Uno ci prova…

…coi buoni propositi, ma poi non è che riesce a mantenerli.

Dopo la débâcle della scorsa settimana mi ero fatto un preciso programma che comprendeva anzitutto un test per capire effettivamente quanto riuscissi ad andare. E stamattina appena passate le 6 mi sono messo in sella, avrei dovuto fare una oretta o poco più profittando della frescura dell’alba.

Però siccome so resistere a tutto tranne che alle tentazioni ho lasciato a casa la Rose, altrimenti lo so che avrei pensato solo a spingere come tutte le volte che esco con lei. In mancanza di Elessar e con la sua sostituta ancora in lavorazione l’unica alternativa disponibile è stata la Schwinn. Comoda per carità, ma non un fulmine di guerra. Però mi è sembrata una scelta saggia, è una bici che vuole regolarità nella pedalata e l’assenza di qualsivoglia anima sportiva non invita a strafare.

Ma non mi è bastato, il programma era massimo una ora e mezza in giro, una ventina di chilometri in piano dove eseguire alcune ripetute e una salita non impegnativa da affrontare molto agili e senza mai cambiare ritmo. Quindi sempre per evitarmi le tentazioni non ho indossato un completo da ciclismo ma un semplice pantaloncino, senza fondello; e poiché la sella di serie è quello che è, mi sono detto, a un certo punto saranno le terga a impormi il rientro.

Ho lasciato su le borse e il portapacchi, non avrebbe avuto senso toglierli considerando le finalità e il ritmo del mio personale test. Mi sono dimenticato di togliere da una borsa la pesante catena a piastre: quella già la Schwinn pesa di suo e io lascio pure la zavorra… Vabbè, quando me ne sono accorto ero già per strada, l’ho preso come ulteriore memento a non fare scemenze. Quali scemenze? Ingarellarmi con tutti, ovvio.

E già, perché magari chi mi legge solamente da queste pagine crede io sia uno saggio, tranquillo, riflessivo. Io? Non ci siamo, toglietemi dal piedistallo se mi ci avete messo, anzi, buttatemi proprio di sotto e basta.

In realtà non è stare avanti che mi interessa, nel senso che non è andare più forte di qualcuno lo scopo; il fine è sempre battere me stesso, e in questo mi diventa fondamentale avere un riferimento, ossia i ciclisti di turno che incontro per strada. Difficile tirare da solo senza un obiettivo. Io poi sono della vecchia scuola, non uso ciclocomputer (uno solo sulla Rose, ma per vedere l’ora) non amo il cardio (indossato due volte perché alla cardiologa che me lo impose nessun uomo avrebbe potuto rifiutare qualcosa…) e non parlatemi di misuratori di potenza e roba simile che manco so cosa sono. Se la gamba gira vado, se non gira vado lo stesso ma piano. Punto.

Ovvio quindi che senza alcun dato oggettivo per capire quanto sto andando e se sto andando, sfruttare le garette improvvisate con altri ciclisti è l’unico modo per spingere.

Ah, ma allora messa così sono davvero saggio e riflessivo? Vabbè, diciamola tutta: godo come un riccio a stare davanti 😀

Ora, sapendo quanto sono scemo, l’unica per rispettare i piani è stata uscire con bici, abbigliamento e allestimento che poco invogliassero alla pedalata sportiva, compreso aver lasciato su i pedali flat.

E devo dire che la pensata è stata giusta, mi sono fatto le mie belle ripetute senza badare al tempo ma solo ai rapporti e a come ha reagito la gamba: ora la salitella e poi a casa.

Passano le prime due bici, anzi mi passano le prime due bici.

Bono, devi salire regolare e agile, non forzare, ricordati che è un test che ti serve, sei pure zavorrato e col cancello, bono…

Ok, sto buono.

Mi passa altro ciclista, decisamente veloce.

Bono, pensa al test, guarda quello quanto sale veloce, lascia perdere…

Ok, sto buono.

Mi supera a velocità esagerata una altra bici, ma non vale perché a pedalata assistita; però un poco mi infastidisce lo stesso.

Ok, sto buono e metto un pignone molto agile per alzare al massimo la cadenza e vedere per quanto tempo riesco a frullare le gambe il più veloce possibile, anche se significa andare a una velocità decisamente bassa.

Mi passa il gruppo e uno “dai, stai a metà, fra un’ora forse arrivi…”

Eh no, mò basta co ‘sto test! Bono di qua, bono di là, e lascia perdere, e pensa al lavoro che devi fare: ecchedupalle! Scusate ma quando ci vuole ci vuole.

In due giri di pedale tolgo tre pignoni e salgo di corona, alla faccia di quelli che dicono che il Sora non funziona bene, mi alzo e scatto. Passo tutto il gruppo e sento dietro di me l’inconfondibile rumore delle cambiate ma non mi volto. Mai voltarsi, se lo fai ammetti che stai tirando per distanziarli. Se non ti giri puoi sempre dire che andavi su col tuo passo, manco ci hai fatto caso al gruppo. Ignobile vero? Posso fare di peggio, tranquilli.

Ovviamente ho tirato come un dannato, ovviamente sono arrivato in cima prossimo a un infarto, ovviamente non ho invertito la rotta per rientrare come mi ero imposto. Però nessuno ma ha ripreso 😀

Discesa, benedetta come non mai, e tornato in piano mi sono sentito la gamba con la voglia di spingere ancor di più. Potevo deluderla? Ovvio che no. Così ho proseguito finché si è fatta l’ora dell’obbligato rientro per un lavoro da completare.

Quasi quattro ore invece dei 90 minuti massimi prefissati. Un mezzo infarto. Cinque borracce riempite. Le terga decisamente doloranti. Due belle abrasioni da attrito. Un ginocchio che mi fa male. Le braccia rosse come pomodori. Test non completato. Che idiota.

Però, ad andare sono andato, mica poco eh… 😀 😀 😀

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Luca

    Gradualità e costanza, quando si è fuori forma, e si riprende senza patire troppo.

    Non parli di crampi, direi che ti è andata abbastanza bene.

    Durante le 4 ore hai preso qualche integratore? (sali, barrette, gel, etc….)

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, ti ringrazio per il tuo interessamento, ma questo che ho scritto è quello che si chiama in gergo “un pezzo di colore”, le valutazioni tecniche esulano, diciamo così 😀

      Fabio

  • Luca

    Prendere qualche integratore, durante un’uscita di 4 ore, non è una faccenda tecnica, ma una semplice necessità.

    Ho qualche anno più di te, sono in forma grazie ad uscite regolari, ma non faccio più “uscite a colori”.

    Mi sento soddisfatto, dopo una lunga uscita, anche di 5 o 6 ore, quando torno a casa e sono stanco ma non spossato.

    Il “mezzo infarto”, toglie lucidità, la compagna più fedele del ciclista su strada. 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, forse non mi sono espresso bene. Nel giornalismo chiamiamo “pezzi di colore” quelli dove la notizia in sé non è il fulcro ma solo il pretesto per raccontare una storia, con qualche, appunto, coloritura.
      E’ ovvio quindi che non ho rischiato il mezzo infarto, ero stanco si ma non al punto da perdere lucidità. Oltre 35 anni a pedalare mi hanno insegnato tanto, su queste pagine ho già messo in guardia contro i pericolosi effetti della stanchezza sulla concentrazione; e se non ho mai scritto qui di alimentazione, come hai fatto tu in altro post e te ne ringrazio, è perché ne parlo già nel mio libro. Di cui sono autore ma come sai i diritti di pubblicazione sono dell’Editore, quindi sarebbe una mia violazione riportarne qui.
      Il discorso sugli integratori è un discorso complesso, non basta dire “integratore”, troppo generico. Oltre al fatto che conta moltissimo l’alimentazione appena scesi di sella, sempre trascurata dagli amatori, Ma, ripeto, non è questa la sede per parlarne in modo approfondito perché, ripeto, il mio è stato solo un breve racconto, del resto l’ho pubblicato in una specifica categoria che si chiama “pensieri su due ruote” e che, lo sapete, raccoglie tutto ciò che non ha specifica valenza tecnica. Che sia tecnica ciclistica, di pedalata o di allenamento.

  • Gustavo

    Ih ih ih.sei un grande. In alcune scene che hai raccontato mi ci specchio dentro. Molte volte siamo proprio degli “idioti” .Ma é la ns passione. Ciao.

    • Elessarbicycle

      Infatti Gustavo, l’importante è saperlo riconoscere. E’ troppo divertente non prendersi sul serio… 😀

      Fabio

  • Luca

    Diciamo che il discorso “integratori” può diventare complesso se si gareggia; se si è del tutto estranei ad ogni forma di agonismo, come nel mio caso, capire cosa assumere o mangiare, prima, durante e dopo un’uscita, non è una questione troppo complicata. 🙂

    • Elessarbicycle

      No, per niente. Andare in bici è pur sempre una attività fisica, è sempre necessario osservare diverse prescrizioni. Soprattutto per chi non è agonista e quindi ha un allenamento spesso altalenante e non è seguito da un staff che sappia indirizzarlo. Ma, come ho detto più volte, è argomento da trattare con approccio scientifico e con il rigore che uso per esempio negli articoli tecnici. Qui è solo un raccontino per farci due risate e prendermi per i fondelli, come merito.

      Fabio

  • Luca

    E’ un argomento che riguarda tutti gli appassionati del pedale. Mi auguro di trovare un articolo dedicato nella sezione tecnica. In estate il tema è particolarmente sentito.

    • Elessarbicycle

      Purtroppo un articolo sull’alimentazione dubito arriverà. Come detto ne ho parlato già, seppure per sommi capi, nel libro. E quindi non posso riproporre qui, violerei il contratto.

      Fabio

  • Lorenzo

    ……….ehehehehe
    non centra niente con il ciclismo ma di hazzate se ne fanno sempre

    Vallelunga 2004 o giù di li…… mi sveglio e piove :-(((
    Macchina con le semislik e le barre di torsione da asciutto (ovviamente ero così sicuro che non piovesse e non avevo portato nulla)
    Va bhe oramai siam qui giriamo per vedere com’è questa pista va…..
    Parto a centro gruppo e so che non devo tirare troppo perché se mi parte la macchina non la riprendo più, dopo tre giri sono al terzo posto, stacco sempre per ultimo e guadagno sempre più pista, Lorenzo attento queste gomme non avvertono ti tradiscono e basta stai attento…… ma mi prese la sindrome di Schumacher e per guadagnare ancor più terreno velocemente alla esse dove passavo in terza ed ero un po’ sottocoppia mi son detto giù una bella seconda così usciamo prima…. si usciamo prima di pista sono andato a sbattere nell’unico muretto di cemento che c’era e 147 lunga mezzo metro in meno ;-(

    • Elessarbicycle

      Bella valleunga, la prima volta ci girai con la moto appena tornato dalle vacanze, ossia una sport Touring a cui tolsi il portapacchi prima di entrare in pista. Fabio, abbiamo preso questa giornata, ci raggiungi? Ecchimeeeeeeee
      Sorvoliamo su come andai, al tornantino ero un plinto, alla roma per poco mi ammazzavo e ai cimini ero convinto di volar via. Bei tempi 😀

      Un poco di pazienza, gli articoli su posizione, pedalata, allenamento ecc ma non alimentazione sono in preparazione. Approfitterò della chiusura estiva della microfficina che mi rende impossibile preparare articoli per la categoria officina per sistemarli a dovere.

      Fabio

  • Lorenzo

    ……e invece mi piacerebbe sapere un po’ di basi per iniziare un po’ di giusto allenamento amatoriale.
    Partendo molto dal soft visto che ho una gamba malandata che mi sta presentando il conto ora a ricordo di una splendida Triumph Daytona del 93 🙁

  • Luca

    Fabio,
    ci stai dicendo che tutti gli argomenti che tocchi nel libro, anche solo per sommi capi, non possono essere riproposti nel blog per contratto?

    Se così fosse, sarò costretto a leggere prima il libro e poi potrò postare commenti consapevoli. 🙂

    • Elessarbicycle

      Ho una certa libertà d’azione, altrimenti avrei dovuto chiudere il blog perché alla fine una bici quella è. Ma è normale che taluni argomenti rischiano di essere una sorta di copia e incolla, a meno che non li sviluppo in maniera diversa. Però non tutto è possibile impostarlo in modo alternativo. Inoltre ci sono aspetti del ciclismo che hanno peculiarità personali, quello che è corretto per un ciclista può essere sbagliato per un altro, e questo rende difficoltoso se non addirittura sbagliato ricavarne un articolo che, per sua stessa natura, ha portata generale, letto da chiunque.
      Per quanto artigianale questo non è un blog improvvisato o alla buona, seguo precise regole giornalistiche. E le regole aiutano ma limitano anche.

      Fabio

  • Luca

    Ma questo libro, ha già un titolo ed un editore?

    • Elessarbicycle

      beh, oltre a titolo ed editore è anche in vendita da quasi due anni. In home page del blog lo trovi…

      Fabio

  • Luca

    Ah, quello è… Pensavo fosse un nuovo libro in lavorazione. Dunque non parli solo del mezzo meccanico in sè, come il titolo e la descrizione lascerebbero supporre. Provvedo subito all’acquisto. 🙂

    • Elessarbicycle

      Oibò, il libro è stato pensato per i neofiti, lasciando al blog il compito di approfondire gli aspetti più tecnici. Non so se a uno già esperto come te potrebbe essere utile. Poi chissà, magari qualcosa di interessante lo trovi

      Fabio

  • Luca

    Beh….se il blog è dedicato agli approfondimenti, il tema centrale del libro è la bicicletta e l’argomento alimentazione viene solo accennato, non credo che violerai il contratto con l’editore, se decidi di approfondire qui un tema che non è l’argomento principale del libro.

    Anche perchè, se nel libro non approfondisci il tema alimentazione, e qui non ne parli per timore di violare il contratto con l’editore, noi che ti leggiamo, non conosceremo mai il tuo punto di vista approfondito su questo importante argomento. 🙂

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