Un giorno con la Specialized Tricross

Ieri è arrivata alla microfficina una Specialized Tricross, versione 2010, per una messa a punto e la sostituzione dell’impianto frenante e delle leve secondarie.

Non so se di serie o solo su questa bici, acquistata usata qualche settimana addietro, i freni erano i Tektro Onyx; un po’ perché mal montati, un po’ perché le tacchette erano al limite e un po’ perché non è modello di cantilever che eccelle per rigidità e potenza, abbiamo trapiantato i Tektro CR720 che erano una volta sulla mia Trek. Impianto frenante che avevo dato a un amico per montarli sulla sua bici, però nell’attesa dell’installazione gli hanno rubato la bici e quindi li abbiamo fatti girare.

Mi erano rimaste dalla Trek anche le leve freno supplementari, le Tektro RL720 di qualità decisamente migliore di quelle della Tricross, che però avevo già montato su una altra bici del proprietario della Specy.

Quindi abbiamo provveduto anche al cambio, passando le Tektro sulla Tricross e quelle della Tricross sull’altra bici.

Confesso di essere andato in confusione tra leve e impianti frenanti…

Stamattina clima gelido, Vesuvio romanticamente innevato, poco vento e un sole che non ha smentito la celebre canzone dedicata a questa città e ho inforcato la Tricross per una uscita.

E’ piuttosto raro che decido di uscire con una bici non mia, ma questo modello mi ha sempre intrigato e le uniche due che mi sono passate tra le mani per qualche modifica e sistemata erano di taglia troppo grande per me.

0029 Specialized Tricross 2010

 

Questa è una 54, sempre grandicella per me, ma giocando con la sella e con un attacco manubrio più corto sono riuscito a trovare un assetto decente. Non ottimale, ne ho risentito sia in salita, dove non riuscivo a spingere sui pedali come volevo, che in discesa, dove “compattarmi” è stato complicato.

Ma lo scopo dell’uscita non era cercare la prestazione: solo testare i freni e capire la bici.

L’allestimento tecnico prevede un gruppo misto Shimano Tiagra/Deore 9 velocità, preciso e dolce come tutti i gruppi giapponesi, guarnitura FSA tripla e ruote assemblate con mozzi Deore e cerchi Alexrims.

I freni fanno il loro dovere, forse ho un poco esagerato al posteriore che blocca con discreta facilità.

La bici è stata una conferma e una sorpresa.

La conferma di essere davvero una bici unica nel suo genere, definirla una ciclocross o una turistica sarebbe riduttivo.

La sorpresa di avere qualità dinamiche ottime in quasi tutti i frangenti, indipendentemente dal tipo di utilizzo del momento.

Scendiamo in dettaglio; chi la possiede lo sa già, chi vuole acquistarla potrebbe trovare utili queste note.

E’ difficile dare una classificazione a questa bici, inserirla in una categoria conosciuta.

Stamattina l’ho tirata come fossi in sella a una bici da corsa, me ne sono andato per campi e sterrati come fosse una mountain bike, mi sono fatto qualche vasca sul lungomare come fosse una city bike, ci ho saltato gradini e ostacoli come fosse una dirt. Insomma, mi è mancato solo caricarla di bagagli e partire.

In ogni occasione ha sfoderato il meglio, senza eccellere in nulla ma non facendoti rimpiangere niente.

Se la forcella con inserti ammortizzanti sia efficace o meno, non lo so. Forse, montando una rigida e facendo qualche uscita comparativa, si potrebbe capire se serva o meno.

Abbiamo trovato la bici filosofale? No, non esageriamo.

Però devo dire che ci si avvicina molto. Con poche modifiche e qualche accessorio è sicuramente una bici che può far contenti molto assidui pedalatori, quelli che la bici la usano per fare un poco di tutto e non si fanno scoraggiare dalla strada, dal clima e dagli ostacoli.

Un aggiunta a distanza di mesi dalla pubblicazione di quest’articolo.

Una altra Tricross è stata testata ricavandone un articolo più completo di questo, che fu scritto più per provare il blog che la bici. Lo trovate in questa stessa categoria

COMMENTS

  • lorenzo rizzi

    Interessante e, cosa che non guasta, molto ben scritto. Se poi leggo “chi vuole acquistarla potrebbe trovare utili queste note” non posso esimermi dal chiederti cortesemente di contattarmi perchè ho un altro paio di dubbi che credo potresti chiarirmi. Perdona l’insolenza e grazie in ogni caso. Ciao

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