Shimano MT7

Introduzione

Continua la mia ricerca di abbigliamento da ciclismo adatto a più usi. Questa volta a essere esaminata e provata in ogni possibile situazione è una novità di casa Shimano: la scarpa MT7.

Una scarpa da trekking e casual, capace di ospitare tacchette Spd, di farci pedalare anche senza e, soprattutto, di farci camminare al riparo da scivolate o sembrare pinguini una volta scesi di sella.

Perché c’è chi esce pensando solo alla prestazione e chi vaga con la sua compagna a due ruote per il gusto di andarsene in giro. Fermandosi in ogni luogo, visitandolo, scattando foto o assaporando un libro e poco conta se poi la traccia di qualche app lo farà finire a fondo classifica.

E’ una scarpa particolare proprio perché non estremamente specialistica. Che non significa non eccella in ciò per cui è progettata ma che ha reso la vita di questo tester piuttosto difficile. Più un accessorio o componente è estremo, più semplice il suo test. Poche situazioni da valutare: quello e solo quello può fare, c’è nulla da inventarsi.

Qui invece mi sono trovato tra le mani, anzi ai piedi, una scarpa da fuoristrada, adatta alla Mtb come al gravel; che si trova perfettamente a suo agio nella pratica turistica sia a corto che a lungo raggio; che permette una efficace pedalata sportiva grazie alla sua forma, seppur limitata da una suola morbida che qualcosa in fase di spinta paga; che può essere usata senza tacchette, quindi c’è stato da provare pure questo; che fermata la bici permette di andarsene in giro per borghi, campi o in centro città, sia con le tacchette montate che senza; che non sfigura sotto un completo tecnico così come si abbina facilmente a un informale jeans.

Talmente tante le possibili condizioni di utilizzo che non è stato semplice riuscire a prevederle tutte.

Spero di esserci riuscito; e spero che la collocazione di questo test nella sequenza dedicata al ciclismo urbano non sia fraintesa. E’ una scarpa adatta anche alla città. Ma, appunto: anche.

Di solito nel paragrafo introduttivo spendo qualche parola per presentare l’azienda, visto che spesso mi piace cercare nomi poco noti.

Qui ho a che fare con la più grande e famosa azienda di componenti per il ciclismo: c’è praticamente quasi tutto. Compreso un vasto catalogo di abbigliamento, che spazia dal turismo allo sportivo estremo. Del resto se guardiamo alle trasmissioni, cioè i componenti che sono la bandiera dell’azienda, troviamo il semplice cambio da 5 velocità (semplice per modo di dire: sono indistruttibili…) e il Dura Ace servoassistito. Per non dire del mondo off road.

Ogni prodotto accuratamente studiato e ottimizzato per quell’uso; ogni prodotto utilizzabile con facilità da chiunque; ogni prodotto costantemente migliorato. Poi, come altre aziende giapponesi anche in settori diversi, il balzo in avanti. Quando la concorrenza gli vede ormai la ruota e crede che se scatta sui pedali potrebbe sorpassarla, ecco che arriva quel componente che stabilisce nuovi standard. E via a rincorrere per tutte le altre. O a cercare di differenziarsi.

Non abbiamo in prova una pietra miliare ma un prodotto nuovo si; e posso anticiparvi, decisamente superiore ad altre scarpe da trekking, sempre della casa giapponese, che ero solito indossare qualche anno fa ma con le quali non mi riuscì mai di stabilire un buon rapporto. Troppo morbide per pedalare, troppo rigide per camminare; pesanti andando sulla bici e con tacchette che sporgevano troppo andando a piedi. Insomma, un compromesso ma non riuscito.

Proprio per questa mia precedente esperienza, quando in autunno inoltrato lessi del lancio di questo nuovo modello decisi di contattare Marco Cittadini, manager della comunicazione di Shimano Italia, per chiederne un paio in prova. Richiesta accolta; e così, diverse settimane prima rispetto al momento in cui state leggendo queste note, mi sono visto recapitare queste MT7 e anche un altro modello: le XC5 di cui leggerete a breve.

Sarei voluto essere online prima con questo test, ma è talmente tanto il materiale in prova e così differente nell’uso che riuscire a starci coi tempi è difficile. Nel momento in cui premo il tastino “Pubblica”, una recensione è già chiusa da diversi giorni. Quando la data che ho calendarizzato per la pubblicazione è prossima, mi dedico a una attenta rilettura, perché solo a distanza di tempo dall’ultima stesura riesco a notare eventuali errori; e quando infine finalmente il test è online io già sto pedalando da tempo con altro. Insomma, una corsa perenne ma nella quale riesco a essere più lento persino di quando pedalo.

Però alla fine, penso sempre, meglio una settimana in più che un articolo malfatto. Quindi sperando che questa recensione sarà di vostro gradimento, possiamo voltare pagina e scoprire come sono fatte queste Shimano MT7.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • michele

    ciao Fabio, vado sempre alla ricerca di questi prodotti ibridi perchè uso prevalentemente la bici per dei tour.
    Il biomeccanico mi consigliò di non prendere scarpe con suole troppo morbide , quindi optai per una shimano con indicatore rigidità suola pari a 5.
    La differenza si sente quando si cammina.
    Mi sono abituato ma se avessi letto la tua recensione avrei optato per una scarpa di durezza 4.

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, il tuo biomeccanico avrà avuto le sue ragioni. Può darsi che avesse a riferimento modelli più vecchi, coi quali nemmeno io mi trovai bene.
      In ogni caso è sempre bene tener presente l’uso prevalente quando si ha che fare con prodotti dalle molte sfaccettature. Per esempio fra un paio di settimane leggerete il test di altre calzature Shimano, le XC5, che pure non disdegnano due passi. Ma son fatte per pedalare e la camminata, appunto, te la fanno pure fare, però…

      Fabio

  • Ciao Fabio, queste scarpe sono classificate da Shimano (insieme a qualcun’altra) come 3E, cioè sono più larghe e ‘spaziose’ di circa un 10% per chi avesse la pianta larga del piede (come nel mio caso). Dalle tue sensazioni, a occhio (a piede), ti risulta?
    Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, come scritto nel test sono si comode ma non ho rilevato maggior spazio; e vale la regola del numero in più, sempre

      Fabio

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