SmartHalo

Introduzione

Il ciclismo ha infinite facce, tanti modi di interpretarlo quanti sono i ciclisti. Per questo mi piace spaziare nei test, passando da componenti tipicamente sportivi ad altri dedicati all’uso urbano o turistico.

Così mi trovo tra le mani questo SmartHalo, un aggeggio da fissare al manubrio e che lavora in connubio col nostro (irrinunciabile) smartphone per offrirci un navigatore Gps, un sonoro antifurto, un assistente che ci notifica telefonate ed Sms, un quadro fitness con alcuni parametri essenziali della pedalata e infine una lucetta anteriore a led con sensore crepuscolare regolabile: a chi suggerirlo? Ai ciclisti urbani, viene naturale.

Il problema però è che la definizione di ciclista urbano varia da città a città; figuriamoci se apriamo l’orizzonte fuori dai confini nazionali o traversiamo l’oceano. C’è differenza tra chi pedala in una caotica metropoli del Sud Italia e chi si sposta sereno tra le ciclabili Trentine; tra chi schiva le buche della nostra Capitale e chi deve districarsi tra i docks londinesi o trovare la rotta nel dedalo di Montparnasse; tra chi deve sgusciare per vicoli che dividono palazzi secolari e chi affronta le svolte ad angolo retto del preciso reticolo su cui hanno eretto Manhattan.

Io sono curioso, mi piace scoprire e capire cose nuove: come questo SmartHalo e come ho fatto con il Cobi a inizio estate. Due dispositivi simili ma non sovrapponibili. Sia per prezzo che per allestimento globale. Ma al momento gli unici sul mercato ad offrire in un unico dispositivo queste funzioni. Quindi chiuso il test del Cobi chiedere ai canadesi di SmartHalo un esemplare in prova mi è sembrato un passo naturale. Un gruppo giovane ha una idea, cerca fondi e li ottiene grazie a una delle più famose piattaforme di crowdfunding, testa a lungo il prodotto e infine lo lancia sul mercato. Detto così sembra facile, una breve storia a lieto fine. Dietro invece ci sono tante idee, tanto lavoro e tanta fatica. Per arrivare infine a questo SmartHalo che è maturo ma, a mio giudizio, potrebbe ulteriormente migliorare senza grossi investimenti.

Mi piace la pagina in cui i Canadesi di SmartHalo parlano della loro idea. Mi piace quando dicono che la bici non è un mezzo di trasporto o un hobby: è uno stile di vita. Che non è in tutto e per tutto il mio, ma c’è passione e io davanti alla passione, lo sapete, divento sentimentale. Non benevolo, se qualcosa non va non chiudo un occhio; ma nessun problema, su questo aggeggio tutto quello che c’è funziona e funziona bene, quindi il mio lavoro di tester è stato semplice. I limiti arrivano da ciò che manca; ma non andiamo subito alle conclusioni, questa è l’introduzione e prima dobbiamo scoprire come funziona.

Anche questo test vedrà l’impaginazione con la divisione in paragrafi e saranno molti perché ho deciso di dedicarne uno alla installazione della app, uno per ogni funzione, con un breve video illustrativo, uno per mostrare la semplice installazione al manubrio e infine il test su strada con le conclusioni. Non è un errore: l’installazione al manubrio avverrà dopo quella del software e leggendo scopriremo perché. Una recensione completa, come piace a me e a voi.

Voltiamo pagina e vediamo insieme questo SmartHalo partendo dal contenuto della confezione.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Luca Venturini

    Bellissima prova per un prodotto innovativo! Ottima scelta anche del tipo di materiale da provare, mai scontato.

    Mi posso permettere un consiglio? Per meglio visualizzare i vari passaggi di installazione o configurazione delle app su smartphone ti consiglio di utilizzare gli screenshot delle schermate. Su tutti i dispositivi c’è una modalità per farli. Con gli Huawei come il tuo dovrebbe esserci uno shortcut dal menù a tendina superiore oppure esistono combinazioni di tasti. Poi basta prelevare le immagini salvate.

    Ciao e complimenti ancora

  • Luca Venturini

    Scusami, errore mio, non si erano caricate tutte le immagini, ho capito ora perchè hai fatto le foto al telefono…

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, grazie comunque per il consiglio 😀
      Si, purtroppo a volte capita che non si carichino subito tutte le immagini e serve un F5 per averle. Da mesi si palleggiano la responsabilità il creatore del tema grafico e la società sui cui server gira il blog; a volte mi dicono ne metto troppe, e infatti anche per questo ho iniziato a operare la divisione in paragrafi ma il problema persiste. Prima o poi giungeremo, spero, a una soluzione.

      Per quanto riguarda il test si, è vero, cerco sempre di scovare anche oggetti più particolari senza fossilizzarmi sui soliti noti; o cerco componenti e accessori che sulla carta vantano qualità e un buon rapporto qualità/prezzo. Poi, ovvio, devo fare i conti con la diponibilità delle aziende a inviare e non tutte accettano. La percentuale di risposte positive è al momento dell’80%, che non è male per un piccolo blog come questo in un settore così inflazionato. Quel 20% è rappresentato da aziende che puntano molto alla comunicazione sui social, settore nel quale sono carente perché poco funzionale per questo blog che punta all’approfondimento. Ma non me ne faccio un problema, depenno e passo oltre. Alla fine mi interessa creare buoni articoli che informino i ciclisti e c’è così tanto di cui scrivere…

      Fabio

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