Segnale orario

Della mia idiosincrasia verso i ciclocomputer ho già parlato. Quindi sapete che non li monto su nessuna mia bici. L’unico dato che mi serve conoscere è l’ora, in modo da calibrare il rientro. Di solito chiedo al volo a qualche passante o automobilista a cui mi affianco; in mancanza, tiro fuori dalla tasca della maglia il telefono, operazione poco agevole con i guanti invernali.

Avvertivo quindi la necessità, almeno su una bici, di avere un orologio. Escluso quello da polso, dato che sono refrattario anche a quello, ho messo al lavoro il solito neurone asfittico per inventarmi qualcosa.

Invece lo hanno già inventato, e meglio di quanto avrei fatto io.

E’ lo Stemcaptain, che è possibile trovare in due versioni e in diversi colori.

http://www.stemcaptain.com/

Il neurone ha avuto un sussulto, rapida ricerca in rete su dove acquistarlo e prontamente ordinato.

Tre settimane circa è oggi è arrivato il pacchettino dagli States.

Inutile riproporre qui caratteristiche, reperibili sul sito del produttore, mentre per l’installazione potete fare riferimento al video ufficiale, molto chiaro.

 

Malgrado l’ampia scelta di colori, manca però in gamma una versione con base in finitura silver.

La scelta mia è andata al nero per base e quadrante, versione dell’orologio più grande.

 

0065 Elessar Vetta randonneur bicycle 180

L’orologio arriva corredato di un foglio di istruzioni e di una batteria di ricambio, il tutto contenuto in uno scatolo che ricorda quello delle sorprese degli ovetti di cioccolato.

0066 Elessar Vetta randonneur bicycle 179

Subito si sono presentati due problemi, uno estetico e l’altro funzionale.

Quello estetico riguarda la base nera, davvero inguardabile nel tripudio di sfavillanti cromature e parti lucidate di Elessar.

Quello tecnico la dimensione della svasatura inferiore della base, più larga del diametro interno degli spessori montati sulla bici, per cui non combacia.

La base è in alluminio, e questo mi ha semplificato le cose.

All’inconveniente tecnico ho ovviato usando il trapano come un tornio, lime di diversa grana e via ad asportare materiale fino a diminuire il diametro alla stessa misura di quello interno degli spessori.

0067 Elessar Vetta randonneur bicycle 1820068 Elessar Vetta randonneur bicycle 181

 

 

All’inconveniente estetico ho ovviato sempre usando il trapano come tornio e asportando l’anodizzazione nera con carte abrasive via via più fini e lucidando poi a specchio con le apposite paste e tamponi.

 

0069 Elessar Vetta randonneur bicycle 174

Il risultato finale è soddisfacente.

Si è creato un certo scompenso estetico dovuto alla maggiore altezza della “torre” che spunta dall’attacco manubrio, rimediabile accorciando la forcella. Operazione però non reversibile, quindi se in futuro avvertissi l’esigenza di un minor dislivello sella manubrio non potrei più tornare indietro e per questo, prima di intervenire, voglio pensarci bene. Neurone solitario (e affaticato) permettendo.

0070 Elessar Vetta randonneur bicycle 1780071 Elessar Vetta randonneur bicycle 1770072 Elessar Vetta randonneur bicycle 2320073 Elessar Vetta randonneur bicycle 231

 

 

 

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

Commenta anche tu!