Smontare un “ostico” movimento centrale

Un approfondimento, perché la tecnica è già spiegata su questo blog. Ma ho ricevuto e ricevo messaggi per avere ulteriori chiarimenti.

Ecco allora un articolo dedicato alla procedura migliore per vincere anche il movimento centrale più ostinato. Con una prima parte introduttiva sullo smontaggio della guarnitura, perché anche in questo caso mi sono arrivate richieste di chiarimento su come funziona l’estrattore.

Iniziamo a smontare allora le pedivelle, a fare da modella una guarnitura a perno quadro.

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Gli attrezzi che ci servono sono una chiave a brugola da 8 (perché in questo caso è una vite a brugola a tenere in sede le pedivelle; altrimenti serve una chiave a tazza se è presente una vite a testa esagonale), l’estrattore specifico e una chiave poligonale per agire sull’estrattore.

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E vediamo questo estrattore.

Il meccanismo di funzionamento è semplice: una parte filettata all’estremità da inserire nell’apposito alloggiamento presente sulla pedivella; una volta che è ben saldo, una altra vite che scorre all’interno andrà chiusa (cioè avvitata) in modo che la sua testa spinga contro l’asse del movimento, estraendo così la pedivella.

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L’immagine sopra è con l’estrattore a riposo, diciamo; ed è così che deve essere avvitato nella pedivella.

In basso invece lo vediamo con la vite di spinta chiusa (ripeto: con chiusa si intende avvitata), quella che andrà a battuta contro l’asse movimento e che ovviamente non possiamo vedere al lavoro se l’estrattore è montato.

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Svitiamo il bullone di fermo, in questo caso è una vite a brugola.

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Una volta rimosso apparirà la filettatura destinata ad accogliere l’estrattore, indicata dalla freccia.

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Un velo di grasso sulla filettatura dell’estrattore e avvitiamo a mano. Su questo punto vi suggerisco di prestare attenzione. Le pedivelle sono in alluminio, più tenero dell’acciaio dell’estrattore. Avvitare storto (e ve ne accorgete perché state forzando) significa rovinare la filettatura e giocarsi successivi smontaggi. A mano è difficile sbagliare, avvertiamo subito una resistenza anomala. Svitiamo e riproviamo finché non avvita fluido.

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Una volta a battuta, diamo un mezzo giro, non di più, con la chiave poligonale, sfruttando l’ingaggio apposito.

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Adesso sempre avvitando a mano portiamo la vite di spinta a battuta, ossia avvitiamo finché non avvertiamo che si è bloccata contro l’asse del movimento.

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Chiave poligonale e iniziamo ad avvitare la vite di spinta; è normale richieda una certa forza, deve vincere l’azione di fermo sull’asse, molto tenace soprattutto all’inizio.

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Possiamo aiutarci muovendo in senso contrario anche la pedivella, migliora la leva. La guarnitura inizierà a distanziarsi dal movimento, fino alla totale fuoriuscita.

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Rimossa la guarnitura dobbiamo eseguire la stessa operazione sulla pedivella sinistra.

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Liberato il movimento centrale da guarnitura e pedivella, è il momento di prendere un altro attrezzo, quello necessario a svitare le calotte movimento. Stiamo lavorando su un movimento Shimano a perno quadro, quindi useremo la sua chiave specifica.

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Questo disegno per l’ingaggio è stato adottato da molti produttori ed è di fatto il più comune.

Inseriamo l’attrezzo nella calotta sinistra; come si nota i denti non fanno presa fino in fondo, non penetrano più di tanto.

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Ed è questa “poca presa” il problema maggiore, perché è facile la chiave scappi via agendo con forza.

Abbiamo bisogno di un sistema che trattenga la chiave in sede e ci consenta al contempo di svitare la calotta.

Risolviamo con poco: un bullone M8 e una rondella di adeguato diametro; capace cioè di coprire il diametro dell’estrattore ma senza impedire alla chiave necessaria a svitare di poter essere agganciata.

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Possiamo anche usare un normale bullone per pedivelle (non del tipo come visto sopra montato però) perché è piuttosto difficile trovare una vite M8x1; ossia a passo 1 e non 1,5 come frequentemente troviamo in ferramenta.

Quello in foto è stato rifilato con apposita filiera per adeguare il passo alla filettatura dell’asse movimento, perché è quella la sede che useremo per assicurare l’attrezzo.

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E’ importante lasciare un poco di gioco tra rondella e attrezzo; altrimenti, svitando, l’estrazione della calotta spingerà l’attrezzo contro la rondella bloccandosi.

Del resto a noi serve solo dare quel mezzo giro per allentare la calotta senza che l’attrezzo sfugga, poi non è più necessario tenerlo in sede con la vite, la forza da applicare sarà (dovrebbe…) essere minore.

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Armiamo l’attrezzo con una chiave a tazza o poligonale e svitiamo. In senso antiorario, è la calotta sinistra e si svita sempre in senso antiorario.

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Una volta allentata la calotta possiamo rimuovere la brugola usata come fermo e svitare a mano; o con la chiave se offre ancora moderata resistenza.

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Calotta di sinistra, che sappiamo non essere solidale al movimento, rimossa.

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Raramente è serrata a coppia eccessiva, quindi la procedura descritta sarà sufficiente. Nel caso non lo fosse, potremmo usare la leva superiore garantita dal sistema che vedremo fra poco, lavorando sulla calotta destra.

Spostiamoci allora a destra, assicuriamo l’attrezzo alla calotta come abbiamo fatto prima sul lato opposto e innestiamo la chiave. Che, per quanto abbia una impugnatura lunga, è spesso inidonea a garantire la leva necessaria.

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Come facciamo? Semplice, aumentiamo la leva.

E’ sufficiente un normale tubo metallico come quello in foto. Ricavato da un (robusto) appendiabiti per armadio, verniciato in rosso per vezzo e reso più confortevole nell’uso rivestendo l’impugnatura con nastro manubrio.

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L’aggiunta di un ulteriore giro di nastro all’estremità opposta è giustificata dal fatto che lo conservo appeso alla parete; basta una vibrazione e parte la “campana a morto”: fastidioso, quindi ho silenziato.

Una volta innestato il tubo sul manico della chiave a tazza la leva inizia a farsi importante. Possiamo ben dire che in questo caso le dimensioni contano.

Poiché il passo del movimento su cui stiamo lavorando è italiano, la chiave è orientata a ore 11; sappiamo infatti che il passo italiano si svita in senso antiorario.

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Stessa procedura seguita a sinistra, quindi basta allentare la calotta e rimuovere poi la vite di fermo; come scritto sopra, se non la rimuoviamo durante l’estrazione farà da freno, bloccando l’azione.

Questa la procedura per un movimento centrale a perno quadro a cartuccia sigillata. Dove la presenza dell’asse consente il facile blocco dell’attrezzo per calotte.

E se invece abbiamo a che fare con un movimento a perno quadro ma a calotte? Soprattutto la difficile calotta da 36 posta a destra?

C’è la soluzione anche qui, ma l’aiuto sarà diverso.

Dopo aver rimosso guarnitura e pedivella, dobbiamo svitare la calotta sinistra. Facile, non è mai serrata forte. Senza riproporre la sequenza, la trovate qui, che è poi l’articolo principale di cui questo costituisce ulteriore approfondimento.

Ripropongo invece con altre immagini la procedura per estrarre la calotta destra, dalla forma tipica e che richiede chiave specifica. E che potrà essere rimossa dopo aver sfilato asse e cuscinetti dalla loro sede nella scatola movimento.

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Un occhio attento noterà una minima luce tra calotta e scatola movimento; che non deve esserci. Qui c’è solo perché non avevo più calotte a passo italiano e ho usato una più stretta calotta a passo inglese. Tanto è solo per descrivere la procedura, la licenza (non l’unica che mi sono preso…) lasciamola passare. Tra l’altro questa calotta è pure leggermente più piccola dell’ingaggio.

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Non abbiamo più l’asse, come nella sequenza vista prima. Che facciamo?

Prendiamo una barra filettata, quattro rondelle (anche solo due) e due dadi.

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Quella in foto è lunga per solo quest’uso; ma siccome ne faccio utilizzo anche differente, mi fa comodo averla più estesa.

Le rondelle possono essere anche solo due, l’importante è che siano grandi a sufficienza per andare a battuta sull’attrezzo e sulla scatola movimento. Quella da 40mm di diametro esterno sono perfette.

Io ne frappongo anche una più piccola, per mia abitudine.

Inseriamo dado e rondella…

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…e infiliamo la barra filettata da sinistra, dove la calotta non c’è più, assicurandoci che la rondella vada precisa a battuta contro la scatola movimento.

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Non è necessario che a destra ne sporga una lunghezza eccessiva, un paio di centimetri sono sufficienti.

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Adesso inseriamo la chiave per la calotta e blocchiamola in sede con l’altra rondella e un dado; anche qui dobbiamo lasciare un gioco minimo che permetta lo svitare, come abbiamo fatto sopra con l’altro tipo di movimento.

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Vi ripropongo alcune immagini prese dall’articolo principale, per comodità di lettura.

2542 Smontare movimento perno quadro ostico 402543 Smontare movimento perno quadro ostico 41

Adesso invece una simulazione; nel senso che faremo finta che la calotta usata per le immagini che seguono è una calotta per movimenti a perno integrato, come lo Shimano Hollowtech o il Campagnolo Ultra Torque. Dove sappiamo che una volta rimossa guarnitura e pedivella resteranno in sede le sole calotte, con la scatola movimento vuota all’interno.

Quello usato per la simulazione è un movimento a perno quadro a cartuccia sigillato Campagnolo, con la ghiera che usa uno standard poco diffuso. Ripeto quindi che qui non vedremo come smontare questo specifico movimento (la procedura da seguire è quella vista all’inizio, cambia solo l’attrezzo) ma faremo finta sia una calotta per movimenti a perno passante. Avrei potuto usare Elessar per evitare la finzione, ma onestamente non mi andava di smontare la bici…

Consideriamo allora questa calotta come una per movimento a perno passante…

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… e questo l’attrezzo per rimuoverla.

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La procedura ricalca quella che abbiamo visto per la calotta da 36; quindi ricorriamo alla nostra barra filettata e inseriamola. Nella immagine in basso, è una finzione ho ripetuto, ovviamente manca; ma facciamo conto ci sia.

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Lasciamo che sporga dal lato opposto per una lunghezza sufficiente; qui è minore di quella necessaria perché la chiave usata è più bassa di quella a tazza solita per i movimenti a calotte.

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Inseriamo l’attrezzo per le calotte…

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… e poi rondella e dado a fermare il tutto, sempre lasciando il gioco minimo come abbiamo visto nelle altre procedure.

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Ho usato questa finzione per evitare di smontare Elessar, che monta un movimento Campagnolo Ultra Torque

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Nell’immagine in alto è ben visibile la calotta movimento, che richiede un attrezzo diverso da quelli visti fin qui. In basso la versione a tazza, la più pratica secondo me.

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Chiudo questo lungo approfondimento con alcune immagini e un ulteriore consiglio; prima le immagini.

Le varie barre filettate cui faccio ricorso per le applicazioni più disparate.

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Il corretto smontaggio e quindi uso dell’attrezzo che abbiamo usato per la nostra piccola finzione; trattandosi di un movimento a perno quadro sigillato la procedura corretta è la prima che abbiamo visto.

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E infine un promemoria sul corretto verso di smontaggio per la calotta destra, nel caso di movimento a passo italiano o inglese.

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E ora il consiglio.

Qu abbiamo visto una bici completa, quindi quando dobbiamo esercitare forza per smontare le calotte la bici è poggiata sulle sue ruote. Capita però di entrare in possesso del solo telaio, usato, dove il precedente proprietario ha lasciato il movimento presentandocelo come un favore; in realtà non lo riusciva a smontare.

Come regolarci? Ponendo un morbido teppetino sotto la scatola movimento e posizionando il telaio (magari un amico che ci aiuta a tenerlo è meglio) in modo tale che la forza scarichi proprio sulla scatola movimento. In assoluto il punto più tenace.

 

Eccoci arrivati alla fine: per molti di voi nozioni conosciute; per tanti no.

Di fatto quest’articolo riprende quanto già scritto, offrendo però qualche dettaglio in più. Possono sembrare argomenti banali, eppure chi non ha mai smontato una guarnitura si rigira basito questo estrattore tra le mani senza sapere che farne; oppure ignora l’esigenza di dotarsi di un estrattore. Potrei dare tante cose per scontate e rivolgermi a chi ha già esperienza. Da tempo però in questo blog ho preferito seguire una strada diversa: condurre passo passo chi è a totale digiuno di tecnica. E poi, a ben guardare, è vero che l’articolo parte con nozioni base, ma credetemi se vi dico che il sistema, semplice una volta che lo conosci, della leva allungata lo ignorano anche tante officine. Come ignorano un altro trucchetto che vedremo in un prossimo articolo a proposito della manutenzione del mozzo Campagnolo 8-9 velocità.

Si parte dal basso ma si sale parecchio 🙂

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COMMENTS

  • che diametro ha la barra filettata? ne uso anche io per gli usi più disparati ma ancora non avevo provato con la bici

    • Elessarbicycle

      Ne uso di differenti a seconda di cosa devo fare; quella in foto è una M10

      Fabio

      • ciao io sono alle prese con un movimento centrale non a perno quadro di una mtb ktm del 2007…dal lato sx ho tolto la parte in plastica svitando in senso antiorario mentre dalla parte del deragliatore svitando in senso orario non riesco…come posso capire se la fielttatura è inglese o italiano?…ho provato di tutto wd40 qualke martellata ma non si muove

        • Elessarbicycle

          Ciao, per scoprire che movimento hai basta misurare la scatola e confrontarla con le misure che trovi in questo articolo.

          Non conosco la bici in questione ma se è una Mtb avrà quasi sicuramente scatola da 73 (ma ne esistono tante con scatola da 68) e passo inglese, sarebbe raro fosse italiano. Ma, ripeto, non conosco il modello.
          Se è passo inglese l’ipotesi più plausibile è che sia stato serrato molto forte, più del necessario. Una buona leva, estrattore fissato al perno per non farlo scivolare e dovresti averne ragione.

          Fabio

  • giovanni

    Ciao, complimenti per il blog!
    Perfetto per chi ama le bici ma (nel mio caso) non è esperto nella manutenzione.
    Se possibile vorrei una informazione. Vorrei elettrificare con motore Bafang centrale, questa bici cruiser (http://spaarbikes.nl/products-page/cruisers-26/beachcruiser-mbm-maui-heer-7-speed-mat-groen/) e devo smontare il movimento centrale modello Life, passo inglese da 68mm.
    Ho dato un’occhiata online ma non riesco a capire che tipo di estrattore e che attrezzi dovrei comprare.
    Saresti così gentile da indicarmi qualche possibile link dove poter acquistare?

    grazie e buonissime pedalate!!

    giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, non conosco la bici ma dall’immagine che vedo sembra una normale guarnitura singola a perno quadro. Se è così ti servono l’estrattore per le pedivelle e quasi sicuramente l’estrattore movimento standard Shimano; ma per avere certezza di questo secondo attrezzo bisogna vedere, ossia smontare le pedivelle e guardare cosa si ha davanti.
      Come sono fatti e come usarli lo trovi qui e negli altri articoli sul movimento centrale.

      Per i link puoi fare riferimento a quelli presenti in coda agli articoli o nella pagina “Link acquisti”, altrimenti qualunque store online ha quello che ti serve.

      Fabio

      • giovanni

        Ciao fabio, grazie per la cortese risposta!! Io ho chiesto informazioni e mi hanno detto che il movimento centrale è modello Life, passo inglese da 68mm. Per questo passo inglese da 68mm allora (fermo restando che come dici tu potrebbe non essere così dato che una volta smontato si avrebbe la certezza) andrebbe bene l’estrattore movimento standard Shimano?
        Grazie.

        giovanni

        • Elessarbicycle

          Ciao Giovanni, credo ci sia stata confusione, probabilmente ti hanno dato il nome/marca della guarnitura.
          E’ una normalissima singola a perno quadro, al 99,9% con ghiere shimano.

          Fabio

  • Mauro

    Però la ghiera del movimento centrale perno quadro lato guarnitura, quella di destra per intenderci, si svita in senso orario e non antiorario!!!

    • Elessarbicycle

      Ciao Mauro, grazie per il tuo contributo anche se impreciso. Anzi, proprio perché impreciso mi offre l’ulteriore possibilità di ribadire un semplice concetto che troppo spesso sfugge ai lettori meno esperti e frettolosi. Ossia che il verso per avvitare o svitare la calotta destra è diverso se il movimento e Ita o Bsa. Infatti sia in questo che in tanti altri articoli presenti sul blog metto sempre in risalto questa fondamentale differenza. In questo articolo, per esempio, oltre al testo vi sono anche due immagini che semplificano la lettura indicando chiaramente come agire in modo corretto.

      Fabio

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