Usciamo?

Tempo di lettura: 5 minuti

Estate, tempo di bici. Ok, a guardare il cielo proprio estate non sembra; a guardare il calendario ti accorgi che è pure agli sgoccioli.

Ma tant’è: si pedala.

Pedala chi frulla le zampette tutto l’anno e sfrutta il tempo bello e quello libero per mettere a frutto i sacrifici invernali.

Pedala chi passa tutto l’inverno dividendosi equamente tra poltrona d’ufficio e divano di casa. Ne ha diritto pure lui e poco è meglio di niente.

A patto di capirlo. Non sempre è così.

Ma chi sono io per fermare chi ha voglia di bici? Appunto.

In realtà, e per fortuna, pochissimi da queste parti, nel mio piccolo rifugio estivo, sanno chi sono. Un paio si e si dilettano a sbeffeggiarmi chiamandomi “il professore”: non certo con deferenza.

Per molti altri sono quello bislacco e un poco fanatico col giardino pieno di bici e a cui rivolgersi se sorge qualche piccolo problema meccanico. Nulla di eclatante, un cambio da regolare, un freno da centrare, un comando trasmissione bloccato dall’umidità e dai lunghi mesi di inattività. Mi incrociano, chiedono se posso dargli una mano, rispondo lasciassero la bici fuori casa mia e così sono contenti. Alcuni la lasciano direttamente, ma sanno possono farlo. Soprattutto se sono le bici dei bambini: chi avrebbe cuore di non aggiustargli il loro giocattolo? In un posto dove possono gironzolare liberi come in città sarebbe impossibile?

E poi restano alcuni che ignorano chi sono e cosa faccio ma in qualche modo hanno intuito che qualcosa ne capisco: sono i peggiori. Lo dico bonariamente, senza cattiveria: tra loro ho diversi amici.

Però restano i peggiori. Perché? Lo spiego.

Con la solita breve premessa. Credo nessuno di voi, come nessuno di chi mi detesta (non sono simpatico a tutti, lo so) possa onestamente accusarmi da aver mai fatto sfoggio. Orgoglioso si, ma vi ho detto sempre che l’orgoglio di chi ama fare le cose per bene. Così come nessuno può ragionevolmente dire sia uno che la mette “fai come dico io e non discutere”.

Offro consiglio nel poco che conosco, mostro gli argomenti affinché ognuno arrivi a una soluzione con la propria testa.

Però ci sono alcuni punti fermi, oggettivi: se una cosa si fa così, si fa così e basta. Se hai pazienza di ascoltare, ti spiego anche perché. Se non hai pazienza e ti interessa solo il risultato, per me va bene uguale. Anzi, è meglio perché risparmio tempo. Del resto sarei in vacanza…

Ora se tu mi chiedi consiglio, io ti presento il ventaglio di possibilità in modo tu abbia un quadro completo, ti spiego il perché e il percome così da farti arrivare, con le tue forze, alla miglior decisione per te e tu mezz’ora dopo ignori tutti i punti fermi, fai una fesseria colossale e poi te la prendi con me, beh, allora un poco è fastidioso.

Per fortuna sono sparuta minoranza e non è di loro che voglio (s)parlare 😀

No, il bersaglio delle mie chiacchiere sui tanti aspetti della vita sui pedali sono i volenterosi estivi: quelli di cui ho fatto cenno in apertura, che combattono undici mesi una pacifica battaglia nel decidere se è meglio il divano o la poltrona e si risvegliano al secondo giorno di ferie convinti che, se solo avessero più giorni, Nibali suderebbe freddo.

A me sono simpatici; li trovo talmente divertenti che non riesco ad avere voglia di strozzarli nemmeno quando parlano male del mio (e nostro) amato Pirata. Però a volte mi siedo sulle mani, confesso.

Lo schema è un classico: giro di quattro chilometri (4000 metri, qualcosina in meno a essere precisi), andatura blanda , dai 30 ai 40 minuti in sella. Altimetria 1 metro s.l.m.

Al rientro fingono di non avere il fiatone, grondano sudore (eh, che caldo però, stai fermo e sudi… e io evito di fargli notare erano fermi comunque) si vantano del passo tenuto (solo 35 minuti, non male eh? Peccato devo andare a cena fuori, altrimenti arrivavo fino a… e io evito di calcolargli che 3800 metri in 35 minuti è roba che a piedi fai prima) e chiudono sempre allo stesso modo: però mi fa male il culo. Ehm, perdonate la rudezza ma è lui che poggiamo sulla sella.

Provo a consolarli, gli spiego che se prendono la bici una volta l’anno e quella bici ha un cattivo sellino, è normale. Li incoraggio, raccontandogli che anche io se non pedalo per un mese poi avverto dolori, anche se ho un buon pantalone con fondello e ottime selle.

E qui sbaglio, sempre. E siccome non sono mai stato capace di imparare dai miei errori, ne infilo due nella stessa frase.

Il primo è dubitare della loro sella: ma come, ho pagato la bici 150 euro, per forza è roba buona! E io penso alle mie Brooks, Selle Italia ecc e mi imploro di tacere.

Il secondo è nominare il fondello: ehhh, ma tu usi i pantaloni imbottiti, è normale che poi stai le ore in bici. E io penso che la bici la muovono le gambe e non un fondello e mi imploro, ancora, di tacere.

E così partono le due fatidiche domande: mi consigli una sella? Mi consigli un pantaloncino?

Ahia…

Però sono un tipo paziente e abilissimo nel perseverare negli errori così abbozzo una risposta: guardo la bici acquistata al supermercato in paese, provo a ricordare i prezzi medi delle selle comode di ingresso e parto col primo errore (il terzo in sequenza, in effetti…) avvisando che a meno di 40/50 euro è difficile trovare qualcosa di decente. Secondo errore, o quarto se partiamo dall’inizio: più o meno dal doppio a salire se vuoi un calzoncino con un fondello di qualche utilità.

Meno male che ogni tanto so anche quando tacere ed evito di fargli notare che gli infradito non sono le calzature più pratiche ed efficaci per pedalare.

Ma è l’unico mio sprazzo di intelligenza, perché riesco sempre a rovinare tutto chiudendo con un: ma per farti i tuoi giretti sarebbero soldi buttati, esci così e non pensarci.

A me sembra sensato. Insomma, parliamo di bici da 109 euro (non in offerta), usate da chi al massimo percorre 30 km in due settimane facendosi passare da chiunque sia su strada ad allenarsi a piedi, posso mai dirgli di spendere più del valore della bici per una sella che non gli servirà e un pantalone per lui inutile?

Sono pieno di buone intenzioni; e ne lastrico la via per l’inferno.

Infatti subito arrivano le solite risposte piccate, in ordine sparso: e mica devo fare il Giro d’Italia, guarda che questa è una buona bici, ma perché quanto hai pagato la tua e così via.

Rispondo pacato che si, è vero non devi fare il Giro; si, è una buona bici (so mentire bene quando serve); non importa quanto ho pagato le mie perché sono un fanatico (più rapido che raccontare che solo le congiunzioni di Elessar mi sono costate quattro bici come la tua) e provo a spiegare che il vero problema è dovuto al fatto che in bici non ci vai mai e quindi le terga non sono allenate. E lo dico nella convinzione di spostarmi su un terreno neutrale, dove il villeggiante di turno non si senta offeso.

Ennesimo mio errore: è vero, risposta automatica, non sono allenato. Facciamo così: esco con te, così posso pure valutare che velocità tengo.

E adesso che gli rispondo? Che il tratto che lui vorrebbe riuscire a fare un giorno (per farsi la fotina di rito e postarla sui social in modo da sentirsi un eroe) è meno di un terzo di quello che uso per sciogliere la gamba prima di iniziare il mio giro? Che la distanza che lui copre in auto per venire qui è minore di quella che percorro io nei miei giri randagi? Che persino io che sono un plinto dopo 50 metri già non mi vedi più anche se non sto tirando? Che il cavalcavia che sei stato tanto orgoglioso di raccontare lo hai percorso in bici e non a piedi, per chiunque di noi vada un poco sui pedali è qualcosa che non ti fa nemmeno cambiare rapporto?

Mi mollo uno schiaffo da solo (eh, ‘stè mosche, fastidiose) per evitarmi qualunque risposta e chiudo con la frase che, almeno questo l’ho imparato, funziona sempre: certo, si può fare; solo io soffro molto il caldo, per te va bene domattina alle 6? Anzi 5,30 anche se adesso il sole sorge più tardi e su strada non saremmo ben visibili ma se ci teniamo interni…

Nessuno non sia realmente appassionato si farebbe una tale levataccia per uscire in bici, soprattutto durante le ferie. E infatti ogni volta c’è la retromarcia.

Fino ad oggi questo escamotage ha funzionato. Speriamo anche in futuro.

Ah, dura la vita sui pedali…

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • stefano

    Ehhh…caro Fabio…e tutto questo lo scopri adesso??!!….piuttosto diciamo che ti va di parlare,comunicare,esternare..ed anche questo fà parte della passione,ne convengo….Ho più anni di te…e ne ho viste di tutti i colori…ma ci rido sopra e faccio spallucce.”Puntualmente” quando sono in bici,e generalmente esco da solo anche se mi sciroppo 200 km.,c’è al 90% qualcuno che mi passa davanti,senza salutare e mette subito la catena sul 13 e giù a tirare….poverelli..pensando così di staccarmi.Io mi metto a ruota – ma solo di quei “cafuncielli-fenomeni” che non hanno il garbo di salutare…e stò tranquillo a 30 col 39/16,poi quando vedo che “agonizzano” passo la 53 e me ne vado spesso con un salutino ironico ringraziando per avermi “concesso” di stare sulla loro scia.Fanno quasi tutti così,”tutti”….ma così funziona.Ne potrei racconare altre……”ahh..scusami ma sono mesi che non esco”….”oggi non tiro perchè ieri ho tirato parecchio”…”..scusami ma esco da una brutta influenza..”e tante altre amenità!La cosa più bella è,invece, quando mi passano ragazze o giovani signore “terribili” che passano,salutano e si mettono a 40..Dio vi benedico..penso..beata gioventù!Ma ti capisco…quelli che si mettono a pontificare e fare i saccenti quando non capiscono un cXXXo di bici sono i peggiori…ma che te ne ‘mporta….basta riderci su.Ciao e buone pedalate!

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, ovviamente non lo scopro adesso. Adesso ho semplicemente un poco di tempo da dedicare a questi brevi articoli di colore. Tempo che durante l’anno manca a causa dei tantissimi altri impegni richiesti dal blog.
      Conosco il genere cui fai riferimento ma non è di loro che parlavo.
      Potrebbe arrivare il loro turno, ne incontro decine ogni giorno; se avrò tempo…

      Fabio

  • Lorenzo Sampietro

    Bellissimo leggervi sono in vacanza in campeggio e mi piacerebbe fare un giro con voi.
    Però soffro d’insonnia se per voi va bene partiamo all’ una e smettiamo all’alba con cappuccio e pastiera per colazione

  • Lorenzo Sampietro

    Magari il prossimo anno se smetto di fare il “domatore” di figli mi porterò la bici (già pensavo di farlo quest’anno ma poi ho desistito )
    Aurelia da Castiglione della Pescaia all’Uccellina

    • Elessarbicycle

      Se ti viene voglia di mare e bici, casa mia è sempre aperta ai ciclisti. Come sa chi è passato da queste parti: senza pubblicizzare troppo però…:-D 😀

      Fabio

  • Lorenzo Sampietro

    Buone vacanze e pedalate a tutti

  • Giulio

    Oggi mi hai fatto sorridere. Non sai quante volte mi sono trovato nella tua stessa situazione! Però ne approfitto per farti una domanda. Mi sto preparando per un giro lungo. Per ora non anticipo niente ma si tratta di oltre 600km. Ho già fatto giri di 350km restando in sella per più di 13 ore. Dopo anni di prove e visite biomeccaniche ho finalmente trovato una sella che mi permette di stare in sella diverse ore (per la cronaca Brooks c13 che ha da poco sostituito la altrettanto buona c15). Quando però supero le 12 ore, soprattutto col caldo, le piaghe arrivano con la puntualità di un treno giapponese. Ovviamente uso la crema ma ho il dubbio che dopo tante ore l’effetto svanisca. Secondo te un fondello specifico per lunghe distanze sarebbe la soluzione? Attualmente uso i miei btwin con fondello in gel da 60€. Un mio collega mi suggerisce gli assos. Io però €190 per un pantaloncino ho qualche difficoltà a spenderli. Tu cosa ne pensi? Hai esperienze dirette a riguardo? Grazie!

    • Elessarbicycle

      Ciao Giulio, su distanze tali non basta un buon fondello…
      Però aiuta, ma non Assos.
      Guarda Santini, i fondelli C3 sono davvero notevoli. 12 ore non li ho provati ma 8 si e con ottime impressioni. Su sella sportiva.
      Certo, costano; ma quando si cercano determinate performance, poco da fare: c’è da pagare…

      Fabio

  • Ciclista Sdraiato

    Sono sempre più dell’opinione che certe volte a farsi catalogare come incompetenti ci si guadagni, ché poi si rimane male quando l'”amico” telefona solo per pareri che non prenderà mai in considerazione facendo di testa sua o seguendo il “guru” del momento (per poi dare la colpa al sottoscritto per il guaio che avrà combinato). Ora che mando mentalmente questi soggetti “affanguru”, mi sento molto meglio 🙂

    Ciao,
    Luca

    P.S.: secondo me, se spostassi l’orario dell’uscita mattutina alle 4.00 in punto, otterresti un effetto molto più dirompente sui “Nibali da divano”. Oppure potresti procedere come da copione per poi spostare l’orario all’ultimo momento verso le 4.00… 😛

    • Elessarbicycle

      Ah, ma io sempre esordisco con “di bici capisco na cippa”; però non basta…
      Scherzi a parte, fare ogni tanto il cane pastore a chi vuole avvicinarsi al nostro mondo è abitudine che ho da tempo. Ok il blog ma non lesino l’aiuto dal vivo, anzi.
      L’unica cosa che adesso sono più selettivo: chi ha testa e voglia lo aiuto. L’ultimo proprio stamattina ed è bello rientrare vedendo il sorriso stampato sul volto dell’aspirante ciclista, che fino a ieri sera mai immaginava di riuscire a coprire la tale distanza e la tale salita: è bastato seguirlo, incitarlo, spiegare come tenere passo e andatura, l’uso migliore del cambio, tenergli l’andatura e avvisarlo quando tirare e quando far respirare la gamba.

      Le 4 dici? E’ troppo presto persino per me, se poi uno accetta che faccio? 😀

      Fabio

      • Ciclista Sdraiato

        “Ciao! Senti… mi spiace ma purtroppo dobbiamo rimandare l’uscita perché ieri, mentre stavo pedalando ho avvertito uno *SCROOOOOONK!!!* improvviso che proveniva dal telaio. Stamattina ho esaminato i tubi e ho scoperto una cricca lunga un metro, solo che ho lasciato il cannello a casa e poi devo comprare l’acetilene che è finita; quindi non posso sistemarla… Ti faccio sapere io, dai. Ciao!”

        Sperando che poi non ti portino telai da riparare… 😀

        Ciao e buone pedalate!
        Luca

        • Elessarbicycle

          mumble mumble, però sanno che ho altre sette bici…
          mumble mumble
          mi nascondo e basta?

          Fabio

          • Ciclista Sdraiato

            Uhm… qualcosa in stile John Belushi ne “I Blues Brothers”? 😀

            Luca

            • Elessarbicycle

              Tipo col chitarrista fastidioso?
              Sarebbe una idea, ma sono aperto a ogni suggerimento 😀

              Fabio

              • Ciclista Sdraiato

                Mi sa che quello era “Animal House”, ma va bene lo stesso: rapido e indolore (tranne che per la chitarra…)! 😀

                Luca

              • Paolo Mori

                “Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!”

  • Giovanni74

    Per Giulio. Come ti ha detto Fabio, avendo nell’armadio sia Assos che Santini, ti consiglio anche io i secondi sopratutto il fondello in gel. Quello di Assos per quanto ottimo devo dire, pensiero personale, di averlo trovato meno performante del Santini nè ho visto nella gamma Assos qualcosa di paragonabile. Poi nella sezione outlet dello sito magari trovi anche il pantaloncino adatto a te ad un ottimo prezzo. Nel settore biciclette le ditte italiane a mio avviso non hanno concorrenti. Sempre a livello personale per quel numero di ore in bicicletteta consiglierei anche di rivedere la scelta della sella. Ho una bella Brooks anche iomontata sulla mia vecchia bici ma se devo pedalare sul serio allora scelgo solo SMP.
    Giovanni

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