Un poco di sano qualunquismo

Sono diventato un qualunquista? Forse, di sicuro inizio a essere abbastanza stufo.

 

0485 Uomo qualunque

Ma come, proprio io che mi sono lanciato nella politica attiva già ai tempi del liceo, malgrado avessi otto e nove in greco fui rimandato a settembre perché, mi rinfacciò il mio integerrimo professore “…hai portato per la prima volta nella sua storia questo liceo a un corteo!” e per ripicca mi presentai agli esami di riparazione senza dizionario traducendo all’impronta, mi metto a fare il qualunquista? Si.

Se vi state chiedendo cosa c’entri la politica con un blog di biciclette, lo capirete più avanti.

La bici è una passione, nemmeno la mia unica, ed è una passione costosa. La mia filosofia è che i “giocattoli” che mi regalo non devono in alcun modo incidere sul bilancio familiare.

Ogni tanto mi viene lo sfizio di qualcosa, che sia un nuovo gruppo, delle ruote, un telaio, o un serie di attrezzi. Confronto la spesa con la disponibilità del salvadanaio per le bici (rigorosamente separato dalle spese per la famiglia), valuto se ho qualcosa da vendere in microfficina per rimpinguare il budget, mi faccio due conti e capisco che si, quelle ruote o quel gruppo posso prenderlo.

Poi arriva la doccia fredda, sotto forma di cartella esattoriale o avviso di pagamento, per cui lo Stato mi chiede un surplus di tasse non preventivate. E siccome non ho uno stipendio fisso ma sono un libero professionista, non posso programmare le spese, perché non so il mese dopo se e quanto incasserò.

Ligio al mio dovere e con una concezione quasi sacrale dello Stato e del contratto sociale, quello di Rousseau non certo le sciocchezza che sento adesso, prelevo dal salvadanaio bici e pago, con tanti saluti alle ruotine che mi piacevano.

La storia oramai va avanti da qualche anno, in sincrono con le tasse che continuano ad aumentare.

Ho fatto i conti e, vendendo la mia attuale Rose xeon Crs, avrei la disponibilità per prendermi la versione più sportiva X-lite.

Non conta che non mi serve, la bici è passione quindi superfluo discutere di utilità.

Però; sono in attesa di conoscere l’importo dell’ennesima tassa, che, da come ho capito, sarà molto salata nella mia città, Napoli: la Tares.

Sarà salata perché i costi di smaltimento dei rifiuti devono essere coperti proprio da questa tassa.

Già, ma il problema è che i rifiuti continuano a bivaccare beati sulle strade, i più fortunati in crociera alla volta del Nord Europa per essere inceneriti, perché, dice il sindaco (minuscolo) che gli inceneritori sono dannosi per la salute ma gli Olandesi, evidentemente, li possiamo affumicare senza rimorso e il Comune è in perenne dissesto e non ha un centesimo in cassa ma non esita a sborsare milioni di euro per le sciocchezze utili solo alla propaganda.

E io, per consentire a quattro disgraziati di conquistare qualche prima pagina o mantenere una poltrona, devo tirare la cinghia sul superfluo, e mi può anche stare bene, sull’indispensabile, e anche questo mi può stare bene, senza però ricevere uno straccio di servizio in cambio: e questo non mi sta bene, nemmeno un poco.

Il mio commercialista ha calcolato che tra tasse dirette e indirette nonché quelle strettamente connesse alla mia professione, nel 2013 per ogni mille euro fatturati seicentoventi e spiccioli sono andati allo Stato, nel 2014 saranno di più.

D’accordo, pago, come ho sempre fatto. E’ giusto, non lo dico per dire, io davvero al contratto sociale ci credo, che ognuno di noi contribuisca.

Ma se tutti i miei sacrifici devono essere rivolti a consentire a qualche cialtrone di comprarsi le mutande o la collezione di fumetti o accumulare il gruzzolo in qualche paradiso fiscale, allora no, il contratto sociale salta e io non ho voglia di sacrificarmi.

Si dice che da giovani si è incendiari e con la maturità si diventa pompieri.

La maturità, almeno anagrafica, l’ho superata da un pezzo, e mi sento più incendiario adesso che quando sfilavo in corteo a diciotto anni.

Sono per questo diventato un qualunquista? Si, forse, non lo so.

Sono stanco, di questo sono certo. Disilluso, e molto. Preoccupato, tanto, con una figlia che si è affacciata alla soglia dell’adolescenza e io non so cosa le riserverà il futuro né cosa potrò garantirle.

Tutta questa manfrina perché non so se potrò comprarmi il giocattolo nuovo, con le famiglie che faticano a mettere pranzo e cena a tavola?

Si, messa in questi termini sembro solo un bambino viziato.

Non è così, ma solo io conosco i sacrifici che ho fatto e faccio, come nessuno mi abbia mai regalato nulla e ogni più piccola conquista l’ho sempre ottenuta solo con il mio impegno. E solo io conosco il prezzo che ho pagato e pago per non aver mai accettato compromessi.

Se poi qualcuno vorrà lo stesso rinfacciarmi qualcosa, libero di farlo; i commenti qui non sono moderati. Lo dico per il mio “segreto ammiratore”, quello che mi manda varie mail a ogni pubblicazione per insultarmi e che invito sempre a rispondere sul blog, con il suo nome, non celandosi dietro un nick fantasma.

Fine dello sfogo, vado a pagare mini IMU e conguaglio Tares del 2013.

COMMENTS

  • Pietro

    caro Fabio come ti capisco io sono lavoratore dipendente, ho meno rischi da un certo punto di vista ma quando guardo le trattenute in busta paga siamo nella stessa barca(anch’io rinuncio alle ruotine ed ho una figlia di dieci anni), ieri sera sentivo le parole di Renzi da Vespa bei propositi che sentiamo ad ogni tornata elettorale, però mi son detto forse con questo stavolta ci siamo poi ho riascoltato dal cd di Gaber la canzone la sedia da spostare, e il pessimismo dell’intelligenza è tornato. In fondo come dice lui la politica qua da noi è una disgrazia che è capitata a tutti.

    • Ciao Pietro, non ho seguito Renzi da Vespa, ma del resto non seguo alcuna trasmissione politica. In verità è proprio la televisione che non seguo, tranne per qualche bel film di Sergio Leone e la trasmissione “Come è fatto”, che mi ipnotizza 🙂
      Io ci spero in Renzi, e fa nulla che potrebbe non sembrare corretto che scriva queste cose. Tanto il blog è mio, lo dico sempre, scrivo quello che mi pare…
      Spero che faccia anzitutto piazza pulita della pletora di ottusi, convinti di essere gli unici a capire qualcosa, e che in vent’anni hanno distrutto un partito, perdendo, di fatto, ogni tornata elettorale. Politica, le amministrative sono altra cosa.

      Quando mia figlia con la adamantina certezza dei suoi poco più di undici anni mi dice che ho fatto bene a non occuparmi più di politica perché tanto “è tutta una schifezza” io mi dispiaccio.
      La politica è bellissima, significa mettere le proprie capacità e il proprio impegno per il bene di tutti, le rispondo. Ma lei, impietosa, mi ricorda che al telegiornale sente solo notizie di politici che rubano ed esultano per le sciagure pensando ai futuri profitti.
      Stiamo andando troppo in là, in questo blog? Fa nulla. Non posso solo parlare di tecnica, mi annoio io, figuratevi voi a sopportarmi…

      Fabio

      • Pietro

        si, Fabio anch’io come te spero che ci sia una svolta epocale alla vita politica di questo paese senza rivoluzioni; perché è troppo tardi per essere pessimisti.però continua sopratutto con la tecnica che è demiurgica. i tuoi articoli li leggo con interesse. in futuro avrei bisogno di alcune dritte perché con il comitato genitori si era ipotizzato di istituire un corso per i ragazzi delle secondarie sulla manutenzione della bici, lo chiamerei lo zen e l’arte della manutenzione della bici, per portarli al concetto di qualità globale.
        ciao Pietro

    • Tranquillo Pietro, che l’area tecnica non la mollo. Richiede però molto tempo e risorse, anche economiche, per essere gestita. Devo procurarmi le bici per le foto, acquistare attrezzi, preparare il testo ecc. e non è semplice.
      Bella l’idea del corso, ritieniti libero di saccheggiare il blog per trovare ispirazione
      Fabio

  • Gaetano

    Visto, letto e sottoscritto.
    Il problema è che non c’è più niente da incendiare o almeno io non sono più capace di vederlo.
    La cosa triste è che il mio qualunquismo è nelle serate passata in garage piuttosto che davanti alla TV per seguire telegiornali e dibattiti politici.

    • Macché cosa triste!
      Pure le mie serate preferisco passarle in microfficina, altro che tv!!!
      Bellissimo, e poi, fatemi pavoneggiare, risolvere il problema di quel rumore che nessuna officina era riuscito a capire, beh, è una soddisfazione, altro che serata buttata.
      Continua così Gaetano, fai benissimo

      Fabio

  • clau

    ….solo qualche manciata di settimane fa Renzi declamava al cavaliere: “Game Over”.
    Ora, da segretario, la musica è cambiata. Come dice Travaglio si chiama l’insegnante pedofilo per riformare il regolamento scolastico. Beato te che ci speri…

    • E vabbè Claudio, fammi sperare in qualcosa…
      Per esempio, spero pure che un giorno ti raggerai una ruota da solo 🙂

      Fabio

      • clau

        Ah, ah, ah!!!
        Mi hai risposto nello stesso modo, lo scorso maggio, quando sparai a zero sui “bari” in bicicletta che animano il Giro d’Italia. Oggi sulla Gazzetta c’è Di Luca che, essendo fuori dal banchetto, descrive il movimento come un’esercito di dopati.
        C
        Comunque speraci pure ….nella raggiatura intendo!

    • Embé, lo sai che sono rincoglionito, oramai l’età avanza, dimentico tutto e ripeto sempre le poche cose che ricordo…
      Piuttosto come vanno le cose da te? Ho visto le immagini al tg del modenese, ma è il allerta anche il piacentino.

      Fabio

  • ho finalmente la fortuna di avere una compagna intelligente che mi lascia usare un pezzo della sala per ripristinare una vecchia bici regalatomi non so ne marca ne tipo ,, solo sul cambio ce scritto shimano ma anche io come voi da ragazzo ero ribelle a scuola e credevo nella politica del fare ,, ma gia vedevo che come andavano le cose non c’era molto da fare … forse ero troppo avanti ..o forse ho capacita elaborativa e memoria ..cose che l’italiano medio non usa e dimentica tutto…. gridando al re ogni volta che vede un nuovo politico condottiero .. che puntualmente dopo aver preso la poltrona fa il gioco del mercato e dei profitti … l’unica cosa che interessa ai politici e a chi li ha messi li.

    • Elessarbicycle

      Complimenti Raffaele, vedo che ti stai spulciando il blog per bene se hai ripescato questo articolo di oltre un anno e mezzo fa 🙂

      Buon prosieguo di lettura…

      Fabio

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