Una volta erano gli accendini…

…adesso i flash dei telefoni.
L’ho scoperto ieri sera, quando ho accompagnato mia figlia al concerto di tale Mika, di cui ignoro ogni canzone ma ho sempre davanti il volto, che capeggia in ogni dove a casa mia.
Quando andavo ai concerti c’era sempre il momento in cui alzavamo gli accendini in aria a creare un tappeto di piccole fiammelle.
Invece ieri sera mia figlia a un certo punto ha tirato fuori il telefono e io: “Fata, ma con questo frastuono (musica sarebbe eccesivo…) a chi telefoni?”.
Mi ha liquidato con uno sguardo (qualcosa a cui le donne si addestrano già dalla più tenera età: una sola occhiata e mettono a nudo la nostra inadeguatezza, senza bisogno di parole), ha attivato il flash insieme ad altre migliaia di persone e tanti saluti ai cari, vecchi accendini.
Ok, è il progresso, ma l’effetto non è stato coinvolgente, troppo fredde le luci. Le incerte fiammelle erano più intime.

Ahimè, una tra questa migliaia di luci la mantiene accesa mia figlia...
Ahimè, una tra questa migliaia di luci la mantiene accesa mia figlia…

Sulla via del caotico ritorno ho provato a descriverle questa cosa degli accendini, dei concerti dei Jethro Tull, Led Zeppelin, Eagles, Dire Straits, Deep Purple ecc ma anche lì sono stato liquidato velocemente con un: “Babbo, i cantanti che senti tu o sono morti o non ce la fanno più manco a stare in piedi, lascia perdere…”.

Il progresso avanza, via la calda luce dei piccoli fuochi per far posto alle freddezza del led: forse non è vero che ogni cosa nuova è migliore di quella che l’ha preceduta.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Beh, Fabio, in parte hai ragione e in parte, a mio modesto parere, meno. MI spiego. Vero che una volta gli accendini regalavano un’ atmosfera più calda, ma ormai chi fuma più?! Invece pensa che sono passati decenni e nonostante ciò ai concerti si continua a fare coreografie…

    • eh franz, ma io sono un nostalgico…
      E poi dei tizi e delle tizie che si sono dati il cambio sul palco (stavo li dalle 18, cosa non si fa per la figliola, e avevo 6h di pedalata mattutina nelle gambe a ritmo gara…) non ne conoscevo uno che fosse uno.
      Vogliamo mettere ‘stò tizio e Ian Anderson? Suvvia…
      Mi sa che ha ragione la fata (sempre mia figlia) che non manca mai di ricordarmi che sono vecchio… 🙁
      Comunque hai ragione, per loro è stato bello quando il cantante ha detto “prendete i vostri mobili”, e mentre io mi domandavo perché dovessi portare in piazza una credenza o un comò, tutti pronti hanno tirato fuori i “mobile” (leggi mobail…) perché si riferiva, appunto, ai telefoni mobili.
      Sono proprio arretrato…

      Fabio

  • clau

    Poi il tempo seleziona tutto. Fra cent’anni un posticino per Ian Anderson magari si trova per Mika?
    Per Mozart senz’altro. Passato il momento in cui ti rendi conto che hai perso il treno e non ne conosci neanche uno, viene la fase molto più “dolce” in cui comprendi che non te ne può fregare di meno. Dolce mi è invecchiare! ….finché il corpaccione regge.

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