proprietario me lo ha pure detto o magari sono stato io a dirlo a lui. Il fatto è che seguo talmente tante bici insieme, dal vivo qui molte meno di prima per i problemi di cui ho parlato, ma forse troppe con i vostri progetti in cui mi coinvolgete e finisco col fare confusione. Io sono persona da una cosa alla volta…

Ma godiamoci questa primizia, almeno intesa come presentazione in lingua italiana. E’ un telaio recente, Velo Orange, la piccola factory americana che sforna parti per bici che a me piacciono tanto, lo ha presentato lo scorso autunno ed è il suo primo telaio che può essere equipaggiato con freni a disco. Una piccola rivoluzione per loro, forse addirittura più tradizionalisti di me. E, a dispetto del nome del produttore, è anche il primo telaio proposto in arancione. Unica tonalità disponibile, tra l’altro, ma in tinta con la macchinetta per il caffè espresso che fa bella mostra di sé nella sede di Annapolis 🙂

E’ un telaio stradale ma non sportivo; è turistico ma non da caricare come un mulo da soma: è un telaio da montare a piacimento per creare una bici da godersi a zonzo sui pedali. Tutto in acciaio 4130, forcella compresa: poteva non suscitare il mio interesse?

In questa ottica trovano senso le decisioni di dotarla di ruote da 700 qualunque sia la taglia (spesso queste tipologie di telaio prevedono l’utilizzo delle 26 pollici per le misure più piccole), poter adottare massimo delle 700×35 montando anche dei parafanghi (larghezza massima 45mm) oppure coperture più larghe rinunciando ai parafanghi. Essendo un telaio per freni a disco i forcellini posteriori hanno distanza di 135mm mentre all’anteriore troviamo i tradizionali 100mm. Né avanti né dietro i perni ruota sono dimensionati per assi maggiorati ed è giusto così vista la vocazione turistica.

Tutto questo almeno sulla carta e nelle intenzioni dei costruttori; se risponde al vero lo scopriremo solo una volta messo in strada. Per adesso le premesse ci sono tutte.

Il telaio che vedremo è nella taglia più piccola a catalogo, la 51. Che corrisponde a una 510×530 e con un tubo sterzo assai compatto, appena 85mm. La tabella completa delle taglie la trovate a questo link.

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Sul piano estetico questo tubo sterzo così piccolo ha imposto l’abbandono, solo su questa taglia, del badge in metallo col logo della casa sostituito da un adesivo. Le dimensioni dello scudetto in metallo, mi ha spiegato uno dei fondatori della casa, andava in interferenza con le “punte” dei due anelli di rinforzo del tubo sterzo.

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Tubo sterzo dimensionato per accogliere una serie sterzo a calotte nello standard da 1 e 1/8″.

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Il tubo orizzontale è ben dimensionato ma senza eccessi e scorre pulito e liscio grazie all’assenza di fermaguina per freni o cambio.

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Confluisce nel grazioso collarino reggisella integrato; buona cosa che il doppio bullone maschio/femmina per il serraggio sia fornito di serie. Molti telai ben più costosi ne sono sprovvisti.

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Il piantone è dimensionato per ospitare un reggisella da 27,2mm; non ha piastrina integrata per il montaggio del deragliatore che quindi dovrà essere del tipo a saldare ricorrendo all’ausilio di una fascetta da 28,6mm.

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Un piccolo adesivo lo abbellisce.

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Ovviamente non mancano gli attacchi del portaborraccia.

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Si congiunge con una scatola movimento filettata a passo inglese; il passacavi avvitato sotto è anch’esso di serie.

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Il tubo obliquo ha un diametro maggiore e gli speculari attacchi per il secondo portaborraccia in posizione tradizionale. Manca il terzo attacco posto solitamente sotto di esso.

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Così come mancano i classici fermaguaina con registro a vite per i cavi di cambio e deragliatore: al loro posto due bussole filettate.

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Questo significa che chi vuole usare comandi cambio integrati o bar end dovrà ricorrere a una coppia di registri da acquistare a parte; in alternativa le bussole servono per il tradizionale montaggio delle leve cambio. Per scattare le foto avevo solo queste in carbonio tra le mani e l’effetto finale non è proprio dei migliori. Ma una bella coppia di leve in alluminio lucidato farebbe la sua figura…

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E’ una scelta costruttiva, usare le bussole, che condivido. Anche io quando progettai Elessar avevo questa opzione. Poi mi resi conto che comunque avrei usato comandi integrati e, soprattutto, che troppa libertà di montaggio con me è pericolosa perché poi non mi fermo più a montare e smontare, e decisi per i registri saldati al telaio. Vero che di fatto è un costo in più l’acquisto di registri da avvitare, ma la maggiore libertà di scelta vale il prezzo. A proposito: nella scelta dei registri verificate sempre siano la versione per telai in acciaio e non per telai in alluminio: il profilo è differente.

Ma la chicca di questo obliquo è il passaggio interno per il freno posteriore. Ingresso e uscita sono indicati dalle frecce.

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In dettaglio i fori. All’interno scorre un tubo saldato, per cui non sono necessarie acrobazie particolari: infili la guaina da un lato, esce dall’altro e prosegui felice il montaggio.

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Spostandoci al posteriore scopriamo un carro particolare nella sua conformazione.

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I foderi bassi hanno andamento rettilineo e utilizzano tubi ovali. Sotto quello destro il fermaguaina per il cambio.

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Quello sinistro presenta l’attacco pinza freno posteriore all’interno del triangolo (comodo, non interferisce la pinza montando portapacchi e parafanghi) e due supporti per fissare la guaina freno. Di serie i fermaguaina in nylon.

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Due attacchi filettati esterni, uno per lato, sono deputati ad accogliere parafanghi e portapacchi.

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Il forcellino posteriore è removibile e sostituibile; in lega più tenera cede prima del telaio in caso di caduta, limitando i danni. Una cosa è cambiare un forcellino, altra rimettere un telaio in squadra.

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Caratteristica la decisa curvatura dei foderi alti poco prima di raggiungere i forcellini. Sulla carta la soluzione tecnica dovrebbe offrire un maggior comfort di marcia senza sacrificare trazione e perdita di energia. Lo scopriremo pedalando.

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Ovviamente il carro presenta sia gli ulteriori attacchi per il parafango, con quello superiore che non rende necessario l’utilizzo della (brutta, per me) piastrina a L…

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…e incassate le bussole superiori per il portapacchi.

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E adesso la mia parte preferita: la forcella. In acciaio a congiunzioni, poteva non appassionarmi?

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Partiamo dalla testa che, non vorrei dire una sciocchezza, mi ricorda la Everest retro flat. Anzi, sembra proprio lei.

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Oltre al classico foro centrale che può fungere da attacco per un parafango o un piccolo portapacchi, sotto la testa troviamo una soluzione davvero intelligente: una piastra saldata con due fori filettati M5.

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Vero che impedisce l’utilizzo del sistema francese per l’attacco del parafango, ma è ancor più vero che risolve il problema alla radice rendendo facile l’aggancio evitando qualunque staffa per il parafango; e semplifica la vita a chi volesse usare un piccolo portapacchi come il Randonneur di casa VO. A proposito di portapacchi: sempre uno dei soci mi ha comunicato che stanno ridisegnando la gamma dei portapacchi, quindi arriverà anche un prodotto dedicato a questo telaio.

Decisa la curvatura dei foderi che presentano anche due attacchi incassati per eventuali portapacchi o portaborraccia; il tipo lungo, quello per le bottiglie da 1 litro per capirci. Altri due attacchi, ma esterni, si trovano poco sopra i forcellini. Perfetti per un porteur…

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Attacco per il freno a disco ovviamente sul fodero sinistro.

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L’attacco è dimensionato per accogliere senza problemi impianti Shimano, Tektro e TRP; per utilizzare impianti Avid/Sram è necessario un adattatore, al più presto spero di aggiornare questa presentazione indicando quale. Devo svolgere alcune misurazioni, con calma.

Due i supporti per la guaina, questi però sprovvisti dei fermaguaina in nylon di serie. Un peccato e una seccatura: messi dietro che costava aggiungerli anche davanti?

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Ed ecco in una rapida carrellata telaio e forcella.

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Questa prima presa di contatto mi è servita per valutare la buona qualità costruttiva e l’ottimo livello di finitura; nonché apprezzare alcune soluzioni simpatiche, per esempio la piastrina sotto la testa della forcella (e credo ruberò l’idea…) ma non certo per capire come si comporta questo telaio una volta messo su strada. Per adesso accontentiamoci di averlo visto, una volta montato una prova forse la farò. Forse, sono ancora titubante all’idea di uscire con bici non mie dopo la rapina di Elessar. Vedremo.

Aggiungo una postilla.

Il telaio sta suscitando interesse e me lo aspettavo; anche per questo è il telaio su cui abbiamo puntato per la creazione di una piccola serie di bici, assemblate da me secondo un progetto standard a prezzo fisso oppure personalizzabili su indicazioni del ciclista. Che ovviamente sarebbe seguito nelle sue scelte tecniche. Offrire il solo telaio è economicamente svantaggioso per noi, non avremmo alcun profitto. Ma in questa prima fase io vorrei comunque riuscire ad accontentare anche chi vuole il solo telaio. Per informazioni e dettagli potete scrivermi all’indirizzo del blog elessarbicycle@gmail.com , perché la struttura per gestire questa iniziativa ancora non è pienamente operativa. Invito inoltre a scorrere tra i commenti in coda all’articolo, anche lì è possibile reperire ulteriori informazioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Simone

    Ciao Fabio, sapresti darmi un’indicazione di prezzo?

    Sto valutando di prendere un telaio in acciaio per la bici da turismo.

    Un saluto

    Simo

  • Max

    Ciao
    veramente un bel telaio mi incuriosisce parecchio soprattutto per certe scelte costruttive e una forcella meravigliosa. Buona anche la recensione. Quattro stelle. (Volevo mettere 5 ma rischiavo di fare politica )

  • Lorenzo

    Ciao a tutti, primo post.
    sto pensando anch’io di farmi la mia bici ideale, una gravel tipo la Rose ma in acciaio.
    Seguirò volentieri questo progetto.
    Questo telaio in Italia o in europa da chi si può acquistare? Anche se preferirei farlo fare ad un artigiano italiano.

  • Elessarbicycle

    Rispondo a tutti con un unico post.

    Giusto il link con il prezzo al sito VO, ma ai 620 dollari va aggiunta la spedizione (dai 140 dollari a salire a seconda del sistema scelto) nonché la dogana: sommando si superano tranquillamente i 1000 dollari.

    Ma, come anticipato in altri articoli sul blog, io e Antonello stiamo lavorando per importarli. Non dagli USA, al momento le spese di dogana e spedizione renderebbero l’acquisto troppo oneroso col risultato che sarebbe impossibile offrire il telaio a un prezzo decente.
    Quindi la distribuzione avverrà acquistando in UK. Questo alza il prezzo per noi ma poiché abbiamo da aggiungere l’IVA ma non la dogana potremmo riuscire a tenere il prezzo più basso, seppure rinunciando a una consistente fetta di profitto.

    Stiamo, anzi Antonello sta perché io di roba commerciale capisco nulla, cercando di poter offrire il telaio a un prezzo inferiore alle 550 sterline che è il prezzo al pubblico. C’è un sito che offre in preordine un prezzo più basso ma è una bufala. Sia perché incassa e non spedisce e sia perché, ne ho avuto conferma dalla casa madre, la distribuzione gli è stata tolta; e sia perché, listino alla mano è meno di quanto costa al rivenditore, quindi è impossibile che venda rimettendoci..

    Vero che se converti il prezzo al pubblico in dollari nel suo equivalente in sterline ne viene fuori un importo inferiore, più basso persino del prezzo che pago al distributore; ma quello indicato sul sito americano è un prezzo valido in patria, non tiene conto dei dazi doganali e delle tasse varie una volta arrivato in Europa.
    In realtà più che il semplice telaio stiamo lavorando per offrire la bici completa, assemblata secondo un allestimento predefinito a un tot prezzo; oppure personalizzabile a scelta del ciclista, con un preventivo che ovviamente tiene conto delle scelte eseguite.
    Inutile dire che dell’assemblaggio mi occuperei personalmente, non certo delegando qualcuno che impugna attrezzi a casaccio.

    Inoltre vendere il solo telaio ci metterebbe in competizione coi grandi store online, che non vendono questo marchio è vero ma altri, per esempio Surly, che visti i grandi numeri possono offrire prezzi impossibili anche per negozi ben strutturati, figuriamoci una piccola struttura come la nostra che punta alla qualità e alla cura estrema nell’assemblaggio e non alla vendita di componenti e basta; e poi si arrangi il ciclista.

    In ogni caso forse qualcosa si può fare in questa fase per ottenere il solo telaio. Non abbiamo ancora messo in piedi la struttura “comunicativa”, quindi per chi volesse può contattarmi via mail all’indirizzo del blog.

    Fabio

  • E’ un bel passaggio Fabio, complimenti.
    Spero prima o poi di rifornirmi da voi.
    Un abbraccio,
    Antonio

    • Elessarbicycle

      Ciao Antonio, grazie.
      Sulle difficoltà burocratiche non mi pronuncio, se ne occupa Antonello e io ho solo capito che sono molte.
      Sul piano tecnico sono al lavoro per approntare una bici completa da presentare “chiavi in mano”. Nuda, personalizzabile a scelta con vari accessori, ma comunque che sia una ottima base di partenza. La trasmissione è la sfida tecnica più difficile perché la mia idea è che possa montare indifferentemente una doppia stradale, una tripla stradale e una doppia da mtb. Cambiando il solo movimento, ovviamente ma vorrei evitare pure questo. In pratica lasciando inalterata la trasmissione il ciclista può decidere in base alle sue esigenze del momento se usare la bici come stradale, come turistica con bagaglio o come gravel. A dirlo suona bene e sembra facile. A farlo non tanto…

      Fabio

  • claudio

    Sono contento che questa “operazione” parta con questo telaio che, sai, è nella lista dei papabili per mia moglie.
    Trattandosi di Velo Orange anche la tinta ci sta anche se preferivo il rosso della versione per freni al cerchio.
    Seguo con attenzione.
    claudio

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, in realtà l’operazione parte con questo modello di telaio ma non con questo telaio. Nel senso che questo che vedi in foto è un telaio acquistato da Marco (quello della Surly KM) per una bici che per lui monterò.
      Però trovandomelo subito tra le mani lo sto “sfruttando” per le misurazioni varie.

      Fabio

      • Diego

        Telaio molto bello.Pero’ secondo il mio modesto parere ha un tubo sterzo troppo corto X montaggi polivalenti.Ho avuto un surly km e X lo stesso problema con montaggio drop bar e X eccessiva lunghezza top tube non mi a mai soddisfatto.Sto pedalando con soddisfazione la più umile fastback nonostante la misura spropositata top tube X taglia S.(sono 1,71 cavallo 79)credo propio X la misura del tubo sterzo di 150mm me la godo moltissimo X utilizzo touring-gravel.Ti chiedo se sto sbagliando qualcosa visto che sono un neofita e di geometrie non capisco nulla.Comunque setacciando il web alla ricerca anch’io del telaio perfetto in acciaio s’intende non trovo nulla ad un prezzo abbordabile.Saluti Diego

        • Elessarbicycle

          Ciao Diego, con la Fastback RX mi sto trovando bene pure io, almeno per le mie esigenze di spostamento urbano è perfetta. La taglia lì, diciamolo, l’hanno proprio fatta a cavolo. La S è uno sproposito nelle quote, nelle loro proporzioni intendo. Comunque ho risolto con attacco più corto e reggisella offset zero.

          Il tubo sterzo corto è un altro discorso, perché non possiamo considerarlo in assoluto ma sempre in rapporto alle quote complessive. Surly esagera, troppo corto ma ha il suo perché. Su questo Pass Hunter è giusto se lo rapporto alle quote. Ed è strada necessaria quando hai un telaio capace di essere allestito con manubrio flat o piega. Diventa basso in assetto sportivo, ma qui abbiamo un tubo a filo piantone quindi va bene, ma richierebbe di diventare troppo alto in assetto flat, col manubrio ben più alto della sella.

          Fabio

  • Interessante la Fastback RX che però devo scartare per la posizione della pinza e (da quanto leggo perché nel loro sito non le trovo) per le geometrie. Penso che nel caso in cui decida per l’alluminio andrò sulla Rove AL (a cui cambiare completamente il gruppo).

    La Orange invece la scarterò perché vorrei una bici che accetti almeno i 40C con i parafanghi montati.

    • Elessarbicycle

      Ciao Simone, purtroppo la Fastback ormai è fuori listino, ed è un peccato perché offre molto per quel prezzo. Ma al di là di questo ti sconsiglio l’opzione della Kona Al Rove se devi cambiare poi il gruppo. A meno che tu non lo possieda già, il costo totale sarebbe alto. Il vantaggio della Rove AL è l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Se aumenta il secondo diminuisce il primo.
      Inoltre ruote da 40 e parafanghi (che andrebbero da 50/52 dipende dal tipo di gomma) non entrano. Gomme larghe si, ma sui parafanghi rischi il contatto con la copertura.
      Con una spesa di poco superiore a quanto ti verrebbe la Kona e il suo upgrade hai altre possibilità, in alluminio perché con l’acciaio i costi salgono. Per esempio la poco conosciuta da noi Planet x London, che poi alla fine è montata su un telaio che usano tanti costruttori e marchiano loro. Oppure, sempre in casa planet x, l’onesta kaffenback. Sia la prima che la seconda sono disponibili anche come kit telaio.
      Insomma, questi i primi due esempi che mi vengono alla mente, ma ce ne sono altre. Oppure prendi la Rove AL e la lasci così com’è, magari cambiando le ruote più che il gruppo se proprio decidi di migliorarla.
      L’ho guidata con due ruotine buone e il miglioramento dinamico è netto.

      Fabio

      • Il gruppo non ce l’ho ancora ma è un punto fermo e sarà un 2×10 SRAM con leve da BDC e gruppo da MTB. 42-28 – 11-36.

        Il manubrio sarà un salsa Cowbell o Cowchipper.

        Le ruote le ho già (Mozzo SON28 anteriore, Shimano XT posteriore, 36 raggi sapim in acciaio e cerchi Mavic A719).

        Mi manca da definire telaio, MC e serie sterzo. Volevo trovare per ora qualcosa di economico o usato per poi prendere un telaio (o farmelo fare su misura) fra un po’ di tempo mettendo da parte i soldi per farmi la MIA bici 🙂

        Avevo visto il Kaffenback ma purtroppo non accetta coperture sopra i 32C/35C, rimanendo sull’acciaio l’unica che ho trovato a costi umani (tra l’altro la geometria è veramente vicinissima all’ideale) sarebbe la KHS Urban Xtreme.

        Sull’alluminio a questo punto aggiungo la PlanetX London anche se è 1cm più bassa di stack rispetto alla mia BDC quindi sicuramente dovrò usare spessori, cose se se posso eviterei.

        Cosa ne pensi della KHS Urban Xtreme? Se hai voglia ti mando per e-mail l’Excel che ho preparato con tutte le geometrie così ci dai un’occhio.

        Per la Rove AL la valuterei nel caso in cui il rivenditore si tenesse ruote e gruppo e me la desse per €400 oppure cercando con calma un usato…

        • Elessarbicycle

          Ciao Simoen, manda pure.

          Impossibile che un negoziante si tenga quelle ruote e quel gruppo lasciando il resto a 400 euro, sarebbe in perdita totale.

          Fabio

          • Simone

            Sì forse sono stato troppo ottimista, 550/600 🙂 ?

            La Rove completa la vendono ad €700.

          • Elessarbicycle

            Non conta a quanto vendono la bici completa. Quando smonti i pezzi, soprattutto su bici con componentistica difficile da rivendere, parti dal prezzo di listino, che è 800 euro. Se trovi un negoziante disposto a tenersi ruote e gruppo, ed è difficile perché un claris 8v quando lo piazzi, al massimo ti toglierebbe 100 euro altrimenti rischia la perdita. E già così è a filo, devi considerare che compra la bici, la paga subito ma non sa se e quando rientra.
            Meglio prendere la bici intera e rivendere privatamente, ma restano componenti difficili da vendere. Forse le ruote, ma non andrebbero via a più di 70/80 euro. Con 100 euro le compri migliori online e con 150 di veramente assai superiori.

            Fabio

          • Ciao, ha ragione Fabio; avevo fatto il medesimo ragionamento con un negoziante (sempre Kona, tra l’altro) di zona: finchè si tratta di cambiare un componente (ruote ad esempio) si può ancora fare, ma comunque caldeggiano un acquisto di un altro set di ruote fornito dallo stesso negozio e per il quale ti calcolano la differenza tra ruote di serie e quelle extra. (difficile a volte capire la convenienza economica).
            Togliere ruote e gruppo invece era fuori discussione per i motivi già detti, e per un ovvio costo di manodopera che qualcuno si dovrebbe accollare. Al massimo ti possono proporre (per i modelli che lo permettono) i kit solo telaio. Ma se chiederai i prezzi, vedrai che a quel punto sono talmente sconvenienti rispetto alla bici montata, che ti passerà la voglia. Per le versioni disponibili in acciaio e in titanio, li ho trovati costosi a tal punto da pareggiare un telaio di pari materiale fatto su misura, a mano, in Italia.
            Mi pare dunque chiaro il desidrio di Kona (ma non solo) e giustamente dei suoi rivenditori, di voler vendere bici “complete”.
            Parlo per esperienza diretta e personale.

            Daniele

          • Confermo che su bici da €700 per ora ho avuto risposte negative da parte dei rivenditori ma su bici più costose (ad esempio la Kona Rove ST) mi hanno fatto il prezzo del solo telaio. C’è da dire che rimane più costoso di un telaio su misura da Vetta quindi a questo punto andrei sul su misura.

            L’idea di prendere un telaio in alluminio da acquistare con qualche centinaio di euro era sia per verificare se con la sezione di copertoni che utilizzo posso fare a meno dell’acciaio e sia per verificare che la posizione per poi farmi fare un su misura ma con maggiore consapevolezza.

            Per quanto riguarda il comprare il solo telaio o una bici già assemblata mi conosco e al 100% se prendo una bici completa spendo di più che assemblandomela perché andrei a cambiare troppi componenti successivamente e soprattutto perché molti componenti già li ho e non me ne farei niente. Avrebbe senso solo se trovassi una bici che è veramente molto simile a come la cerco, ma costerebbe sicuramente sopra € 2000 mentre tra telaioe gruppo volevo rimanere poco sopra €1000.

            L’ideale sarebbe decidere quali telai vanno bene… a quel punto posso anche aspettare un’offerta o un usato, non ho fretta 🙂

  • Lorenzo

    Ciao Fabio,
    qualche foto od anticipazione di questo Pass Hunter?
    la curiosità probabilmente non è solo femmina…….. 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, per pubblicare foto o anticipazioni avrei bisogno di due cose: la bici montata e il blog perfettamente funzionante. Al momento non ho nessuna delle due 🙁
      In questo momento la mia priorità è ripristinare il blog, ma non è semplice. Con questa nuova versione, per voi uguale ma piena di modifiche nel pannello di controllo, ho non poche difficoltà a ricreare lo stesso ambiente di prima. Comandi spostati, nomi diversi per le funzioni, plugin non compatibili ecc che mi portano via una marea di tempo. Ieri tre ore solo per riuscire a capire come inserire il sottolineato per i link nei testi. Mia incapacità, vero; ma io me cavo a scrivere non a far funzionare questa baracca.
      La bici, anzi il prototipo della bici, è pronto solo su carta. Un primo telaio che ho montato ha un allestimento diverso, in comune solo i freni rispetto a quella che voglio fare io e quindi non probante.
      Ma puoi stare tranquillo: se la farò (lasciamo il condizionale, per scaramanzia…) vi stuferete di vederla 🙂

      Fabio

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