Reggisella ammortizzato Ergotec PM-705N

Tempo di lettura: 6 minuti

In prova il reggisella ammortizzato Ergotec PM-705N, test che chiude il mio personale trittico alla ricerca di ergonomia e comfort in bici.

Quando pensai alla trasformazione di una bici con piega in una commuter urbana a manubrio dritto non scelsi subito questo reggisella.

Mi interessava lavorare sull’ergonomia, campo in cui Ergotec ha lunga esperienza; per questo avevo inizialmente pensato al reggisella Futura, che col suo intelligente sistema permette svariate regolazioni, ben oltre il semplice arretramento.

Prima di richiedere il materiale all’azienda ho però svolto alcuni test miei privati, proprio per capire dove esattamente intervenire e come. E nel corso di queste prove ho avuto conferma che, in ottica conversione, non sarebbe stato necessario intervenire sul reggisella in rapporto alle geometrie della bici usata; il che significa che con altro telaio potrebbe rendersi necessario. Anzi, spesso lo è.

Ma visto che non è stato necessario, ho pensato al comfort supplementare offerto da un reggisella ammortizzato.

Qualche anno fa testai il modello SP 05, a questo link la recensione.

Struttura semplice, facilmente regolabile, costo assai contenuto, buona qualità costruttiva.

Come sempre coi prodotti Ergotec, il rapporto qualità prezzo è eccellente.

Però resta comunque una versione assai semplice, volevo alzare la tecnologia.

Anche se questo ha significato alzare la soglia di prezzo. 

Però dopo aver recensito lo SP 05, economicissimo all’acquisto, e il Redshift Schockstop, eccellente ma finanziariamente impegnativo, con questo Ergotec PM-705N mi colloco tra i due estremi.

Differenze avvertibili nel funzionamento? Certo.

Sarebbe strano il contrario, impossibile chiedere identiche prestazioni con questi divari di prezzo.

Come si colloca al centro nel costo, così il reggisella Ergotec PM-705N si colloca al centro nelle prestazioni; con tendenza verso l’alto di gamma.

Merito delle biellette, soluzione perfetta per ottenere dolcezza di funzionamento.

Per semplificare: c’è la stessa differenza tra un ammortizzatore collegato direttamente a un forcellone e uno collegato tramite leveraggi.

L’unico limite, se così vogliamo chiamarlo ma vista la destinazione d’uso in realtà non è un limite, sta nell’impossibilità di inserire la batteria Shimano Di2 a reggisella, non c’è spazio.

Ma non è reggisella che uno monta su una sportiva, quindi direi che ci può stare; però è reggisella adatto al gravel, e sappiamo c’è il gruppo GRX ad azionamento elettrico, per questo ci ho pensato.

Si, adatto al gravel. 

Inizialmente puntavo solo a uso cittadino e turistico, ma più ci ho pedalato più ho capito che potevo allargare l’orizzonte.

La dolcezza di funzionamento è notevole, in fuoristrada ha saputo mostrarsi adatto.

Ma non andiamo già alle conclusioni, diamo inizio alla recensione scoprendo, al solito, come è fatto.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • edoardo

    Ciao !
    Sono molto sensibile all’aspetto ammortizzante specialmente in città dove vicino a casa ho tanto pavè; ma sono pure sensibile al costo ed anche al peso.
    Quanto pesa questo ?
    grazie
    edoardo
    P.S: un’altra informazione utile sarebbe saper di quanto “fuori sella” ha bisogno

    • Elessarbicycle

      Ciao Edoardo, il peso è 615 grammi. Sul costo posso dirti che quello ufficiale è un capello sottoi 100 euro ma ovviamente al pubblico è facile trovarlo anche al 30% in meno.
      Inserimento minimo è 10 cm, il fuorisella è poco importante. A meno di non usare una bici due taglie in più hai sempre tutto lo spazio che serve. Comunque le biellette occupano poco meno di 9 cm.

      Fabio

  • Ciao Fabio,sempre complimenti per le recensioni pubblicate.
    Cosi di primo acchito, mi verrebbe da dire che per noi in tandem potrebbe essere un prodotto utile per la seduta posteriore.
    Io avverto sempre se arrivano buche,dossi..ecc,ma a volte le botte improvvise sono dolorose e fonte di infiniti dissidi matrimoniali durante le nostre randonneè.
    Ho due dubbi, il primo lo condivido con le tue riflessioni postate, Armida pesa 47 kg, forse il sistema non è più funzionale a questo livello di peso?
    Altra cosa, su strada, dove si deve spingere un lungo rapporto seguendo tratti pianeggianti o poco vallonati,potrebbe essere che l’effetto ammortizzante si traduca in una dissipazione di forza,che renda meno efficace la pedalata?
    Un saluto.
    Marco

    • Elessarbicycle

      Ciao Marco, per potertelo dire con certezza dovrei provare.
      Però da come l’ho testato propendo per una certa perdita di efficacia con peso così basso.
      Mancherebbe la necessaria compressione iniziale, quella a bici ferma (ho notato che anche settando al minimo la vite di compressione serve forza per farla scendere) limitando parte del comfort.
      Il Redshift invece, prestato a ciclista leggero (ma non così leggero) ha mantenuto piena efficacia ma saliamo di prezzo.
      Io fossi in te farei una prova con lo sp 5, economico e poco raffinato ma ti darebbe un riscontro; e poi valutare in futuro un upgrade di livello superiore.
      Perdita di energia? Si, ma è trascurabile; e se il reggisella è buono nel complesso ne risparmi perché le gambe non sono chiamate ad ammortizzare.

      Fabio

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