Rose X-lite CDX 8800

Introduzione

Torna sul blog il test di una bici sportiva, e non è inusuale perché è lì che batte il mio cuore; di inusuale c’è però che ho scelto una bici da corsa coi freni a disco, la Rose X-lite CDX 8800. Già, proprio io che mai ho fatto mistero di non essere un grande sostenitore dei dischi sulle bici sportive.

Però sapete che quando inizio a coltivare troppe certezze cerco di smontarle; e visto che ormai i dischi sono entrati sempre più nel mondo sportivo era giusto che prendessi una bici così equipaggiata e la provassi.

La scelta non è caduta a caso su uno dei modelli top della tedesca Rose. Anzitutto ho imparato da anni a conoscere la gran qualità delle loro bici, e infatti la mia ammiraglia personale proviene dal loro catalogo. E poi mi ha intrigato il fatto avessero posizionato questa X-lite CDX nella gamma Marathon, quella cioè dedicata alle bici da corsa non “spaccaossa”. Non sono più un ragazzetto, confesso che il pensiero di pedalare comodo mi ha allettato 😀

Come sempre Sergio Ghezzi, country manager della casa per il territorio nazionale, si è prodigato con la sua solita gentilezza per mettermi a disposizione un esemplare da provare, malgrado ne avessi fatto richiesta si può dire all’ultimo minuto. E così appena terminata la Parigi Roubaix con altro tester dove questa Rose ne ha conosciuto l’infernale pavé, è stata lavata, impacchettata e spedita a me. Prima di scattare le foto l’ho lavata di nuovo e mi è dispiaciuto rimuovere la finissima e blasonata polvere insinuata nei punti più nascosti: ho sciacquato via un trofeo strappato alla foresta di Arenberg e la bici un poco si è accigliata…

Ma basta chiacchiere, facciamo conoscenza con la bici; una presentazione più breve di quelle a cui vi ho abituato nei test (sollevati, vero?) perché la X-lite CDX non è una novità assoluta e la rete abbonda di immagini. Quella che vedremo e che ho testato è la versione “a catalogo“, senza cioè nessuna delle tante modifiche che è possibile ottenere grazie al configuratore o facendo ricorso all’ampio catalogo della casa.

Vediamo quindi come è fatta.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Guybrush Threepwood

    Gran bella bici. E bello pure il test (come al solito). Ero molto curioso di leggerne a riguardo.
    Vedere che un modello del genere viene testato (anche) con i pedali flat, la dice lunga sull’apertura mentale del tester. Bravo Fabio, ma brava anche Rose che propone una gamma davvero completa e all’avanguardia e a prezzi davvero competitivi.
    Unica cosa che non approvo tantissimo sono le colorazioni; un pò inflazionato questo matt black, tende a sottrarre personalità ai modelli rendendoli apparentemente “tutti simili”. Personalmente, lascerei queste livree “da prototipo” solo alle versioni top di gamma in modo da renderle subio riconoscibili (vedi S-Works, per esempio) e darei più sfogo alla fantasia per le altre versioni. Ma so già che ci stanno lavorando, quindi va bene così.
    Rimango in attesa dell’articolo sulla comparazione caliper/disco perché secondo me, in questo ci hai lasciato (volutamente) a bocca asciutta, vero??? 😉

    Daniele

    • Elessarbicycle

      Beh, l’ho scritto che la questione caliper vs dischi sarà affrontata a parte. Qui si parla della bici, non sarebbe stato il luogo giusto.

      Fabio

  • Giovanni

    Fabio, che tipo di periodicità richiede la manutenzione di un impianto di questo tipo su questa bicicletta che ha dimostrato di essere decisamente performante. La verifica e la cura dell’impianto la si può fare da soli o c’è la necessità di rivolgersi ad un meccanico?
    Concordo con Guybrush sul tema colorazione, anche per me è l’unico appunto che posso rivolgere a Rose. Sono splendide biciclette, che grazie a Fabio, ho imparato ad apprezzare, una scelta cromatica più particolare, anche se sicuramente alzerebbe i costi, darebbe quel “quid” che manca.
    Giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, dipende da cosa intendi per tipo di impianto: questo specifico Sram o un qualunque impianto a disco idraulico? Stradale o da MTb? Perché cambia per ognuno.
      L’unica cosa in comune è il periodico cambio olio, ma anche la periodicità cambia. Come per le auto e le moto, a influenzare sono condizioni e frequenza d’uso nonché le caratteristiche climatiche. Ovviamente per la pastiglie vale il semplice discorso dell’usura, un mese o due anni dipende da quanto ci pedali…

      Lo spurgo è una operazione ormai alla portata di chiunque e non richiede grossi investimenti economici per l’attrezzatura. Shimano ha un suo kit davvero economico, Sram (e quindi Avid, stesso gruppo) un kit più costoso ma nulla di che. Altri produttori pure, comunque raramente servono più di una cinquantina di euro. Si sale esclusivamente se si decide per un kit attrezzi adatto anche al primo montaggio, con tagliatubi, raccordi ecc ma è roba da officina non da utenza domestica.

      L’unica vera seccatura è che volenti e nolenti l’olio sempre colerà: sulla bici, sul pavimento ed è noioso. Ma soprattutto io sconsiglio il cambio olio una tantum, ossia per chi ha una sola bici e lo svolge con frequenza annuale o biennale. Perché l’olio una volta aperto si degrada: lasciarlo lì sulla mensola fino all’anno successivo equivale a buttarlo. A conti fatti, tra attrezzi e olio che si butta, conviene il meccanico. Se si possiedono più bici allora il discorso ovviamente cambia.

      Fabio

  • Giovanni

    Mi riferivo all’impianto montato sulla Rose. La mia curiosità era capire appunto quale manutenzione o accortezze comportasse l’avere un sistema idraulico su una bici di questa tipologia capace di esprimere prestazioni di rilievo senza sacrificare il confort.

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, lo Sram richiede poco: verifica periodica usura pastiglie (il modo migliore è sfilarle e verificare che lo spessore complessivo. cioè materiale d’attrito e supporto, non sia inferiore a 3 mm); trovandosi a pastiglie rimosse dare una occhiata al corretto scorrimento dei pistoni e se il caso intervenire (senza smontare, basta farne uscire uno per un poco, pulire e lubrificare e poi ripetere sull’altro, ho indicato come fare nella sezione officina); cambio olio una volta l’anno, si potrebbe anche ogni due se l’uso non è stato gravoso ma sarebbe preferibile non superare i 12 mesi.
      Le prime due operazioni sono alla portata di chiunque, la terza pure ma richiede attenzione e un kit per lo spurgo.

      Pinza e leva/pompa vanno smontati solo in caso di malfunzionamento o usura, ma non è operazione semplice. Non tanto la pinza, una volta svuotato il circuito lavorarci è abbastanza semplice, quanto leva e pompa sono più rognosi, tanti pezzettini piccoli piccoli e guai a sbagliare una sequenza.

      Discorso più particolare per le tubazioni idrauliche. A meno di screpolature o trasudamenti, possono star lì senza problema anche due o tre anni; però le condizioni ambientali influiscono (sbalzi termici, freddo intenso, lunga esposizione al sole) e dare un intervallo di sostituzione certo non è possibile. Da qui passano bici con le stesse tubazioni da 4 anni e non ho mai avuto esigenza di cambiarle, altre che dopo due anni vanno sostituite; molto dipenda da come si conserva la bici.

      Fabio

  • Luca

    Bella bici, offerta ad un prezzo molto interessante visti i montaggi. Le torri sulla piega sembrano di pura scuola teutonica 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, anzitutto auguri per il tuo infortunio, spero stia procedendo tutto per il meglio; compatibilmente con la difficile situazione.
      Gran bici, soprattutto con un rapporto qualità prezzo imbattibile.
      Sram non ha mai brillato per bellezza dei suoi comandi, ha ingentilito da poco quelli meccanici ma su quelli idraulici c’è da lavorare. Solo sull’estetica però, perché funzionalità ed ergonomia sono ottimi.

      Fabio

  • Luca

    Ciao Fabio, naturalmente scherzavo, bici tedesca, ma comandi americani; sagomare meglio le parti in gomma non dovrebbe essere troppo complicato credo.

    Grazie per gli auguri, forse scampo l’intervento, rx e visite una volta a settimana, incrocio le dita, tutte intere, almeno quelle 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, l’avevo capito scherzavi; ma in effetti i comandi Sram hanno teutonica imperiosità… 😀

      In questo articolo raffronto Sram e Shimano idraulici e come si può vedere verso la fine è quello che sta sotto la gomma che è diverso per foggia; finché Sram userà quella forma per il serbatoio, poco potrà modificare.
      In ogni caso è solo una questione estetica (e c’è chi li trova belli…) perché l’ergonomia è ottima.

      Fabio

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