Santini Impact e Classe

Tempo di lettura: 18 minuti

Introduzione

Altro test di abbigliamento estivo, non programmato con largo anticipo come mio solito.

Infatti ne avevo previsto uno solo e lo avete già letto; però a parte la differenza tra ciò che dico e ciò che faccio a cui ormai siete abituati, quando ho visto il pantaloncino Santini Impact mi sono subito messo al lavoro per trovare il tempo di recensirlo.

Perché? Perché Santini introduce una novità tecnica che mi auguravo da tempo e sono contento sia stato proprio il marchio nostrano a dare forma a questo mio desiderio: un calzoncino con protezione antiabrasione.

Un inserto in tessuto realizzato da Sitip rinforzato con fibre Dyneema a coprire quasi tutto il fianco e la zona bassa della schiena. Dichiarato 15 volte più resistente dell’acciaio.

Messa così uno pensa a una sorta di corazza: compatibile col gesto della pedalata? O questa protezione finisce con l’intralciare?

Queste le domande che mi sono posto appena ho visto la sua messa in commercio.

Perché l’abbigliamento da bici deve rispondere a necessità preponderanti: traspirabilità, massima libertà di movimento, aderenza, aerodinamicità. Se poi è invernale arrivano ulteriori esigenze ma in ogni caso la protezione in caso di caduta è da sempre incompatibile con ognuna. Non è come andare in moto, ci pensate a pedalare con una tuta di pelle o protezioni rigide? Non tengo conto, ovviamente, delle protezioni removibili che si usano in alcune discipline off-road.

Una bella giornata estiva, ci godiamo la nostra pedalata e basta un attimo che per colpa nostra (raro) o altrui (frequente) arriva la scivolata. Magari banale, a volte più violenta. Il casco ci ha salvato la capoccia, perché il casco sempre lo indossiamo; i guanti hanno evitato danni eccessivi alle mani, perché anche loro sempre li indossiamo e perché le mani le allunghiamo in avanti come gesto istintivo e spesso sono loro a impattare per prime col suolo.

Ci rialziamo, nulla di rotto, controlliamo la bici. A volte l’ordine è inverso.

L’adrenalina in circolo funge da anestetico e della botta presa al fianco nemmeno ce ne accorgiamo; al massimo il disappunto perché il pantaloncino si è stracciato e l’asfalto ci ha abbondantemente grattugiato coscia e fianco. Vabbè, due graffi, che saranno mai per duri ciclisti come noi?

Saranno quelli che già durante la notte inizieranno a farsi sentire prepotenti e che ci terranno lontani dalla bici molti più giorni di quanto la nostra tempra ci avrebbe fatto immaginare. Non siamo professionisti, siamo semplici amatori della bici, quindi non pensate a chi in un Tour o un Giro prende tranquillamente il via malgrado la rovinosa caduta del giorno prima. Quello è un altro mondo.

Noi no, il giorno dopo e per molti altri giorni a seguire avremo difficoltà a camminare, a pedalare, a dormire. Lo so bene io che un anno fa, alla mia prima uscita in bici per puro svago dopo molti mesi passati a pedalare solo per i test, mi sono visto buttare giù a pochi chilometri da casa, sulla via del ritorno di un bellissimo e lungo giro.

Gran capocciata al suolo, grazie casco; botte forti sul tutto il fianco, dalla spalla al polpaccio. Veloce verifica alla bici e poi a me stesso (embé…) niente di rotto né per l’una né per l’altro, mesto rientro a casa.

Non mi ero nemmeno grattugiato troppo, il delinquente mi aveva spinto alla base di una rotonda lastricata con piastre di metallo, molto scivolose ma non troppo abrasive. Ma si, è andata bene, mi riposo un giorno e poi vedo se riesco a togliere un altro minuto da questa salita davvero dura, mi ero detto.

E invece quasi niente bici per tutto il mese che mi ero programmato e a lungo atteso di vacanza. Solo uscite, dopo molto più tempo di riposo di quanto avrei immaginato, a ritmo turistico e con altra bici, più comoda perché sull’ammiraglia sportiva avevo difficoltà con l’assetto da corsa.

Se avessi indossato questo pantaloncino Impact la mia estate sarebbe stata migliore? Non lo so. So per certo che se non avessi avuto ben calzato un ottimo casco non sarei qui a raccontarvi l’accaduto.

Quindi, poiché da sempre sono un convinto sostenitore delle protezioni, in moto come in bici, ho ragionevole certezza che se all’epoca avessi avuto abbigliamento adatto le conseguenze sarebbero state inferiori.

Che è quello che pensavo la mattina presto, osservando triste la mia bici a riposare sul cavalletto e io a riposo forzato sulla sedia. Ora potete capire perché appena ho avuto contezza che questo pantaloncino Santini Impact fosse disponibile ho subito contattato l’azienda chiedendo un esemplare in prova.

Esemplare consegnato in tempi brevissimi, per un banale disguido in taglia L e non M (la mia) e questo spiega perché nelle immagini in azione il bordo del calzoncino sia più vicino al ginocchio di quanto dovrebbe. La vestibilità però non ne ha risentito più di tanto, sia perché è un capo molto slim e sia perché io a causa delle uscite continue per i test (nemiche di un decente allenamento) tanto slim non sono più…

Calzoncino unico, abbinabile a qualunque maglia, guanti e calzini della casa.

Per questo con Santini si è concordato di unire il test con maglia e guanti Classe. Che in effetti ben si abbinano al calzoncino, soprattutto in questa colorazione grigia a tessuto melange.

Lunga introduzione, di solito cerco di temermi molto sotto le 1000 parole e invece vedo le sto per superare. Quindi chiudo qui; voltiamo pagina e facciamo conoscenza per primo col pantaloncino Impact.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Michele

    Ciao Fabio Santini è la mia Marca preferita. Trovo che abbia un rapporto qualità prezzo veramente eccellente. Mi fa piacere che il test sul fondello sia stato superato positivamente dopo 8 ore di bici.
    Santini si conferma al top. Assos può continuare a rimanere sullo scaffale 🙂

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