Una corona per tutto

Sram ha presentato una soluzione monocorona anche per uso stradale, ossia con comandi tipo corsa; questi ultimi sia per freni meccanici che a disco idraulico.

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I gruppi Rival e Force potranno essere quindi acquistati anche in versione a corona singola.

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Ampia la scelta delle differenti scale pignoni, addirittura abbiamo un 10-42.

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Cassetta, la 10-42, che richiede un corpetto specifico, lo Xd driver.

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Ampia anche la scelta di corone, tutte con girobulloni da 110 e disponibili da 38 a 54 denti.

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Ovviamente il cambio è diverso da quello che conosciamo già ed è offerto in differenti versioni per essere utilizzato con la cassette pignoni disponibili.

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A cambiare anche il profilo dei denti della corona, più spessi per garantire miglior presa.

Bene, fin qui un sunto del comunicato stampa; inutile riportarlo tutto, la rete già abbonda.

Questa nuova categoria di News è un esperimento, l’ho scritto altrove. Trovo che nella storia di questo blog non abbia alcun senso limitarsi a riportare comunicati stampa. Non so quindi se continuerò a tenerla attiva, cosa che richiede tempo ed energie che potrei usare a vantaggio degli articoli.

Allora ho pensato di non limitarmi alla semplice notizia, sulla quale comunque arrivo tardi perché non ho ancora stretto accordi per ricevere i comunicati stampa e non so nemmeno se lo farò, ma di aggiungere le mie considerazioni.

Perché in rete ho trovato chi riporta pedissequamente la cartella stampa, e trovo vada bene così. Indicare all’inizio che si tratta appunto di un comunicato stampa significa essere onesti coi lettori.

Ma ho trovato anche chi, da subito e sulla base di foto e notizie elaborate da un ufficio stampa (che spesso si confonde con quello marketing…) ne sta magnificando le virtù. Quali? La semplicità e il risparmio di peso; e già siamo al ridicolo, un deragliatore e una corona pesano meno del minitool che portiamo in borsetta. Ah no, scusate, il risparmio di peso è anche sul comando sinistro, dove sparisce la levetta del deragliatore. Mi verrebbe voglia di smontare i miei attuali comandi Sram Force 22 e pesare questa benedetta levetta. Non lo faccio solo perché non ho il bilancino del farmacista, unico capace di rilevare i pochi grammi in modo preciso.

La semplicità è esaltata anch’essa dalla mancanza del comando deragliatore; come se i ciclisti fossero tutti decerebrati incapaci di agire su due distinti comandi, uno per il cambio e l’altro per il deragliatore.

Ma il meglio viene quando il fine intenditore elogia la sequenza di cambiata, per lui migliorata perché senza salti.

Cosa? Una cassetta 10-42 su undici pignoni non ha salti? E’ una battuta?

A parte che mi verrebbe da chiedere agli ingegneri Sram che significa quel pignone da 10 in una scala fino a 42. Se hai gamba per un 10 il 42 non lo usi; se hai bisogno del 42 il 10 non lo usi. A che corone lo abbini? Altro che semplificazione, qui c’è da mandare al manicomio con il calcolo degli sviluppi metrici nelle varie configurazioni tra pignoni e singole corone disponibili. Altrimenti si rischia la bici adatta solo alla pianura e alla prima salita il ciclista si pianta o viceversa.

Conosco già la possibile obiezione: in mtb il sistema monocorona sta andando per la maggiore. Vero, ma parliamo di fuoristrada, qualcosa di molto diverso dal ciclismo sportivo su strada.

Ok, se uno si spara solo 40km di pianura va bene una corona sola; e basterebbero anche solo tre pignoni, ma con una single speed ridurrebbe ancor più il peso perché tanto alla fine uno userebbe sempre un solo pignone.

Ma il ciclista amatoriale che esce la domenica, affronta i sui 100-150 km tra pianura, salite, discese, vallonati, strappi, asfalto, pavè e pure lo sterrato se gli viene voglia (e viene, io ci ho portato l’ammiraglia da corsa proprio ieri, per gusto) ha bisogno di una doppia. E se è poco allenato, credetemi, pure di una tripla.

Più di tutto ha bisogno di una scala pignoni, anzi, di una scala rapporti (intesa come l’insieme di pignoni e corone) assolutamente regolare, priva di salti che gli stroncherebbero la gamba poco abituata alla pedalata.

Qui la questione non è sulla validità o meno del monocorona; a me non piace, ma conta poco il mio giudizio. Utenza  e mercato decideranno se fare a meno di una corona. Tralascio l’eventualità che simile combinazione possa essere installata dai prof, perché a quel punto la domenica avremo le strade (e le salite) colme di ciclisti stramazzati con il loro bel pignone da 10.

Tralascio l’applicazione di questa soluzione tecnica in ambito agonistico per mtb, dove già e presente, e nel ciclocross. Le gare sono una cosa, l’uso su strada di noi ciclisti normali altro.

Non tralascio la superficialità di chi magnifica doti ancora sconosciute perché non ci ha pedalato sopra; e scrive corbellerie come la mancanza di salti o il rilevante risparmio di peso, soprattutto quello che si ottiene eliminando il comando deragliatore.

Lo avessi saputo prima non mi svenavo per scendere a 6,2kg con la specialissima; smontavo la levetta di cambiata et voilà! una piuma…

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • ANTONIO G

    …CONCORDO!!!
    E CHE IL “GIUSTO”PESO SIA CON VOI E SOPRATUTTO CON IL VOSTRO “VERO” SPIRITO CICLISTICO.

    • Elessarbicycle

      …e soprattutto senza levetta deragliatore, notoriamente capace di trasformare anche la migliore bicicletta in un cancello in tungsteno…

      Fabio

  • claudio

    Non concordo!!!

    Posso capire che non sia l’optimum per il “ciclista prestazionale” ma l’operazione “SRAM 1x” ha un suo perché.

    L’idea di avere un cambio in sequenza lineare è indubbiamente pratica e semplice (il Rohloff insegna).
    Nel mio caso una corona 38 abbinata al 10/42 è del tutto sovrapponibile al mio attuale 42/28 con 11/32.
    Perché devi sostenere che chi tira il 10 non ha bisogno del 42 e viceversa? Ricordati che davanti c’è una sola corona.

    Certo le motivazioni sul peso sono alquanto risibili ma, a quel punto, anche la tua nuova Rose lo è.
    Fa parte di un gioco di marketing che non puoi avvallare quando ti fa comodo e stroncare quando contro le tue idee.

    Mi sembra che la tua presa di posizione assoluta faccia a pugni con altre congiunture in cui dichiari che l’andare in bicicletta ha mille sfaccettature e che ognuno è libero d’interpretare come crede.
    Spesso hai cassato i pregiudizi inamovibili delle varie categorie: cicloturisti, stradaioli, ecc.ecc.

    Personalmente scarto l’ipotesi perché ora, senz’altro i costi non sono giustificati.
    Fra qualche anno, quando il mio Apex sarà cotto e i prezzi calmati, non scarto l’ipotesi (poi magari metterò la tripla con un pacco pignoni 9v e bar-end per eliminare pure i comandi).

    Per un ciclista senza pretese vedo l’1×11 come una buona opzione.

    ciao, claudio.

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, hai ragione con l’ultima parte, ma le mie obiezioni sono altre.
      Due le direttrici: la prima è che questo monocorona è presentato (anche) come utile soluzione per il ciclista sportivo, e questo non è assolutamente vero. Come sai la bici da corsa è qualcosa a parte, tutto deve essere finalizzato alla prestazione. Il resto passa in secondo piano e questa soluzione tecnica non garantisce il risultato.
      La seconda è il modo con cui alcuni si sono affrettati a tessere le lodi sperticate, puntualizzando su aspetti risibili (il guadagno di peso eliminando il comando deragliatore: posso capire corona e deragliatore ma scrivere che è un bel guadagno eliminare la levetta…) e altri tecnicamente opinabili come l’assenza di salti con scale pignoni così estese.
      Scala pignoni, nel caso della più estrema, difficilmente sfruttabile, e questo è un brutto vizio di casa Sram. Lo sto vedendo io in questi giorni, con una cassetta 11v meno sfruttabile e omogenea della precedente Sram 10v. Perché? Perché hanno deciso di farle partire tutte dall’undici, per cui la mia attuale 11-27 è meno sfruttabile della precedente 12-27. I rapporti sono scelta personale, ma è oggettivo per chi cerca agilità non usare pignoni duri e viceversa, quindi nello studiare le scale è sempre meglio progettarle (come fanno Shimano e Campagnolo) seguendo questa semplice regola di buon senso.

      Quindi come vedi non contraddico in nessun punto quello che sostengo da anni.
      Le mie obiezioni fanno riferimento, e nel testo è specificato, al ciclismo sportivo su strada, non a un uso disimpegnato.
      E se nel ciclismo sportivo su strada la variabile peso è importante, lo è ancor di più la possibilità di conservare la cadenza. Se per farlo devo portarmi appresso il peso di una corona, un deragliatore e quella nota zavorra che è la levetta di comando, allora me li porto appresso. Cercherò di rispiarmiare peso in altro modo, a iniziare dalle ruote.

      Fabio

  • claudio

    E’ innegabile che darti contro ti permette di scrivere molto di più nelle risposte.
    Ah, ah, ah…!!!!!
    c.

    • Elessarbicycle

      E’ innegabile che sei sempre troppo frettoloso nel leggere e partire in quarta: bastava soffermarsi sulla frase “nel ciclismo sportivo su strada”…
      😛

      Aggiungo una postilla per i nuovi lettori; fra me e Claudio c’è una lunga conoscenza, molto spesso ho fatto riferimento a lui perché mettesse il re a nudo (il monarca sarei io…) puntando dritto a quello che secondo lui non funzionava. E ho sempre fatto tesoro delle sue valutazioni, quindi queste schermaglie sono semplicemente un gioco delle parti. Lui cerca di prendermi in castagna, io ribatto puntiglioso.

      Fabio

      • claudio

        Se sei così in buona fede potevi spendere una riga per avvallare la bontà della proposta Sram per chi va in bici (anche da corsa) senza essere per forza depilato e tutinato (….che sono una bella fetta).
        Hai girato insindacabilmente la frittata a tuo favore da buon “principe del foro”.

        Le mie osservazioni positive sulla soluzione tecnica restano pari-pari. E le rivendico anche se tu le hai spazzate sotto il tappeto.
        Anch’io – nel mio primo intervento – ho specificato che parlavo dal mio punto di vista (del mio modo di vivere la bici).
        Anche tu “troppo frettoloso” nel riportare sul “tuo terreno” la discussione.

        Se nel decantare il nuovo gruppo si mette così l’accento sulla questione peso è perché le aziende (e i commercianti collegati) sanno che il pubblico che guarda il grammo e il più rapido ad aprire il portafoglio e quello meno dotato di senso critico.

        Tiè, ho piazzato anche il mio distacco verso “quel” popolo.
        …….lo so son pieno di pregiudizi che mi tengono compagnia!!

        ciao, claudio.

        • Elessarbicycle

          L’incipit è un colpo basso Claudio; in tanti anni di conoscenza mi stupisco tu possa dubitare.

          Se avessi meno fretta nel leggere avresti notato che sopra ho condiviso il tuo punto di vista per quanto riguarda un uso disimpegnato.

          Non posso avallare, in buona fede e coscienza nonché una minima esperienza tecnica e sui pedali, questa soluzione come ottimale per uso sportivo. E il perché l’ho spiegato già, inutile ritornarci. Ed è uno dei due punti focali dell’articolo.

          Ma ancor di più non posso avallare, ed è il motivo per cui nel cancellare la categoria News ho salvato invece questo articoletto, il comportamento di chi sfrutta il proprio nome, il seguito di cui gode, per ingannare i lettori con argomenti tecnicamente risibili pur di “spingere” verso un prodotto. Se non è pubblicità occulta quanto meno è una violazione etica di chi scrive. Almeno per chi, come me, ha sempre cercato di dare un senso a quella tessera di giornalista che ha in tasca. Pagandone anche il prezzo.

          Aggiungo che chi va in bici da corsa non tutinato e non depilato (cioè anche io, che non mi depilerei nemmeno sotto tortura anche se raramente rinuncio al pantaloncino col fondello se devo percorrere più di 20km, e credo che con quelle selle sia comprensibile) non avrà alcun giovamento da questa soluzione tecnica. Dopo anni di fermo per motivi di salute posso ben dire di essermi rimesso in sella partendo da zero, come un qualunque novellino: la bici per il mio rientro sui pedali aveva la tripla.

          Pensa te che succederà allora quando proporrò le mie considerazioni sui dischi sulle bici da corsa, anche lì già un coro di lodi vista la possibilità di riaprire il mercato con telai, ruote e gruppi da rinnovare…

          Fabio

          • claudio

            “MI PIACE” quando hai l’ultima parola!! (basta! … per oggi ho già “rotto” a sufficienza)
            c.

            PS sui “dischi sulle bici da corsa” in effetti avevo notato uno strano tuo silenzio.
            A prescindere da cosa scriverai è molto facile che le vere motivazioni dell’ammodernamento le abbia citate tu nelle ultime due righe.

          • Elessarbicycle

            E io invece rispondo così nella coda dei messaggi il mio è effettivamente “L’ultima parola”.
            E per dirti che condivido in pieno il tuo inciso 🙂

            Fabio

  • Giovanni

    Ciao!

    Ti seguo da un po’ e ti ringrazio per il gran bel servizio che, con il tuo blog, rendi a chi, come me, si appassiona alla manutenzione della bici.
    Poi nel mio caso la passione cresce e, dalla manutenzione, sto passando alla costruzione una bici, la mia prima bici da turismo. Volevo dirti che mi trovo d’accordo con l’idea del prodotto da te commentato e sto cercando, anche senza spendere un’esagerazione, di fare una trasmissione 1x qualcosa, visto che ritengo inutile per me avere una doppia corona.

    Ovviamente parlo di bici turistica, destinata ad un uso tranquillo e non di una bici da corsa.
    Però l’idea della corona singola la condividerei anche per un telaio da corsa, magari pensato per uso allenamento.
    Insomma, la semplificazione per me è anche una questione di mentalità, non è soltanto una questione di risparmio di peso: per me prevale l’idea che tutto quello che non mi è quasi mai servito probabilmente continuerà ad essermi inutile. E poi per me più è semplice più è bello.

    Sono invece perfettamente d’accordo con te sulla questione rapporti… bisognerebbe che ciascuno scegliesse secondo le proprie esigenze, anziché affidarsi ad occhi chiusi a quanto proposto dai produttori.

    Giusto per condividere il mio pensiero.

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, in uso turistico può essere una buona soluzione. Soprattutto su alcune tipologie di bici/percorsi, dove in tanti già usano il monocorona e hanno difficoltà nella ricerca di componenti compatibili con comandi corsa.

      Non è adatta, nemmeno in allenamento (anzi, proprio in allenamento) per chi della bici ne fa un uso sportivo su strada. Ed è stato questo il motivo per cui ne ho scritto: vedere questa soluzione presentata come ottima per il ciclismo sportivo su strada significa disconoscere gli ultimi 40 anni di studi.

      Nulla vieta di comprarsi una bici da corsa e usarla solo per diporto; a patto sia chiaro che parliamo di una cosa diversa dalla pratica sportiva. Che non significa agonismo: io non lo pratico, ma l’ultima uscita che ho fatto con al mia Rose ho calato il ritmo solo per aspettare il mio compagno di uscite, altrimenti sarei andato a tutta sempre. L’ultima uscita fatta con Elessar avevo un libro e il mio taccuino, ho percorso la metà dei km nel triplo del tempo ma sono riuscito a leggere, buttare giù alcuni appunti e visitare anche una antica casina di caccia che hanno ristrutturato. Non ricordo che rapporti ho usato, non so a che media. E non mi interessa.

      Quindi, se parliamo di uso sportivo, posso tranquillamente affermare che il monocorona è una pessima soluzione. Se parliamo di uso turistico può rivelarsi utile a patto saper scegliere bene le combinazioni tra anteriore e posteriore. Con una doppia, ancor meglio una tripla, chiunque trova sempre il suo rapporto. Qui bisogna studiare un poco.

      Fabio

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