Titolo?

Io i titoli non ho mai saputo comporli, quando scrivevo per la carta stampata e nemmeno qui sul blog, i pessimi risultati sono sotto i vostri occhi.
Il libro è oramai in fase di pubblicazione, mancano pochi giorni, ma la questione del come titolarlo ancora non l’ho risolta.

0878 Punto interrogativo

La mia capacità creativa in questo è praticamente nulla, giorni a pensarci hanno prodotto risultati tra il ridicolo e l’orrido.

Alla fine mi sono rimaste due opzioni, che vi sottopongo, magari mi dite se sono una totale schifezza o potrebbero andare.

Premessa: scopo del libro è aiutare nella scelta della bici, quindi materiali, geometrie, componenti ecc, ogni parte della bicicletta è spiegata, compreso come stabilire la taglia e qualche consiglio sull’alimentazione.
La manutenzione invece, per precisa scelta, è ridotta ai minimi termini, giusto il necessario per far funzionare la bicicletta. E’ argomento che richiederebbe una pubblicazione a sé, spero prima o poi di arrivarci.

Quindi a contendersi l’onere di dare un nome al mio scritto ci sono:
1. Alla ricerca della bici perfetta
2. Pedalo, dunque sono

Tutti e due sono citazioni, una di Proust l’altra di Cartesio. Tutti e due sono piuttosto banali, ma proprio io i titoli non so farli.

La mia personale preferenza va al primo, intellettual/snob come me e che rispecchia comunque lo scopo e il contenuto del libro visto che, come ho scritto anche qui nel blog, sostengo che la bici ideale non esiste (dove per bici ideale intendo quella capace di accontentare tutti i ciclisti) ma esiste la bici perfetta, quella cioè perfetta per un singolo ciclista: con il libro dovrei essere in grado di aiutare a trovarla. Almeno, questa la mia intenzione.

Il secondo rimanda troppo a una esperienza personale, andrebbe magari bene per un racconto di vita sui pedali, quindi poco rispondente al contenuto del libro.

Avete tre opzioni di risposta:
a. Mi piace il primo
b. Mi piace il secondo
c. Sono una schifezza tutti e due.

COMMENTS

  • Ciao Fabio, scusa la franchezza, personalmente voto c. Ti spiego il perché della mia sensazione. Entrambi mi pare abbiano qualcosa di già ampiamente sentito… Non desterebbero in me particolare interesse se non sapessi chi ha scritto il testo e cosa ci potrei trovare dentro. Il primo lo trovo troppo lungo e mi ricorda il titolo di un film di Indiana Jones, il secondo invece tende all’ ermetismo e in realtà trovo non esprima particolari contenuti.
    Se hai ancora possibilità di modificarli, un pensierino lo farei.

  • Salvatore

    Ciao Fabio, Sono d’accordo con voglioessererandonneur. Sono due titoli forse un po’ troppo di maniera. Magari potresti prendere spunto da una frase del libro che ti è particolarmente piaciuta, scremarla e decontestualizzarla fino a che non diventi intrigante. A dir la verità non saprei, credo che scrivere un titolo sia la cosa più difficile, quindi prendi con le pinze qualsiasi mio suggerimento in proposito

  • Daniele

    Ciao Fabio, perdona la mia franchezza, ma è un pò che ti seuguo e mi pare che tu stia optando per delle soluzioni un pò troppo dozzinali.
    Se proprio fossi obbligato a scelgliere, butterei giù dal fosso la prima ma in ogni caso secondo me dovresti approcciare al futuro lettore con qualcosa di meno sofisticato e serioso.
    Punti di vista chiaramente, ma immaginandomi in una libreria a scorrere tra libri sull’argomento, sarei sorpreso se trovassi qualcosa di più pungente; un messaggio che attiri l’attenzione, magari con un piccolo sottotitolo che spieghi “al volo” il tema trattato.
    Se posso fare un esempio, parafrasando un titolo di un film di Jhonny Dorelli, potresti riciclare “Mi faccio la bici.” oppure “Tesoro, mi faccio la bici”. Ecco questo intendo.
    un piccolo sottotitolo potrebbe correggere il tiro spiegando, in due parole, che non si tratta di un romanzo.
    Chiaramente il libro non l’ho letto (ma lo farò), di conseguenza potrei essere andato fuori tema anzi, tono.
    Ti seguo

    Daniele

    • michele

      Concordando con i pareri precedenti butto la mia….” Sapere scegliere la bici perfetta” punteggiatura e ortografia a tua poetica discrezione. Ciao Fabio e ….a presto in libreria.

  • Paolo

    Condordo con i pareri precedenti.. “Come farsi la bici perfetta” o “Scegliere la bici perfetta”, aggiungendo un sottotitolo esplicativo.

  • fabiano

    semplice ed efficace:
    titolo: “la bici perfetta”
    sottotitolo: “come scegliere la bici più adatta: materiali, geometrie componenti”

    in bocca al lupo

  • Sintetico, ché sono fuori città e sto scrivendo dallo smartphone, complicatissimo con la tastiera a schermo.
    Grazie a tutti quelli che hanno partecipato finora e grazie a coloro che vorranno dire la loro; se non rispondo subito ai commenti è solo per impossibilità tecnica, ma vi leggo comunque.

    Fabio

  • Franceso

    Ciao Fabio,
    concordo con gli altri: “La bici perfetta”. Per l’eventuale sottotitolo vedi tu. Ti seguo da tanto e questo mi è sembrato proprio il titolo adatto, in linea con i contenuti e lo stile narrativo del blog.
    A presto
    Francesco

  • Scusate, risposta ancora sintetica sempre per via della minitastiera del telefono e della strana visualizzazione del blog sullo smartphone.
    Sono davvero grato a tutti voi, i titoli che avevo pensato fanno schifo pure a me e vi ringrazio per avermelo detto senza timore.
    Mi piace, e molto, “La bici perfetta”, che riprende anche un concetto di cui parlo nel libro.
    Ho mandato un msg all’editor con questa proposta e ha dato l’ok.
    Grazie ragazzi, davvero.
    Appena rientro e avrò il mio pc, provvederò a ringraziarvi come si deve, lo meritate.

    Fabio

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