Trend di crescita

Da qualche tempo ho un problema con il plugin delle statistiche, in coda alle pagine trovate infatti dei messaggi di errore. Per questo cercavo qualcosa per sostituirlo, ma mi è sempre mancato il tempo di spulciare tra tutto ciò che offre la rete e che possa funzionare con questa piattaforma.

Poi mi sono ricordato che pago già un servizio di statistiche, ben fatto, approfondito e con tutto ciò che mi serve sapere; solo che non lo avevo mai usato…

Ok, inutile che me lo dite, lo so da me che in queste cose sono un pollastro. E’ che a me piace scrivere e andare in bici (più altro, inutile soffermarsi…) e di tutte queste cose tecniche non mi sono mai curato troppo. Certo, non è un buon viatico per chi gestisce un blog partire affermando che poco capisce di come funziona il suo sito. Ma è così, a me basta avere la schermata per scrivere, il comando per caricare le immagini e il pulsante per i link. Delle altre millemila funzioni non è che mi importi.

Però le statistiche mi servono e non per mia vanità. Potete facilmente comprendere che la prima domanda che mi rivolge una azienda quando chiedo qualcosa per un test è “Ok, visto il blog, carino, tanta passione, ben scritto: ma quante visite hai?”. E non solo. C’è da considerare la differenza tra visite e visitatori unici, il tempo di permanenza sul blog, quanto spesso ritornano (ritornate) quante pagine sono visitate, da dove si arriva a questo blog (e sono contento di poter dire che il 95% dei collegamenti è dai motori di ricerca), la Nazioni con più accessi e così via.

Una mole di dati che uno bravo saprebbe come interpretare, migliorare il tutto e sfruttarlo. Io non so fare nessuna delle tre cose, faccio qualche screenshot e lo invio a chi me li chiede: capissero loro che significano tutte quelle sigle…

L’unico dato a cui riesco a dare un senso è quello delle visite, in costante aumento. Questo nuovo sistema è inoltre più preciso di quello fin qui in uso (e che ha il suo rimando nella colonna di destra, ma a giorni sarà disinstallato e non più visibile) sia perché fornisce tanti altri dati e sia perché non si “perde” le visite di quelli che rientrano nella fascia interessata dall’errore.

Ormai essere sopra la linea delle 5000 visite al giorno è il minimo, una soglia in costante crescita. Nei giorni in cui pubblico articoli di particolare interesse si sfiorano o superano le 8000 visite. E per mia gioia nel fine settimana, ora che è iniziata la bella stagione, c’è un fisiologico calo perché siete in giro a pedalare invece di star qui a leggere le mie sciocchezze.

Per alcuni possono sembrare numeri modesti: è vero, non fanno gridare al miracolo ma non sono nemmeno così pochi come si potrebbe pensare. Il parallelo coi forum è improponibile; un forum per sua stessa natura si autoalimenta, vive grazie a ciò che scrivono gli iscritti e questo porta a due vantaggi: gli altri lavorano (cioè scrivono) per te e tutti quelli che scrivono hanno interesse a collegarsi per vedere se qualcuno ha risposto.

Qui invece siamo su un blog, io scrivo, voi leggete se ne avete voglia; e se siete sopravvissuti a un mio articolo e vi è persino piaciuto, inserite un commento. I contenuti li genero io, se non c’è un articolo nuovo non ha senso venire qui e al massimo si riconnette a breve chi ha pubblicato un commento e vuole conoscere la risposta.

Inoltre, non dimentichiamo, questo blog è per precisa scelta di nicchia. Non tratto l’universo mondo a pedali, non contemplo ogni possibile disciplina ciclistica e il tutto è sempre interpretato con rigore si, ma anche seguendo la mia passione e la mia visione della vita sui pedali. Che è personale, e quindi assolutamente legittimo non sia da tutti condivisa.

Infine conoscete tutti la mia scarsa confidenza coi social: io premo un pulsante da qui, sul blog, e il lancio di un articolo compare di là. Fine del mio rapporto coi social.

Però c’è una altra classifica, la cui esistenza ho scoperto da poco: quella sull’autorevolezza di una pubblicazione. Che non è calcolata sul valore dei contenuti ma sulla “qualità” dei visitatori. E’ un algoritmo che non ho ben compreso, me lo ha spiegato uno che è del mestiere. Provo a riportare il poco che ho capito. In rete lasciamo tracce, è risaputo. L’insieme di queste molliche di pane guida alla costruzione di una nostra reputazione; e questa a sua volta è messa in relazione coi siti che visitiamo: più alta la nostra reputazione, maggiore il prestigio che doniamo ai siti che visitiamo. Quindi se mi trovo al confine della top venti e con davanti a me siti online da anni e con strutture organizzative che mi sogno, lo devo a voi. Tutto grazie a voi. E io vi dico: grazie.

Son contento di come sta crescendo il blog, nei suoi contenuti e nella vostra costante compagnia. E’ una responsabilità, più si alza il tiro più facile essere a propria volta impallinati. L’impegno è diventato quotidiano e ho detto spesso che scrivere è solo una delle incombenze e nemmeno la più difficile. Ci sono tanta preparazione, programmazione, pianificazione; ci sono contatti da tenere, argomenti da studiare o da revisionare insieme ad esperti del settore, decisioni da affrontare; ci sono i progetti futuri, la voglia di far crescere sempre più questa avventura nata per caso e allevata poi con cura.

E anche se vedere tanti accessi ogni giorno effettivamente un poco di ansia me la mette, perché sai che non puoi sbagliare, è anche vero che è un continuo sprone e soprattutto la dimostrazione che se lavori bene i lettori ti seguono.

Dissi una volta che chi afferma di scrivere per se stesso o mente o pronuncia una sciocchezza. Chi scrive sale sul palcoscenico: e chiunque calchi la scena ha bisogno di un pubblico. Non esisti se scrivi, esisti se ti leggono.

E io a quanto pare esisto e di questo sono contento. E’ merito vostro, mica non lo so… 🙂

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Eugenio De Felice

    Io penso che tutto questo te lo meriti punto. Perché tutto l’impegno che metti ripaga a quanto pare, ed è giusto così. Per le tue risposte via mail alle sei del mattino che ti mettono la voglia di lavorare sulla bici rubando tempo al sonno nonostante le frecciatine della famiglia. Perché hai dato a tanti di noi la possibilità di emozionarsi alle prime pedalate della bici pensata e montata da zero fra le mura di casa!

  • Giovanni

    Ricambiamo ciò che riceviamo. Hai pazienza, ci aiuti, sacrifichi il tuo tempo per noi. Sei sempre pronto ad incoraggiarci ed a farci realizzare da soli, con le giuste indicazioni, dove commettiamo degli errori. Potresti deriderci ma invece sei tu il primo a mettere una mano dietro la nostra sella e con un sorriso a sospingerci verso il nostro traguardo. Siamo noi a doverti dire grazie.

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