Sigma Rox 12

Tempo di lettura: 11 minuti

Sapete tutti che non sono un amante dell’elettronica sulla bici.

Con molta difficoltà e ritardo, ho abbandonato il semplice telefono per passare allo smartphone e solo perché obbligato dalle circostanze.

Allo stesso modo da tempo ho dovuto dotarmi di diversi strumenti capaci di fornirmi la mole di dati necessaria a confermare coi numeri tutto ciò che rilevo pedalando durante i test.

E anche se riconosco quanto i ciclocomputer più evoluti abbiano migliorato la vita a chi vuole allenarsi e sono diventati comodi compagni per chi scorrazza spensierato, non sono mai riusciti a coinvolgermi più di tanto.

Però come sempre da queste pagine le mie preferenze devono passare in secondo piano rispetto alle esigenze di informazione e quando a inizio estate Sigma lanciò il nuovo Rox 12 io diligente appuntai la notizia sul mio notes, proponendomi di contattare la casa madre per organizzare la recensione.

Confesso mi aveva incuriosito. Non solo per le innumerevoli funzioni, così tante che temo me ne sfugga qualcuna; no, mi aveva colpito nel vederlo sulla pagina internet dell’azienda, spiccava solitario tra fratelli tutti (almeno esteticamente) uguali, quasi si sentisse fuori posto.

Quando invece un posto ben preciso gli appartiene ed è il primo gradino del podio in una fantomatica classifica con gli altri ciclocomputer della casa.

Qui, col Rox 12, il balzo in avanti rispetto a quanto visto finora nel catalogo dell’azienda tedesca è notevole.

Schermo più grande, a colori e con un touch sensibilissimo, un sistema di navigazione molto evoluto pur restando facile e intuitivo (tanto che ho imparato a usarlo persino io…) una dotazione software di alto livello e, immancabile nell’era social, la possibilità di diffondere i dati delle proprie uscite in tutti i più usati social media del settore.

Avevo scritto “condividere le proprie uscite” ma ho corretto: scusate, resto della vecchia guardia, per me condividere una uscita significa ancora pedalare insieme.

Ma lasciamo da parte le chiacchiere da vecchio brontolone e proseguiamo.

Sono cresciute le prestazioni col Sigma Rox 12, sono cresciute le dimensioni. Non tutti amano montare al manubrio aggeggi troppo ingombranti, ma grazie al ridotto spessore e a volumi ben proporzionati, sono riuscito ad accettarlo anche io. E poi è facile coordinarlo alle livree delle bici sfruttando le conchiglie in altri colori e giocando pure a combinare i colori dei pulsanti.

Basta però con l’introduzione, al solito ci attende una lunga recensione con tanto da vedere. Dove la vera difficoltà è stata non trasformarla in un manuale di istruzioni.

Per questo ho deciso una struttura in sette paragrafi compresa questa breve introduzione. Vedremo in sequenza il contenuto della confezione della versione sport (la più completa), scopriremo come è fatto, vedremo cosa fare al primo avvio, le sue funzioni e personalizzazioni sfruttando una lunga sequela di immagini, lo porteremo a spasso in strada e fuoristrada per carpirne ogni dettaglio nell’uso e, finalmente, trarremo le nostre conclusioni.

Quindi mettetevi comodi, musica di sottofondo e buona lettura.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Michele Bernardi

    Grazie per il tuo test che dà un’idea molto accurata delle potenzialità dell’oggetto (anche in tanti altri casi ho trovato utili e ho seguito i tuoi consigli). Una caratteristica però manca ed è quella che, in una occasione, mi fregò non poco con il mio attuale “navigatore” (Polar V650). Parlo della situazione in cui mi sono trovato quest’anno nello svolgere la dura prova della “Veneto Gravel”: 700 km da percorrere di fila. Io li ho percorsi in 2 giorni e mezzo ma il problema non è il tempo impiegato ma la mole di dati contenuta nel file gpx Infatti (ma sono venuto a conoscerlo dopo dall’assistenza Polar che avevo interpellato), il Polar può gestire un numero massimo di punti sulla traccia (non ricordo il loro numero, dovrei cercare nei vecchi mail) e il risultato è che semplifica enormemente un tracciato così lungo. In poche parole, dove si doveva capire immediatamente quale stradina o sentiero si doveva imboccare, Polar tracciava una linea retta che sorvolava una buona fetta di territorio e ricadeva su un punto un po’ distante senza indicare la via programmata per raggiungerlo. Fortuna che potei aggregarmi ad altri ciclisti che possedevano un Garmin che questo problema di gestione non lo conosce. Addirittura, ho infine seguito un ciclista che aveva un Garmin Dakota 20 che manteneva, pur con la sua semplicità, la perfetta successione di ogni tipo di sentiero e strada da percorrere. Ecco (parlando a te che sei sempre parecchio prolisso, mi è venuto facile d’esserlo anch’io…), il dettaglio che mi piacerebbe conoscere del Sigma Rox 12 è questo: riesce a gestire nel dettaglio una traccia gpx molto lunga? Grazie se puoi rispondermi. Michele

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, purtroppo non posso aiutarti.
      Una volta concluso un test, il materiale in prova torna in azienda. Se qualcosa non l’ho affrontato al momento mi è impossibile tornarci successivamente.

      Fabio

  • Claudio

    Ciao,
    veramente un ottima recensione. MI ha permesso di capire molto del dispositivo, anche in considerazione che avevo provato a scaricare il manuale e a mala pena viene spiegato come installarlo ed accenderlo.

    Una sola domanda visto la completezza della tua guida mi piacerebbe copiarla e stamparla per averla a disposizione alla bisogna, però mi sembrerebbe che ci sia qualche protezione,. Come posso procedere?

    Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, mi fa piacere che hai trovato risposte ai tuoi dubbi.

      E rispondo anche alla tua domanda; una protezione c’è, seppur blanda.
      Capita periodicamente che chi è da poco arrivato sul blog chieda di avere gli articoli in Pdf; io non posso che rispondere sempre alla stessa maniera.
      Il blog è gratuito per voi che leggete, non per me che lo gestisco.
      La mia moneta di scambio con le aziende affinché mi inviino i sample test è la vostra partecipazione.
      Se metto i pdf a disposizione o se voi copiate e leggete offline, abbassate le statistiche, rendendo il blog meno appetibile e quindi più povero di contenuti.
      Alla fine quella che a voi sembra una comodità finisce con l’essere un danno, perché sono i ciclisti che non troveranno informazioni.
      Ecco perché seppure abbia usato una protezione comunque aggirabile, invito ad evitare lo stesso di copiare e salvare. Non ne faccio discorsi di proprietà intellettuale, è tutto scritto per i ciclisti questo blog.
      Semplice pragmatismo.

      Fabio

  • Claudio

    Ciao,

    Per quanto sia passato quasi un anno da quando lo hai provato provo a farti un paio di domande sulla “solidità”.

    Anni fa avevo preso un GARMIN ETREX20. Tra l’altro veramente un ottimo prodotto per i tempi. L’ho montato con apposito supporto,sia sulla MTB che sulla BDC, sul tubo orizontale vicino al canotto dello sterzo. Sulla MTB mai nessun problema, ma sulla BDC, molto più rigida, mi è letteralmente volato via in discesa a causa del manto stradale.Da quello che ho letto non era successo solo a me. Da quel momento ho sempre messo un laccetto di sicurezza (che è tornato più volte utile).
    Ora anche in questo caso siamo in presenza di un prodotto di un certo peso e con dimensioni che vanno ben oltre l’aggancio.

    Volevo chiederti nell’uso che hai fatto come ti è sembrato l’aggancio? Hai mai avuto sensazioni che potesse volare via? ed ultima cosa che tu sappia è presente il classico forellino per il laccetto di sicurezza?

    Grazie e ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, che io ricordi no, nessun forellino.
      Stabilità? Non ebbi problemi, in quel momento ero anche alle prese col test di una bici gravel e non gli feci mancare scossoni e salti.
      Poi certo, magari sul lungo periodo può succedere si usuri la sede prendendo gioco, come può non succedere. Alcuni aspetti richiedono mesi per essere valutati, incompatibile con i tempi stretti di restituzione dei sample test alle aziende.

      Fabio

  • Claudio

    Ciao,

    Tornando alla mia precedente domanda… forse il forellino del laccio c’è (se guardi la scheda come è fatto cè una piccola apertura sul coperchio della micro SD ed un altra sotto la scocca).

    Ora sono entrato nel vivo della tua recensione, che ho riletto più volte… ho scritto anche alla SIGMA per avere dei chiarimenti ma le loro risposte sono in linea con il manuale delle istruzioni…
    Dalla tua recensione non rilevo una cosa che provo a chiederti. Molti ciclisti hanno due bici e si alternano tra MTB e STRADA. Ora i valori si possono tenere distinti utilizzanto appunto dei profili divirsi MTB / RDB, ma non capisco se l’impostazione della bici è a livello di PROFILO per cui su ogni profilo posso associare la sua bici oppure no per cui posso impostare solo una bici. Ricordi mica come è la cosa?

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, ho guardato le immagini (rispondo da pannello amministratore, non dagli articoli) e si, forse quello è il foro per il laccetto. Ma dopo un anno è difficile ricordare.
      Ricordo invece che la doppia impostazione è possibile, passi da un profilo all’altro. Ognuno ovviamente conserva i propri dati, non puoi, per capirci, sommare le distanze o altro con tutte e due le bici. Ognuna resta distinta.
      Comunque concordo sul fatto che Sigma non è particolarmente generosa di informazioni…

      Fabio

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