Sigma ROX Gps 11.0

Un test inconsueto per questo blog: ebbene si, un ciclocomputer. E non uno semplice bensì un top di gamma, anzi il top proposto dalla tedesca Sigma: il ROX Gps 11.0. Che, come indica la sigla è dotato appunto di ricevitore satellitare, oltre a tante altre funzioni.

Scrivo inconsueto perché chi mi segue da tempo sa che non sono un amante dell’elettronica e dei ciclocomputer in particolare. Il cardio mi mette ansia e tutti quei dati che scorrono sullo schermo mi distraggono. Basta un orologio, per sapere quando è ora di tornare. Già, sono della vecchia scuola, quella che “se la gamba gira vai, se non gira torna a casa”. Che non è una filosofia sbagliata, però per renderla utile è necessario avere accumulato tanta esperienza su se stessi, altrimenti è impossibile decifrare i segnali che il nostro corpo ci invia.

Ma per quanta esperienza si possa avere la fallibilità è umana: questi aggeggi invece non sbagliano mai. Al giorno d’oggi viviamo il cardiofrequenzimetro come la normalità, qualcosa che è sempre esistito. Se adesso lo usiamo con naturalezza lo dobbiamo a uno dei più grandi campioni del ciclismo che ne fece uso la prima volta durante la preparazione in vista del record dell’ora a Città del Messico. Tanto della attuale metodologia di allenamento ci viene infatti da ciò che Moser e la sua equipe sperimentarono in quella prodigiosa impresa. Eppure è stato proprio Moser a rispondere, in questa mia intervista, che “Noi pedalavamo con l’esperienza, le sensazioni: sentivi se avevi la gamba giusta, se era la giornata giusta”. E’ stato però sempre il campionissimo a volere con forza provare ogni nuova tecnologia disponibile, senza mai arroccarsi sulla tradizione; se uno con la sua esperienza ritiene utile ricorrere al confronto strumentale, volete che io ribatta? Io in disaccordo con Moser? Non scherziamo…

Il fatto io non ne faccia uso da tempo non significa ritenga i più evoluti ciclocomputer un inutile orpello. Quando è stato necessario allenarmi, seguendo precise tabelle di marcia, non ho potuto farne a meno. Ora che pedalo per svago mi interessa meno e posso concedermi lo snobismo di un semplicissimo ciclocomputer da supermercato, giusto per visualizzare l’ora e qualche volta cronometrare una salita o una discesa. Mai su Elessar, però.

Ma non pedalo più per svago da tempo e non perché abbia deciso di tornare ad allenarmi con cipiglio agonistico. Sono mesi che ogni volta che inforco una bici è perché ho qualcosa da testare e siccome van bene le sensazioni filtrate dall’esperienza ma i numeri sono altra cosa, ecco che ho iniziato a guardarmi intorno alla ricerca di un ciclocomputer che potesse fornirmi sia le informazioni necessarie per i test che pubblico e sia informazioni sulle mie condizioni. Perché sono anzitutto un appassionato e chi ci assicura che quella tale volta sono andato forte per merito intrinseco di ciò che stavo provando o perché mi stavo divertendo col giocattolo nuovo? Che affidabilità posso garantire nei miei test su strada? Ecco quindi la necessità di un ciclocomputer tra i più evoluti; e tra le priorità nella mia ricerca in cima alla colonna c’era la possibilità di impostare i “giri”, ossia memorizzare un determinato percorso, avviarlo giunto il momento e poter poi raffrontare i risultati tra le diverse volte che l’avrei affrontato. Perché? Perché a essere memorizzati sono stati i circuiti di prova, quelli che uso per i test di bici e componenti, in modo da offrire a voi che leggete un resoconto veritiero. Non significa pubblico i dati; però ho la conferma che ciò che ho rilevato è reale ed è questo che riporto nelle prove su strada.

Identificato nel Sigma ROX Gps 11.0 il modello che fa al caso mio ho contattato l’ufficio marketing e comunicazione della casa madre che, con teutonica precisione e mediterranea disponibilità per le quali ringrazio, in 72 ore mi ha fatto recapitare quanto chiesto, in versione completa; cioè col corredo di fascia cardio e sensori vari.

Infatti il ROX Gps 11.0 è proposto in due allestimenti: una base e l’altro completo di tutti i sensori; la confezione chiarisce il contenuto.

Una volta aperta due differenti scatole contengono tutto l’occorrente, compreso una card col codice personale per registrarsi al Sigma Data Center; comunque chi volesse farsi una idea di come funziona il software ha a disposizione venti accessi senza necessità di codice.

Guardiamo in dettaglio, partendo dal sensore velocità e cadenza.

La piccola vite a croce serve ad avvicinare il braccio del sensore al magnete che andrà collocato sul raggio.

Il secondo sensore è quello cardio, con la sua fascia facilmente regolabile; fascia elastica ovviamente, per nulla costrittiva. Come tutte le fasce cardio solo nelle mattine più fredde è fastidioso il contatto con la zona di rilevamento, ma giusto per i primi secondi. Sfregarla prima di indossarla aiuta…

Come si è potuto notare nelle immagini in alto, sia il sensore cadenza che quello cardio hanno sul retro lo sportellino a vite che alloggia una batteria a bottone. Quindi sostituibile dal ciclista, senza necessità di invio in assistenza.

Proseguendo l’esplorazione scopriamo i magneti, sia quello da assicurare al raggio della ruota per la misurazione della velocità che quello, davvero tenace, da vincolare all’asse del pedale per tenere il conto della cadenza di pedalata. Non manca un morbido gommino sagomato da frapporre tra sensore e fodero basso del carro.

Due le basi di aggancio fornire di serie, complete di fascette (non presenti in foto) e supporti in gomma per non danneggiare piega o attacco manubrio. Ci sono anche diversi elastici in silicone.

Il sistema di innesto è quello classico a baionetta. Veloce e tenace, mai un cedimento nemmeno sul pavé peggiore o vibrazioni che avrebbero inficiato la lettura.

Nell’immagine in alto, sul retro del ciclocomputer abbiamo visto anche lo sportellino in gomma che protegge la presa mini usb; serve sia alla ricarica della batteria che alla connessione al pc.

Ed ecco in dettaglio il cavetto, che se fosse stato più lungo non mi sarebbe dispiaciuto, e la porta di connessione.

Quattro soli i pulsanti per attivare le tante funzioni, facilmente azionabili anche con guanti invernali. Il loro essere in tondeggiante rilievo consente di “indovinarli” anche al tatto, senza distrarsi troppo dalla strada.  A destra del dispositivo il pulsante Start per l’accensione (da tenere premuto alcuni secondi) e sotto quello Plus; a sinistra il pulsante Stop e quello Minus.

Montare il tutto sulla bici impegna un minuto scarso; la base fornita in dotazione consente l’installazione sia sull’attacco manubrio che sulla piega. Io ho scelto quest’ultima soluzione. Il sensore velocità/cadenza andrà fissato al fodero basso del carro, prestando cura a porlo alla giusta lunghezza affinché il magnete vincolato al pedale si trovi nella sua zona di influenza.

Come detto sopra, una piccola vite consente di avvicinare il braccio di lettura della velocità al magnete posto sul raggio.

Per i più curiosi aggiungo il video ufficiale che mostra l’installazione.

Adesso non resta che accenderlo agendo sul pulsante Start

Al primo avvio si è immediatamente inviati al menu di settaggio, altrimenti raggiungibile dalla schermata Impostazioni. Per scorrere le differenti schermate si usa il pulsante Minus.

Una volta entrati abbiamo la possibilità di eseguire tutti i settaggi necessari; a iniziare dalla lingua scelta.

Poi l’altimetro, che possiamo regolare manualmente se conosciamo già con esattezza la nostra altitudine.

La voce successiva ci chiede di collegare i sensori con tecnologia Ant+ e, per il cardio, anche Bluetooth.

Una volta accoppiati andranno sincronizzati, ma per quello c’è una apposita funzione che si attiva dal menu Allenamento.

Sigma ha messo a punto anche una app per il nostro telefono e che si chiama Sigma Link, gratuita. Basta seguire le indicazioni a schermo sia sul Rox che sul nostro telefono, con Bluetooth attivato.

Interessante la presenza di profili sport preimpostati, altrimenti modificabili a nostra scelta tramite il software gratuito Sigma Data Center scaricabile dal sito ufficiale.

Io ho scelto quello Road, trovandomi poi nelle successive voci di menù una ampia selezione di funzioni.

Il giro automatico, la possibilità di impostare alcuni valori della bici e personali (per un settaggio più approfondito è necessario usare il Data Center), quando far partire un allarme, la frequenza di pedalata e le differenti zone di prestazione e quelle di intensità, l’attivazione del Gps e il comando per resettare tutto. Una ampia carrellata fotografica a seguire, non completa ma abbondante.

E’ possibile impostare un percorso e selezionare gli allarmi che ci avvisano del raggiungimento di un certo chilometraggio o di un punto di interesse, nel caso abbiamo scaricato un percorso tra gli infiniti presenti nel Data Center.

Selezionando la voce utente è possibile inserire alcuni dati fondamentali, ma anche qui vale sempre il discorso che tramite Data Center creiamo un profilo più accurato.

Se vogliamo aggiornare il firmware o riportare il Sigma Rox alle impostazioni di fabbrica abbiamo le relative voci.

Mi sono dilungato con le immagini, ma era l’unico modo per mostrare le molteplici personalizzazioni. E dovrò dilungarmi alla stessa maniera introducendo una altra funzione, quella che giustifica la necessità di un ciclocomputer: l’allenamento.

Dopo aver scelto il profilo sport preferito è possibile entrare nel menù breve per reimpostare o modificare alcuni valori, calibrare altimetro nuovamente, anche tramite Gps, caricare un percorso precedentemente salvato accedendo alla lista di quelli in memoria scaricati dal Data Center oppure entrare nel Workout o caricare i segmenti Strava, impostare avvisi e bussola, ricercare se necessario un sensore o regolare lo zoom nella visuale del percorso. Detto così è solo una lista di funzioni per questo credo apprezzerete una altra lunga sequenza fotografica, perdonando questa eccessiva mostra.

Insomma, c’è da giocare un poco, ma il tempo speso prima della partenza ripagherà con una mole di dati molto utili una volta tornati a casa.

Comodamente seduti in poltrona infatti potremo collegare il nostro Sigma Rox e scaricare sul telefono il resoconto della uscita.

Oppure sul personal computer. Ma se la curiosità ci divora o abbiamo bisogno di verifiche immediate sul giro appena concluso o sulla prestazione in quel tratto possiamo ricorrere alla memoria interna, dove avremo precedentemente salvato la pedalata appena conclusa.

Da qui possiamo ricavare una buona quantità di informazioni. Una volta selezionato il giro che ci interessa tra quelli in memoria potremo accedere alle attività. Che comprendono la durata, velocità, distanza, frequenza di pedalata e cardiaca, il percorso, i segmenti Strava, l’altimetria totale (visualizzata in forma grafica), i valori complessivi e i propri record migliori. E altro ancora, per esempio le calorie consumate: così sappiamo se il doppio cornetto alla nutella lo abbiamo bruciato o no…

Altre schermate sono per accedere al Workout precedentemente impostato da pc o ai segmenti Strava; in questo caso è necessario avere un abbonamento Premium, ma compreso nell’attivazione del Data Center sono inclusi 60 giorni in omaggio.

Questo Sigma Rox Gps 11.0 ha appunto il Gps; però non è cartografico e va bene così. Onestamente in uso sportivo trovo il cartografico inutile, in fin dei conti l’allenamento prevede la ripetitività dei percorsi. In uso turistico non mi interessa e basta, il Gps intendo, perché è più bello fermarsi e chiedere. Quante scoperte si fanno parlando cone le persone del posto, altro che punti di interesse…

Torniamo al nostro Rox. Una apposita schermata consente di richiamare i percorsi in memoria e navigare poi tra le varie informazioni; utile a mio parere la possibilità di visualizzare il profilo altimetrico  del percorso selezionato, un più che valido ausilio nella scelta per i salitomani come me 😀

Una volta in funzione molte le informazioni visibili a schermo, come tradizione di casa Sigma.

Possiamo scegliere quale schermata predefinita tenere in primo piano fra le varie disponibili; nel caso abbandoniamo il percorso stabilito, un messaggio ci avverte.

Tramite l’ultima versione del Data Center è possibile personalizzare le informazioni visualizzate. Si può decidere di vederne da una a sei, in quale schermata e dove collocare i valori e così via. Possiamo, sempre tramite Data Center arrivare fino a sei pagine differenti, ossia le quattro già previste di serie e altre due da aggiungere tramite software. Le possibili combinazioni sono talmente tante che ho evitato di tediarvi con ancora altre immagini. Anche perché è possibile decidere su quale pagina visualizzare le informazioni; ma comunque non ce ne sono in più oltre quelle che ho già mostrato, quindi farle vedere sopra o sotto lo schermo non ha senso. Giusto per rendere una idea ricorro a una immagine ufficiale.

Infine tenendo premuti in contemporanea i pulsanti Plus e Minus possiamo accendere la luce (tra le funzioni è possibile settare la durata dell’illuminazione) che tingerà lo schermo di una piacevole tonalità azzurra.

Per chi preferisse, è disponibile anche in bianco.

Bene, fin qui la lunga presentazione, giustificata dalla quantità di funzioni.

Adesso le mie considerazioni. E’ un ciclocomputer decisamente completo, la presenza del Gps lo pone al passo con la concorrenza e ha tutto ciò che è necessario agli sportivi per un efficace allenamento. L’integrazione con la app e il Data Center consente non solo di pianificare con cura il proprio calendario di allenamento, stilando programmi specifici in base ai percorsi, ma permette anche di accedere alla enorme quantità di percorsi caricati da altri ciclisti.

Se non bastassero le indicazioni fornite a schermo dal Rox , è sempre possibile utilizzare in contemporanea la app, però c’è da fissare anche il telefono al manubrio e io non l’ho fatto, non mi piace la piega così affollata.

Il Gps ha mostrato precisione e facilità di aggancio ai satelliti, così come veritiero si è rivelato l’altimetro.

La quantità di informazioni offerte allo sguardo è abbondante, come visto nelle immagini sopra, e nulla manca per poter gestire la pedalata sportiva e avere sempre chiaro sia i dati salienti del percorso che della propria andatura nonché stato fisico. Il cardiofrequenzimetro ha sempre rilevato il battito appena indossato; solo in qualche occasione ha perso il segnale, ma c’è da considerare che io sono solito tenere la fascia molto larga. Consiglio, affinché questo strumento sia realmente utile, di non fidarvi delle generiche tabelle presenti in rete. Il cardio va settato in base alle proprie caratteristiche è l’unica azione che ci consente di conoscere i nostri valori di soglia è una visita medico sportiva con test sotto sforzo. Ogni università ha un suo dipartimento di medicina dello sport, a seconda della Regione il costo varia ma non dovrebbe superare la cinquantina di euro. Indipendentemente dall’uso del cardio è visita che consiglio a tutti; io sono anni che mi affido all’università della mia città e, anche se non mi è necessaria non gareggiando, scelgo la visita per l’abilitazione agonistica perché richiede una accuratezza maggiore.

Utilissima la funzione Workout; certo, richiede una buona pianificazione a casa lavorando col Data Center, ma una volta in sella basta un attimo che abbiamo tutto ciò che ci serve per quella specifica seduta di allenamento. L’interazione con Strava è interessante, ma è talmente conosciuta come applicazione che c’è poco da dire. Tranne ricordare che per l’attivazione dei segmenti Strava è necessario un abbonamento Premium. Con saggezza Sigma ci offre 60 giorni di prova, così se qualcuno scopre che di Strava può farne a meno non ha speso soldi inutilmente.

Molto comoda la possibilità di invertire il giro; cioè con un semplice tocco impostare lo stesso percorso ma al rientro. Può sembrare inutile visto che alla fine si tratta di arrivare dal punto A al punto B e tornare al punto A, cosa che potrebbe tranquillamente rientrare in un unico giro memorizzato. Ma qui il nostro strumento deve essere di ausilio all’allenamento e il profilo stradale non è identico tra il tragitto A/B e B/A. Per semplificare, il tratto fatto in salita al ritorno lo percorriamo in discesa e così tutto il resto. Avere un quadro che spezzi e parzializzi il percorso significa più dati da poter verificare. Gli allarmi consentono di sapere quando si è raggiunto un certo obiettivo senza distrarsi dalla guida e sono sempre udibili.

I giri li possiamo anche creare strada facendo, prevedendo poi ripetute, scarico, defaticamento ecc; insomma, tutto ciò che serve per gestire un allenamento certosino. Si lo so, sono quello del “se la gamba gira vai sennò rientra”. Vero, ma non ho mai detto che non riconosco la validità del supporto tecnologico e non sia consapevole di quanto aiuto fornisca in fase di allenamento. Il punto piuttosto è: ti serve se non ti alleni con metodo? Ecco, io non posso allenarmi secondo un preciso programma, non ho alcuna possibilità di pianificare per tempo le uscite. Ma quando potevo permettermi questo lusso e avevo davvero necessità di preparazione atletica ne facevo ampio uso.

E in questo offre valido supporto la funzione di misurazione del TSS, acronimo di Training Stress Score. Questo punteggio di stress è calcolato basandosi su durata dell’allenamento e intensità, che è calcolata in percentuale su quanto abbiamo lavorato nel valore di soglia. Ovvio che per essere attendibile è necessario che il cardio sia correttamente settato. E’ una delle funzioni più utili ma spesso trascurate; molto più importante, sempre in ottica allenamento, di sapere l’altimetria o la velocità massima.

C’è compatibilità sia con il Di2 di Shimano che con l’Etap di Sram; avendo io usato solo bici con trasmissione a comando meccanico non posso fornirvi indicazioni sul funzionamento specifico.

La durata della batteria è stimata dalla casa in circa 13h, valore da me confermato. Si è abbassato ma di poco usando l’illuminazione sempre attiva, cosa che ho fatto anche di giorno per smorzare alcuni riflessi che mi impedivano una rapida lettura. Il contrasto delle cifre è corretto nonché regolabile ma probabilmente a causa di come l’avevo posizionato in alcune condizioni di luce ho avuto difficoltà di lettura e l’illuminazione ha risolto il problema.

La scelta di usare solo quattro tasti è vero che impone qualche passaggio in più rispetto a versioni con più pulsanti; ma è anche vero che secondo me semplifica le operazioni, perché è più difficile sbagliare e perché le funzioni sono state distribuite con intelligenza. Di fatto mentre pedali te ne servono massimo due, sempre gli stessi e per quasi tutte le operazioni necessarie ne usi uno solo.

Anche se come ho detto trovo il Gps superfluo durante il semplice diporto, è più divertente chiacchierare con la gente del luogo e carpire informazioni, seppure non cartografico questo Rox 11.0 può comunque essere utilizzato per non perdersi. Basta stabilire il percorso a casa tramite Data Center e se nelle foga del momento rischiamo di perderci il ristorante dove volevamo fare tappa, ci pensa l’allarme sui punti di interesse a non farci arrivare lunghi; e digiuni. La schermata prevede anche il tempo di destinazione, che si fa più affidabile dopo una buona percentuale di chilometri percorsi. Però a causa di mie frequenti soste per prendere appunti durante il test non ho potuto alla fine saggiarne la veridicità.

In definitiva uno strumento completo per il ciclista sportivo che in soli 60 grammi di peso e senza investire una fortuna avrà a disposizione tutto ciò che realmente serve per allenarsi con metodo. La voglia di salire in sella dovete mettercela voi, però 😀

Questo il link ufficiale.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Ciao, tanto per cambiare sono a disturbarti 🙂
    Visto che il problema maggiore di tutti questi begli oggetti sono le batterie (a parte il computer, che si ricarica, il resto va a batteria “a consumo”) sbaglio o i vari sensori di cadenza / velocità e della fascia cardio hanno uno sportellino da aprire per sostituirla?
    I vecchi sensori di velocità Polar, ad esempio, non l’avevano, quindi dovevi rivolgerti all’assistenza ufficiale e buttare 20€ per una batteria da 2€, oppure tentare di fare da te e rischiare di disintegrare il sensore in questione….
    Non sono alla ricerca di un computerino (ce l’ho), ma mi sembra una cosa importante da sottolineare.

    Buon prosieguo
    Samuele

    • Elessarbicycle

      Giusta osservazione Samuele. Dalle immagini sia del cardio che del sensore cadenza si nota sul retro lo sportello del vano batteria. Ma è bene precisarlo anche nel testo, quindi ho provveduto alla aggiunta.
      Thanks

      Fabio

  • Giovanni

    Fabio, come ti è sembrata qualitativamente la fascia pettorale? Lo strumento può anche essere dotato di sensori per verificare la spinta sui pedali delle rispettive gambe? Ho una versione molto molto base di ciclo computer sempre della Sigma e non ti nego che più di una volta sono stato tentato di comprare qualcosa di un pò più completo, anche se poi come te alla fine guardo solo il tempo trascorso 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, la fascia è ottima. Se intendi la possibilità di usare il power meter si, è compatibile coi sensori. Ma non avendo usato io un Power meter non ne ho parlato, mi sono ovviamente limitato a ciò che avevo disponibile. Ma costa un rene il power…

      Fabio

  • marco soardi

    Ciao Fabio…quelli del tandem….sempre complimenti per gli articoli di presentazione che proponi.
    Ti chiedo se il ciclocomputer è waterproof…quale livello di IP è garantito?
    Un saluto.
    Marco

  • Stando alla scheda tecnica è dato IPX8

    • Scusami ipx7, trovi i dati tecnici nella sezione 13 del manuale scaricabile dal link ufficiale presente nell’articolo

      • Elessarbicycle

        Aggiungo a quanto già segnalato dall’efficiente Samuele che non rilevo possibili vie d’acqua mentre me lo giro tra le mani rispondendo.
        Non c’è alcun forellino per il sensore barometrico e le giunzioni tra schermo e struttura non mostrano spazi liberi.
        La presa mini usb è sul retro e ben protetta da una palpebra in gomma, da far aderire con attenzione perché all’inizio soprattutto è un poco dura. Ma poi sigilla perfettamente.
        Non può essere buttato in piscina, ma pioggia non ne teme.

        Fabio

        • marco soardi

          Grazie per le indicazioni…non so come..mi pareva di averli già scritti i ringraziamenti..mistero o rincitrullimento incipiente.

  • andrea

    i sensori del rox 10 sono compatibili con il rox 11?

  • Giovanno

    Ciao Fabio,
    ho acquistato il Rox11.0 e ancora non l’ho montato. Ho provato i collegameti con sensori , PC e app sul cellulare. Fatte configurazioni ma non ho ancora capito come impostare gli allenamenti. Se entro nel menu “Workout” mi dice “vuoto” e non riesco a trovare alcuna opzione che mi permetta l’inserimento di soglie,tempi etc.
    Mi riesci a dare qualche dritta?
    Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, purtroppo non ho più il Rox sottomano, l’ho rispedito alla azienda al termine del test e senza averlo nemmeno davanti ho difficoltà a ricordare le funzioni.
      In linea di massima trovi tutte le istruzioni dettagliate scaricando il manuale completo dal sito ufficiale, perché il cartaceo di serie è troppo basico.
      Io feci così quando l’ho provato e sono riuscito a trovare facilmente ogni funzionalità, malgrado sia notoriamente scarso nell’uso di questi aggeggi…

      Fabio

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