Trek Checkpoint ALR

Tempo di lettura: 9 minuti

In prova il framekit Trek Checkpoint ALR.

Lo abbiamo già conosciuto, sia da fermo che in fase di assemblaggio con il gruppo trasmissione GRX.

In questo articolo abbiamo infatti la presentazione statica, escamotage che mi permette qui di concentrarmi solo sul test; e in questa serie di articoli lo abbiamo abbellito con la trasmissione Shimano GRX per godercelo in strada e fuoristrada.

Sul perché abbia scelto questo telaio ho già raccontato; riassumo per sommi capi.

Quando ho chiesto il gruppo Shimano GRX da montare e poi recensire avevo in casa un telaio gravel, pronto a ricevere i componenti. Tra l’altro perfetto per le immagini perché il suo squillante arancio fornisce ottimo contrasto per le foto tecniche.

Però più mi studiavo il GRX e più andavo con la memoria e col cuore alle tante gravel ante litteram che creavo anni fa, sfruttando eccellenti telai Trek in acciaio e alluminio che l’azienda americana aveva riservato a quello che oggi chiameremo trekking. All’epoca era la famiglia Multi track, parliamo dei primi anni ’90.

Tra l’altro, segnalo, la Trek 520 (altra bici che mi sarebbe sempre piaciuto avere per me) è tutt’ora a catalogo, ovviamente aggiornata. Credo sia il modello più longevo della casa.

Guardare cosa avesse in casa la Trek per ricevere il GRX è stato naturale; per curiosità, per affetto. Non ho da subito pensato a chiederlo.

Mi sono soffermato sulla famiglia Checkpoint in alluminio, mi guardavo le bici complete, nessuna col GRX di primo equipaggiamento. Così, avrei voluto vedere che effetto faceva.

E poi lui, il framekit; verde, elegante, forcellini regolabili, tutti gli standard “giusti” per il materiale in prova.

Perfetto.

Una settimana a sfogliare la margherita, lavorare su un telaio non tuo quando hai da ricavare articoli ti pone al rischio che, vista la spropositata quantità di volte che devi montare e smontare, una chiave scappi, un graffio, un segno e io detesto danneggiare ciò che mi viene affidato.

E ogni giorno a guardarmi questo Checkpoint ALR, immaginando quanto mi sarei divertito a lavorarci su. Giornalista si, ma pur sempre appassionato.

Quindi eccoci qui, come è andata a finire lo sapete già, stiamo vedendo questo telaio da diverso tempo.

Telaio gravel, mi è sembrato naturale dovendo montare la trasmissione Shimano GRX che proprio per questa disciplina è studiato.

Eppure, dopo settimane passate a pedalarci nelle più svariate situazioni e con differenti set di ruote e gomme, posso affermare con assoluta certezza che l’etichetta gravel va stretta a questo telaio Checkpoint ALR.

Il Dna sportivo della casa non è camuffabile; come nemmeno la grande esperienza maturata nella creazione di telai turistici.

E’ una gravel che è più di una semplice gravel; porta il ciclismo a tutto campo alla sua massima espressione. Se non la bici universale, poco ci manca.

Molto dipende da come la si monta, perché bastano due ruote sportive per tirarle fuori una notevole anima racing, oppure due ruote più tranquille per ritrovarsi una comoda giramondo.

Per non dire delle capacità in fuoristrada e di come si riesca a farle cambiare carattere agendo sui forcellini regolabili Stranglehold…

Ma non anticipiamo le conclusioni, saltiamo subito in sella.

Andiamo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

COMMENTS

Commenta anche tu!