Santini Sms Vega 2.0

Introduzione

L’inverno sta arrivando; non sarà quello carico di oscuri presagi del Trono di Spade e non siamo ancora nell’inverno astronomico però la temperatura scende e finalmente, sorbendomi qualche lunga trasferta in quota, ho potuto iniziare i test dell’abbigliamento invernale. In ritardo, ma fino a pochi giorni fa vedevo ancora persone in spiaggia…

Il protagonista di questo test è il completo Santini Vega 2.0, composto da maglia e salopette lunga; a cui l’azienda ha aggiunto i guanti invernali e i sovrascarpe, soluzione più adatta al clima nel quale pedalo.

Santini Sms non ha bisogno di presentazioni, è una delle più importanti aziende di abbigliamento ciclistico e ne parlai già in occasione del test del completo estivo Tono. In quella occasione presi accordi con l’ufficio stampa per programmare un test invernale. Con l’efficienza che lo contraddistingue già ai primi di settembre avevo in casa tutto il necessario; la mia idea era essere pronto appena giunto il freddo per pubblicare più o meno in linea con l’arrivo delle temperature più basse. Invece un autunno ben più mite del solito mi ha obbligato a spostare tutto, però l’importante è avercela fatta.

E proprio in virtù del clima benevolo rispetto ad altre zone d’Italia la scelta è andata al Vega 2.0, studiato per un range di temperature +5/+15°. Provare un modello per temperature più rigide mi sarebbe stato quasi impossibile, qui gli zero gradi sono leggenda, se ne parla come di eventi eccezionali “…ti ricordi quell’anno che la notte scendemmo a zero?”. Quindi o migro a latitudini diverse oppure evito di chiedere ciò che oggettivamente non sarei in grado di descrivervi. Che poi alla fine, per non dilatare oltremodo i tempi di pubblicazione e farvi leggere questo test quando ormai buona parte della Penisola si sarebbe trovata già da settimane nella morsa del freddo, sono migrato. Di poco, spostandomi nell’entroterra, in montagna; e di tanto, nelle regioni vicine, altrimenti freddo vero avevo voglia di aspettarlo.

Così tra uscite all’alba per sfruttare le temperature più basse e domeniche con bici in auto per affrontare lunghe trasferte alla ricerca dei fatidici 5 gradi di soglia minima, sono riuscito a farmi un quadro completo di questo Santini Vega 2.0 e di altro abbigliamento invernale che sarà a breve pubblicato. Non so se ho percorso più chilometri alla guida o pedalando ma è stato sicuramente un bel testa a testa. Cosa non si fa per senso del dovere…

Partiamo così alla scoperta del Santini Vega 2.0. Vedremo la maglia, la salopette, i guanti e copriscarpe: protetti dal collo ai piedi.

Tutti capi accumunati dal trattamento idrorepellente Acquazero, un trattamento privo di fluoro che grazie a una struttura basata su polimeri ramificati permette una efficace idrorepellenza e rapida asciugatura. E dal tessuto Blizzard, un tessuto garzato internamente in morbida microfibra e garantisce tepore, elasticità, traspirabilità e durata. Solo i copriscarpe usato una termofelpa differente ma ugualmente efficace.

Voltiamo pagina e studiamo come sono fatti, sdoppiando i paragrafi: uno dedicato a maglia e calzamaglia e l’altro a guanti e copriscarpe.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Michele

    altro ottimo articolo…. oramai uso con soddisfazione l’accoppiata gore bike per il sopra e santini per il sotto. Trovo il tutto eccellente, come il fondello santini.
    Le maglie santini invece mi lasciano a desiderare, o meglio preferisco di gran lunga quelle della gore bike.

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, in rapida successione ho pubblicato Gore Bike e Santini, in arrivo c’è Bicycle Line e con l’abbigliamento mi fermo. Sono test difficili da svolgere con accuratezza, portano via una quantità di tempo enorme e il rischio di una imprecisione è altissimo.
      L’accoppiata tua è ottima; anche Santini però ha abbigliamento in Windstopper, quindi praticamente analogo perché la membrana è identica. L’unica differenza oggettiva è il taglio, Gore Bike è più classico su quasi tutta la gamma. Non so che maglia hai usato di Santini, però ti assicuro che sono di uguale qualità e prestazioni. Qui ho puntato sulla impermeabilità perché volevo differenziare. Spiegherò meglio perché questi capi e questi marchi nel prossimo test, quello di abbigliamento BL che, se tutto procede per il verso giusto, sarà online fra massimo due settimane.

      Fabio

  • Andrea

    Ottimo articolo, stavo considerando un prodotto di alta fascia per le giornate quando non c’è freddissimo (con gli ultimi inverni anche in Valpadana non è che siano molti i giorni veramente freddi) e ho provato il prodotto di un celebre marchio. Devo dire che preferirei Santini, che mi sembra produca in Italia, per me è un plus.

    Una cosa non capisco sulle maglie impermeabili. Il ciclista resta asciutto ma…quello che c’è nelle tasche? Perché non una tasca con zip impermeabile? Ci sono le tasche impermeabili (o c’erano) sulle Btwin!

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, la mancanza del taschino con zip è stato il mio cruccio in questi test autunnali di abbigliamento (come detto a Michele nell’altra risposta sono tre i marchi che ho deciso di trattare, manca la pubblicazione dell’ultimo test) dove non l’ho trovata mai.
      Le tasche sono impermeabili, il tessuto è quello. Però sono aperte e se gli oggetti sono voluminoso l’acqua penetra. Io ho risolto col vecchio trucco di usare una bustina di plastica, quelle per i congelatori con la chiusura ermetica, per tenerci oggetti piccoli o che si potevano bagnare (per esempio le banconote) mentre che si bagna l’involucro dei biscotti fa nulla.
      Però, poco da fare, a me il taschino con cerniera piace. E mi piacerebbe trovarlo sempre. E invece lo trovo mai. Vabbè.

      Fabio

  • michele

    Fabio visto che ci sei fai un test pure con x bionic… Chi desidera l alta gamma non può non considerare anche questa marca.

    P. S. Maglie ho solo x bionic.. Della gore Bike ho maglie thermo e giacche in windstopper e gore tex. Maglie intime invece craft odlo e qualcosa x bionic

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, era in calendario ma ho rinunciato. Non sarei riuscito a proporlo in tempi decenti, troppi test aperti ancora da finire. Tra lo scrivere una recensione arronzata e non pubblicare preferisco non pubblicare.

      Fabio

  • Franco

    Bellissima recensione. Due appunti : si sente l’aria penetrare e con temperature attorno ai +5 con umidità relativa elevata non é piacevole. Il fondello é migliorabile, buono ma non buonissimo. Non all’altezza di un modello top di gamma. Ma siamo sul soggettivo.
    P.S hai una bici da paura : la più bella sul mercato IMHO.

    • Elessarbicycle

      Ciao Franco, ho pedalato a lungo con questo completo, anche con temperature più basse dopo aver chiuso il test. Problemi di eccessiva permeabilità all’aria non ne ho avvertiti.
      Ma qualcosa c’è rispetto a capi prevalentemente antivento, passa diciamo. Però bisogna tener presente che questo completo fa della impermeabilità all’acqua e non al vento il suo punto forte. Ne parlai durante lo svolgimento del test proprio con l’azienda perché, e te ne accorgi verificando sul sito, davano un solo pallino su cinque proprio alla resistenza al vento. Io la trovai all’epoca e la trovo tutt’ora una valutazione poco generosa, il Vega non è così tragico da meritare un solo pallino. Ho usato capi antivento molto peggiori e quelli si che erano studiati per il vento, quindi possiamo parlare di difetti.
      Torniamo al Vega. Mi spiegarono il voto basso chiamiamolo così proprio perché è completo per la pioggia.
      Infatti la sua caratteristica vincente è effettivamente la pioggia, mentre per chi cerca protezione dal vento ci sono altri modelli a catalogo, e quindi sarebbe stato sbagliato da parte mia scrivere che c’è un difetto lì dove la stessa azienda specifica non è quello il suo uso. Ho testato a lungo l’impermeabilità all’acqua proprio perché questa la caratteristica saliente, il punto distintivo. Dove ho promosso a pieni voti.

      Sul fondello invece, a distanza di tempo dalla pubblicazione che risale a metà ottobre, ho trovato qualche limite dopo le quattro ore. Usura o errati lavaggi da parte mia no so, ma un minimo di decadimento c’è stato.
      L’ideale, se uno potesse, sarebbe svolgere i test nell’arco di molti mesi. Le 4/5 settimane, che significa circa 20 uscite, riescono a darti una valutazione completa ma nulla possono quando un capo (o un copertoncino o altro) invecchia.
      Però chi li tiene sei mesi per un test? Due articoli l’anno, invece di uno settimana, in pratica chiuderei…

      Fabio

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