Tagliare e rifilare le guaine

Il taglio e la rifilatura delle guaine freno e trasmissione non è una operazione difficile in sé: però dobbiamo considerare che la guaina all’interno è vuota e per quanto si utilizzi una tagliaguaina di ottima qualità lo schiacciamento, e quindi la parziale otturazione del passaggio, ci sarà quasi sempre.

L’argomento sarebbe dovuto andare in uno degli articoli sull’assemblaggio della Surly Cross Check, ma ho pensato che poi si sarebbe perso. E visto che tagliare le guaine è operazione che si svolge sia quando assembliamo una bici e sia quando eseguiamo l’ordinaria manutenzione meglio spendere due parole solo su questo. Anzi, su questi: perché vedremo taglio, rifilatura e soprattutto come costruirci un attrezzo perfetto allo scopo a costo irrisorio.

Iniziamo dal taglio.

Una volta stabilita la giusta lunghezza, che dipende anche dai gusti personali perché possiamo “giocare” con le guaine per creare motivi estetici a patto di rispettare sempre il principio che le curvature di percorso siano sempre dolci e regolari, ci serve una buona tagliaguaina. Non la tronchese a lama dritta che troviamo in ferramenta. Anche una di ottima qualità e alto costo non sarà mai efficace quanto una tagliaguaina specifica.

Per anni ho usato la Tacx, buon rapporto qualità prezzo ma ogni tanto una ripassata alle lame la vuole. Ora ho scelto la regina delle tegliaguaine: la Park Tool CN-10.

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Come si può notare nelle immagini in dettaglio le lame hanno il filo curvato per evitare lo schiacciamento.

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Il taglio ne risulta preciso e pulito, a comprimersi è solo il sottile tubo in teflon all’interno della guaina.

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Ma sistemarlo è un attimo, basta un chiodo sottile oppure un piccolo bulino autocostruito come questo, dove ho usato del semplice filo di ferro rigido e stondato la punta per non farmi male se scappa. Il materiale è stato ricavato da una gruccetta per abiti, di quelle che ti lasciano in lavanderia.

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Ma se il taglio non è venuto bene? Se la nostra tagliaguaina non si è dimostrata all’altezza oppure, come capita con alcuni produttori, la guaina è talmente rigida che la forza da applicare al taglio è così elevata che è impossibile non schiacciarla anche usando il miglior attrezzo? Beh, dobbiamo rifilare ed è importantissimo farlo.

I cavetti scorrono all’interno delle guaine con un gioco minimo, quasi nullo. Basta una strozzatura piccolissima che la funzionalità soprattutto della trasmissione è compromessa. Il cavetto che si blocca e che trova resistenza sul suo cammino impedirà una agevole e rapida discesa di rapporto; e ormai con le trasmissioni a undici velocità si lavora su regolazioni al decimo di millimetro: basta un nulla per sfasare il tutto.

Però il bulino artigianale visto sopra può ben poco contro gli schiacciamenti eccessivi. Il materiale è più morbido del danno da riparare e il risultato è che si piega. Ci vuole qualcosa di più sostanzioso. Ma c’è la controindicazione: possiamo anche usare un materiale molto solido in modo da applicare massima forza ma col rischio che ci facciamo male. Se il punteruolo scappa ce lo infiliamo nella mano e non possiamo certo inserire una guaina in morsa per stare tranquilli.

Aguzziamo l’ingegno, ci dotiamo di qualche attrezzo e ce lo costruiamo noi.

Partiamo da una semplice barra in acciaio, in questo caso ho preferito quella da 5mm ma nulla vieta di usarne una di maggior diametro. Solo che più è grande più lavoro ci vorrà.

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Se abbiamo il tornio ricavare la punta da questa barretta è lavoro di pochi minuti. Se purtroppo non lo abbiamo possiamo ricorrere al nostro semplice trapano a filo montato a banco grazie all’opposito sostegno.

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Infiliamo la nostra piccola barra nel trapano, regoliamo il verso di rotazione in senso antiorario (più comodo e veloce) e con una buona lima per ferro creiamo una punta.

Fatta la punta ci serve una filiera M5 (o M6 se abbiamo scelto la barra da 6mm e così a salire) per creare una filettatura.

Mettiamo la nostra barra in morsa, e dal lato opposto alla punta aiutandoci con abbondante olio filettiamo una bella porzione.

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In dettaglio

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Fin qui tutto semplice, anche se ovviamente è lavoro che richiede alcuni attrezzi che non tutti possiedono. Un trapano si, un supporto da banco probabilmente pure perché è sempre comodo, un set per filettare forse no. Ma del resto qui parliamo di un attrezzo autocostruito, è normale che mi rivolgo a chi già possiede attrezzature per le lavorazioni e capacità di usarli. Un buon set per filettare costa ben più dell’attrezzo bello e pronto, seppure in una buona officina non dovrebbe mai mancare.

La nostra punta, anche non filettata, sarebbe già in grado di svolgere egregiamente il proprio lavoro; il pericolo però è farsi male usandola. E quindi arriva in nostro soccorso la parte filettata che ci servirà per fissare il punteruolo in un supporto di sicurezza.

Tutto quello che ci serve è un semplice pezzo di tubo metallico cavo all’interno ma chiuso a una estremità. O foriamo noi al centro oppure meglio se il foro è già presente, come quelli dei bastoni metallici appendiabiti. E infatti un residuo di un vecchio appendiabiti è quello che ho usato io.

Inseriamo il nostro punteruolo fissandolo con due dadi M5 da ambo i lati.

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La lunghezza del tubo deve essere superiore alla parte appuntita del punteruolo. Lo scopo è che la punta sia incassata, così se l’attrezzo scappa di mano l’impatto sarà col tubo e non con la punta

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Una incordata se vogliamo, perché così creiamo l’asola per appenderlo e miglioriamo la presa, e il nostro attrezzo è pronto.

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Nelle immagini che seguono ho schiacciato la guaina apposta con una pinza. E subito dopo ripassato con l’attrezzo appena visto: risultato perfetto.

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Due notazioni in chiusura.

Dopo aver tagliato e rifilato la guaina controlliamo sempre sia perfettamente ortogonale: altrimenti una passata alla mola, anche in questo caso il trapano montato a banco e armato con una piccola mola può aiutarci.

Una semplificazione della procedura si ha usando un dado, quindi nessuna necessità di filettare, e un supporto che abbia già un lato chiuso e filettato.

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In commercio, per chi preferisse evitare di costruirselo, esiste un attrezzo che sfrutta lo stesso principio di sicurezza. Costicchia ma meglio che bucarsi le mani. Però il fascino della cose fatte da noi è una altra cosa…

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • Igor

    Buondì Fabio

    per quanto riguarda l´ortogonalità della guaina, dici che si riesce ad ottenere un buon lavoro anche con una lima? Devo fare sto lavoro giusto domani ma, ahime, non una mola tra le mani.

    E già che ci sono ti pongo qui un quesito che troverebbe miglior sistemazione nell´articolo dedicato, ma preferisco non sovraffollare coi commenti. Devo montare gli Avid Ultimate. Mi sono reso conto che tra l´uscita diciamo così convenzionale del manubrio ed il centra guaina non c´è molto. 8cm, forse meno, e questo porterebbe a far fare alla guaina una curva molto netta.

    La soluzione più ovvia e veloce sarebbe addolcire la curva facendo uscire la guaina dal “retro” del manubrio, passare sopra la pipa e poi riscendere dal lato opposto a quello di partenza. Il difetto e che temo finirebbe col bloccare la pipa, nel senso che renderebbe più ostica qualsiasi operazione richieda lo smontaggio del binomio pipa-manubrio.

    L´alternativa sarebbe prendere un centra-guaina da montare sulla forcella. E qui i contro sono l`attesa ed il fatto che sono un pò scettico del risultato, dato che sulla forcella ho già il parafanghi ed il faretto.

    Mi piacerebbe sentire la tua a riguardo.

    • Elessarbicycle

      Ciao Igor, anche una lima va bene ma il grosso del lavoro lo si fa proprio al momento del taglio posizionando con cura la tagliaguaina.

      Per gli Avid nessun problema alla curva stretta, basta non si crei un angolo. Ma soprattutto rispetta queste quote in fase di montaggio.
      Avid ultimate

      Fabio

  • Igor

    Buondì Fabio. Grazie, prendo nota.

    Solo fatico a capire il diagramma, nel senso che il colore più scuro mi fa pensare che sia pensato per regolare i freni in posizione stretta, ma alcuni riferimenti, come l´altezza di 145mm sembrano intesi per la posizione ampia.

    • Elessarbicycle

      Si hai ragione, ho preso l’immagine da una mia cartella ma non avevo fatto caso sarebbe stata poco comprensibile. In effetti così è fuorviante, manca un dato che è la distanza del fermacavo dalla gomma, più semplice. Avidi consiglia 30mm, sia in posizione stretta che ampia, basta che tieni questa per buon insieme all’angolo di 90° che poi tutto viene da sé.

      Fabio

  • Igor

    Ho fatto il danno. E non so bene come. Stavo lavorando sulla tensione del freno posteriore. Con il braccio sinistro tutto bene. Quello destro non voleva saperne. giravo il dato come indicato (*) ma appena levavo la chiave molla e dado tornavano in posizione scarica.

    *Non proprio come indicato, solo dopo qualche tentativo mi sono reso conto che per la tensione del dado destro non serve tenere la vite impuntata con una brugola, e forse è questo ad aver causato il danno.

    Danno consistente nel fatto che il dado che regola la tensione si è filettato! Come non so, sta di fatto che si è creato un anello di materiale al suo interno, più stretto del resto del foro, che funge da filettatura. Cosa ancor più incredibile dopo aver limato questo eccesso ed aver ritentato l’installazione la filettatura è ricomparsa!

    So che è difficile dare consigli a distanza ma provo comunque a chiedere: qualche idea? Che abbia stretto troppo la vite prima di caricare la molla? E ora? Compro un set di minuteria o do una seconda limata?

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