Targa o lapide?

Di solito è uso apporre una targa a memoria di qualche evento passato o in onore di qualche illustre personalità defunta.

Alcuni politici animati di buona volontà e nullo giudizio stanno spingendo per apporre una targa sulle biciclette; con il rischio diventi una targa alla memoria del ciclismo.

1937 lapide

Inutile girarci intorno, dire che l’idea nasce dalla volontà di scoraggiare i furti (la targa la stacchi, ci vuole tanto a capirlo? E li paghiamo pure a questi…) ed identificare più facilmente chi vìola le norme del codice della strada percorrendo per esempio il marciapiede è pura ipocrisia. Peggio, è menzogna con la assoluta certezza di stare mentendo.

Vorrei proprio vedere poi che farebbero qui a Napoli, dove il sindaco (sempre minuscolo, ci mancherebbe) si è inventato una finta ciclabile a cui molti miei concittadini continuano a credere, semplicemente disegnando delle biciclettine sui marciapiede. Caro vigile, che faccio? Salgo sul marciapiede e mi multi prendendo la targa oppure scendo per strada e mi multi prendendo la targa perché non sto usando la ciclabile?

Ma a parte questo, c’è un dato confortante per noi ma che non poteva non eccitare qualche politico di seconda fila in cerca di visibilità: il mercato ciclistico ha superato quello automobilistico. Come mettere le mani su questo patrimonio? Come cercare di spillar soldi a chi ogni giorno inforca una bici rischiando e non poco, per amore della bici d’accordo, ma dando un significativo contributo a decongestionare la mobilità privata, ridurre l’inquinamento, le spese sanitarie (attività fisica che fa bene = meno spese in farmaci e cure, tranne quando ci sbattono a terra) persino in città dove gli amministratori fanno di tutto per renderti la vita impossibile, come qui per esempio.

La targa è solo il primo passo, poi cosa arriverà? Il bollo? L’assicurazione obbligatoria? La revisione periodica obbligatoria?

Vogliamo davvero, chiedo a queste mezze cartucce che non sanno come impegnare il tanto tempo libero che la loro attività di politici gli lascia, mettere una targa alla memoria di un settore industriale che sta aiutando tanto il nostro Paese in questo momento?

Più che una targa alla memoria, una lapide al fu mercato ciclistico.

E siccome ogni volta che un idiota ha una idea c’è sempre un cretino pronta a perfezionarla, ecco che questa idea (idea è una parola grossa, presuppone una attività intellettuale che qui manca: diciamo il proposito) ha trovato appoggio sia a destra che a sinistra, tutti al riparo dell’ombrello del finto buonismo che è solo per tutelarci dai furti e impedire “la commissione di gravi reati”. Certo, è notorio che dopo una rapina in banca i malfattori fuggono pedalando a più non posso…

Tranne quando qualcuno tesse le lodi della finta ciclabile della mia città mai ho perso le staffe su questo blog; stavolta si, sto scrivendo d’impulso e poco mi interessa essere politicamente corretto. Che poi in realtà a me di essere politicamente corretto non mi è mai fregato una cippa. Sono davvero stufo della incapacità che ci circonda, non posso accettare che qualche cialtrone incida con le sua megalomania sulla mia vita costringendomi a vivere in una città che si sta sbriciolando e dove funziona nulla ormai, tranne concerti e kermesse varie; sono stanco di politici che non sanno che scrivere sulla loro pagina Facebook e si inventano sciocchezze della cui portata nemmeno si rendono conto.

Per adesso, per fortuna, è solo una proposta che impegna una Regione ad attivarsi presso i Comuni; insomma, il solito balletto italiano: manca solo che nominino una commissione ad hoc.

Ma la faccenda è pericolosa, perché nel momento in cui qualcuno tirerà due somme e capirà che da tante bici in circolazione qualche denaro si può tirar fuori, saranno problemi: per noi, ovvio.

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Salvatore

    Ciao Fabio, questa delle targhe sulle bici è l’ennesima “idea” geniale che genera inquietudine e persino rabbia. Ormai credo che uno stato, minuscolo anch’esso, a queste condizioni, non abbia ragione d’essere ma, sono fiducioso in una nazione che è esistita molto prima e sono sicuro esisterà anche oltre. Il rammarico maggiore è che certi “geni” sono ai posti di manovra per merito nostro, troppo spesso assecondati dai nostri piccoli egoismi…

    • Ciao Salvatore, se l’idea fosse partita da qualche esponente del potere centrale (Parlamento o Governo) sarei meno preoccupato.
      Nasce da un consigliere regionale, ha trovato appoggio di altri suoi colleghi: chi è competente per la tassa di possesso? Le regioni, appunto…

      Fabio

  • Bollo, assicurazione, riconoscibilità, sicurezza del mezzo, forse anche possibilità di controlli periodici. La targa alle biciclette ritengo sia per prima cosa (solo?) un modo per trovare nuove entrate. Peccato sia spesso l’ unico mezzo di trasporto di tanta gente, anche pensionati, tanto per dirne una.
    E poi l’ incoerenza: se si pagasse un bollo bisognerebbe pure pretendere un servizio. E sappiamo come spesso sono messe le strade, per non parlare degli spazi per parcheggiarle e così via… (Non cito nemmeno il discorso ciclabili, in provincia di Bolzano presenti, ma spesso contrariamente a ciò che si pensa meno articolate nei centri città…).
    Poi é anche vero – e credo che qui dobbiamo dircelo – che l’ educazione italiana dei ciclisti non ci aiuta ma anzi porta acqua al mulino di chi vorrebbe tassare la bici.
    Quante bici su 100 in questo periodo di buio, viaggiano di sera con le luci funzionanti?! Quanti i semafori bruciati da campioncini mancati? E via così…
    Insomma far pagare alle bici una tassa sarebbe molto negativo a mio modo di vedere non solo per il mercato ma anche per la cultura ciclistica italiana (e mondiale, dato che ciò avrebbe sicuramente ricadute sui produttori nazionali) molto più indietro di quanto spesso si voglia far credere.
    C’ é di che meditare, sperare e soprattutto credo sia necessario mobilitarsi!

    • Ciao Franz, hai centrato un punto importante: l’indisciplina di tanti ciclisti che con i loro comportamenti offrono il destro ai sostenitori della riconoscibilità grazie alla targa.
      Di ritorno dal mio giro classico il rientro più breve per casa mia prevede un ultimo tratto percorso sulla finta ciclabile napoletana, il tratto di cui si sentiva meno l’esigenza cioè quello sul bellissimo lungomare purtroppo ormai ridotto a spiazzo per le feste di paese, unica attività in cui su dilettano sindaco, suo fratello e i vari sodali. Tratto che evito con cura, preferendo un giro piuttosto lungo per evitarla. A volte però sono stanco e scelgo la via più breve: quello che vedo compiere da tante persone in bicicletta (non ciclisti, non meritano questa definizione) va ben oltre le violazioni del codice della strada. E’ un insieme di comportamenti pericolosi, arroganti, folli e lì altro che targa, io gli toglierei le bici a vita.
      Però come sempre a far notizia sono i 10 idioti e non i 1000 rispettosi delle regole e degli altri, che stagliano dalla massa di persone per bene e fanno gridare all’impellenza di regole. Che già ci sono, il codice della strada le prevede. Per questo sostengo che la targatura sia solo il pretesto, il mezzo con cui far passare un concetto, quello della riconoscibilità, per combattere i furti e i comportamenti scorretti (fenomeni reali) quando in realtà vuole essere solo una schedatura per identificare futuri contribuenti.
      E come te posso anche accettare l’idea di contribuire, ma in cambio pretendo un servizio.
      Io non posso usare le mie bici su tante strade della mia città, si distruggerebbero a causa delle buche perenni.
      Inoltre è raro che in famiglia ci sia una sola bici, a iniziare dal quella con le ruote da 12″ per i bambini: la tassiamo? E chi la regala più a natale ai bambini? E se un bambino non impara ad andare in bicicletta difficilmente diventerà un ciclista in età adulta.
      Insomma, questa targatura potrebbe innescare un processo mortale per il nostro ciclismo ben più grave di quello che i politici di turno riescono anche solo a immaginare. Ma del resto a loro nessuno chiede mai di essere informati su ciò che sostengono, loro parlano e basta mentre vedono come farsi rimborsare l’acquisto delle mutande o il conto del parrucchiere…

      Fabio

  • Che dire; pare che in questo paese non si perda occasione per dimostrare quanto e come siamo indietro anni luce rispetto al resto d’Europa e del mondo. Non avevo letto nulla in proposito ma questa delle targhe le supera davvero tutte. Non basta che il ciclista (e parlo di chi usa la bici per spostamenti quotidiani) sia costretto a destreggiarsi in strade a misura di auto (e neanche tanto…); non basta l’essere considerato all’ultimo gradino della “catena stradale”; non basta basta il dover circolare su strade dove le piste ciclabili sono assenti o ridotte a delle semplici mani di vernice che cominciano in punti a caso, e finiscono senza portarti da nessuna parte. E sopratutto non basta l’odio e l’ignoranza (perché di tale si tratta) sfogata dagli automobilisti a cui “rubi la strada” perché, si ritengono gli unici leciti utilizzatori in quanto pagano il bollo (Eh si, mi è stato detto anche questo…).
    Ora? La targa?
    E allora cari politici e amministrazioni comunali dei miei stivali, cominciate a rendere la strada pubblica un luogo sicuro per i ciclisti e pedoni; cominciate a pensare ad una “rete” di piste ciclabili che non sia solo un decoro di vernice rossa, cominciate a pensare a come una bicicletta “con la targa” possa seriamente e facilmente andare da A a B senza che il suo condottiero torni a casa senza farsela sotto. Perché al momento,vedo solo BARRIERE ARCHITETTONICHE in un paese DISABILE di muoversi per 3/4 km senza dover essere obbligato all’uso dell’auto.
    Fino a quel momento girerò da clandestino; venitemi a cercare. Me ne sbatto.
    Scusate lo sfogo, ma ad un’amministrazione ignorante serve una risposta ignorante.
    Daniele

  • Piero

    Già …la targa ( che avrà un costo ovviamente) sarà il preludio ad una nuova tassa…. Stanno rastrellando denaro sempre più dal basso!!!

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